Autore Topic: TV Digitale terreste, un accurato lavoro legislativo per escludere la pluralità.  (Letto 122 volte)

BrunoAlessandroBertini

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PREMESSA:
In principio era la RAI, televisione di Stato, affiancata da qualche TV nazionale estera (La TV svizzera, Telemontecarlo, Telesanmarino, Telecapodistria).
Poche TV ma molto più eterogenee delle attuali.
Le informazioni erano "ufficiali" provenendo da TV di stato e di una qualità oggi inimmaginabile.
Poi vennero le TV locali, voci indipendenti nate dal territorio, che prima affiancarono le TV estere e poi le soffocarono rubando il loro spazio.
Poi vennero le TV private nazionali a competere con la RAI.
Tre emittenti per un solo editore al tempo sembravano troppe, tanto che Rete 4 fu obbligata a trasmettere solo via satellite fino alla totale digitalizzazione.
Questo non accadde mai.
Poi arrivò la digitalizzazione, si decise che dovevano esserci almeno 15 editori nazionali diversi (Rai compresa) per dare completezza di informazione.
Questo non avvenne mai, anzi, iniziò da subito una caccia spietata con acquisizioni e fallimenti pilotati.
Poi furono riservate frequenze da mettere all'asta per nuovi operatori ed editori.
Questo non avvenne mai.
Furono proposte nuove piattaforme per il calcio, nuove pay TV, nuovi progetti editoriali...
Tutte sterminate.
Nel frattempo i pochi editori nazionali cominciarono a soffocare velocemente le TV locali indipendenti.

COSA STA ACCADENDO OGGI:
Dobbiamo liberare frequenze per la telefonia mobile e evitare disturbi ai paesi confinanti.
I piani sono già scritti da anni e con questi termini non si scherza.
Lo "spazio" disponibile per trasmettere è già stato ridotto in passato, tutti gli editori ci hanno rimesso tranne RAI, MEDIASET, TELECOM, DE BENEDETTI, DISCOVERY(SKY).
Ora è previsto un taglio netto entro la fine del 2020.
Come sempre i legislatori hanno proposto all'ultimo istante la soluzione migliore: passare a una compressione maggiore (MP4) e un sistema di trasmissione più efficiente (DVBT2) per dare spazio a tutti e non costringere nessuno a chiudere i battenti.
Farlo all'ultimo istante è un metodo sicuro per renderlo inapplicabile.
I maggiori editori si sono semplicemente opposti, facendo slittare di un anno il cambio di tecnologia (che comunque ci sarà).
Quindi per noi utenti cambia nulla: saremo comunque costretti ad adeguarci, anche se con 12 mesi di differenza.
Dove sta la furbata?
Ebbene, le date in cui liberare le frequenze non possono essere posticipate.
Da una parte ci sarà allora una riduzione dello spazio, mentre dall'altro non si creerà la necessaria contromisura utile a recuperare spazio per tutti.
Un collo di bottiglia.
Ci passeranno in pochi.
I soliti noti, mentre per gli editori locali e altri scomodi competitori nazionali è pronta l'ennesima rottamazione delle frequenze.
Perché la partita si gioca su diversi livelli:
Il primo è la "proprietà" degli impianti di trasmissione.
Gli operatori sono preminentemente due, uno riconducibile alla RAI e uno riconducibile a Mediaset.
Il secondo è la titolarità di questi impianti, ovvero la concessione per trasmettere, e qui è stato fatto un capolavoro.
Rai, Mediaset, Persidera ne hanno due interi più metà.
3 elettronica e prima TV ne hanno uno intero (per chi non lo sapesse sono due prestanomi di mediaset).
Tutti gli altri editori (Cairo, Retecapri, Europa Way) ne hanno mezzo a testa.
Prima evidenza ci sono solo 7 editori nazionali in tutta Italia.
Mettendo 3 elettronica e prima TV nel gruppo mediaset diventano 6.
Ma come stanno in realtà le cose?
Peggio.
Molto peggio.
Tre editori possiedono 7 frequenze complete.
Altri tre non ne hanno neppure una.
Come potranno completare la loro frequenza?
Ovvio, con una costosa gara di rilanci per 4 mezze frequenze messe all'asta.
Il meccanismo è talmente prevedibile che potrei non spiegarlo.
Ve lo immaginate voi un canale condiviso tra RAI e Mediset?
A discutere su ogni decisione imprenditoriale ed editoriale?
Ovviamente no, quindi uno dei mezzi canali sarà acquistato dalla RAI e un altro da MEDIASET.
PERSIDERA non vorrà essere da meno e si papperà l'altro mezzo canale.
I tre principali editori passeranno così a 10 frequenze.
A questo punto gli altri tre per esistere dovranno acquistare l'ultimo rimasto.
Poniamo che finisca a CAIRO di la7.
Gli ultimi due editori saranno costretti a consorziarsi diventando un nuovo soggetto dai due attuali.
Risultato finale: ai 3 grandi editori 10 frequenze, ai 3 piccoli (diventati 2 per forza di cose) 2 frequenze.
Nel contempo le TV private sono falcidiate, con pochissime prospettive per un futuro sempre più incerto.
Ma questo è il livello delle frequenze, c'è anche il livello dei canali editi dai vari editori.
RAI:
Rai 1, Rai 2,Rai 3 TGR Regione,Rai News 24,Rai 5,Rai Storia,Rai Sport,Rai Scuola,Rai Radio3 Classica,Rai GrParlamento,Rai Isoradio,Rai Radio Tutta Italiana,Rai Radio Techetè,Rai Radio Live,Rai Radio Kids,Rai Radio1 Sport,Rai Radio2 Indie,Rai 4,Rai Movie,Rai Premium,Rai Gulp,Rai YoYo,Rai 1 HD,Rai Sport + HD,Rai 2 HD,Rai 3 HD,Rai 4 HD,Rai Premium HD.

NOTE: Ci sono molti doppioni tra le trasmissioni normali e quelle HD. Dopo il passaggio all'MP4 e al T2 la RAI (ma anche MEDIASET e PERSIDERA) avranno raddoppiato la loro capacità di trasmissione pur perdendo due frequenze. Questo vuol dire che avranno spazio per trasmettere molti canali di altri editori sulle loro frequenze e questo non è bene per la libertà di informazione. E' chiaro che il padrone della frequenza farà trasmettere solo editori amici.

MEDIASET:
Sky Atlantic,FOX,National Geographic,Premium Crime,Premium Stories,Premium Emotion,Sky Cinema per te 1,Sky Cinema per te 2,20 mediaset,QVC,Food Network,Cine34,Focus,TOPcrime,Boing,Cartoonito,20 Mediaset,20 Mediaset,Cine34,Focus,TOPcrime,Rete4 HD,Canale5 HD,Italia1 HD,RADIO 105,R101 TV,VIRGIN RADIO,Rete4,Canale5,Italia1,Iris,La 5,TGCOM24,Mediaset Play,Infinity (Servizio mediaset),Sky Uno,Premium Action,Sky Sport Uno HD,Sky Sport 24,Sky Sport Uno,Sky Sport Serie A,Sportitalia,Mediaset Italia Due,PADRE PIO TV,TV 153,TV 243 (QUADRIFOGLIO TV 243),Premium Cinema,Premium Energy,Premium Comedy,Mediaset Italia Due,Radio R101,SPORTITALIA HD (Sportitalia HD Plus).

NOTA: MEDIASET è anche l'unico operatore a pagamento sul digitale terrestre, che ha ceduto a SKY parte della capacità di trasmissione in nome di una "pluralità" che evidentemente non esiste.

PERSIDERA:
Real Time,RTL 102.5,HSE24,GIALLO,super!,DMAX,Entertainment Fact,RADIOFRECCIA,RTL 102.5 HD (RTL 102.5),HSE24 HD (HSE24),RADIOFRECCIA HD (RADIOFRECCIA),Radio Capital,Radio Deejay,Radio m2o,RTL 102.5,RTL 102.5 VIARADIO DIGITAL,FRECCIA,TV2000,Motor Trend,Zelig Sport,ALMA TV - ALICE & MARCOPOLO,BOM Channel,RADIO KISS KISS TV,Mediatext.it,ALICE (ALMA TV - ALICE & MARCOPOLO),MARCOPOLO (ALMA TV - ALICE & MARCOPOLO),CASEDESIGNSTILI (ALMA TV - ALICE & MARCOPOLO),PopEconomy (ALMA TV - ALICE & MARCOPOLO),BABEL-ROMIT TV,Parole di Vita,SFERA TV,RADIO CUSANO, TV TALIA,RDS Social TV,RADIO ZETA,RADIO VATICANA ITALIA,TV8,K2,frisbee,Boing Plus,Spike,SUPERTENNIS,VH1,RadioItaliaTV,TV8,VH1,TV8,R Italia SMI,R Italia SMI,TV8 On Demand,VH1 On Demand,TV8 News On demand,VH1 on demand,NOVE,cielo,Paramount Network,Sky TG24,Mediaset Extra,HGTV - Home&Garden,Deejay TV,NOVE,NOVE,Deejay TV HD,Radio Maria,Zelig Sport,CANALE 61,DONNA SPORT TV,Italia Channel,GOLD TV ITALIA,LA 4 ITALIA,CHANNEL 24,RETE ITALIA,LINEAGEM,Juwelo,HSE24 DONNA,AIR ITALIA,LINEA ITALIA,ORLER TV,FIRE TV,MONDO CALCIO (Top Calcio 24),CANALE 162 ,QUADRIFOGLIO TV 162),CANALE 165,ILIKE.TV (QUADRIFOGLIO TV 230),CANALE 232 (QUADRIFOGLIO TV 232),RAINBOW ,DONNASHOPPING 2),HSE24 BEAUTY,Pianeta Tv (Italia Channel).

Tutti i canali fin qui elencati sono veicolati da 3 operatori di rete e rappresentano il 90% di quel che gli italiani guardano.
Tutti i numeri sul telecomando che siano facili da schiacciare sono occupati di loro canali e li decidono loro anche per gli editori "ospiti".

Fuori da questi tre operatori c'è CAIRO con LA7 e LA7d, essenzialmente due canali ripetuti.
Un segnaposto che non offre spazio a nessun altro editore.
Infine Retecapri, con risorse infinitamente inferiori che veicola:

RETECAPRI,Capri Casino',ODEON 24,ALICE,MARCOPOLO,Capri Fashion,249TV (249 SPORT),TV UNO,RADIO CAPRI,Radio Capri.

Destinata a fondersi con Europa Way che ad oggi non trasmette nulla poiché non le hanno mai dato le frequenze per tramettere (se non cerotti e scarti inutilizzabili).

Il quadro è desolante.
Tutta la TV italiana passa da tre operatori sostanzialmente allineati tra loro e uno (La7) che fa la scheggia impazzita ma forse è solo un ruolo e nei fatti incide poco nella pluralità.
In passato era stato stabilito un minimo di 15 editori nazionali indipendenti con 3 programmi TV cadauno al massimo.
Oggi abbiamo 3 editori con più di 15 programmi cadauno.
Questo è un problema.

Antonietta Basile

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L'AGICOM in tutto questo cosa fa? Latita? O non è cosa di sua competenza? Nel caso fosse così di chi è allora la competenza?

BrunoAlessandroBertini

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Tutti gli organismi di controllo in generale sembrano essere spariti dall'Italia.
Il primo controllore dovrebbe essere il popolo, ben inteso, e i vari organi di controllo di cui si dota lo Stato hanno senso sole se visti come una valida alternativa creata per evitare che il popolo intervenga direttamente.
Se però il popolo abdica il suo ruolo di controllore e rinuncia ad intervenire qualunque cosa accada mi pare inevitabile che i vari organi di controllo smettano di svolgere il loro compito, diventando invece complici servili di un sistema che ha soldi e potere in abbondanza per controllarli agevolmente.
L'etere è un bene comune, originariamente disponibile all'uso per chiunque.
Le prime TV e le prime radio nascevano sui campanili delle chiese o sui grattacieli più alti.
Ben venga una regolamentazione per evitare soprusi dei più forti, ma se rendiamo privato quel che prima era un bene comune e lo privatizziamo dobbiamo averne in cambio un vantaggio uguale o superiore a quel che abbiamo ceduto.
Lo stato applica una logica di profitto, come se fosse un'azienda, e qui sta tutto il significato della lotta per la stampa di una moneta sovrana:
1) uno Stato che stampa i soldi che gli servono non ha bisogno di puntare al profitto.
2) Se privatizza un bene pubblico, quando impone delle tariffe, lo fa per limitare i monopoli e redistribuire la ricchezza prodotta soprattutto sottraendola a chi rischia di andare oltre il limite consentito.

Poter disporre di frequenze e canali TV dà un potere politico e un guadagno economico potenzialmente talmente elevati da dover essere regolamentati e limitati.
Non si tratta di comunismo in cui un privato non può fare impresa o accumulare un capitale ma si tratta di mantenere la possibilità di governare senza ingerenze di privati sullo Stato.
Che piaccia o no l'alternativa al mercato libero è un mercato regolamentato (e non dal mercato stesso ma dallo Stato per conto del popolo).

Per fare un esempio in ambito televisivo, lo Stato avrebbe dovuto restare proprietario di tutti gli impianti nazionali (da affidare eventualmente in conduzione a privati).
Oltre questo avrebbe dovuto restare titolare di tutte le frequenze disponibili, cedendo solo la possibilità agli editori privati di trasmettere i propri programmi su massimo 3 canali TV.
Lo so che alcuni imprenditori sono molto bravi e oggi hanno più di 15 canali in onda, ma se li trasmettono loro non può farlo un altro che magari è ugualmente bravo ma non trova spazio.
Per fare una metafora col calcio, la Juventus è brava a gestire la sua aquadra ma non sarebbe certo un bene se 10 squadre di serie A fossero gestite dalla Juventus.
Invece se andiamo ad indagare dove lo stato privatizza intervengono sempre grandissimi gruppi, molto bravi a gestire ospedali, scuole o qualunque altra cosa gli sia affidata.
Bravi a fare profitto e garantire investimenti, salvo poi scoprire che quando gli investimenti sono per il popolo e non danno profitto deve comunque intervenire lo Stato a metterci i soldi.

Antonietta Basile

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Non si tratta di comunismo
Infatti si tratta di applicazione della costituzione:
Art. 41.
L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

In che modo i cittadini possono controllare? ci sono dei mezzi, degli strumenti?

BrunoAlessandroBertini

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Per un prodotto non vitale come la TV i cittadini avrebbero sempre il potere decisionale di evitare un prodotto (o un programma) in favore di altri migliori, ma la TV come ogni mass media ha un potere di convincimento immenso. Al pari delle droghe che danno assuefazione avrebbe bisogno di una regolamentazione straordinariamente rigida per evitare che l'attività di editore si trasformi in attività di raccolta di consenso e influenza sulle masse a fini politici. L'informazione ha bisogno di pluralità e severità nel giudicare l'operato di giornalisti e direttori di testata.
Purtroppo la popolazione è sensibile e indifesa contro attacchi mediatici orditi con un potere organizzato come quello attuale.
L'unico organo di informazione davvero alternativo, la scuola, è sotto attacco.
Quando la scuola passerà attraverso i mass media non potrà più essere una fonte di informazione indipendente.