Autore Topic: IL PARADOSSO ITALIANO PER ECCELLENZA  (Letto 258 volte)

Luigi Intorcia

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IL PARADOSSO ITALIANO PER ECCELLENZA
« il: Settembre 03, 2019, 11:37:41 pm »
da un certo punto di vista esiste qualcosa che è completamente inspiegabile ( per i comuni mortali e non certo per gli addetti ai lavori che però si suddividono in attenti e distratti o pagati per essere distratti  ).
 
e vuoi vedere che quella famosa bagnarola
ha qualche buco in meno

 .............. un esempio?

MA CHE STRANO ESISTE INCREMENTO DELLE TASSE ANCHE CON EVASIONE ALLE STELLE? EVIDENTEMENTE QUALCUNO STA BARANDO DA 35 ANNI!

A TUTTI I PROVETTI FISCALISTI, AI PAPPAGALLI PESCATORI ACCANITI DELL'IMPONIBILE AD OGNI COSTO NONCHÉ ACCUSATORI A PIEDE LIBERO DI MENZOGNE GROTTESCHE E SENZA ALCUN SENSO: RICORDATEVELO BENE CHE PER PAGARE LE TASSE ( La tassa è un tributo da pagare in base all'utilità che il cittadino ha da un servizio pubblico o dallo svolgimento di un’attività statale, resi su richiesta del singolo soggetto. E’ quindi un tributo applicato per la fruizione di un singolo servizio. Tipici esempi sono la tassa sui rifiuti, le tasse universitarie, la tassa per l’occupazione di spazi e arre pubbliche, ecc.) CI VUOLE ESCLUSIVAMENTE IL REDDITO. CONSEGUE CHE ABBATTIMENTO DEI REDDITI = NIENTE INCREMENTO DELLE TASSE ( PER LOGICA ) E INVECE PER L'ITALIA SONO BALLE! L'IMPORTO DELLE TASSE E' INNUMEREVOLI VOLTE INCREMENTATO DI PIÙ DEL RAPPORTO SUL REDDITO. SI CONCLUDE CHE L'EVASIONE PRODUCE INCREMENTO DELLE TASSE IN MISURA PIÙ CHE PROPORZIONALE RISPETTO ALLE IMPOSTE DIRETTE ( SUI REDDITI DATO CHE UN ECCESSO DI IMPOSTE SUI REDDITI ABBATTE PER LOGICA L'AMMONTARE DELLE TASSE ) E DELLE IMPOSTE INDIRETTE COMUNQUE! E ORA COME LA METTETE CON L'EVASIONE FISCALE, GRANDI ED EMERITI IGNORANTI?


« Ultima modifica: Settembre 03, 2019, 11:40:06 pm da Luigi Intorcia »
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Luigi Intorcia

MASSIMO FRANCESCHINI

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Re:IL PARADOSSO ITALIANO PER ECCELLENZA
« Risposta #1 il: Settembre 04, 2019, 10:03:09 pm »
Sarà un mio problema ma non capisco, o almeno, capisco fino ad n certo punto.
Capisco che il problema sta sicuramente nel fatto che in Italia le tasse sono aumentate più degli stipendi, e ricordo che da anni non abbiamo più la scala mobile.
Il resto della formulazione per me non è comprensibile, o spiegata male.
Massimo Franceschini

BrunoAlessandroBertini

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Re:IL PARADOSSO ITALIANO PER ECCELLENZA
« Risposta #2 il: Settembre 05, 2019, 12:19:42 pm »
Anche per me non è chiaro.
Credo si riferisca al fatto che il "pareggio di bilancio" con una valuta che non si crea e non si distrugge presuppone che i soldi spesi dallo stato non siano da rapportare solo agli stessi recuperati dallo stato ma anche a quelli evasi, portati all'estero nei paradisi fiscali, spediti dagli immigrati ai paesi d'origine, pagati come interessi sul debito, persi nelle importazioni dalla Cina, bloccati nel piccolo risparmio e nei fondi di investimento.
Il paradosso sta proprio qui: lo Stato immette 1000€ e ne riprende 1000€ in tasse e imposte, poi ci racconta che le imposte sono alte perché c'è evasione e quindi altri 500€ che escono dal circuito economico, poi come detto ci sono tutti i soldi che finiscono all'estero altri 500€ che magari copriamo con lexport se siamo in pareggio.
Comunque così raccontato sembra che lo stato immette 1000€ e poi ne escono 1500€.
Chi li ha creati fisicamente quei 500€ in più?
Da dove arrivano?
Come facciamo tutti gli anni a evadere e sprecare tutti quei soldi che dicono se lo stato essenzialmente viaggia con deficit al 3%?
Evasione e sprechi non dovrebbero mai poter superare quel 3%.
Quindi non ci vengano a dire che senza di queste si potrebbero ridurre tasse e imposte oltre al 3% del loro valore.

Luigi Intorcia

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Re:IL PARADOSSO ITALIANO PER ECCELLENZA
« Risposta #3 il: Settembre 05, 2019, 12:31:59 pm »
carissimi ammetto che è complicatissimo riuscire a capire, ma è difficile la materia.
cerco di scrivere  proprio come 'sora Maria'?

Il mef ogni anno elabora il gap da economia non osservata, ovvero movimentazione finanziaria che non produce gettito. Hanno un programma excel che so fare anche io in meno di 15 minuti. Inseriscono una cifra che viene fornita dalla banca d'Italia e in automatico in meno di mezzo decimo di secondo sparacchia cifre nel foglio excel. Se prima che sparacchia le cifre io ho preordinato il sistema di distribuzione delle cifre internamente e ho pronto in ciclostile le considerazioni ( note o documenti ) sugli scarti a raffronto con un periodo precedente qualsiasi sono in grado appunto di fornire le note.

Queste note sostanzialmente sono false in quanto vedono solo un fenomeno ( appunto gap da economia non osservata ) ma  nella realtà non è affatto così. Di regressione infatti ( significa che dal dato faccio la considerazione o nota ) derivo certezze o incertezze?  Più le seconde, dato che questi signori il meta dato NON LO VANNO ASSOLUTAMENTE A VERIFICARE. Significa che la struttura dell'evasione è FALSA.

La controprova della falsità sta nell'incremento delle tasse ( leggere cosa significano ) che in un sistema di forte abbattimento dei redditi devono diminuire obbligatoriamente. Nel caso Italia sono aumentati a livelli paurosi gettiti da TASSE che sarebbe un sistema certo di controllo sulla veridicità dei meta  dati.

però fra quanti italiani questo è conosciuto? 1 su 200.000 ad allargarmi. I restanti non ne sanno un tubo.

fonte: http://www.mef.gov.it/documenti-allegati/2018/A6_-_Relazione_evasione_fiscale_e_contributiva.pdf

è un documento da ben 256 pagine. Io che sarei un operatore nel campo tributario  mi viene la voglia veramente di denunciarli tutti per falsità in atti. E' TOTALMENTE E COMPLETAMENTE FALSO, talmente tanto falso che su quella falsità ci stanno elaborando manovre fiscali?
Purtroppo non avete alcuna percezione della gravità di quanto scrivono............ in 256 pagine che un ignaro alla lettura delle terza pagina abbandona.............
« Ultima modifica: Settembre 05, 2019, 12:40:11 pm da Luigi Intorcia »
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Re:IL PARADOSSO ITALIANO PER ECCELLENZA
« Risposta #4 il: Settembre 05, 2019, 01:18:50 pm »
se si aggiunge che alcuni grandi amici sparsi nei partiti addirittura ci fanno documenti mediante l'utilizzo degli stessi dati, senza fare alcuna verifica mi si accappona la pelle. Troppi dormono sonni beati e a furia di dormire si sono assuefatti alle falsità e non riescono più a vedere che oro colato intorno nella peggiore disinformazione possibile.

I nomi di coloro che finiranno nell'elenco nero dei distributori di menzogne ben presto sarà elaborato e noi tutti con questi ciarlatani non dobbiamo nemmeno averci a che fare.
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Luigi Intorcia

Antonietta Basile

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Re:IL PARADOSSO ITALIANO PER ECCELLENZA
« Risposta #5 il: Settembre 05, 2019, 03:56:44 pm »
mef? forse è il def? di paradossi ce ne sono tanti, non solo questo. Il lavoro per citarne un altro, siamo l'unico paese che riesce a far aumentare contemporaneamente sia l'occupazione che la disoccupazione. Può anche essere che sono io a capire male.

Luigi Intorcia

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Re:IL PARADOSSO ITALIANO PER ECCELLENZA
« Risposta #6 il: Settembre 05, 2019, 04:10:02 pm »
NELLA PAGINA 10 DEL DOCUMENTO DEL TAX GAP SI SCRIVE QUANTO SEGUE:< Box 1.C.2: Le attività illegali nel calcolo del tax gap
Dal settembre 2014 i dati di contabilità nazionale di ciascun paese europeo devono includere i redditi
derivanti dalle attività riconducibili al commercio di sostanze stupefacenti, all’esercizio della prostituzione
e al contrabbando di sigarette e alcool
. L’insieme di queste attività costituisce l’aggregato dell’
“economia illegale” che ha le seguenti caratteristiche:
- è costituito da attività di produzione di beni e servizi la cui vendita, distribuzione o possesso è o
proibita dalla legge oppure è legale ma svolta da soggetti non autorizzati;
- comprende attività basate sul concetto di “consenso volontario”, cioè svolte sulla base di un accordo
tra i soggetti coinvolti nella transazione. A questo riguardo, quindi, non rientrano tra le “attività
illegali” ai fini della contabilità nazionale i redditi derivanti da furti, rapine o altre attività criminali in
cui non si possa rintracciare l’elemento del consenso;
- esclude, nel caso italiano, il contrabbando di alcool e il commercio internazionale di servizi di
prostituzione, in quanto – nella definizione dell’Istat – essi non sono stati ritenuti significativi in termini
di aggregati di contabilità

 Questa impostazione riflette anche le linee guida del SEC che invitano i
paesi a valutare il costo opportunità della procedura di stima qualora il valore dell’attività stimata sia
appunto poco rilevante.
La ragione economica dell’inclusione nei conti nazionali delle attività illegali discende dall’esigenza di
definire il Prodotto Interno Lordo (PIL) come un sistema esaustivo di transazioni economiche. L’elemento
del consenso, anche se riferito a attività illegali, è invece necessario per garantire la formazione di un
prezzo di mercato e quindi di un valore economico della transazione. Dal punto di vista dell’attribuzione
della stima, la procedura suggerita è quella di attribuire il valore aggiunto risultante dalle attività illegali ai
singoli operatori economici (in particolare le famiglie produttrici), assumendo quindi che i soggetti coinvolti
nelle attività illegali possano essere considerati come lavoratori indipendenti.
Va ricordato che l’aggregato delle attività illegali è solo una delle componenti dell’economia non
direttamente osservata (NOE) che rientra nei conti nazionali. Oltre ad esso, infatti, si considera l’economia
sommersa, cioè l’attività di produzione di beni e servizi legali cui corrispondono forme di occultamento per
ragioni di evasione fiscale e/o contributiva (sotto-fatturazione o lavoro nero), e l’economia informale, che
riguarda attività legali su piccolissima scala prevalentemente basate su relazioni personali e familiari.
Mentre la pratica di includere le attività illegali nel calcolo del PIL – anche se concettualmente
discutibile – è sufficientemente consolidata, questione diversa assume la considerazione di quelle stesse
attività ai fini sia della misurazione del tax gap sia del potenziale recupero di gettito che potrebbe derivare
dal contrasto all’illegalità.
Il problema a cui si fa riferimento è in effetti di natura più ampia e coinvolge l’equivalenza – spesso
sottintesa – tra dimensione del tax gap e dimensione del gettito recuperabile dal contrasto all’evasione. La
letteratura economica ha da tempo criticato questa equivalenza, sulla base dell’osservazione che una
percentuale del tax gap – in presenza di un aumento del tasso di adempimento – non sarebbe recuperabile,
in quanto il gettito potenziale stimato assumendo un regime di perfetto adempimento costituirebbe una
misura valida solo in corrispondenza del tasso di adempimento iniziale. Una variazione del tasso di
adempimento, dovuta al contrasto all’evasione, comporterebbe invece reazioni comportamentali tali che il
gettito potenziale a seguito di questa variazione può divenire inferiore a quello stimato al tasso di
adempimento iniziale10
.
Per fornire indicazioni sull’opportunità di considerare le attività illegali nel calcolo del tax gap è
necessario considerare la natura del mancato gettito derivante dallo svolgimento di tali attività. Prima di
procedere, tuttavia, è utile ricordare che attualmente soltanto il contrabbando di tabacco è inserito nel
calcolo del tax gap, accettando l’assunzione implicita che il contrasto al contrabbando possa determinare
uno spostamento verso il consumo lecito di tabacco e quindi consentire un recupero del gettito evaso.>


La sola lettura di questo documento è SCONVOLGENTE, SENZA SENSO ED E' UNA CASTRONATA IN TERMINI...

Un ignaro quando legge questa parte del documento dovrebbe domandarsi però, se un soggetto che esegue una rapina in una banca poniamo 1 milione di euro, che non viene arrestato processato e messo in galera è identico a chi ad esempio ha incassato 2 milioni di euro poniamo nel 2017 ci ha pagato poniamo 1 milione di tasse e contributi e nel 2018 non produce alcun reddito ( tira i remi in barca stabilizza 100 mila in un anno di spese e per 10 anni NON PRODUCE NON LAVORA E NEMMENO FA DICHIARAZIONI DEI REDDITI ( se non ha reddito non deve dichiarare niente, nemmeno li ha depositati su un conto bancario  dopo il 31.12.2017).
Ambedue spendono soldi? La risposta è si? Ma da una attività lecita o da una illecita iniziale ai fini del computo del gettito non esiste alcuna differenza plausibile. La sola differenza è che nel 2017 il soggetto lecito ha contribuito per 1 milione di euro, quello illecito per zero euro ( li ha rubati, ma si comporta esattamente  come quello lecito ).

Esiste in questo caso un gap al tempo t1 = 2018? La risposta è seccamente NO! Il mef invece valuta anche la non liceità finanziaria nel GAP? Anzi la UE dice che bisogna tenerne conto ai fini del computo?

 SI CONCLUDE CHE DAL GAP DI ECONOMIA NON OSSERVATA  devi levare il circuito finanziario che deriva dalla illiceità e  non che la vai a sommare nel mucchio  e poi  sparacchi 120 miliardi di imposte che non sono state pagate.
Se il malaffare genera volumi poniamo pari a 300 miliardi in un anno da questi 300 miliardi non è assolutamente vero che non si genera imponibile lecito ( riciclaggio?)
La domanda è allora, ma  perché  il mef non corregge il valore, se sa che in ipotesi il gap da illecito vale minimo  250 miliardi in un solo anno che a sua volta da solo vale almeno 90 miliardi di non gettito primario?

Ovvero quei 90 miliardi NON HANNO GENERATO ALCUN GETTITO?

QUESTA E' LA PRIMA FALSITA' GRAVISSIMA!


nelle prossime risposte punto per punto ogni altra questione.
« Ultima modifica: Settembre 05, 2019, 04:17:07 pm da Luigi Intorcia »
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Re:IL PARADOSSO ITALIANO PER ECCELLENZA
« Risposta #7 il: Settembre 05, 2019, 04:28:32 pm »
ora si possono leggere anche tutte le altre pagine del documento, ma non ci vuole nè una laurea in economia, nè una particolare scienza se e solo se il gap da illecito puro ( rubare, prostitute droga alcool pizzo vessazione ricatti rapine ecc ecc )  ha un valore ben definito che vale in ipotesi 100 miliardi!
secondo il mef è un mancato gettito primario che vale almeno 45 miliardi;

200 miliardi?
secondo il mef sarebbe un mancato gettito che vale almeno 90 miliardi;
 
................e via discorrendo.

mantenendoci su una valutazione prudente nella prima ipotesi, ovvero 100 miliardi di volume da illecito puro ( economia non osservata ) BISOGNA SOTTRARLI I 45 MILIARDI O NO? 
Un tecnico deve eliminarli, una persona che riflette e ragiona ce li deve mettere e quindi si conclude che + 45 miliardi è gettito fiscale e contributivo da illecito che va a pantalone e che detratti dal computo in un solo battito di ciglia  sono spariti letteralmente dal computo del tax gap almeno 100 miliardi di imponibile.

Ma tutto questo naturalmente è prudenziale...............................

 
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Re:IL PARADOSSO ITALIANO PER ECCELLENZA
« Risposta #8 il: Settembre 05, 2019, 05:02:35 pm »
proseguendo l'analisi, per il mef fra una economia non osservata da puro illecito e una economia osservata di puro debito ( mancato pagamento delle imposte per sopravvivenza ) NON ESISTE ALCUNA DIFFERENZA.

Ma la differenza invece esiste ed è abissale.
Nella prima ipotesi gli organi di investigazione finanziaria devono sottrarre letteralmente tutto il capitale per impedire che si vada a prostitute [ IN IPOTESI,SAREBBE LA PROSTITUTA CHE NON HA PAGATO IMPOSTE, MA IL REDDITO DEL PROSTITUROLO ACCANITO SI, SALVO NEL CASO DEL RAPINATORE ]  che si compri droga ( ma qualcuno l'ha comprata? O Gliel'hanno data gratis al puscer?A salire chi commercia in droghe, avrebbe fatto transitare i soldi sui conti bancari? )  che si faccia elusione pura che si faccia riciclaggio e via discorrendo ( includendo chi non ha potuto pagare tasse e imposte ).
Ma se gli organi di investigazione finanziaria levano il malaffare ( includendo chi non ha pagato tasse e imposte ) lì'impatto sul PIL esiste o non esiste negativamente.
LA RISPOSTA UNIVOCA E' CHE ESISTE UN GRAVE AMMANCO DI PIL!

PECCATO CHE I FILOSOFI maestri direttori professori ( accademici ) di questo reinvestimento da evasione non ne parlino mai....

Da tutto quanto sopra, la conclusione finale  è che è vero, che esiste una notevole evasione, ma che essa non è assolutamente quella ipotizzata e se è vero questo, tutto il restante è PURO MALAFFARE che arriva da due sistemi principali. La stessa attività finanziaria che occulta ricchezza ma che per la legge italiana è lecita che da sola vale almeno 300 miliardi  IL CUI NOME DEL SOGGETTO CHE LA PUÒ  METTERE IN ATTO è FACILE INDIVIDUARLO E IL MALAFFARE PURAMENTE DELINQUENTESCO INNUMEREVOLI VOLTE  INFERIORE AL PRIMO. ovvero le attività dei ruba galline attrezzati ( mafia ) sui 50 miliardi in un anno.

resta soltanto la disperazione di chi fisicamente non può onorare il pagamento delle imposte quantunque sia dichiarato.

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Re:IL PARADOSSO ITALIANO PER ECCELLENZA
« Risposta #9 il: Settembre 07, 2019, 12:05:48 am »
Accodo a questo post alcune riflessioni: io non sono un esperto di finanza ma so che devo occuparmi di economia se non voglio restare fregato.
Ora, ragionando semplicemente, se io lavoro in nero per 10€ il fisco perde 5€.
Poi io coi miei 10€ compro un paio di scarpe al negozio, e il negoziante paga 5€ di tasse.
Per il fisco non cambia assolutamente nulla: doveva incassare 5€ da me e invece li incassa dal negozio di scarpe.
L'ingiustizia c'è, ed è il fatto che io abbia un paio di scarpe nuove (che non avrei potuto comprare con solo 5€).
Se pagavo le tasse sul mio lavoro, invece di fare in nero, mi restavano 5€ insufficienti per comprare le scarpe.
Quindi mi sono arricchito disonestamente, ma non ho sottratto nulla al fisco.
Il ministro delle finanze però è un farabutto che mente agli italiani e dirà che c'è stata un evasione fiscale di 10€ che ha fatto perdere 5€ al fisco anche se non è vero.
Al fisco l'evasione non fa alcun danno se i soldi evasi sono riutilizzati nell'economia reale.
Prima o poi li recupera e la gente nel frattempo si arricchisce.
L'unico problema può essere questo, a fronte di enormi somme evase al fisco c'è gente che si arricchisce in modo abnorme e ingiusto.
Qui deve intervenire il fisco e la magistratura per riequilibrare il sistema, certo, ma economicamente l'evasione resta ininfluente.
Ci sono ben altri problemi gravissimi che minano l'economia del paese.
Soprattutto eliminare l'evasione fiscale non farà abbassare tasse e imposte.

Luigi Intorcia

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Re:IL PARADOSSO ITALIANO PER ECCELLENZA
« Risposta #10 il: Settembre 07, 2019, 07:15:16 pm »
concordo, ora bisogna soltanto approfondire quel concetto dei 300 miliardi e lo farò al più presto in modo sintetico e di facile comprensione con documenti ufficiali allegati, per dimostrare che nemmeno quel valore è vero, o se lo fosse è  solo per una piccola parte, il restante è puramente campato in aria.
Alla fine rapportando  al vero  la situazione si capirà che siamo vittime di una truffa che ci ha colpiti da anni e anni.
grazie Alessandro Bruno
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« Risposta #11 il: Settembre 08, 2019, 07:42:28 pm »
Accodo a questo post alcune riflessioni: io non sono un esperto di finanza ma so che devo occuparmi di economia se non voglio restare fregato.
Ora, ragionando semplicemente, se io lavoro in nero per 10€ il fisco perde 5€.
Poi io coi miei 10€ compro un paio di scarpe al negozio, e il negoziante paga 5€ di tasse.
Per il fisco non cambia assolutamente nulla: doveva incassare 5€ da me e invece li incassa dal negozio di scarpe.
L'ingiustizia c'è, ed è il fatto che io abbia un paio di scarpe nuove (che non avrei potuto comprare con solo 5€).
Se pagavo le tasse sul mio lavoro, invece di fare in nero, mi restavano 5€ insufficienti per comprare le scarpe.
Quindi mi sono arricchito disonestamente, ma non ho sottratto nulla al fisco.
Il ministro delle finanze però è un farabutto che mente agli italiani e dirà che c'è stata un evasione fiscale di 10€ che ha fatto perdere 5€ al fisco anche se non è vero.
Al fisco l'evasione non fa alcun danno se i soldi evasi sono riutilizzati nell'economia reale.
Prima o poi li recupera e la gente nel frattempo si arricchisce.
L'unico problema può essere questo, a fronte di enormi somme evase al fisco c'è gente che si arricchisce in modo abnorme e ingiusto.
Qui deve intervenire il fisco e la magistratura per riequilibrare il sistema, certo, ma economicamente l'evasione resta ininfluente.
Ci sono ben altri problemi gravissimi che minano l'economia del paese.
Soprattutto eliminare l'evasione fiscale non farà abbassare tasse e imposte.

iniziamo a confutare un assunto:

prestazione richiesta ad un medico: con fattura 150 senza 100. Ammettiamo che 'senza' significa 100 in tasca al medico e 50 in tasca al paziente.
1) caso:  50 €  per differenza il paziente esce e compra 50 € di spesa in un supermarket gettito: +18 € iva + 6 € ( imposte dirette minime ) ma il  + 50 € è per la legge italiana  ricavo del supermarket che incide  sul pil generale per  + 50 € ( gettito fiscale complessivo al netto dei contributi generato è pari a  24 € all'istante )
2) caso ( regolare )  reddito in testa al medico + 150 meno irpef pari a 34 € al minimo ( niente iva ),  meno contributi per minimo 24 euro = 58 € totale meno spese ( costi derivanti ) minimo 50 €  all'istante come contribuzione pil totale + 42 € . Il medico esce dallo studio va al market e dispone solo della differenza pari a 42 € da cui si genera +14 iva + 4 irpef = 18 € di contribuzione netta regressiva. Somma per la differenza sulla restituzione dopo un anno del 19% di 150 = 28,5 €. La regressione fiscale per detrazione delle spese mediche ha prodotto una perdita di circa 10 € nelle casse dell'erario che si detraggono da 42 da cui restano  appena 32 € e una sottrazione dai consumi per tutti i 150 euro di cui 100 € disponeva il medico e 50 € ne disponeva il paziente.

Nel caso di evasione ab origine se per + 50 € si generava +24 euro inviando tutti i 150 euro ai consumi il ritorno del pil è interamente per  + 150 euro e gettito totale  pari a + 72 € ! Di contro il totale è per appena 32 € che produce una perdita totale per 40 €.( DEFICIT )

 
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« Risposta #12 il: Settembre 08, 2019, 07:58:49 pm »
DA QUANTO SOPRA:
il meccanismo impositivo produce perdite sul pil elevate e fuori controllo che a loro volta genera deficit che a sua volta genera meno imposte che a sua volta impone manovre di correzione, con ulteriori imposte e tasse che in progressione abbattono il pil nel rapporto di 2,23 a 1 circa. Il gap impositivo dovrebbe teoricamente essere di 1 a 1, ma il medesimo in applicazione ferrea produce almeno il 10% in meno sul pil complessivo che vale effettivamente almeno 220 miliardi di euro in meno e non in più.

DOMANDA  1) : CHI FINANZIEREBBE L'ITALIA CON DEFICIT PARI A 300 MILIARDI IN UN ANNO?
DOMANDA  2) : NEL COMPUTO DEL SALDO DI BILANCIO AVENDO - 300 MILIARDI ( PERDITA ) I CITTADINI SONO PIU' POVERI PER LA DIFFERENZA A ZERO, MA NON E' FINITA, L'ANNO SUCCESSIVO LO STATO VUOLE COMUNQUE + 300 MILIARDI SAPENDO DI NON POTERLI PIU' INCASSARE IN QUANTO I REDDITI MARGINALI SONO AZZERATI E TUTTI RESTANTI DEVONO SOSTENERE LE SPESE DI PRIMA CON IL MINIMO + 10% DI IMPOSTE E TASSE MAGGIORI RISPETTO ALL'ANNO PRIMA! OPPURE ELIMINARE 300 MILIARDI DI SPESE CHE EQUIVALE A LICENZIARE ALL'ISTANTE 1.500.000 DIPENDENTI IN UN SOLO ANNO.
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« Risposta #13 il: Settembre 08, 2019, 08:15:13 pm »
DA QUANTO SOPRA:
ammettiamo che lo stato abbatta completamente l'evasione fiscale, il volume pil impone -10% di pil con una deviazione di 220 miliardi in un solo anno in quanto 220 vanno ad imposte ante consumi.

A questo valore bisogna obbligatoriamente aggiungere oneri sul debito = + 74 miliardi che riporta un deficit totale pari a  294 miliardi. Secondo le regole tecnocrati lo stato non può promettere di onorare costi per 294 miliardi e quindi la manovra di correzione se non vuole stritolare i restanti che producono imponendo di sottrarre in imposte  altri 294 miliardi aggiuntivi e di girarli poi ai nuovi licenziati che non producono niente ma assorbono  comunque 294 miliardi in più oltre a rifinanziare ulteriori 74 miliardi di interessi sul debito che fa esattamente 368 miliardi nel secondo anno di centratura dell'evasione ( ovvero azzerarla completamente ) COMPORTA UN IMPATTO SUL PIL DEVASTANTE.


Ora, come l'ho scritto qui, lo sanno perfettamente al MEF ( ministero economia e finanza ) ma soprattutto lo sanno in UE.

Lo sapevano anche nel caso Grecia  in UE e sappiamo come è andata a finire!

AZZERARE L'EVASIONE SIGNIFICA ITALIA IN FALLIMENTO ALL'ISTANTE e non l'opposto............

ATTENZIONE DUNQUE ALL'EPITAFFIO E ALLE BALLE CHE CI VENGONO RIFILATE.

Luigi

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Luigi Intorcia