Autore Topic: COSA MANCA?  (Letto 353 volte)

Luigi Intorcia

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COSA MANCA?
« il: Ottobre 03, 2019, 10:31:06 am »

In questi giorni in cui il main stream si sgola per la tassazione del contante, è utile ricordare una situazione ancora più grave e  completamente fuori controllo.

Molti milioni di cittadini, avevano sperato che il movimento 5 stelle, fosse una nuova realtà politica eletta dalla massa, che volevano un cambiamento radicale della modalità di gestione complessiva dello stato apparato.
Dal 2012 parlamentari eletti, ma anche nelle regioni per finire a Roma Capitale  hanno dato sfoggio solo di urla schiamazzi e  sfoghi estemporanei spesso con arroganza, in cui erano intenti solo  a contestare dentro le stanze che contano,  le storture che volevano correggere  fra cui quelle economiche.

L'ex Ministro Toninelli come tutti sappiamo, ha molto bloccato l'intervento pubblico in economia, delle opere strategiche a partire dal ponte Morandi per finire ai terremotati.  Nel 'mezzogiorno', dovevano essere 'cantierizzate' numerosissime opere pubbliche strategiche,  di cui si è persa traccia.
Questo movimento 5 STELLE,  ha di fatto tradito le aspettative di milioni di cittadini italiani soprattutto nel sud Italia

Ma che cosa manca?

I veri annosi e assurdi problemi in cui si dibatte l'economia sono, da una parte una pesante austerità provocata dalla UE e dall'altra, miliardi su miliardi di reddito che mancano dal bilancio statale.
Miliardi che sono stati sostituiti perentoriamente e con manovre finanziarie vessatorie,in cui contenuto sono aumenti di  imposte e tasse selvagge oppressive e fuori controllo.
Un 'crac' dell'economia semplicemente colossale che ha impoverito una intera nazione da almeno 28 anni.
Le conseguenze tragiche, sono sotto gli occhi di tutti. Alcuni enti come ad esempio  INPS e INAIL hanno sterminati patrimoni immobiliari che non producono alcun reddito, mentre sono attenti questi due enti faraonici  a dispensare multe e sanzioni e soprattutto a  non pagare sistematicamente  le pensioni perchè 'costano'.
I manager  strapagati di questi enti hanno  una specie di  torcicollo e  hanno contribuito pesantemente a completare il disastro.
Porti e aeroporti autostrade sono in un disastro senza precedenti, non solo per le manutenzioni, ma per essere i veri responsabili della pesante  deviazione di prodotto interno lordo, verso altri lidi, in un concetto affaristico privato, avvalendosi degli utili che  patrimoni pazzeschi in valore producono, unicamente per loro e non per i cittadini.
Fra i miliardi che sono spariti, alcun parlamentare ministro dei 5 stelle ricordano  che fra opere strategiche  i servizi strategici  sono stati tutti e indistintamente appaltati.

Avrebbero potuto, dato la messa a disposizione di fondi cospicui iniziare a invertire il trend creando imprese pubbliche a cui demandare esclusivamente la realizzazione di queste opere. Se esistono regole imposta dalla UE, anche in riferimento alla questione dazi per AIRBUS, cogliere il momento ( tanti ce ne sono stati )  ed imporre pesantemente l'intervento pubblico.
I settori chiave come i trasporti e la mobilità oltre all'energia, producono tutti messi insieme, talmente tanti miliardi di utili, che le amministrazioni PRIVATE con i soldi pagati dai cittadini italiani, invece di abbattere  i costi verso i consumatori finali di beni e servizi essenziali, sono andati ad investirli all'estero? 

Utili  che sono già depurati dai costi sia delle materie prime e sia del personale, utili cospicui che nel bilancio dello stato italiano avrebbero permesso si aumentare il PIL di svariati punti percentuali, avrebbero trattenuto risorse e soprattutto avrebbero consentito il rimborso massiccio del debito pubblico italiano ad un ritmo costante poderoso.
Avrebbero annullato qualsiasi incremento iva, abbattuto le imposte  e costituito ricchezza di base di un intero stato italiano che poteva gestire molto meglio il welfare.

Il trucco di generare reddito con le concessioni ai privati ha di fatto deviato produzione statale PURA che confluendo nei conti pubblici aumentava il volume complessivo del PIL.
Il fatto gravissimo è che queste multinazionali in realtà pagano il nulla con poderosissimi sistemi di fatturazione ad altissimo valore aggiunto, ma solo per le loro casse.

Eppure quelle opere strategiche sono state costruite sul sangue degli italiani che pagavano tasse contributi e compravano i titoli del debito pubblico italiano, che ora la UE ha intenzione di abbattere al 50%.

Al solo pensiero di una massa finanziaria  di almeno 1400 miliardi  € di euro, per dimezzare il debito pubblico, implica che  i cittadini devono non solo restituire le imposte e tasse, ma cedere anche  parte del risparmio in quanto il saldo è SEMPRE A ZERO, sempre dopo aver abbattuto il reddito totale italiano, che non potrà mai più crescere.

Questa tematica, induce a stabilire che solo uno stato PRODUTTIVO che riprenda  le sue leve di base, sarà in grado di abbattere il male e la crisi che in Italia è gravissima.

Questo partito,  nell'applicazione della costituzione del 1948 e al posto del movimento 5 stelle, ha intenzione di essere quella maggioranza in Italia, che intende riprendere il controllo dell'economia secondo non i criteri liberalistici, ma secondo il criterio dell'intervento pubblico in economia, indicato sancito e stabilito  nella costituzione del 1948,  con sistemi virtuosi, tracciati e trasparenti per  sottrarre il reddito dalle multinazionali CANAGLIE e lo riportino interamente nel bilancio dello stato italiano.
Solo con queste premesse fondamentali, sarà possibile far ripartire l'economia dell'intera nazione.

Le altre, tutte le altre, dalla prima all'ultima  sono esclusivamente  chiacchiere miserabili e 'disastrose'.

   


 


« Ultima modifica: Ottobre 03, 2019, 01:33:09 pm da Luigi Intorcia »
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Luigi Intorcia

BrunoAlessandroBertini

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Re:COSA MANCA?
« Risposta #1 il: Ottobre 03, 2019, 12:13:57 pm »
Anche se i sistemi sono complessi le evidenze che si osservano possono essere semplici.
Un euro o un panino da un euro?
Cosa vale di più?
Dipende tutto dal bisogno: se hai bisogno di mangiare sacrifichi l'euro e ti compri il panino.
Da questo semplice esempio si capisce che vale molto di più il panino.
Se hai 100€ e nessun panino da comprare quei 100€ non varranno nulla.
E' il prodotto acquistabile che dà valore ai soldi.
Se non puoi comprarci i prodotti quei soldi non hanno alcun valore.
E' però anche vero il contrario: se con 100€ che hai in tasca non ci compri un panino quei soldi sono inutili.
Spostiamo il discorso al livello dello Stato.

Lo Stato che non stampa una propria moneta possiede del denaro?
No, lo deve prendere in prestito.
Però l'importante sono i prodotti, quel che produce e possiede è più importante del denaro.
Verrebbe da dire: chi se ne frega della sovranità monetaria?

Osserviamo la situazione dei nostri prodotti allora.
Produrre in Italia costa troppo, tanto che è un dato di fatto che i prodotti  italiani "costosi" vengono più che altro esportati verso mercati più ricchi.
Le aziende che sopravvivono dipendono da questo export. Ne è prova il problema dei dazi verso l'america e l'obbligo di cedere a ricatti come il CETA per mantenere questa esportazione.
Il mercato interno in Italia acquista prodotti a basso costo provenienti da mercati esteri o sottoprodotti economici delle industrie che sopravvivono con l'export.
Possediamo quindi i prodotti che produciamo?
No, perché non abbiamo abbastanza soldi per comprarli e dobbiamo venderli all'estero.
Possediamo quindi i prodotti che importiamo?
No, perché li paghiamo con soldi che non abbiamo ma ci hanno dato in prestito.
I soldi con cui ci pagano i prodotti che esportiamo li usiamo per ripagare il debito fatto acquistando prodotti che importiamo.
Anche se tutto questo contorto giro di scambi fosse in pareggio sarebbe comunque un dramma perché nella realtà non possediamo né i soldi che usiamo né i prodotti che usiamo.
Siamo quindi colonia.

Per essere ancora più chiari basta guardare i numeri del Portogallo, altra colonia d'Europa.
Nel 2017 esportava per 59,3 ed importava per 78,3 miliardi di dollari con una differenza di 21 miliardi di dollari.
Può forse il Portogallo permettersi di diminuire le proprie esportazioni?
No, altrimenti questa cifra già altissima aumenterebbe ancora.
Anche vendendo i prodotti che esporta sul mercato interno (al posto di quelli che importa) guadagnerebbe meno che a esportarli verso mercati ricchi.
Questo vuol dire che aumentare la produzione interna, in questo contesto, serve solo se hai un mercato estero più ricco che acquista perché nel mercato interno quei prodotti non trovano acquirenti (la gente, povera, cerca prodotti più economici importati da mercati ancora più poveri).
Una dipendenza della produzione dalla domanda estera, quindi la perdita di sovranità su ciò che viene prodotto.
Nonostante l'export restano quei 20 miliardi.
Il Portogallo può pagarli stampando moneta?
No, per quel che mi risulta ha solo l'euro da prendere in prestito e restituire alla BCE con interessi tramite titoli di Stato.
Quindi si trova costantemente in debito con un soggetto terzo, privato, che è anche colui che gli fornisce tutti i soldi necessari a comprare i beni che utilizza.
Può ripagare quel debito col lavoro dei suoi cittadini?
No, perché anche internamente ogni investimento per produrre beni e lavoro è fatto con una moneta che va poi restituita con interessi. Quindi il maggior valore prodotto dal lavoro ripaga gli interessi e non può diminuire il debito verso l'estero.
Quindi il Portogallo è un paese totalmente dipendente dall'UE e dalla BCE; messo in condizioni di non poter sopravvivere senza di esse.
Se fa parte dell'UE sarà uno stato libero?
Vi risulta che per legge tutti i diritti (e i doveri) dei portoghesi siano uguali a quelli dei tedeschi?
Che abbiano lo stesso sistema fiscale?
Gli stessi tassi d'interesse sul debito?
Le tasse dei paesi più ricchi sono usate direttamente allo scopo di portare il Portogallo allo stesso livello della Germania (perequazione)?
No, uno Stato europeo non esiste e mai esisterà in questi termini: non c'è la volontà è evidente da come l'UE è stata costruita, ovvero rinnegando ogni controllo dei mercati da parte dello stato, sottraendo sovranità ai singoli stati non per trasferirla a uno stato comunitario ma al libero mercato.
Il colonialismo e lo schiavismo, purtroppo, non sono scomparsi col 1800.
« Ultima modifica: Ottobre 03, 2019, 12:56:27 pm da BrunoAlessandroBertini »

Luigi Intorcia

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Re:COSA MANCA?
« Risposta #2 il: Ottobre 03, 2019, 01:07:03 pm »
infatti è così, ma un vero partito come azione fondamentale prima deve  contestare e  poi deve  ESPROPRIARE OGNI concessione  e poi le ripristina nel modo corretto anche  perchè, alla UE non interessa assolutamente chi produce ricchezza, vuole però solo equilibrio rigore restituzione del debito e fa di tutto per non farla avvenire? Qui si parla di fatturati che valgono 10 punti di pil e con 10 punti di pil in più, si fanno tantissime cose che oggi invece lo stato pretende di farlo con le tasse ed imposte?

In alcune realtà campane esistono interi bacini industriali abbandonati. La beffa è di chi viaggia in autostrada e il suo danaro va a pinco pallo, quando invece doveva andare esclusivamente allo stato. Se lo stato assorbe tutto quel l'utile del pedaggio serviva per non far scattare le clausole IVA e forse di tanti problemi nemmeno ne avremmo parlato...


da qui allora è necessario iniziare pesantemente a fare politica senza alcun riguardo.
« Ultima modifica: Ottobre 03, 2019, 01:37:32 pm da Luigi Intorcia »
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Luigi Intorcia

Antonietta Basile

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Re:COSA MANCA?
« Risposta #3 il: Ottobre 13, 2019, 06:18:06 pm »
Come sempre in tutto! Noi ci mettiamo i soldi, il lavoro e tutto ciò che serve e i privati si prendo i profitti! Non solo, hanno anche la faccia tosta di farci la predica, la morale. Chi consente questo?