Autore Topic: "Sbagliando si impara" esiste anche la versione militare purtroppo  (Letto 57 volte)

BrunoAlessandroBertini

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Ho già parlato in altro post di come per me il detto "sbagliando si impara" sia fondamentale.
Nel mio mondo, nella mia vita, nella mia esperienza... quando sbagli hai sempre l'occasione di imparare.
Riflettendo sull'argomento sono però giunto a una considerazione molto triste: in ambito militare esistono degli ordini talmente categorici da escludere qualsiasi ragionamento autonomo da parte di chi lo esegue.
In questo caso assistiamo a un fenomeno assai diverso: fare giusto è eseguire l'ordine (anche se poi nel concreto il risultato è sbagliato) mentre sbagliare è non eseguire l'ordine (indipendentemente dal risultato finale).
In questo particolare ambito chi sbaglia (e non segue l'ordine) viene punito e così impara ad eseguire l'ordine, chi obbedisce è invece premiato.
Una manipolazione del tutto simile a quella che si fa sulle cavie da laboratorio ottenendo determinati comportamenti innaturali o addirittura dannosi.
Il meccanismo dello sbaglio che insegna resta valido ma attraverso una manipolazione realizzata con un ordine imposto seguito da un premio (o punizione) si insegna al soldato ad obbedire senza pensare.
Fin qua il discorso sembra abbastanza ovvio, quasi banale, ma se ora sostituisco il termine "soldato" con "utente" pensate che cambi qualcosa?
Se analizziamo la nostra società e i cambiamenti che la interessano è evidente che la tecnologia da 10 anni a questa parte sta assumendo caratteristiche riconducibili al meccanismo "ordine con premio o punizione".
Quando accendiamo un PC o usiamo uno smartphone entriamo in un mondo fatto di ordini e scelte imposte.
Non sono ordini imposti in modo perentorio come quello dei militari ma ricordano piuttosto gli esperimenti con le cavie.
Per prima cosa viene creata l'esigenza di qualcosa: improvvisamente hai bisogno di usare un PC, uno smartphone e internet per fare una cosa altrimenti impossibile.
Ovvio che la stessa cosa 50 anni fa la potevi fare anche di persona ma oggi no, devi usare un "device".
Questo è l'ambiente in cui si svolge l'esperimento.
Un ambiente virtuale in cui ti vengono dati degli ordini, delle istruzioni precise da seguire per raggiungere lo scopo.
E' del tutto inutile pensare a un modo alternativo di agire.
Se esegui tutti gli ordini correttamente avrai il tuo premio, un film in streaming, il certificato dal comune, il pagamento bancario, la prenotazione del biglietto.
Potreste obiettare che tutto questo serve ad imparare ad usare internet e i servizi telematici.
Ma allora perché ogni anno cambiano il sito e forniscono nuove istruzioni da seguire?
Fosse vero che si impara a usare i servizi telematici potreste collegarvi a un qualunque sito e operare senza leggere le istruzioni, sapere già quali sono i tasti da schiacciare e le scelte da fare...
Invece non è così, si diventa semmai bravi a cercare le istruzioni e a seguirle senza porsi troppe domande, a cliccare su OK per far sparire subito l'avviso che ci informa che stanno salvando un cookie con tutti i nostri dati, a dare l'OK senza leggere alle liberatorie sulla privacy e ai contratti di licenza, ecc.
Abitudini talmente radicate per alcuni che poi si finisce a scaricare virus informatici o a fornire i dati della carta di credito a siti fasulli seguendo quel che ci viene chiesto senza pensare.
Un gigantesco esperimento sociale in cui ci insegnano a seguire le istruzioni.
Meccanismo simile quando dalla TV ci dicono che c'è lo SPREAD alto perché non abbiamo seguito le regole; c'è la CO2 perché usiamo male l'energia; c'è la plastica nel mare perché non abbiamo riciclato abbastanza; ci sono i morti in mare perché non stiamo accogliendo tutti come previsto...
Qualunque cosa negativa accada è una giusta punizione per non aver seguito gli ordini e le regole.
Tutto questo ha ricadute dirette sulla nostra vita quotidiana.
Dal pagamento delle tasse all'elezione dei nostri rappresentanti cercheremo qualcuno che ci dica come fare per poter eseguire le sue istruzioni.
I politici sono passati dalle promesse "noi faremo" alla più inquietante formula "noi vi faremo fare" e non ce ne siamo neanche accorti.
Tutto questo anche perché non c'è più contatto con la natura, col fare senza istruzioni, senza sapere, consci che serve sbagliare.
Nessuno fa più nulla senza precise istruzioni che scarichino a qualcun altro la responsabilità.
Perché sbagliare se basta eseguire gli ordini per fare giusto?
Poi si schianta un treno ad alta velocità o succede qualche altro disastro, ma se tutti hanno seguito gli ordini allora nessuno ha sbagliato.
Nessuno si prende più la responsabilità di un errore e questo impedisce alle persone di diventare adulte.
Quasi che errare sia un qualcosa di volontario, un'azione ricercata

Antonietta Basile

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Re:"Sbagliando si impara" esiste anche la versione militare purtroppo
« Risposta #1 il: Febbraio 17, 2020, 03:01:55 pm »
Hai centrato perfettamente la questione! Anche la scuola e l'istruzione in generale svolge la funzione in merito. Assumersi la responsabilità è troppo impegnativo, lo scarica barile è molto più facile e veloce; in questo i politici (e non solo) sono maestri. 

BrunoAlessandroBertini

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Re:"Sbagliando si impara" esiste anche la versione militare purtroppo
« Risposta #2 il: Febbraio 17, 2020, 08:12:14 pm »
Scaricabarile: trovare qualcuno a cui affibbiare la colpa.
Prima doveva essere per forza un uomo che poteva difendersi.
Vi immaginate se dopo l'esplosione di una raffineria il capo tecnico avesse affermato: "è stata colpa di un drago sputafuoco!".
Dare la colpa a un personaggio di fantasia non era certo facile.
Oggi abbiamo un'intelligenza artificiale pronta a svolgere questo ingrato compito e assumersi tutte le colpe.
Così il capo tecnico potrà dire: "è tutta colpa dell'attacco di un misterioso hacker e di un bug nel programma di gestione che ha messo in crisi un sensore mal funzionante non sorvegliato dall'IA".