Virtù e conoscenza

«Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.»

Così parlò Ulisse per mano di Dante, nel famoso versetto 119 del canto XXVI dell’Inferno e sono parole più attuali che mai. Chissà, se i padri costituenti, si siano ispirati a lui nell’articolo 3, in cui sancirono il pieno sviluppo della persona umana.

Da anni ormai, viviamo nella decadenza più totale e ciò ci ha reso dei bruti. Virtù e conoscenza, parole probabilmente sconosciute e quand’anche non fosse, così vengono oggi considerate, come una bestemmia, in quanto non c’è più posto per questi concetti, cancellate da un “sistema” che le reputa scomode e perché?

Perché esse sono la base, le fondamenta dello sviluppo della persona umana e chi lo sancì nella nostra costituzione ne ha capito l’importanza, tanto da inserirla al suo interno. Gli “autori” della costituzione, hanno dimostrato in quasi 78 anni, che la saggezza nell’averla sancita è appunto per affermare il principio che l’essere umano è libero per virtù, ed è la base dello sviluppo di una società al cui interno gli individui che la compongono, possono migliorarla costantemente, se è pienamente accessibile la conoscenza vera. Se tutti concorrono a farla propria, è chiaramente l’insieme della società, che ne trae il vantaggio generale o al contrario, non esisterebbe alcun concetto di socialità. Un mondo falso, per esseri che vivono nelle falsità, scambiate per verità, che occultano la conoscenza. Sono eventi tremendi, che colpiscono un popolo che diventa ‘malato’.

Crediamo di vivere nel ‘progresso’, termine spesso ideologico, ma che delimita una stortura, solo perché è stata la tecnologia ad aver compiuto passi da gigante, ma nel livello umano generale, siamo tutti o quasi regrediti e brutalizzati.

Un piccolo esempio della brutalizzazione a cui siamo sottoposti, molto banale anche, è quella tecnologia racchiusa in un’arma qualsiasi, da quella più insignificante a quella più sofisticata. Che qualcuno giustifichi ad esempio, in cosa si possa rappresentare la non brutalità di un colpo di una pistola che raggiunge un essere umano. Eppure è una pistoletta con un proiettilino, distorto dalla finzione cinematografica, di falsi superuomini che beccandosela allegramente, si auto curano e dopo nemmeno 10 minuti sono in piedi, per continuare ad essere quelli che non sono, nel mentre è terrore allo stato puro essere sbrindellati e fatti a pezzi, dal detto proiettilino…………

E’ questo dunque, a parte l’esempio banale, il motivo principale per cui il mondo in cui viviamo è diventato ciò che è. I brutalizzati non sono più soggetti pensanti e non riuscendo a comprenderlo sono più facilmente influenzabili, plasmabili e manipolabili e cioè, in poche parole, sono stati creati milioni e milioni di perfette marionette, milioni di individui incapaci di rendersene conto ed ecco perché, chi “domina”, pone come suo principale obiettivo mantenere lo status quo e si ingegna esclusivamente per possedere al meglio le leve, ma soprattutto quella vera conoscenza del sapere, nutrendo la comunità di menzogne sempre più gravi. Solo chi riesce ad essere un vero ‘spirito libero,’ riesce a far propria la conoscenza e la virtù sviluppa nel suo DNA gli anticorpi, quelli che gli permettono di proteggersi e mai diventerà, la ‘marionetta’ nella mani del ‘puparo’.

Leggiamo troppo spesso che la verità rende liberi, essa però è solo una conseguenza. La verità dunque, deriva dalla conoscenza che è il mezzo o lo strumento attraverso cui, si dipana lo sviluppo dell’ umanità in senso compiuto, nel senso positivo, ma soprattutto nel senso negativo. ( accorgersi del negativo, è già una vittoria, tanto per essere chiari e limpidi)

Le troppe storture imposte dal ‘grande sistema’, hanno cancellato progressivamente la capacità di ricercarla nei due sensi. Pensiamo in troppi, tanti e tantissimi che il tessuto connettivo in cui viviamo, sia radicalmente marcio e il marcio ha infettato l’essere umano condannandolo a diventare molto peggio di un essere abbrutito e retrogrado.

Quella convinzione, che se la società è malata, anche tutto ciò che sta ‘sopra’ essendone l’esatta copia, non ha alcun motivo per impegnarsi a migliorarla, rispetto a ciò che è.

In questa frase profetica del nostro Sommo Poeta che non finirà mai di stupire, esiste il quid essenziale, ed ecco perché, se veramente vogliamo essere ‘liberi’, è proprio il concetto della virtù della libertà che dobbiamo far nuovamente nostro, un obiettivo a cui puntare con forza, per eliminare le storture e le negatività ‘vere’.

La democrazia è una creazione umana, è l’uomo ad aver istituito il governo, per cui se i cittadini che lo sorreggono sono dei bruti, la conseguenza sarà solo una democrazia malata, viceversa quando avverrà il pieno sviluppo della persona allora sì, che potremo avere una sana democrazia.

Impegniamoci tutti a riconquistarla.

Antonietta Basile

Responsabile PSP della Campania

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