Autore Topic: Il processo mediatico e l'arma delle intercettazioni  (Letto 34 volte)

BrunoAlessandroBertini

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Il processo mediatico e l'arma delle intercettazioni
« il: Luglio 27, 2020, 11:43:10 pm »
Questo è un post che vi invita a riflettere su alcune ipotesi.
Parto dalle intercettazioni, telefoniche, messaggi o ambientali che siano negli anni passati sono state messe sotto accusa e ci sono state una serie di norme che hanno messo paletti molto sgraditi all'opinione pubblica.
I più grandi scandali scoppiano grazie alle intercettazioni.
In passato abbiamo seguito per mesi le intercettazioni di Moggi in calciopoli, o abbiamo assistito con sgomento alla distruzione di alcune intercettazioni che riguardavano addirittura il presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano...
In conclusione, sono decenni che le intercettazioni hanno assunto nell'immaginario pubblico la valenza di strumento principe delle indagini.
Se il sistema cadrà, se i corrotti finiranno in prigione, sarà grazie alle intercettazioni.
Questa è ormai la convinzione diffusa e il popolo le vede esclusivamente come bene assoluto e strumento supremo di giustizia.
Queste estremizzazioni però non sono consigliabili.
Non esiste l'assolutamente giusto o l'assolutamente sbagliato e anche le intercettazioni devono essere sempre valutate con massima attenzione.
Sono infatti uno strumento che si sposa perfettamente coi media, e sappiamo che il controllo dei media è una delle prerogative che rende inattaccabile il sistema di chi detiene il potere.
La mia amara riflessione è che di intercettazioni ce ne sono state tante negli anni, clamorose, nella sanità, nell'immigrazione, nella politica, nell'affidamento dei bambini, nei magistrati e nella polizia ci sono stati episodi talmente eclatanti che anche solo uno di essi avrebbe dovuto far crollare il sistema di potere.
Nei fatti questo non è mai avvenuto.
Bisogna risalire a tangentopoli per poter parlare di una azione giudiziaria che ha effettivamente sovvertito l'ordine del potere (almeno in Italia) e guarda a caso è stato l'inizio del processo politico che ha generato l'attuale sistema di potere.
In qualche modo si potrebbe dire che quelle intercettazioni sono state funzionali all'instaurazione di una nuova classe dirigente, nuovi partiti, nuovi equilibri in Italia, che sono poi andati a coincidere nel tempo con un progetto UE di sottrazione di sovranità agli Stati.
Nessuna successiva intercettazione, anche quelle più gravi, ha prodotto danni reali.
A una grande risonanza mediatica sono seguiti cambiamenti limitati.
Il mio timore è che a volte le intercettazioni possano essere utilizzate come strumento per accelerare alcuni cambiamenti, facendoli apparire come giusti ed inevitabili agli occhi del popolo.
L'intercettazione è un metodo chirurgico, in grado di addossare immediatamente enormi responsabilità a singole persone.
Grazie alle intercettazioni è possibile aprire immediatamente un processo mediatico e portarlo a sentenza certa di condanna da parte del popolo.
Cosa fa la differenza in questi casi?
Cosa può identificare una intercettazione buona da una cattiva?
Tutto sta nell'uso che se ne fa.
Se le intercettazioni sono usate dalla magistratura per accertare dei fatti, ricostruendo il giusto contesto, ascoltando le parti, la loro difesa, ecc., allora sono uno strumento utile ed indispensabile.
Quando dovesse arrivare una condanna, in questo caso, diffondere l'intercettazione tramite i media sommerebbe l'indignazione del popolo all'effetto della condanna definitiva segnando l'espulsione del personaggio coinvolto dalle cariche ricoperte per sempre.
Se le intercettazioni arrivano invece direttamente alla stampa e vengono diffuse prima ancora che un reale processo possa cominciare è lecito dubitare e doveroso preoccuparsi di capire perché... se qualcuno potrebbe avere interesse nel far sparire dalla scena alcune persone immediatamente (come esempio potrei ricordare l'ex sindaco di Roma).
C'è quindi un effetto immediato, totalmente a discrezione di chi comanda i media.
I processi poi durano anni e se anche il magistrato dovesse assolvere il colpevole... ormai è colpevole.
Chi potrebbe opporsi a una tale arma di distruzione personale?
Personalmente ritengo che dovrebbe essere impedito spettacolarizzare le intercettazioni prima che una sentenza definitiva gli dia il giusto peso.
Impedire i processi mediatici, favorendo semmai la diffusione di notizie che siano davvero basate sui fatti o su sentenze definitive.

Antonietta Basile

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Re:Il processo mediatico e l'arma delle intercettazioni
« Risposta #1 il: Luglio 30, 2020, 03:07:26 pm »
Cosa può identificare una intercettazione buona da una cattiva?
Tutto sta nell'uso che se ne fa.

Appunto! Ben detto! Secondo me ci vogliono, qualora non già esistenti, che ne impediscano la strumentalizzazione che come hai detto spesso ha lo scopo di distruggere la reputazione di chi da fastidio.