LA CASA DEL POPOLO SOVRANO


In un quadro  politico frammentato e senza senso,  ove gli attori principali, hanno completamente smarrito il senso dello stato, può succedere, che la democrazia sia appallottolata come carta straccia  e buttata in un angolo e per questo,  ci sarà sempre chi paga il conto più elevato: I POVERI.

A più di uno manca il venerdì e forse il giovedì anche. Ma da dove ce ne accorgiamo? Basta  leggere poche righe dei loro programmi e si legge sistematicamente, che una parte deve predominare sull’altra. Che se vince a, b se la vedrà brutta e  nell’altro, che se b vince, a sarà azzerato e un soliloquio continuo non privo di minacce sempre più gravi, che passano da quello che le tv e giornali vogliono far credere, in modo strumentale.

Chi intende rappresentare il popolo sovrano, non può avere parti da difendere, perchè difende tutti. Salvaguarda un intero popolo a  partire dai più deboli.

Le ultime elezioni regionali , dimostrano incontrovertibilmente,  che un asse moderato, non è più rappresentato,  ha perso ogni posizione ogni argomento, ogni prerogativa, per regalarle a dei veri e propri delinquenti.

Noi chiamiamo delinquenti, chi osa mettere in dubbio   il criterio fondamentale della convivenza civile, chi scientemente attraverso scelte assurde, aumenta i divari, chi non garantisce che se stessi, nell’effimero gioco del potere,  ove ignari spettatori paganti assistono, obbligati dal potente di turno, a sorbirsi uno spettacolo indegno, nel teatro delle farse, perchè solo questo è quello che viene propinato.

Certo  è,  che uno stato da Gestapo fiscale, non può avere alcuna speranza di resistere nel tempo, in quanto il malcontento aumenta a dei livelli insopportabili e prima o poi ci sarà una reazione.

Il compito di un partito veramente post ideologico,  è quello di centrare le istanze e risolverle con metodo e certezza assoluta e in cui errori di salvaguardare una parte soltanto, non si potranno mai compiere.
In uno stato moderno, ogni cittadino deve poter aspirare ad avere una vita dignitosa, rispettando tutti, ma sentendosi prima di tutto egli stesso rispettato e non come un numero, non messo contro l’altro. Non preso come colui che deve competere ad ogni costo, in gare virtuali, in cui sono instillate solo ansie e paure di non farcela.
I risultati delle contrapposizioni incredibili a cui è stato sottoposto un intero popolo, rappresentano le evidenze e le caratteristiche essenziali degli ultimi 29 anni, in cui i poveri si contano a milioni. Evidentemente, fa comodo dimenticare gli ultimi, usati per promettere impossibili miracoli un attimo prima di elezioni  e che un attimo dopo,  tornano nel silenzio, condannati da un globalismo assassino a continuare quella vita infelice e senza speranze che facevano prima.

Quel globalismo, che quando vuole, paga lautamente, corrompendo antagonisti e sporchi avventurieri, appunto per far restare tutto com’è, al solo scopo di sfruttare nella prossima tornata elettorale i milioni di voti che arrivano da soggetti, che devono votarli per forza, con nuove leggi elettorali che di morale e di etica non hanno più nulla scambiati per falsi salvatori della patria e quindi barattare le loro vite, quando invece, sono null’altro che miserabili avvoltoi.

Ora ci sarà più tempo? Non possiamo prevederlo, ma se ci sarà dato, nulla è escluso, come non sarà escluso che una nuova classe dirigente potrà finalmente mettersi al servizio della comunità ,per le azioni che vanno fatte nel concreto e non certo per i desideri spesso non realizzabili usati come  specchietti per le allodole, dove mandare a ‘sbattere’ milioni di sciagurati.

P.S.P.

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