Autore Topic: Diritti della persona vs diritti del consumatore.  (Letto 196 volte)

BrunoAlessandroBertini

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Diritti della persona vs diritti del consumatore.
« il: Maggio 12, 2020, 06:07:12 pm »
Nella storia dell'uomo ci sono stati periodi in cui la vita di un uomo valeva meno di nulla.
Il mondo antico vedeva compiersi sacrifici umani, razzie, genocidi... esistevano schiavi e le donne troppo spesso non avevano alcun diritto.
I diritti erano per pochi eletti, i più forti, le elite, e salvo poche eccezioni si è dovuto attendere la rivoluzione francese e l'industrializzazione per vedere dei cambiamenti significativi.
So di averla presa alla lontana, ma vorrei sviluppare una teoria, una visione alternativa della storia, che ritengo importante per affrontare il nostro presente e l'immediato futuro.
Poniamo quindi un presupposto: prima della rivoluzione industriale la vita della maggior parte delle persone non valeva nulla.
Chi governava governava anche sui sudditi, disponendo anche per la loro morte.
Poi, a cambiare le cose, non fu la rivoluzione francese ma l'industrializzazione.
Immaginiamo due binari paralleli: in uno di essi il popolo capisce che unito può sconfiggere i potenti, prende piede l'utopia della democrazia, delle repubbliche, libere elezioni, il lavoro che dà dignità e mezzi, ricchezza per tutti e l'istruzione diffusa che rende liberi in un lento processo di civilizzazione dei popoli e del mondo...
L'altro binario parte invece dal metodo scientifico che dà alla scienza il primato sulla religione, le elite si adeguano, il potere che deriva dalla vittoria in guerra passa dalla tecnologia e dalla produzione.
La prima rivoluzione industriale ha bisogno di fabbriche, le fabbriche hanno bisogno di operai e di grandi città, le grandi città hanno bisogno della produzione di massa.
Nascono i consumatori e il consumismo.
I produttori sono anche consumatori e le elite capiscono che accontentandoli con prodotti sempre più sofisticati possono tenerli sotto controllo e farli produrre.
Il consumatore e il lavoratore diventano in qualche modo preziosi e necessari.
La loro vita ha ora un valore.
Se una nazione non è sostenuta dalla produzione industriale è destinata a soccombere.
Questo nuovo e fino ad ora sconosciuto valore della vita pone le elite di fronte a un obbligo: quello di concedere ai consumatori dei diritti.
Nasce e si sviluppa quindi una etica di governo che tutela la produzione e i consumatori.
Poi arriva la seconda rivoluzione industriale.
L'automatizzazione rende gli operai obsoleti ma ha bisogno di ingegneri e programmatori.
I consumatori/operai non servono più ma devono essere trasformati in consumatori più istruiti, ovviamente soddisfatti con nuovi prodotti di massa che si adattino al loro grado di istruzione.
Più istruzione porta questi ultimi a richiedere più diritti.
Nel frattempo le guerre convenzionali passano di moda, lasciando spazio alle guerre economiche.
Le elite hanno bisogno di persone istruite ma servizievoli e creano una infrastruttura fatta di media e Stati apparentemente democratici per sfruttare i popoli istruiti.
Terza rivoluzione industriale, la scienza realizza intelligenze artificiali in grado di sostituire gli ingegneri e i programmatori, una capillare rete informatica assieme alle intelligenze artificiali permette a poche persone appartenenti alle elite di controllare intere nazioni.
Improvvisamente il consumatore/operaio è inutile, e anche il consumatore/istruito diventa inutile.
Con la prima rivoluzione industriale si era creata la necessità di lavoratori-produttori-consumatori.
Questo aveva dato un valore alla vita di tutte le persone, prima per avere un gran numero di lavoratori, poi per il primato nella ricerca e nella gestione delle tecnologie avanzate i cittadini istruiti erano preziosi.
L'attuale avanzamento tecnologico ha semplicemente riportato questo valore a zero, anzi, è palese a tutti che una terra sovrappopolata come oggi rischia di diventare inabitabile anche per le elite.
Ora, dopo aver descritto i percorsi dei due binari, quello mostrato al popolo e quello che ho ipotizzato nella visione delle oligarchie, ricongiungiamoli e guardiamo la realtà.
Oggi vediamo i nostri diritti messi sotto attacco?
Abbiamo l'impressione che il nostro lavoro non sia più richiesto?
Non siamo più tutelati neppure come consumatori?
L'istruzione è improvvisamente diventato l'ultimo dei problemi?
Vi chiedo solo di riflettere.
Il binario delle oligarchie prosegue con una produzione di massa automatizzata, gestita da poche persone attraverso apparati informatici e intelligenze artificiali.
Popoli governati per essere ridotti di numero, riducendo l'impatto ambientale sul pianeta per preservarlo.
Una utopia in cui a sovrappopolazione non serve e la popolazione può essere governata per raggiungere gli obiettivi.
Personalmente penso che la parte peggiore sarebbe lasciarsi ingannare, pensare che stia succedendo altro.
Questo porterebbe ad una opposizione sterile.
E' stato deciso di imporre ai popoli questo futuro piuttosto che costruirlo assieme.
Ma se invece di opporci facessimo nostro questo progetto?
Se ci ponessimo anche noi l'obiettivo di sviluppare un controllo informatico globale estremamente efficiente.
Ridurre la popolazione della Terra.
Cambiare le nostre abitudini per una maggiore tutela dell'ambiente, ecc.
Solo che invece di subirlo dovremmo puntare a governarlo come popolo consapevole.
Le oligarchie non ci valutano capaci di autogestirci come popolo, hanno forse ragione?
Se non riusciamo ad esprimere un partito del popolo, se non riusciamo a eleggere un parlamento capace di governare in nome del popolo, se non riusciamo a gestire le nostre finanze accettando che siano altri a governare i nostri soldi, se non riusciamo ad attuare un controllo demografico nel rispetto dei diritti umani e della natura allora hanno ragione.
Siamo solo degli inetti pasticcioni, dannosi a noi stessi e agli altri.
In questa ottica ogni discorso complottista va accantonato.
Inutile cercare colpevoli o combattere un sistema se non si è in grado di proporre una alternativa.
L'alternativa si realizza facendo.
Facendo un partito.
Facendo una moneta locale.
Facendo un popolo in grado di governarsi.

 

Antonietta Basile

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Re:Diritti della persona vs diritti del consumatore.
« Risposta #1 il: Maggio 13, 2020, 07:28:23 pm »
 Se ci ponessimo anche noi l'obiettivo di sviluppare un controllo informatico globale estremamente efficiente.
Ridurre la popolazione della Terra.  Parli come loro? Sei passato al lato oscuro??   ;D ;D

controllo demografico?? cosa intendi esattamente?

BrunoAlessandroBertini

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Re:Diritti della persona vs diritti del consumatore.
« Risposta #2 il: Maggio 17, 2020, 04:32:58 pm »
Intendo che un pianeta sovrappopolato è oggettivamente una condizione dannosa per tutti, un problema che andrebbe evitato o risolto.
La soluzione però pone enormi scelte nell'ambito dell'etica e responsabilità che possono essere condivise da tutta la popolazione cosciente del problema o lasciate in mano a pochi eletti.
Siamo noi che non vogliamo affrontare seriamente ceri problemi e lasciamo così che siano altri ad occuparsene per noi.
E questi "altri" possono provare a convincerci con le buone o obbligarci con le cattive.
Anche qui siamo noi popolo a determinare queste scelte.
Abituiamoci a pensare che alcune cose vanno fatte per forza, se non le fa il popolo, nel proprio interesse, le farà qualcun altro fregandosene dell'interesse popolare.
Provo a farti un esempio: il governo cattivissimo di turno ci mette in testa un microchip che ci impedisce di buttare la plastica per strada.
E' un'azione terribile che limita la nostra libertà, certo, ma se consapevolmente nessuno gettasse plastica per terra forse questa soluzione estrema non sarebbe necessaria.
Quel che dico è che dobbiamo governare noi il nostro destino con buon senso ed etica.
Il popolo italiano riesce ad esprimere e votare un partito politico serio?
Riesce a difendere la propria sovranità ed economia?
Riesce a gestire le proprie risorse naturali?
Se ci riuscisse credo che non avrebbe tra i piedi tanti cialtroni pronti a massacrarlo pur di sistemare l'economia, la politica e la qualità della vita.
Se non lo facciamo noi nel nostro interesse lo farà inevitabilmente qualcun altro nel suo di interesse.

Antonietta Basile

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Re:Diritti della persona vs diritti del consumatore.
« Risposta #3 il: Giugno 25, 2020, 02:59:47 pm »
massacrarlo pur di sistemare l'economia, la politica e la qualità della vita.

Innanzitutto questo andrebbe fatto senza massacrare nessuno, ma, se proprio vogliamo metterla così ci massacrano e basta! L'unica cosa che sistemano, come hai detto, sono i loro interessi.

BrunoAlessandroBertini

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Re:Diritti della persona vs diritti del consumatore.
« Risposta #4 il: Giugno 28, 2020, 06:28:11 pm »
Stiamo andando un po' OT ma vorrei proseguire il ragionamento.
Noi parliamo di sovranità popolare.
Ognuno di noi è sovrano, ma affida questa sovranità a un rappresentante, cosciente che sia il modo migliore per coordinarla con quella di tutti gli altri nell'interesse comune.
La affidiamo, non la cediamo definitivamente.
E qui voglio arrivare a chi non vota.
Se un cittadino decide di non votare significa che non ritiene presente tra i candidati una persona degna a cui affidare la propria sovranità.
E' una decisione molto forte e responsabile.
Significa ce questa persona è disposta a esercitare direttamente la propria sovranità.
Vuole essere lei in prima persona a determinare il proprio futuro.
Ma poi non lo fa.
Il 90% di chi non vota poi si disinteressa totalmente di politica.
In piazza ci vanno quelli teleguidati dai grandi partiti (che votano).
Quelli dei piccoli partiti e movimenti alternativi (che votano anche se con scarse possibilità di successo).
Ma non ci vanno quelli che si astengono.
C'è una enorme fetta di popolazione che ha semplicemente rinunciato alla propria sovranità, non delega nessuno e non agisce politicamente.
Certo, cerca di sopravvivere, lavora, risolve i problemi quotidiani ma purtroppo ci sono temi da governare anche a livello comunale, regionale, nazionale e mondiale.
Se a questi individui va bene qualunque cosa, perché ritengono non sia affar loro, creano un enorme spazio in cui le elite possono fare i propri affari anche sacrificandoli.
Se chi governa lo fa grazie al 10% dei voti totali non ha paura certo del 90% inerte.
Sono cose ovvie, ma se il 90% del popolo non fa valere la propria sovranità allora è come se non fosse per nulla sovrano.