Dolce e amaro del popolo sovrano

Segreteria

Ci viene lo spunto  da  ‎Claudio Mattone autore  nel 1989 della canzone dedicata a Napoli ‘A città ‘e pulecenella  nel cui testo sono espresse queste rime:

Mme dispiace sulamente
call’orgoglio ‘e chesta gente, se murtifica, ogneghiuorno,
pe’ namáneca ‘e fetiente
che nun tènono cuscienza,
che nun tènono rispetto…

È una delle tante belle canzoni simbolo di Napoli, città meravigliosa ma piena di guai come del resto ogni città del mondo. Essa è conosciuta tanto in positivo quanto in negativo per le sue contraddizioni. In negativo è conosciuta per la criminalità e la corruzione con ciò che ne consegue, in positivo invece, è conosciuta per illustri cittadini quali scienziati, poeti, filosofi, giuristi ed economisti di fama mondiale; nel campo delle arti e della cultura è stata rappresentata da autentici geni come, per citarne solo alcuni: Totò, De Filippo, Pino Daniele e Troisi. Da Napoli hanno avuto origine molte delle attività che hanno rivoluzionato il mondo rendendolo ciò che è ora come ad esempio:

1735 prima Cattedra di Astronomia in Italia 1754; prima Cattedra di Economia al mondo 1781; primo Codice Marittimo del mondo; 1792 primo Atlante Marittimo nel mondo 1836; prima Compagnia di Navigazione a vapore nel mediterraneo; 1839 prima Ferrovia Italiana, tratto Napoli-Portici; 1840 prima fabbrica metalmeccanica d’ Italia per numero di operai

Questo nel piccolo della eccelsa ed illustre napoletanità ,  che a sua volta si inserisce a pieno titolo nel contesto italiano, conosciuto al mondo intero come la culla della civiltà della cultura dell’intelletto e del genio letterario da almeno 5 millenni. E nell’ ancor  più grande  Sud Europa i cui Paesi hanno la loro storia, arte, cultura, tradizioni, usanze, caratteristiche, peculiarità,  accomunati dalla stessa radice culturale.

Questo rappresenta il dolce, mentre l’amaro è quell’intruglio velenoso, che ci viene instillato nella coscienza collettiva da i troppi  che ci mortificano definendoci con disprezzo dei piigs, per chi non lo sapesse in inglese significa maiali, oppure spreconi o evasori, come se tutto questo in casa loro non esistesse. Ci dicono <che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità > facendo finta di dimenticare che l’Italia ha dato molto di più di quanto ricevuto. Vogliono farci sentire inferiori  perché non abbiamo fatto i loro compiti  oppure non li abbiamo fatti bene o non abbastanza, in lezioni di falsa civiltà impartite ad ogni livello  al nostro popolo, che rasentano la follia e dunque contribuiscono pesantemente, a provocare non solo un forte risentimento, ma anche  uno stato di sfiducia e depressione che infonde incertezze ed un senso del non farcela, nello squallore con cui definiscono  vera e propria ‘carne di porco’ quello  che secondo loro è diventato il popolo italiano

Tutto questo perché, come dice bene la canzone, non hanno né coscienza né rispetto.

Siamo talmente abituati al marcio che ci viene girato addosso,  da non sentirne più la puzza,  tanto da non riuscire a pensare a qualcosa di diverso o di migliore.

Ebbene, smettiamola di farci mortificare, perché la mortificazione non è solo quella esterna, infatti  invece di guardare solo le negatività, dobbiamo concentraci sulle nostre qualità proprio per superare difficoltà che ci sembrano insormontabili e che aumentano un senso di generale impotenza. Questo ci impedisce di alzare la testa e compiere quello scatto d’orgoglio necessario per dire basta e agire.

E’ la classe dirigente che domina in Italia la responsabile, non è il popolo obbediente e remissivo colpevole di quanto sta avvenendo da anni, appunto perchè è abissalmente migliore rispetto alla classe dirigente che lo rappresenta, ed è questa la vera forza, su cui di dovrà costruire la rinascita che avverrà come sempre è stato. E’ quello scritto nei libri della storia che lo testimonia, non certo potrà provenire dagli insulti che la stampa estera rivolge sempre più spesso all’Italia. Ricordiamo sempre che siamo innanzitutto un Popolo Sovrano e il messaggio che vogliamo dare è:

Rialziamoci Tutti Insieme

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