Autore Topic: Sanità  (Letto 128 volte)

Antonietta Basile

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Sanità
« il: Settembre 16, 2020, 11:02:09 pm »
Strutture pubbliche ad uso e consumo di prestazioni private, se è questo che volete fare allora apritevi i vostri studi e/o cliniche. Per me questa storia di azzupare la fresella di qua e di là deve finire, o lavori nel pubblico o nel privato, tutti e due NO!
Anni fa ci fu un politico o politica che propose proprio questo, le diedero tutti contro e la cosa non arrivò nemmeno alla discussione in parlamento.

https://www.youtube.com/watch?v=QKOJyhW4l88&t=115s
« Ultima modifica: Settembre 17, 2020, 10:27:04 am da Antonietta Basile »

BrunoAlessandroBertini

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Re:Sanità
« Risposta #1 il: Settembre 17, 2020, 12:04:21 pm »
Si ritorna sempre a cuore del problema.
E va ripetuto all'infinito fino a che non sarà chiaro a tutti.
I soldi (valuta) non crescono sulle piante come gli zecchini di Pinocchio.
Non si estraggono dalle miniere come i dobloni di Tomb Raider.
Non cadono dal cielo.

Li stampano gli uomini per gli uomini.
E qui ci sono solo due casi:
1) Li stampa lo stato e li usa per pagare il lavoro dei suoi cittadini.
Così facendo si indebita con loro (debito pubblico); è questo debito dello Stato a dare valore ai soldi.
Lo stato difende con la sua autorità il valore dei soldi, in modo che mantengano il proprio valore nell'economia nazionale.
2) Li stampa un privato e li presta a chi deve comprare il lavoro di qualcuno.
Così facendo si crea un debito (privato) inverso al precedente in cui chi ha stampato moneta è creditore.
Il privato difende con la sua autorità il valore del credito (avete presente gli strozzini che ti mandano la mafia a casa o ti incendiano il negozio per farti pagare?) o in alternativa è lo Stato a garantire questo debito privato obbligando tutti i cittadini (anche quelli che non hanno contratto personalmente quel debito) a ripagare chi ha stampato soldi col suo lavoro.
In questo caso lo Stato con la sua autorità difende il valore dei crediti e dei capitali rendendoli stabili (quindi contrastando inflazione e svalutazione).

Ora applichiamo questa semplice verità alla sanità (pubblica o privata che sia).
C'è da costruire un ospedale.
Serve lavoro, in una dittatura lo puoi pretendere gratis dai tuoi sudditi ma in una democrazia devi pagare con soldi i lavoratori.
Opzione 1: Lo Stato crea i soldi necessari (1000) stampandoli; paga i lavoratori: Scrive a bilancio -1000 +1ospedale.
Opzione 2: Lo stato prende in prestito i soldi necessari creati da altri; paga il lavoro; bilancio -1000+interessi +1ospedale.
Opzione 3: Un privato si stampa i soldi e costruisce un ospedale, poi lo affitta allo Stato

In tutti e tre i casi per costruire l'ospedale devi fare un debito creando soldi.
Nel primo caso il debito è dello Stato, verso i cittadini, e lo ripaga garantendo il valore dei soldi che gli ha dato, curandoli gratis, e comunque sia è proprietario di un ospedale che ha esattamente il valore del debito.
Nel secondo caso il debito va restituito a chi ha prestato i soldi, ma contemporaneamente va anche garantito il valore dei soldi dati a chi ha lavorato. Quindi un doppio debito. Alla fine per ripagare la banca lo Stato gli cede l'ospedale, ma restano da pagare gli interessi e garantire i soldi dei cittadini. Quindi cercherà di recuperare con imposte e tasse tutti i soldi dei cittadini per pagare gli interessi.
Nel terzo caso il debito è privato. Non è dato sapere a chi va restituito ma comunque sia il privato userà l'ospedale per fare profitto chiedendo soldi allo Stato o ai cittadini che lo usano.

Come visto all'inizio è sempre necessario creare un debito stampando soldi.
Ci sono due metodi che per semplicità riduco nell'esempio a 10 persone:
1) Metodo pubblico: Lo stato crea 10 soldi. Ne dà uno al muratore, uno al contadino, uno al mobiliere, uno all'insegnante... insomma tutti hanno un soldo e tutti condividono un debito pubblico di 10 soldi. Quei 10 soldi possono essere scambiati all'infinito tra le persone a patto che siano rispettate due regole: nessuno deve accumulare tutti e dieci i soldi in un capitale privato e nessuno deve richiedere allo stato il pagamento del debito pubblico. Una volta che lo Stato redistribuisce la ricchezza e c'è fiducia nei cittadini tutto gira bene.
2) Metodo privato: di solito parte da un minimo di soldi pubblici già creati. La Banca accumula un capitale di 5 soldi. Se lo stato non interviene per ridistribuire e non stampa altri soldi per forza di cose qualche cittadino resta senza soldi.
La banca allora gli consegna una carta di credito del valore di un soldo (è un prestito). Quel soldo resta al sicuro nella banca assieme agli altri 4. Quando la banca ha prestato tutti e 5 i soldi che possiede si ritrova in banca 5 soldi più un credito di altri 5 soldi prestati ai cittadini.
A quel punto va dai cittadini e gli chiede di ripagare il debito.
Nasce una crisi economica: i 5 soldi prestati sono già nella banca e nessuno glie li può restituire nuovamente.
Interviene lo Stato, ma se non può creare altri soldi è costretto a chiederli in prestito o a tassare i cittadini.
Se lo stato prende i restanti 5 soldi dai cittadini con le tasse per darli alla banca, la banca avrà tutti e 10 i soldi nei suoi forzieri.
Se lo Stato chiede 5 soldi in prestito alla banca (e poi glie li ridà a copertura del debito degli insolventi) la banca avrà sempre i suoi 5 soldi, più 5 soldi di credito con lo stato, e potrà rifare esattamente la stessa operazione per creare altri 5 soldi di debito privato a suo favore (e tutto senza considerare alcu pagamento di interesse da parte dei debitori).
Quando la banca avrà accumulato un credito di 1000 soldi potrà costruire un ospedale cedendo questo debito.
Quando il debito (privo di reale valore visto che si basa su soli 5 soldi effettivamente presenti nella banca) raggiungerà una dimensione insostenibile si scatena una bolla finanziaria, interviene lo Stato, E questa volta stamperà soldi, ma solo per consegnarli alla banca, a copertura dei suoi crediti.


 

Antonietta Basile

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Re:Sanità
« Risposta #2 il: Settembre 17, 2020, 10:51:54 pm »
I soldi sono alla base si ma in questo caso secondo me le questioni sono altre.
1) Lavorare sia nel pubblico che nel privato non è un conflitto di interessi?
2) Per quale motivo una struttura pubblica può essere utilizzata per profitto privato?
Se un medico vuole lavorare privatamente lo fa nel suo studio e/o clinica non in ospedale.

BrunoAlessandroBertini

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Re:Sanità
« Risposta #3 il: Settembre 18, 2020, 01:24:37 pm »
Le risposte sono tutte implicite nel mio post.
Se lo Stato deve dare uno stipendio miserabile a un medico dovrà trovare altri modi per tenerselo buono.
Ecco che diventa possibile concedere una serie di guadagni Extra ai medici pubblici.
Se ti pago 3.000€ al mese posso "obbligarti" a lavorare solo per me.
Se ti pago 1.500€ al mese e non voglio che te ne vai altrove devo darti la possibilità di guadagnare gli altri 1.500 privatamente.
Se la struttura pubblica non crea profitto posso tenerla attiva solo stampando moneta o usandola anche per ricoveri privati che danno profitto.

Antonietta Basile

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Re:Sanità
« Risposta #4 il: Settembre 18, 2020, 07:08:36 pm »
Forse sono male informata ma non mi risulta che le privatizzazioni siano mai state un bun affare per lo stato.


BrunoAlessandroBertini

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Re:Sanità
« Risposta #5 il: Settembre 21, 2020, 09:00:02 pm »
Sono una pessima scelta, ma obbligata.
Con queste regole il pubblico deve cedere le proprie strutture ai privati, e non per guadagnare ma per limitare i debiti.
Con la sanità pubblica non ci si guadagna mai.
La questione è che se lo sai e accetti di operare in perdita coprendo le spese con investimenti a debito pubblico, puoi operare in modo indipendente.
Se invece ti comporti come se la sanità pubblica debba auto-finanziarsi devi cedere capacità e strutture ai privati per diminuire le spese.
I privati si prendono tutte quelle attività che hanno mercato e lasciano allo stato comunque solo e sempre la parte assistenziale in perdita.