Autore Topic: Riflessioni sulle elezioni milanesi dopo aver letto un volantino LC indipendente  (Letto 228 volte)

BrunoAlessandroBertini

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Questa mattina al mercato ho incontrato il Sig. Giovanni Cafaro, che distribuiva volantini.
Vuole candidarsi a sindaco di Milano con la sua lista civica "Movimentiamoci insieme" e lo ammiro per l'impegno che dimostra anche se purtroppo non condivido mote delle cose che ho letto sul volantino.
La sua proposta è infatti la classica lista dei desideri, promesse bellissime ma con pochissima probabilità di essere realizzate.
In effetti chiunque si proponga come sindaco in una grande città sostenuto da forze chiamiamole "alternative" al sistema può promettere qualunque cosa.
Credo sia più facile fare due volte a fila sei al super enalotto piuttosto che essere eletto con una lista civica indipendente a Milano.
Le "promesse" sul volantino sono quindi utili indicazioni per capire il personaggio chi è e come la pensa.
Parlando del PsP mi piacerebbe che potesse partecipare alle prossime elezioni a Milano, ma è una strada davvero in salita, anche per colpa mia che non sono riuscito a concretizzare i progetti in cantiere.
Spero in un candidato del Fronte Sovranista Italiano o di VOX con cui potremmo avere forti sinergie di programma, ma oggi è ancora presto per fare previsioni.
Quel che si può dire è che anche noi saremmo come il Sig. Cafaro costretti a fare delle promesse che incarnano i nostri desideri, e quelli di chi ci voterà, consapevoli che salvo miracoli resteranno tali almeno per per un po'.
Non solo perché entrare nei palazzi del potere è difficile, ma anche perché chi è contro l'attuale sistema di potere e a favore del popolo viene osteggiato in tutti i modi.
Senza contare che ormai a livello locale a comandare sono sempre i partiti nazionali con le loro segreterie e i sindaci aspettano solo istruzioni.
Una cosa che manca all'Italia di oggi è la forza di opposizione degli enti locali nei confronti del governo centrale.
La Democrazia prevederebbe la negoziazione tra enti locali e governo centrale per la migliore soluzione politica, considerato che gli interessi nazionali e quelli locali sono spesso diversi.
Oggi assistiamo solo a contestazioni politiche, basate sull'appartenenza al partito e non in favore del popolo.
Un sindaco dovrebbe avere il coraggio di opporsi e fare richieste coraggiose al governo regionale e nazionale anche se appartengono allo stesso schieramento, perché non vanno difesi gli interessi del partito ma quelli dei cittadini, che per ovvie ragioni sono diversi in ogni regione e in ogni città, e bisogna sudarsi ogni conquista politica per far sì che le normative nazionali si adattino il più possibile alle esigenze locali.
Ma per farlo servono i numeri di una città come Milano o Roma.
Da decenni addomesticate con sindaci fantoccio che vivacchiano e ogni tanto prendono la scena con provvedimenti del tutto secondari rispetto alle vere priorità.
Comunque sia oggi il nostro obiettivo deve essere quello di essere presenti, farci conoscere ed irrompere nella scena politica.
A livello locale anche il citato aspirante sindaco Cafaro individua nel lavoro l'obiettivo oggi prioritario della città di Milano.
Milano vive grazie al lavoro, forse più che ogni altra città.
Il lavoro deve quindi essere al centro di qualunque progetto politico per Milano.
E' l'eterno dibattito che i Milanesi conoscono bene: ambiente e salute da una parte e il lavoro dall'altra.
I milanesi hanno storicamente preferito il lavoro alla salute, e anche oggi la maggior parte di loro farebbe la stessa scelta.
Compito di chi governa è agire per riequilibrare la situazione studiando provvedimenti in favore dell'ambiente e della salute che non vadano però ad intaccare il tessuto produttivo della città.
Le piste ciclabili vanno bene, le aree B e C potrebbero essere utili (per come sono usate ora no, sono solo un bancomat per il comune), la mobilità sostenibile, i riscaldamenti, le industrie pesanti, la destinazione a verde urbano delle aree dismesse...
Se lasciati tranquilli i cittadini milanesi il lavoro sanno crearlo da soli, andrebbero giusto introdotti quei correttivi necessari a preservare la qualità della vita compatibile con una città di queste dimensioni.
Milano è stata invece colpita più volte al cuore, il suo cuore economico che la teneva in vita, ed ora sta lentamente morendo.
Per evitarlo tutte le forze alternative devono dialogare e coordinarsi.
Il PsP basa la sua azione politica, in prospettiva, su una piena sovranità economica in grado di permettere gli investimenti produttivi indispensabili senza dover pensare a nuove tasse o altre fonti di introiti a carico dei cittadini.
Il lavoro e la produzione ripagheranno i costi, come avviene in ogni luogo in cui il debito pubblico non è demonizzato.
Su volantino di Cafaro che ho letto il lavoro si vuole creare sfruttando le multe alle aziende che non assumono personale disabile come previsto dalle normative.
Ma se una azienda privata decide di non assumerli è perché valuta che a livello di produttività ne avrebbe un danno maggiore.
C'è un controsenso logico nel promettere più lavoro grazie alle multe date a chi lavora.
La legge andrebbe forse modificata in senso premiante e non punitivo.
Dare un premio a chi assume disabili piuttosto che multare chi non lo fa.
Ma sono tutte cose che si possono fare solo con una moneta di proprietà pubblica.
Usando una valuta estera si può solo pensare ad istituire un "Assessorato alle sanzioni" come auspica Cafaro, che essendo anche presidende  del Movimento Disabili Articolo 14 ha giustamente a cuore le enormi problematiche che affliggono chi soffre di disabilità.