Autore Topic: Articolo 67 della costituzione e vincoli per gli eletti in parlamento.  (Letto 334 volte)

BrunoAlessandroBertini

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L'articolo 67 della costituzione è abbastanza chiaro ma è tra quelli più distorti e reinterpretati con fine maligno dai nostri politici.
Qui ora voglio analizzarlo una volta per tutte in modo che sia chiaro il suo significato, mi aspetto osservazioni in merito e se siete d'accordo la diffusione massima di questa verità.
In primo luogo lo riporto nella sua semplicità:
"Articolo 67. Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato."
Evidentemente si riferisce a ogni membro del parlamento, quindi i senatori, i deputati ma non i ministri e il presidente del consiglio.
Quando sento un presidente del consiglio o un altro membro del governo che chiede pieni poteri in quanto "legittimato" dai risultati elettorali mi arrabbio e dovreste farlo anche tutti voi.
Il presidente del consiglio e i ministri non sono parlamentari e quindi devono rispondere al vincolo di mandato nei confronti del parlamento che li ha eletti.
E' il parlamento ad ordinare al governo cosa fare e non il governo che decide e poi chiede la ratifica al parlamento dei propri decreti, magari tramite fiducia.
Chiudiamo questa parentesi e torniamo ai nostri parlamentari: cosa gli impone l'articolo 67?
Esso ha due commi, il primo è ovviamente il più importante e dice che esiste un vincolo che non può essere sciolto o ignorato (se non con le dimissioni da parlamentare) ed è quello di rappresentanza.
Ogni eletto rappresenta la nazione.
Qui i maligni, in malafede, pongono tutto il peso dell'affermazione sul fatto che rappresentare la nazione, nella propria interezza, non significa rappresentare i propri elettori.
Falso, è una menzogna ignobile.
Per rappresentare la nazione bisogna mantener fede al mandato di rappresentanza coi propri elettori.
Esempio: alle elezioni sono eletti 10 rossi, 3 blu, 1 giallo.
Il quadro che rappresenta fedelmente la nazione è composto da 10 rossi, 3 blu, 1 giallo.
Non è permesso al giallo di diventare blu o rosso con la scusa che non rappresenta solo i gialli ma anche i blu e i rossi.
Lui è stato eletto come rappresentante dei gialli e il fatto che lui sia giallo permette al parlamento di rappresentare correttamente tutta la nazione.
Se cambiasse colore tradirebbe il vincolo di rappresentanza creando un parlamento significativamente diverso da quello che rappresenta la nazione intera.
Per un eletto in parlamento rappresentare la nazione significa mantenere fede agli intenti mostrati agli elettori e per i quali ha ottenuto un mandato di rappresentanza.
Già questo vincolo fortissimo basterebbe ad impedire a qualsiasi parlamentare di cambiare schieramento o idee nel corso della legislatura, obbligandolo a dimissioni immediate in caso contrario.
I padri costituenti tenevano talmente tanto al vincolo di rappresentanza (temendo che fosse tradito in favore di altri vincoli) da voler poi aggiungere un secondo comma rafforzativo del primo.
Qui devo aprire una nuova parentesi per spiegare un particolare importante.
Il vincolo di mandato o vincolo di mandato operativo ( https://it.wikipedia.org/wiki/Mandato_imperativo ) non è quello costituito con un contratto che riporta gli obiettivi o durante le elezioni.
Se io scrivo dieci punti che mi impegno a rispettare e/o realizzare e mi vincolo a quelli con l'elettore o chiunque altro assumo un obbligo ma non vi è alcun mandato operativo.
Il vincolo di mandato è altra cosa: mi obbliga ad eseguire gli ordini del soggetto con cui mi sono vincolato.
Se un partito obbliga un eletto a eseguire i propri ordini è vincolo di mandato operativo.
Se un mafioso, un imprenditore, una lobby, un gruppo di elettori, una massoneria o una società segreta obbliga un parlamentare a eseguire i propri ordini una volta eletto questo è vincolo di mandato.
Per fare un esempio opposto forzandolo al limite: se un parlamentare viene eletto presentandosi col partito della mafia e dichiarando che una volta eletto proteggerà gli interessi mafiosi; quando poi da deputato difenderà effettivamente gli interessi della mafia lo farà per vincolo di rappresentanza e non per vincolo di mandato.
Se dovesse ravvedersi, cambiare idea, e voler quindi lottare contro la mafia dovrebbe dimettersi per non violare il vincolo di rappresentanza.
Spero con questo esempio al limite di aver chiarito che già oggi in costituzione c'è un articolo che impedisce il cambio di appartenenza politica per i parlamentari.
Di più, lo stesso articolo impedisce ai parlamentari di avere vincoli di mandato con soggetti terzi, quindi anche con la commissione europea che non può in alcun modo far recepire le proprie leggi come se esistesse un vincolo di mandato ma ogni parlamentare dovrebbe essere libero di votare secondo il proprio indirizzo politico se adottarle o meno.
Stesso discorso per i partiti che non possono cambiare linea politica e poi imporla ai propri eletti.
Insomma, basterebbe applicare la costituzione ma qui si fa a gara a chi la demolisce prima.

MASSIMO FRANCESCHINI

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Re:Articolo 67 della costituzione e vincoli per gli eletti in parlamento.
« Risposta #1 il: Agosto 20, 2019, 01:01:53 pm »
Non concordo, mi atterrei al testo della Costituzione così com'è, sopratutto oggi che i programmi politici sono carta straccia, che i partiti sono personalistici e perseguono interessi che niente hanno a che vedere con quelli del Paese.
Per me è una misura sacrosanta, come ben spiegato qui:
http://www.eugenioscagliusi.it/diritto.php?id=afafb7
Concordo invece sul fatto che la dinamica governo-parlamento debba rientrare nell'alveo della costituzione.
Massimo Franceschini

BrunoAlessandroBertini

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Re:Articolo 67 della costituzione e vincoli per gli eletti in parlamento.
« Risposta #2 il: Agosto 20, 2019, 09:52:29 pm »
Articolo che ritengo quantomeno confusionario: ribadisco che non puoi rappresentare l'intera nazione se non rappresenti fedelmente colui che ti ha eletto. Lo vedo come un paradosso pretendere di rappresentare correttamente la nazione fatta da elettori ignorando il loro voto (utile ad eleggere i propri rappresentanti).

MASSIMO FRANCESCHINI

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Re:Articolo 67 della costituzione e vincoli per gli eletti in parlamento.
« Risposta #3 il: Agosto 21, 2019, 07:17:35 pm »
Per me l'articolo non è confusionario, è da leggere con attenzione perché riporta i lavori sulla costituzione e alla fine da l'idea dell'autore, che condivido.
Credo che la confusione invece sia nella tua asserzione: rappresentare la nazione non vuol dire che non si debba rappresentare i propri elettori, vuol dire che nel caso in cui l'eletto ravveda un contrasto fra gli interessi dei propri elettori e quelli della nazione, può tranquillamente e costituzionalmente operare per difendere gli interessi nazionali.
Il partito può certamente estrometterlo ma non il parlamento, che gli da la possibilità di entrare in un altro gruppo parlamentare o nel "gruppo misto".
E' ovvio che cambiare partito, ad esempio, per seguire un guadagno personale non sia un'azione etica.
Credo che la dimostrata corruzione in tal senso sia un reato previsto dalla legge, ma comunque non si può diminuire la libertà degli eletti e costringerla in concetti che forzano lo spirito costituzionale.   
Massimo Franceschini

BrunoAlessandroBertini

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Re:Articolo 67 della costituzione e vincoli per gli eletti in parlamento.
« Risposta #4 il: Agosto 21, 2019, 08:04:38 pm »
Di certo c'è una differenza tra le nostre etiche: se mi accorgessi (da eletto) che per non nuocere alla nazione dovrei andare contro quanto promesso ai miei elettori mi dimetterei. Non ritengo accettabile tradire la fiducia e la responsabilità di rappresentare una parte precisa del paese.

MASSIMO FRANCESCHINI

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Re:Articolo 67 della costituzione e vincoli per gli eletti in parlamento.
« Risposta #5 il: Agosto 22, 2019, 03:50:15 pm »
Anche qui la vedo diversamente: da elettore non mi dispiacerebbe avere un mio rappresentante che denuncia una manovra che tradisce gli interessi del paese e che coerentemente con ciò esce dal partito con cui l'ho eletto, mi fiderei molto più di un rappresentante così che di uno ligio alle disposizioni di partito e che mi dice sempre che va tutto bene.
Non lo considererei un traditore, per quanto mi riguarda, se ravvedessi nella sua manovra una cosa eticamente corretta.
Non cambiare idea, non vedere le cose per ciò che realmente sono è tipico di un elettorato "tifoso", disposto a digerire tutto ciò che il leader gli racconta. 
Massimo Franceschini

BrunoAlessandroBertini

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Re:Articolo 67 della costituzione e vincoli per gli eletti in parlamento.
« Risposta #6 il: Agosto 23, 2019, 08:19:57 am »
Mi dispiace monopolizzare la discussione ma tu mi stai dicendo che se io venissi eletto nel pSp e poi mi accorgessi improvvisamente che le politiche europeiste sono buone e la sovranità monetaria nuoce al paese potrei passare al PD o a + europa e tu saresti contento? In politica esistono regole democratiche, il ruolo dei partiti è selezionare persone adatte alla rappresentanza. Personalmente non transigo su questo: l'eletto può ovviamente cambiare idea, ma dal momento in cui non è più rappresentante del proprio elettorato si deve dimettere.

Orazio di Bella

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Re:Articolo 67 della costituzione e vincoli per gli eletti in parlamento.
« Risposta #7 il: Agosto 25, 2019, 01:51:42 am »
Quello che si è visto finora è che molti politici individualmente o ogni tanto in gruppo cambiano lato, e qualche volta tutto il partito (il M5S è diventato europeista).

Non abbiamo vincolo di mandato.

E una parte dell'elettorato reagisce, e non vota più il partito ... quando è il partito ad aver cambiato direzione.

Siccome poi abbiamo liste decise dai segretari di partito, molti traditori si ritrovano in legislature successive, perché evidentemente hanno "meritato" (come Razzi).

Prendere i tanti casi e analizzarli ci costringe ad ammettere, che il problema non deriva solo dall'assenza di vincolo di mandato.
E allora una riforma toccherebbe diverse regole esistenti, ma avrebbe anche lati negativi, perché il vincolo lega al partito e non all'elettore.
E chi per esempio non è cinquestelle, avrebbe volentieri visto eletti dei cinquestelle liberi di usare la propria testa, invece di ripetere quello che è permesso dire, e stare alla larga da temi "sensibili".
In un certo senso nel M5S un vincolo c'è (e ovviamente ne vorrebbero uno legale, per buttare fuori la gente in quattro e quattr'otto, per rimpiazzarla col prossimo fedele.

Io fino ad adesso non ho sentito una proposta multifaccettata sul tema, ma solo quella a colpo d'ascia del M5S, che serve moltissimo a Grillo e Casaleggio, ai segretari e dirigenti dei partiti, ma non tanto agli italiani. (Parlamento vuol dire proprio che devono dibattere partendo dalla discordia!)

Le opzioni allora sono:
1) Lasciamo tutto come è.
2) Facciamo il vincolo di mandato.
2a) Dopo dobbiamo correggere gli aspetti negativi con clausole o eventualmente lo eliminiamo di nuovo.
3) Facciamo brainstorming partendo dai pro e contro delle due possibilità, e sviluppiamo clausole in previsione di certi casi (ma non li possiamo prevedere tutti)
4) Invece di vincolare i politici ai propri partiti, li vincoliamo all'elettorato.
4a) Garantiamo all'elettorato che tutto quello che ha a che vedere con le elezioni lo deve approvare!
4b) E mettiamo mano come elettorato, assicurandoci che la maggioranza dei politici di un partito li sceglie sempre l'elettorato, e un numero minore i partiti stessi.

Il vincolo tra elettore e eletto non è necessario inventarlo.
"Avviene" automaticamente, se la legge elettorale è democratica.

Ricordate che democratico vuol dire che il potere lo esercita il popolo.

In altre parole:
Se stiamo a dibattere su questo tema è principalmente perché non viviamo in una democrazia, e ovviamente i politici e i partiti fanno i loro interessi!

Democrazia non vuol dire che i politici sono buoni. Vuol dire che i politici e i partiti vengono polverizzati dall'elettorato, se tradiscono.
Quando si parla di tapparsi il naso e votare il meno peggio, è oltremodo chiaro, che ai politici e ai partiti gli facciamo un baffo e che potere e sovranità non ne abbiamo!

MASSIMO FRANCESCHINI

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Re:Articolo 67 della costituzione e vincoli per gli eletti in parlamento.
« Risposta #8 il: Agosto 25, 2019, 07:28:44 pm »
Appunto, il vincolo di mandato non è un problema e soprattutto non può ovviare gli enormi problemi democratici dovuti a leggi elettorali non pienamente proporzionali, per non parlare di campagne elettorali in cui le forze politiche che si presentano non hanno tutte lo stesso spazio mediatico, indipendentemente dalla loro grandezza.
Riguardo al fatto se un "mio" rappresentante cambiasse idea su qualcosa non sarei certamente contento, ma non ne farei questione per togliere una norma importante come l'assenza del vincolo di mandato.
Massimo Franceschini

BrunoAlessandroBertini

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Re:Articolo 67 della costituzione e vincoli per gli eletti in parlamento.
« Risposta #9 il: Agosto 26, 2019, 11:58:45 pm »
Mi dispiace ma ritengo non abbiate capito cosa sia il vincolo di mandato.  :-\

BrunoAlessandroBertini

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Re:Articolo 67 della costituzione e vincoli per gli eletti in parlamento.
« Risposta #10 il: Settembre 04, 2019, 08:52:10 pm »
Riprendo la discussione per chiarire un altro aspetto: la costituzione attualmente vieta il vincolo imperativo di mandato per i parlamentari, ma lo fa in egual misura anche per gli eletti nelle amministrazioni locali?
La vicinanza tra elettore ed eletto è certo più evidente e anche i temi di ordinaria amministrazione devono essere di volta in volta affrontati  rispettando il volere dei cittadini e quasi mai si può prevederli in un programma elettorale.
Tutto questo per proporre di dedicare attenzione alle istanze di DD in ambito locale piuttosto che nazionale (In cui si dovrebbe stravolgere parte della costituzione).