Autore Topic: L'elettore è sovrano, SI o NO?  (Letto 589 volte)

Orazio di Bella

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L'elettore è sovrano, SI o NO?
« il: Agosto 25, 2019, 02:09:00 pm »
Il sovranismo vuole lo stato sovrano.

La Costituzione afferma, che l'elettore è sovrano.

Possiamo affermare, che l'elettore sia sovrano?

È possibile provare che sia sovrano?
Potrebbe essere possibile provare che non è sovrano?

Se si potesse provare che non è sovrano, quali sarebbero le conseguenze?

Antonietta Basile

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Re:L'elettore è sovrano, SI o NO?
« Risposta #1 il: Agosto 25, 2019, 03:40:40 pm »
secondo me no! per niente.

Orazio di Bella

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Re:L'elettore è sovrano, SI o NO?
« Risposta #2 il: Agosto 25, 2019, 05:05:55 pm »
secondo me no! per niente.

Se diciamo che non è sovrano (anche il o dico), dobbiamo fornire prove.
Se andiamo per sensazione, non possiamo creare un caso legale.

Se invece troviamo qualcosa di molto specifico fatto male, che impedisce all'elettore di essere sovrano al momento dell'elezione (non ci conviene allargare troppo i tempi, perché ci interessa sapere, se i mandati sono validi!), abbiamo una situazione molto curiosa:
1) Abbiamo provato che non siamo in democrazia.
2) Abbiamo trovato una pulce da correggere, e non per sfizio nostro, ma per obbligazione costituzionale.
3) Abbiamo una ragione legale per negare, che i governi passati siano stati democratici = i mandati di tali governi e le leggi, gli accordi fatti, il debito non sono sorti con mandato! Quindi non siamo i responsabili!

Se queste fossero le prospettive, forse varrebbe la pena munirsi di un pò di curiosità e pazienza, e esaminare con attenzione le elezioni.

Fare elezioni come si fanno in giro per il mondo (senza eccezione!) con le regole fondamentali, è l'unico modo di farle, o sono pensabili altri modi?

Risposta: Non è l'unico modo!
Prima di Hitler i tedeschi votarono con regole diverse di conteggio per creare i mandati. Hitler vi pose fine.

Quale regole erano più democratiche? Quelle di oggi, o quelle della Repubblica di Weimar?
Cosa avevano di male le regole della Repubblica di Weimar? (Niente! Ma non piacciono ai partiti!)

BrunoAlessandroBertini

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Re:L'elettore è sovrano, SI o NO?
« Risposta #3 il: Agosto 26, 2019, 11:54:17 pm »
Rispondo un po' fuori dagli schemi: la costituzione non crea i diritti ma li riconosce.
Quindi i diritti fondamentali esistono anche in assenza di un testo che li enunci e li riconosca.
Esistono senza governo e senza uno stato.
Ebbene ogni cittadino è sovrano, è un diritto, ma include anche un conflitto.
Se ogni uomo sulla Terra è sovrano si creano tanti piccoli paradossi: Come posso essere sovrano se non posso esercitare la mia sovranità sugli altri uomini o sulle altre cose (implicitamente sottomesse alla sovranità di ogni altro uomo)?
Posso portare come esempio, non facile da capire, il concetto di centro dell'universo.
Dove si trova il centro dell'universo?
La realtà è che ogni punto dell'universo è il centro dell'universo.
Un concetto difficile ma possibile.
E quel che tiene assieme tutto quanto è l'orientamento di quei punti: se tutti i punti sono orientati allo stesso modo possono coesistere mantenendo la caratteristica di essere ognuno il centro dell'universo.
Vi avevo avvertito che era un esempio difficile, ma serve a spiegare come ogni cittadino sia sovrano, ma possa convivere e coesistere con gli altri solo se è "orientato" alla stessa maniera.
Tutti possiamo essere sovrani se accettiamo di cooperare per il bene comune e rispettare i diritti degli altri.
Questo rende necessaria una carta costituzionale che metta nero su bianco i diritti, i comportamenti, gli orientamenti comuni... La sovranità personale diventa sovranità del popolo.
Si riconosce che il popolo è sovrano.
La prima conseguenza è che il popolo unito e coeso può fare ogni cosa, anche spazzare via un governo corrotto.
Anche non rispettare la costituzione.
La costituzione di fatto garantisce il popolo da se stesso e le istituzioni dal popolo.
Se gli organi di governo nazionale avocano a sé la sovranità siamo di fronte a un dannoso nazionalismo che va spazzato via, come in passato, poiché nemico dei popoli e della loro libertà.
Quindi nei confini dela costituzione l'elettore è sovrano poiché diritto riconosciuto a cui tutti devono adattarsi.
Fuori dai confini costituzionali il popolo è sovrano d'imperio nei confronti di chi vuole avocare a se un potere superiore.

Angelo Zammuto

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Re:L'elettore è sovrano, SI o NO?
« Risposta #4 il: Settembre 03, 2019, 09:58:45 pm »
In uno Stato dove il POPOLO E' SOVRANO, l'elettore è SOVRANO.

Purtroppo nel nostro martoriato Paese la politica non tiene conto di questa sovranità e cambia le leggi a suo uso e consumo, pertanto, il popolo è trattato da non sovrano e le conseguenze sono quelle che stiamo vedendo in questi ultimi anni, una nazione in mano ai poteri economici che guardano alle loro tasche e non gli importa nulla se il popolo è affamato, anzi, più è affamato e più questi si arricchiscono e prendono potere.



Luigi Intorcia

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Re:L'elettore è sovrano, SI o NO?
« Risposta #5 il: Settembre 04, 2019, 11:56:59 am »
 termine sovrano:< "quel potere assoluto e perpetuo che è proprio dello stato">.
Per essere sovrano lo stato i sui cittadini devono avere il potere di decidere tutto attraverso non la legge elettorale, ma attraverso la teoria organica  dello stato che altro non è che  una posizione filosofica in cui lo Stato è considerato come un organismo vivente che trascende gli individui e in cui ciascuno ha una funzione da soddisfare affinché la vita del tutto sia possibile.

Per gli organisti, la struttura della società è organizzata e funziona come un organismo biologico di natura superiore, con una propria entità ed esistenza.
All'interno di questa teoria, la società è completamente diversa dalla somma delle sue parti (individui), è parte dell'essenza dell'essere umano, ma è precedente a questo.

Vale a dire, secondo questa scuola sociologica, la società umana è una forma superiore di organizzazione biologica e, pertanto, applica le leggi della biologia.
Da questa prospettiva, gli individui sono come le cellule di un organismo che, sempre in base alla vita di questo, svolgono funzioni diverse.

L'organicismo è anche chiamato bioorganismo nel campo della sociologia e si oppone al meccanicismo.

La concezione organica della società dominava gran parte del Medioevo e fu superata dall'emergere dell'individualismo derivante dall'istituzionalizzazione del contratto, una parte del diritto privato che giustifica la fondazione dello Stato.

Tuttavia, è riapparso all'inizio del XIX secolo, avvolto nell'atmosfera della Rivoluzione francese, e ancora oggi ci sono reminiscenze di questa concezione in alcuni paesi del mondo.
Principali caratteristiche della teoria organica
Alcune delle caratteristiche che meglio descrivono la teoria organica sono:

La società è un organismo vivente con caratteristiche speciali che obbedisce, come organismo vivente, alle leggi della biologia.
I governanti hanno come missione principale quella di preservare l'unità del tutto. Questa unità è possibile solo con concord.
Come conseguenza di quanto sopra, la discordia è il peggiore male di una società.
A tutti i costi, l'emergere o lo sviluppo di fazioni che possano indebolire lo Stato deve essere evitato.
Il governo ha, in campo politico, la stessa funzione del cuore nel corpo umano.
Un modello di società organica per eccellenza è la famiglia.
I regimi monarchici servono questa concezione della società.
Esponenti della teoria organica
Nel corso degli anni, la storia ha visto filosofi e sociologi che sostengono la teoria organica della società. Nelle righe seguenti cerchiamo di riflettere il contributo di alcuni di essi:

Johannes Saresberiensis (John of Salisbury)
Scrisse Policraticus, prima del lavoro di Aristotele, Politica, e in quel testo paragona il corpo sociale con il corpo umano in modo molto dettagliato:

Re = la testa
Senato = il cuore
Giudici e funzionari pubblici = occhi, orecchie e lingua.
L'esercito = le mani
I contadini = i piedi
L'essenza del suo lavoro ispira il Leviatano di Hobbes e influenza il pensiero esposto dai sociologi Spencer e Schaffle.

Aristotele
Aristotele affermava che l'uomo è un animale sociale e che è solo un uomo, nel suo pieno significato, quando vive all'interno della polis.

Per lui, proprio come la parte più nobile dell'animale è il cuore, nell'anima del corpo sociale il governo è la parte più perfetta.
Allo stesso modo, ha postulato che nello Stato, che tutti hanno composto, ciascuna delle sue parti svolge una funzione specifica. E ha anche affermato che "la città è per natura prima dell'individuo".

Hegel
Hegel afferma anche nel suo tempo e ambiente, una visione organista dello Stato.

Platone
Questo pensatore, nella sua famosa opera, La Repubblica, espande un'analogia tra le parti dell'anima e quelle dello Stato.

Per Platone, la giustizia si esprime quando ciascuna parte della comunità si conforma a ciò che le corrisponde, per garantire l'armonia del tutto "senza interferire in ciò che appartiene agli altri".

Marsilio di Padova
Nel Defender pacis sostiene che una città ben costituita, necessaria e naturale, assomiglia a un animale "ben disposto".

Allo stesso modo, e fedele ai postulati aristotelici, propone che lo stato emerga in una società imitando come l'animale ha origine nella natura.

E conclude: "il rapporto tra la città e le sue parti così come la tranquillità, apparirà simile al rapporto che corre tra l'animale, le sue parti e la salute".

Herbert Spencer
Sociologo moderno che propagò e difese una concezione organicista dello Stato, sottintendendo un'analogia con la teoria dell'evoluzione, e cioè:

La società e gli organismi sperimentano una crescita progressiva durante tutta la loro esistenza.
La crescita di società e organismi implica un aumento della loro complessità e struttura.
Le funzioni delle società e degli organismi diventano anche più complesse nel tempo.
La società è composta da altri elementi come un organismo composto da diverse unità.
Tuttavia, ha anche notato differenze:

Mentre gli organismi sono formati da unità dipendenti, nelle società, quelle unità sono libere.
La coscienza di un organismo è unica, mentre nella società è diversa come le persone che la compongono.
La fine delle unità che compongono l'organismo ne è il vantaggio, mentre nella società accade il contrario: l'obiettivo è il benessere degli individui.
A poco a poco, Spencer si separa da questa concezione organicista.

Di fatto, oggi le teorie sociologiche non paragonano gli organismi con la società, ma piuttosto assomigliano sia a un sistema.

Le teorie organiciste derivano dall'idea del potere discendente, dove un singolo governante è vitale, il governo di una singola persona, perché solo l'unità della leadership garantisce l'unità del tutto.

Tale è la ragione per cui nel Medioevo, l'età d'oro di questa concezione, i sistemi prevalenti erano la Chiesa e l'Impero, concepiti in modo monocratico.

Come è stato detto all'inizio, questa idea organicista persiste in questo Iigo in alcune latitudini in cui prevalgono sistemi monarchici o dittatoriali.

riferimenti
Bobbio, Norberto. Organicismo e individualismo Conferenza inaugurale del Congresso individuale-collettivo. Il problema della razionalità in politica, economia e filosofia. Traduzione: José Fernández Santillán. Estratto da: www. archivo.estepais.com
Borja, Rodrigo (s / f). Organicismo. Estratto dall'enciclopedia ofpolitica.org
Filosofia in spagnolo (2015). Teoria organica Recuperato da filosofia.org
Sociologicus (2001). Spencer. Recuperato da sociologicus.com
Villalva, M. (2004). Presentazione: organista di Herbert Spencer. Reis, (107), 227-230.
Webdianoia (s / f). Organicismo nel glossario della filosofia Estratto da webdianoia.com.

fonte:  https://it.thpanorama.com/blog/filosofia/qu-es-la-teora-organicista-caractersticas-y-autores-destacados.html

Ferma questa disquisizione che non è assolutamente banale, tutte le volte che viene incrinato il potere assoluto del popolo, da non confondere con il potere di uno solo ( monarca ), salta tutta la teoria organica, in quanto l'organo che funziona all'interno di una struttura complessa  è inficiato dalla mancanza del potere conferito a colui che decide.
E quando è inficiato? E' inficiato, tutte le volte che è l'Organo che decide di variare la sua funzione, lo impone  autonomamente senza che il potere di decidere gli sia  stato mai  attribuito e  senza neppure l'esistenza di una legge, che avrebbe dovuto far decidere a colui che gli conferisce il potere di proporre la stessa legge di cui si avvale per variare la funzione dell'organo.
Un esempio: il cuore non può prendere il posto del cervello, così come il cervello non può prendere il posto del cuore. Dato che è  un puro concetto BIOLOGICO e non meccanico significa che è attinente alla sfera della vita umana che è attività suprema dell'organo biologico che governa l'esistenza dello stesso individuo e della collettività in cui è parte fondamentale nell'insieme del popolo.

La più grave sottrazione del concetto di sovranità del popolo, è nella rappresentanza, che oggi è impedita da una legge INCOSTITUZIONALE in quanto non difende la minoranza e le sue istanze fondamentali e quindi il potere accontenta solo la parte che esprime una maggioranza adulterata  progredendo nella variazione di ogni altro organo specchio della deviazione imposta
« Ultima modifica: Settembre 04, 2019, 12:34:02 pm da Luigi Intorcia »
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Re:L'elettore è sovrano, SI o NO?
« Risposta #6 il: Settembre 04, 2019, 12:23:07 pm »
E ora veniamo  alla sintesi.

Se il potere si auto configura non esiste più la sovranità del popolo. Il popolo detta le regole per cui l'organo diventa efficiente nella sua funzione attraverso un documento base ( costituzione ) in cui un organo supremo prestabilito  deve vigilare affinché tutti gli altri organi siano efficienti.
Da qui la negazione della istanza di auto configurazione in quanto l'organo,  non deve nemmeno porsela la detta auto configurazione per efficienza.

L'efficienza primordiale ce l'aveva già e quindi il quesito non si pone neppure.

L'organo non deve porsi una domanda che esula dal suo potere di efficienza o efficacia.
Esempio: un organo fra le sue caratteristiche, ( le ha già )  decide se fare una legge per scalare una montagna.
Non esiste, che lo stesso organo preposto a scalare una montagna, decida di costituire una città in fondo al mare.

Se invece lo ha deciso e non poteva, chiaramente ha perso il contatto con il potere assoluto che governa le sue istanze primordiali.
La correttezza invece,  sarebbe quella di creare un ulteriore  organo che deciso da tutti, inclusa la minoranza,  progetta la costruzione di una città nel fondo del mare, proprio perchè tutti hanno deciso che è possibile la creazione dell'organo, ma  che è sempre controllato dalla sua corte costituzionale che valuta se è lecito o meno crearlo il detto nuovo organo.

Oggi invece, l'auto configurazione mai sancita,  è il cavallo di troia in cui una legge rinforzata entra nella legislazione con l'aggravante che la corte costituzionale è obbligata a difendere la legge rinforzata e non più l'organo stesso.
L'unico modo per ristabilire l'ordine è la riconfigurazione dell'organo esecutivo, che preordina la correzione primordiale abbattendo il flusso della legge rinforzata, negandola di diritto ancora prima della sua  promulgazione.   
« Ultima modifica: Settembre 04, 2019, 02:12:00 pm da Luigi Intorcia »
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Orazio di Bella

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Re:L'elettore è sovrano, SI o NO?
« Risposta #7 il: Settembre 06, 2019, 04:53:52 am »

L'unico modo per ristabilire l'ordine è la riconfigurazione dell'organo esecutivo, che preordina la correzione primordiale abbattendo il flusso della legge rinforzata, negandola di diritto ancora prima della sua  promulgazione.   [/b][/size]

Vediamo se ho capito:
Anche per te il popolo NON è sovrano.

E l'unico modo per farlo diventare sovrano è tramite elezioni e un esecutivo.
Ma l'esecutivo cosa dovrebbe fare?
Dalla tua frase capisco che deve "abbattere" una legge (ti riferisci a una legge specifica?) o eventualmente fermarla prima che divenga effettiva (ti riferisci a una legge specifica?)

Io vorrei continuare a fare domande, perché so che la gente invece di farsele accetta risposte, e le domande invece stimolano ...

Siamo in gran parte d'accordo, che il popolo non è sovrano.
È in un qualche momento della storia stato sovrano?
Se si, quando, per quanto tempo, cosa era la caratteristica che lo faceva sovrano, e come tale caratteristica è scomparsa?
Se invece non è stato mai sovrano, possiamo dire chiaramente, che nonostante l'idea propagandata fosse, di "fare" e "vivere" democrazia, al massimo si è creduto di avere democrazia, ma tecnicamente non c'è mai stata?

Sul termine "democrazia" i divulgatori professionisti rifiuterebbero l'idea, che democrazia sia una formula con ingredienti, o uno scheletro fondamentale. Preferirebbero invece elencare poche cose basilari, e poi fare enfasi sulla diversità delle versioni di democrazia, e definirla una specie di nuvola che contiene tutte le versioni, e anche potenzialmente nuove versioni da inventare ancora.

Quando Crouch parla di democrazia e post-democrazia, è proprio un'idea del genere che a in testa. Una specie di disco per il tiro al bersaglio, dove democrazia è tutto il disco, ma al centro è più azzeccata e perfetta.

Questa visione non è parola divina inoppugnabile.
Se abbiamo modo di portare argomenti, potremmo concludere che è una visione che "svia" il popolo e non gli fa vedere alcune cose fondamentali.
Il contrario di questa definizione di democrazia non è necessariamente categorico e rigido, ma come minimo afferma che per esserci democrazia devono essere soddisfatti precisi requisiti.

Uno dei requisiti è ovviamente, che il popolo sia sovrano. Democrazia e sovranità non si possono separare. Senza sovranità del popolo è impossibile la democrazia, e questa è pure una definizione banalissima, perché democrazia è quando il popolo esercita il massimo potere, e si auto-determina.

Se diciamo che il popolo NON è sovrano, sicuramente sappiamo indicare cose che sono essenziali per la sovranità.
Per esempio ... che la moneta non sia di proprietà privata e presa in prestito pagando interessi.
Ma se facciamo questa affermazione, stiamo entrando in un gioco di forza contro chi si è appropriato della moneta, e si è costruito basi legali per costruirsi un diritto a farlo.
E staremmo anche affermando, che prima della perdita delal sovranità monetaria si era sovrani, e ci si trovava in democrazia.
Dovremmo allora rivedere quanto detto prima, e prendere una mappa mondiale per identificare i paesi con moneta sovrana, e quelli senza. E poi saremmo costretti a dire, che i paesi dove si vota e dove c'è moneta sovrana sono democratici ...

Sarebbe invece molto più semplice se si potessero evitare questi "ingarbugli", e ci fosse modo di affermare senza giri di parole,
- che democrazia rappresentativa non c'è mai stata.
- in nessuna parte del mondo
- perché le manca qualcosa (in tutto il mondo)
(che non è la sovranità monetaria, perché diversi paesi la hanno, e non sono combinati meglio!)

Possiamo prendere come spunto la democrazia di duecento anni fa.
La chiamavano democrazia, ma mantenevano schiavi.
Oggi è facile dire senza esitazione, che in una democrazia TUTTI sono sovrani.

Ma allora non riuscivano a vedere la parte che mancava.
E quando poi la capirono, ci misero ancora tantissimi decenni per accettare, che anche le donne sono sovrane!

Su questa linea di ragionamento potremmo verificare, se in questo momento esistono gruppi ai quali viene negata al sovranità.
E di getto diremmo che no.

Per dire si, dobbiamo cambiare la parola e il modo di vedere.

In teoria infatti la sovranità e somma di tutte le sovranità individuali.
E in pratica invece non lo è.

Se non era democrazia, perché certi gruppi non CONTAVANO (!!!!!!!!) e non venivano interpellati, la logica non costringe ad arrivare alla conclusione, che se interpelli tutti, poi ne conti solo una parte e stai facendo democrazia!
Ti costringe invece a una espressione dove la somma è il totale della sovranità di tutti!

Orazio di Bella

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Re:L'elettore è sovrano, SI o NO?
« Risposta #8 il: Settembre 06, 2019, 05:08:20 am »
Già che ho parlato di espressione, la riporto sotto:

p = partito o forza politica

p1 + p2 + p3 + p4 ... + pn =

L'espressione che sin dall'inizio è stata presentata è quella di sopra, e dopo l'uguale ci è stata messa la parola Democrazia.
Ma è una formula FALSA, perché nasconde una cosa che si fa ufficialmente. La formula vera applicata è la seguente:
p1 + p2 + p3 + p4 ... + pn  + 0a =

0 moltiplicato per a da zero. Dopo l'uguale abbiamo lo stesso risultato.
MA NON È DEMOCRAZIA! È Oligarchia!

La formula corretta è:
p1 + p2 + p3 + p4 ... + pn + a = Democrazia

a NON SI AZZERA!

Azzerare a vuol dire far sparire una parte di sovranità!

Lascio quindi con l'ultima domanda:
Che cacchio di sovrano sei, se è reale e frequente la possibilità di non essere sovrano?
Per logica, NON sei sovrano!
La parola "sovranità" ce l'hai attorno, perché serve a confonderti!

Se la tua sovranità può essere annullata, non sei MAI sovrano!

La conseguenza è, che se quando voti non sei sovrano, non sei in grado di emettere un mandato valido sotto l'aspetto democratico, e il rappresentante non rappresenta un popolo sovrano!

Se un rappresentante di un popolo non sovrano sottoscrive obbligazioni alle quali devono sottostare e pagare i non rappresentati ...

... l'idea diventa chiarissima, se esageriamo:
Il padrone dello schiavo può anche firmare contratti a nome dello schiavo, per sottoporlo  obbligazioni, e potrebbe anche chiedergli di firmare un documento dove lo schiavo assegna poteri totali al padrone, ma abbiamo i diritti umani, e sappiamo che si tratta di un sopruso, perché i poteri assegnati sono nulli!

Da li prendiamo una linea che va fino alla democrazia, e ci spostiamo leggermente allontanandoci dalla schiavitù verso la parte più positiva.
Dove è il punto a partire dal quale il rappresentante firma e obbliga il popolo, e dove prima del punto la firma non vale per obbligare il popolo?
È il punto dove il popolo è sovrano oppure no!

La domanda quindi ha un obiettivo pratico:
Se proviamo che non siamo sovrani, e sappiami dire chiaramente cosa manca per esserlo ... i debiti e i trattati internazionali se li mettono nel sedere o se li fanno pagare da chi ha firmato!

Luigi Intorcia

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Re:L'elettore è sovrano, SI o NO?
« Risposta #9 il: Settembre 06, 2019, 11:03:29 am »

L'unico modo per ristabilire l'ordine è la riconfigurazione dell'organo esecutivo, che preordina la correzione primordiale abbattendo il flusso della legge rinforzata, negandola di diritto ancora prima della sua  promulgazione.   [/b][/size]

Vediamo se ho capito:
Anche per te il popolo NON è sovrano.

E l'unico modo per farlo diventare sovrano è tramite elezioni e un esecutivo.
Ma l'esecutivo cosa dovrebbe fare?
Dalla tua frase capisco che deve "abbattere" una legge (ti riferisci a una legge specifica?) o eventualmente fermarla prima che divenga effettiva (ti riferisci a una legge specifica?)

Io vorrei continuare a fare domande, perché so che la gente invece di farsele accetta risposte, e le domande invece stimolano ...

Siamo in gran parte d'accordo, che il popolo non è sovrano.
È in un qualche momento della storia stato sovrano?
Se si, quando, per quanto tempo, cosa era la caratteristica che lo faceva sovrano, e come tale caratteristica è scomparsa?
Se invece non è stato mai sovrano, possiamo dire chiaramente, che nonostante l'idea propagandata fosse, di "fare" e "vivere" democrazia, al massimo si è creduto di avere democrazia, ma tecnicamente non c'è mai stata?

Sul termine "democrazia" i divulgatori professionisti rifiuterebbero l'idea, che democrazia sia una formula con ingredienti, o uno scheletro fondamentale. Preferirebbero invece elencare poche cose basilari, e poi fare enfasi sulla diversità delle versioni di democrazia, e definirla una specie di nuvola che contiene tutte le versioni, e anche potenzialmente nuove versioni da inventare ancora.

Quando Crouch parla di democrazia e post-democrazia, è proprio un'idea del genere che a in testa. Una specie di disco per il tiro al bersaglio, dove democrazia è tutto il disco, ma al centro è più azzeccata e perfetta.

Questa visione non è parola divina inoppugnabile.
Se abbiamo modo di portare argomenti, potremmo concludere che è una visione che "svia" il popolo e non gli fa vedere alcune cose fondamentali.
Il contrario di questa definizione di democrazia non è necessariamente categorico e rigido, ma come minimo afferma che per esserci democrazia devono essere soddisfatti precisi requisiti.

Uno dei requisiti è ovviamente, che il popolo sia sovrano. Democrazia e sovranità non si possono separare. Senza sovranità del popolo è impossibile la democrazia, e questa è pure una definizione banalissima, perché democrazia è quando il popolo esercita il massimo potere, e si auto-determina.

Se diciamo che il popolo NON è sovrano, sicuramente sappiamo indicare cose che sono essenziali per la sovranità.
Per esempio ... che la moneta non sia di proprietà privata e presa in prestito pagando interessi.
Ma se facciamo questa affermazione, stiamo entrando in un gioco di forza contro chi si è appropriato della moneta, e si è costruito basi legali per costruirsi un diritto a farlo.
E staremmo anche affermando, che prima della perdita delal sovranità monetaria si era sovrani, e ci si trovava in democrazia.
Dovremmo allora rivedere quanto detto prima, e prendere una mappa mondiale per identificare i paesi con moneta sovrana, e quelli senza. E poi saremmo costretti a dire, che i paesi dove si vota e dove c'è moneta sovrana sono democratici ...

Sarebbe invece molto più semplice se si potessero evitare questi "ingarbugli", e ci fosse modo di affermare senza giri di parole,
- che democrazia rappresentativa non c'è mai stata.
- in nessuna parte del mondo
- perché le manca qualcosa (in tutto il mondo)
(che non è la sovranità monetaria, perché diversi paesi la hanno, e non sono combinati meglio!)

Possiamo prendere come spunto la democrazia di duecento anni fa.
La chiamavano democrazia, ma mantenevano schiavi.
Oggi è facile dire senza esitazione, che in una democrazia TUTTI sono sovrani.

Ma allora non riuscivano a vedere la parte che mancava.
E quando poi la capirono, ci misero ancora tantissimi decenni per accettare, che anche le donne sono sovrane!

Su questa linea di ragionamento potremmo verificare, se in questo momento esistono gruppi ai quali viene negata al sovranità.
E di getto diremmo che no.

Per dire si, dobbiamo cambiare la parola e il modo di vedere.

In teoria infatti la sovranità e somma di tutte le sovranità individuali.
E in pratica invece non lo è.

Se non era democrazia, perché certi gruppi non CONTAVANO (!!!!!!!!) e non venivano interpellati, la logica non costringe ad arrivare alla conclusione, che se interpelli tutti, poi ne conti solo una parte e stai facendo democrazia!
Ti costringe invece a una espressione dove la somma è il totale della sovranità di tutti!

Caro Orazio, condivido molto quello che hai scritto,

ma cerco di essere sintetico: il cittadino alle volte, si è avvicinato moltissimo alla sovranità vera, senza mai averla avuta pienamente. Il periodo in cui è esistita la quasi piena sovranità, è stato dal 1947 al 1972 in Italia. Le leggi elettorali dell'epoca, non erano restrittive e nel parlamento esistevano le minoranze rappresentate, perchè i governi volevano ad ogni costo ristabilire il criterio della rappresentanza, eliminata dal 1923 al 1946, quindi diciamo che era vivo il ricordo della mancanza della democrazia . Ma il tarlo della democrazia rappresentativa in Italia,  è iniziato ad esistere quando è stato lasciato indisturbata la nascita del contro potere, (forza  sovversiva al 200% e prima o poi su questo argomento bisogna scatenarsi scrivendo verità )  che è arrivato esclusivamente dal partito comunista, battuto nella costituente di diritto. Per cui, sono state lasciate far crescere forze dittatoriali di fondo, la prima è stata debellata fascismo, la seconda ha progredito per spirito democratico della prima repubblica,  che ha lasciato fare e questa forza lentamente si è appropriata dei gangli vitali della democrazia vera sostituendola progressivamente. Si chiama sovversione bianca, subdola e apparentemente non violenta. Parallelamente, essendo venuta meno la rappresentanza per eliminazione fisica dell 'avversario con sistemi sporchi, lotta sovversiva pura a cui si contrapponeva quella di estrema destra con le medesime prerogative, questo fenomeno ( voluto) ha minato definitivamente la sovranità del popolo, creando parti sempre più autoritarie e subdolamente violente che hanno prima eliminato diritti garantiti per poi scambiali con il potere ( rilascio dei medesimi diritti di prima, ma stavolta alla parte, non alla collettività ).

Il resto è storia, sino ai nostri giorni.

persino la comunità europea è stata infiltrata con lo steso stratagemma.
Il ragionamento è lunghissimo e quasi inutile, perchè mentre ci arrovelliamo il cervello, cercando ragioni, il potere sovversivo dei nostri giorni stritola i cittadini al ritmo di quasi 500 mila in un solo anno negli ultimi 10 anni,  restituendo una sterminata moltitudine di indigenti assoluti. la mancanza di sovranità pertanto è lo specchio esatto della povertà e la distruzione del vero stato sociale e solidale che non esiste più da almeno 35 anni.
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Luigi Intorcia