Autore Topic: Ambiente, rifiuti,criminalità, e illegalità  (Letto 494 volte)

Antonietta Basile

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Ambiente, rifiuti,criminalità, e illegalità
« il: Agosto 30, 2019, 07:39:00 pm »
Apro questo topic per un episodio raccontato da Luigi. La domanda è sempre la stessa, ovvero, che fare?
Anche entrando nelle istituzioni locali continueranno a venirci a trovare, ad intimidirci e ostacolarci. Come la risolviamo?
Inoltre la tutela dell'ambiente passa anche da qui; un funzionale ed efficiente ciclo di raccolta, riciclo e smaltimento dei rifiuti contribuisce ad avere un ambiente sano per tutti coloro che ci vivono.  Proprio ora il tg regionale sta parlando dell'ennesimo rogo tossico di rifiuti.
« Ultima modifica: Agosto 02, 2020, 01:04:17 pm da Antonietta Basile »

BrunoAlessandroBertini

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Re:Ambiente, rifiuti e criminalità
« Risposta #1 il: Agosto 31, 2019, 01:23:24 pm »
Per i roghi di rifiuti bisogna impedire gli accumuli.
Possibile non ci sia una mappa dei siti di raccolta?
Quelli vicini ai centri urbani devono essere fortemente limitati nella quantità semplicemente agendo sulla superficie dei siti.
Dai autorizzazione allo stoccaggio solo se il sito è piccolo.
Seconda proposta: controllo popolare.
Ogni sito deve comunicare la targa dei camion autorizzati a scaricare e affiggere un elenco visibile dalla strada all'ingresso carrabile.
Vi assicuro che chi abita nelle vicinanze controllerà assiduamente che i veicoli siano quelli targati correttamente e denuncerà (se gli si dà un numero apposito) movimenti sospetti.
Quando poi un deposito va a fuoco si presume la colposità del gestore (salvo prova contraria) col sequestro di tutti i veicoli che hanno conferito in quel sito i rifiuti.
Si fa diventare antieconomica l'attività.
Ben inteso che la roccolta rifiuti resta un servizio di pubblica utilità, uno stato sovrano dovrebbe gestirlo in prima persona con un'industria del riciclo finanziata a debito che rende più conveniente seguire le procedure virtuose piuttosto che bruciare.
Lo stato paga (bene) dal momento in cui il rifiuto è riciclato.
Se brucia i pagamenti sono bloccati.

Pietro Dominici

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Re:Ambiente, rifiuti e criminalità
« Risposta #2 il: Settembre 01, 2019, 11:15:49 pm »
Ma rimane il problema attualmente ancora irrisolto , a chiusura del ciclo dei rifiuti differenziati permane una parte residuale impossibile da smaltire senza bruciare. I termovalorizzatori , sono oggi l'unico strumento per chiudere definitivamente il ciclo . A Roma con la chiusura della più grande discarica europea , quella di Malagrotta , abbiamo potuto constatare che in assenza di un vero e proprio piano di raccolta e siti moderni per smaltire a 360° , abbiamo esposto la popolazione a rischi enormi per la salute. Gli unici due siti , quelli di via Salaria e di Rocca Cencia sono stati dati alle fiamme. I roghi sparsi nelle periferie , non sono  che la triste conseguenza del disastro in cui versa la capitale. La criminalità va a nozze con le difficoltà delle amministrazioni locali che dovrebbero avere più coraggio , le scelte impopolari , se prese per il bene comune e con lungimiranza non dovrebbero rappresentare certo un problema. Su questo senso di responsabilità ,il nascente partito dovrebbe marcare la differenza con gli altri. 
« Ultima modifica: Settembre 01, 2019, 11:22:23 pm da Pietro Dominici »

BrunoAlessandroBertini

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Re:Ambiente, rifiuti e criminalità
« Risposta #3 il: Settembre 02, 2019, 11:33:31 am »
Il problema dei residui non riciclabili è tecnico più che politico.
C'è una parte che va termovalorizzata con la giusta tecnologia, i cui fumi e residui devono essere affidati a un riciclo naturale nell'ambiente.
Chiarito questo è necessario fare in modo che questi residui siano al 100% biodegradabili e in quantità compatibile alle capacità di riciclo del territorio.
Sono questioni tecniche e industriali di cui uno stato sovrano dovrebbe farsi carico direttamente con una industria nazionale, finanziata per la ricerca di soluzioni e brevetti innovativi.

Antonietta Basile

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Re:Ambiente, rifiuti e criminalità
« Risposta #4 il: Settembre 02, 2019, 01:21:40 pm »
Consiglio la visione di questo video, l'argomento centrale sono i vaccini; direte voi: che c'entrano? C'entrano eccome! Perché all'inizio parla di cose che riguardano perfettamente l'argomento in questione; e soprattutto della differenza tra noi e la natura.

https://www.youtube.com/watch?v=I24V3I7Whgw

BrunoAlessandroBertini

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Re:Ambiente, rifiuti e criminalità
« Risposta #5 il: Febbraio 11, 2020, 03:29:02 pm »
Riprendo questa discussione per ulteriori riflessioni:
A giocare un ruolo chiave nella mala-gestione sono anche le regole sbagliate, regole che allontanano i cittadini dalla possibilità di un controllo diretto e reale.

ELIMINAZIONE DELLE POLITICHE DERIVANTI DAL PROFITTO PERSONALE:
In generale qualunque servizio pubblico (come la raccolta dei rifiuti) dovrebbe essere gestito da uno Stato sovrano direttamente.
Chi se ne occupa non deve avere fini di lucro, e nel settore pubblico, direttamente gestito dallo Stato, questo è garantito dalla piena sovranità monetaria.
Si può mettere un tetto agli stipendi dei manager.
Si può controllare il lavoro tramite procedure informatiche,videosorveglianza e feedback dei cittadini...
E così via: si possono studiare e applicare mille sistemi ma se le mele marce prendono il sopravvento esiste solo una soluzione sicura.
Se lo Stato può finanziare senza limite di spesa, i malintenzionati punteranno a farsi dare più soldi dallo stato piuttosto che diminuire la qualità del servizio, licenziare o alzare le tariffe ingiustamente.
Sono entrambi comportamenti scorretti ma l'effetto pratico è certamente peggiore se chi "ruba" lo fa a discapito del servizio pubblico.
La conclusione è che in caso di gestione diretta da parte di uno Stato sovrano il servizio pubblico è sempre garantito e decente, anche in presenza di comportamenti mafiosi, perché la fonte da cui sottrarre soldi ingiustamente è lo Stato e non il servizio pubblico.
Per fare un esempio pratico, se vuotare un cestino costa 10€ il mafioso se ne farà dare 20 dallo Stato sovrano.
Se lo stato non è sovrano e quindi non può dare più dei 10€ effettivamente necessari il mafioso si farà dare quelli e poi non svuoterà il cestino.
Entrambi i comportamenti sono deprecabili e devono essere perseguiti, ma all'atto pratico nel primo caso il cestino era svuotato.

A UNO STATO NON SOVRANO CONVIENE PRIVATIZZARE
Se la logica è quella del profitto a discapito del servizio allora a uno Stato conviene esternalizzare e privatizzare il servizio pubblico.
Una scelta sbagliata ma obbligata se le regole sono sbagliate.
Potrebbe funzionare solo se il controllo fosse affidato al cittadino.

ESEMPIO RACCOLTA DIFFERENZIATA GESTITA DA UN PRIVATO CORRETTAMENTE:
Qualunque ditta privata coi giusti requisiti, accettando le regole imposte dal comune, accede al mercato della raccolta.
Il cittadino può scegliere l'operatore che più gli dà fiducia e pagarlo direttamente.
La ricevuta di pagamento del servizio è il documento che esonera il cittadino dal pagare ulteriori tasse per la raccolta dei rifiuti.

Quindi i casi sono due soltanto:
1) La raccolta dei rifiuti può essere di fatto considerato un servizio pubblico essenziale a cui tutti devono contribuire con le imposte sui redditi indipendentemente dall'utilizzo del servizio.
Questo caso è quello in cui a gestire la raccolta è direttamente lo Stato sovrano.
2) La raccolta è un servizio privato che ogni cittadino paga a una azienda autorizzata. Questa tassa può essere corrisposta al miglior operatore disponibile, a discrezione del cittadino. Lo Stato controlla che da una parte gli operatori agiscano secondo le normative stabilite e dall'altro che ogni cittadino faccia raccogliere correttamente i propri rifiuti. Se il cittadino non lo fa lo tassa direttamente e affida il servizio a uno degli operatori disponibili. Se qualcuno tenta di sbarazzarsi dei propri rifiuti in modo illecito arriva anche una pesante multa.

Immaginate un posto come Napoli o Roma in cui ci sono gravi problemi di raccolta, le municipalizzate sono equiparabili a ditte private che detengono un monopolio. Quindi c'è gente che fa profitto personale su un servizio pubblico semplicemente non svolgendo il propro lavoro.
Se la gestione fosse direttamente pubblica i cittadini potrebbero pretendere l'azzeramento degli amministratori e il loro licenziamento in blocco per negligenza, o non pagare le relative tasse per un servizio non offerto.
Se la gestione fosse (a causa di regole sbagliate) totalmente privata potrebbero rivolgersi a un altro operatore in regime di concorrenza.
Oggi la situazione è un pasticcio che raduna il peggio delle due ipotesi, in cui i costi in perdita sono scaricati sulle casse pubbliche e il privato lavora in regime di monopolio intoccabile guardando solo al profitto che può fare non offrendo alcun servizio.

In tutto questo la via di uscita è la magistratura (che sancisca il fatto che quello della raccolta dei rifiuti è un servizio ormai in libera concorrenza sottoposto a severi vincoli di legge) o un gruppo di 1000 e più persone che si ribellino a queste regole sbagliate autogestendo la propria raccolta, autofinanziandosi rifiutando al comune il pagamento della tassa, potendo dimostrare che il comune quel servizio non glie lo ha fornito.

Antonietta Basile

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Re:Ambiente, rifiuti e criminalità
« Risposta #6 il: Febbraio 11, 2020, 06:35:46 pm »
Secondo me la delinquenza non dovrebbe proprio entrare in tutto ciò che è pubblico. Nel caso specifico questo si potrebbe ottenere: 1) con un vero presidio e sorveglianza del territorio da parte delle forze dell'ordine anche con l'utilizzo di telecamere che ormai sono ovunque tranne dove serve; 2) pene vere e severe per chi danneggia l'ambiente e il territorio, si deve rendere la cosa economicamente e personalmente non conveniente; 3) incentivare i cittadini. è assurdo che a fronte di un alta tassa sullo smaltimento dei rifiuti si ha un servizio tanto inefficiente da essere quasi inesistente. Non ricordo in quale trasmissione fece vedere, se non erro proprio in Italia, non ricordo dove, che hanno messo dei cassonetti "intelligenti" e a tutti i cittadini furono distribuite delle schede. La cosa funziona così: il cittadino inserisce la scheda, questo fa si che il cassonetto si apre, dopo di ché si inserisce il sacchetto, il contenitore "lo scannerizza" in modo da verificare che il contenuto sia quello corrispondente al cassonetto, se è tutto a posto allora il sacchetto verrà depositato nel contenitore che rilascerà uno scontrino con cui la persona avrà uno sconto sulla tassa. Questo dimostra che le soluzioni ci sono, quello che manca è la volontà di metterle in pratica.

Antonietta Basile

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