Autore Topic: MEDIA TELEVISIVI PUBBLICI  (Letto 306 volte)

MASSIMO FRANCESCHINI

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MEDIA TELEVISIVI PUBBLICI
« il: Luglio 01, 2019, 05:14:10 pm »
Quello dei media è un argomento vitale per la democrazia, delle vere proposte di riforma ci dovrebbero distinguere da quelle di ogni altra formazione politica.

Queste alcune proposte tratte dal mio libro (https://www.ibs.it/linee-guida-per-attuazione-dei-libro-massimo-franceschini/e/9788892638730?inventoryId=60178548)

Dovrebbero essere totalmente gratuiti, imparziali e non finanziati da pubblicità.
Dovrebbero svolgere un servizio non sottoposto a censure di parte per un’informazione corretta, verificabile ed in linea con la Costituzione, scevra da “spettacolarismi”, e populismi fini a sé stessi e da tecniche ricattatorie, disturbanti e manipolatorie del sentire comune.
Grazie a precise scelte ormai entrate nella normale operatività del sistema mediatico ed ai mille artifizi cui le tecniche di montaggio e regia ricorrono, i media alterano per i fini più vari la visione e le proporzioni della realtà, spingendo spesso lo spettatore a giungere alla “conclusione” desiderata.
Si intende chiaramente proporre non una censura nei contenuti ma nella scelte delle proporzioni e nella “confezione” delle notizie, dei commenti alla cronaca ed alla vita politica e civile del Paese.
Occorre evitare la possibilità che la forma possa diventare più importante del contenuto, condizionando quella che dovrebbe essere una matura, autodeterminata, necessaria e vitale formazione di pensiero da parte del cittadino.
Andrebbero perciò completamente riviste anche le macro scelte riguardanti l’importanza, il peso e le proporzioni delle notizie, non per diminuire la funzione che i media dovrebbero avere di informare, denunciare e fare inchieste, ma per bilanciare la quotidiana rappresentazione della realtà, oggi normalmente descritta più caotica e pericolosa di quel che è.
I media pubblici non dovrebbero scadere in operazioni tendenti ad influenzare lo spettatore verso obiettivi particolari.
Nel panorama informativo e di intrattenimento si ritiene mancante o insufficiente nelle proporzioni, un equivalente racconto di come, nonostante tutto, l’uomo, la società civile, l’arte e le mille armi della cultura riescano giorno per giorno, troppo spesso in silenzio, a rendere il nostro pianeta e la nostra civiltà ancora degni di essere abitati e vissuti.
I media pubblici dovrebbero perciò offrire un racconto equilibrato, non caotico e non “distruttivo” della cronaca, della vita e della politica ed informare su tutti i campi culturali, politici, artistici, scientifici e di interesse generale.
Dovrebbero essere aperti al contributo della società civile, dei protagonisti di ogni ambito della cultura, dei mestieri, delle arti e del mondo del volontariato.
Nessuna restrizione di merito e di metodo dovrebbe esse-re invece prevista per il privato, anche per quella pletora di beceri format di intrattenimento spesso indirizzati ai giovani.
Si auspica comunque necessaria una maggiore attenzione verso le segnalazioni che possano arrivare da privati, enti ed associazioni per i diritti civili.


Qui un brano tratto da un mio articolo su ATTIVISMO.INFO relativo al Diritto Umano numero 19 relativo alla libertà di pensiero ed espressione (https://www.attivismo.info/i-diritti-umani-e-lo-stato-della-civilta-articolo-19-siamo-liberi-di-avere-convinzioni-autonome-di-comunicare-e-sapere/), che è il corollario naturale a quanto espresso nel libro:

Tornando ai media ed entrando nel loro specifico modus operandi, dobbiamo denunciare i due più grandi problemi di ordine “deontologico”, che stanno alla base di ogni altro: il primo sarebbe la presunta “necessità” di un “confezionamento eccessivo” della notizia, il secondo sarebbe la policy più importante seguita nel fare tale confezione.

Riguardo al “confezionamento”, spacciato per “servizio”, non possiamo non vedere che i media non solo informano, o pretendono di informare, ma lo fanno in modo tale da “intrattenere” ed “avvinghiare” la loro clientela con una presentazione “spettacolarizzata” e spesso “ansiogena” di una realtà già di per sé falsata e manipolata nelle sue proporzioni ed aspetto.

L’eccesso di questa spettacolarizzazione si compie, in prima battuta, con narrazioni e format in cui si tagliano o si mettono in secondo piano le notizie positive e creative, perché ritenute “poco interessanti”, dando così un quadro della realtà del tutto falsato.

Oltre a ciò, si sottolinea la parte della notizia e della “realtà” più adatta a provocare una reazione impulsiva ed emotiva: in questo modo si continua ad alterare la realtà e la sua percezione, instillando sottilmente la reazione che si vuol ottenere: oltre a tenere avvinghiato lo spettatore al media stesso, si provoca un eccesso di rabbia e/o sgomento che si presta a varie esigenze che niente hanno a che fare con l’informazione, quanto piuttosto con il controllo del pensiero tramite la “reazione”.

Venendo alla policy con cui si opera il confezionamento della notizia/realtà possiamo dire che è il “necessario” perfezionamento della già accennata scelta di privilegiare notizie negative e inquietanti e si pone, di fatto, come prima regola: una notizia per essere ritenuta tale da qualsiasi media deve contenere un “conflitto” interno di qualche tipo.

In questo modo anche la notizia “positiva”, intesa come qualsiasi evento che non contenga pericolo o conflitto, come ad esempio quello di “costume”, di spettacolo o culturale, può essere licenziata dal direttore ed avere il diritto di essere pubblicata.

Il risultato di queste policy operative è quello che vediamo tutti i giorni accendendo una tv o aprendo un quotidiano: un insieme di problemi, pericoli e conflitti, ingigantiti e ulteriormente aggravati da un’esposizione drammatica e cinica.

I giornalisti veramente interessati ad informare ed a fare inchieste scomode ma utili a far capire i veri meccanismi del sistema hanno così sempre meno appeal, sia da parte dei media mainstream sia da parte dello stesso pubblico, già “curato” dal sistema educativo e sempre più incline ad essere spensieratamente intrattenuto.

La politica usa e si fa condizionare da questi meccanismi in un perverso intreccio in cui a perdere è la democrazia, la libertà di informazione e di espressione e la capacità di serio discernimento da parte del cittadino-cliente-spettatore.

Non dobbiamo meravigliarci del fatto che le persone siano sempre più disilluse riguardo la politica e la reale possibilità che il “sistema” si occupi veramente del benessere e della felicità dei suoi cittadini.

Una bilanciata, corretta e “sobria” esposizione dei fatti, accompagnata da veri approfondimenti e proposte creative, libere da influenze lobbistiche di vario tipo, rappresenterebbe quel servizio indispensabile alla democrazia, che sarebbe anche in grado di restituire ai media quel rapporto col pubblico oggi in continua contrazione.
Massimo Franceschini

Luigi Intorcia

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Re:MEDIA TELEVISIVI PUBBLICI
« Risposta #1 il: Luglio 02, 2019, 09:10:03 am »
INFORMAZIONE?
E' il quid essenziale della democrazia vera in ogni parte del mondo. Spyware, troian, sistemi di controllo personale infilate nelle app di un cellulare qualsiasi, intercettazioni selvagge, profilature, fake news, complottismo ( moda odierna per l'adulterazione della verità sistematica )  e  possiamo continuare ancora e ancora a metterci il marcio del marcio possibile ed immaginabile.

Come si fa ad avere la vera informazione?

Prima di tutto una autorità statale imparziale che sorveglia e interviene a semplice richiesta dei cittadini.
Secondo: organi di controllo 'terzi' rispetto all'albo dei giornalisti che interviene professionalmente sulle attività di ogni giornalista con segnalazioni speciali pubbliche e tracciabili  per chi diffonde sporche menzogne;

Separazione assoluta  fra le attività politiche dei soggetti partecipi o che finanziano giornali e televisioni che ricevono una inibizione a vita per cause gravi di non eleggibilità includendo ogni soggetto che assume attività incompatibili con le attività pubbliche e politiche ben definite fino anche a 10 anni prima.

Limite di finanziamento per somme ricevute da emittenti da soggetti terzi che comprano intere testate giornalistiche e divieto del trust informativo ( oggi esistono solo due competitori monopolistici in Italia main e  questo significa controllo completo dell'informazione ) e una miriade sterminata  di piccolissimi davidini, condannati a vita a restare tali.
Divieto di diffusione di notizie giornalistiche in emittenti commerciali. Nessun telegiornale autorizzato o chiusura dell'emittente all'istante.

in buona sostanza fare una colossale retromarcia sul business sfrenato derivante dai diritti televisivi e pubblicitari che sono il vero assoluto pericolo incontrollabile attuale e carcere per chi è un trasgressore o un diffonditore di falsità seriale con segnalazione pubblica, che infici il criterio di onorabilità personale del 'colui' che ha agito distorcendo la realtà.

Albo dei prezzolati: chiunque sia, che riceve denaro per informare o fare opinione nei talk televisivi. Il cittadino deve sapere quanto costa la sua consulenza informativa con tracciatura completa dei compensi.

Una buona parte dei cittadini se sapesse che 'tizio' assorbe per blaterale centinaia di migliaia di euro  cambia canale all'istante, perchè significa che diffonde balle ad un tanto al chilo.

Volete soldi e siete pagati per scrivere porcate? Non potete farlo e basta.

Politici funzionali a libo paga o appena vicini? Non siete eleggibili e colui che vi ha pagati perde all'istante l'onorabilità e se risulta anche indirettamente un legame inibizione a vita alle cariche di eleggibilità.

Questi soggetti la politica la devono fare dai bagni pubblici

e tutto questo solo 'per iniziare a smantellare il sistema'  che si trincera dietro ad una assurda parvenza di regolarità a far del male al cittadino in libertà attuale di realizzarlo, senza mai temere di pagare duramente se trasgredisce a regole basilari.

Niente regole niente informazione niente libertà vera.
« Ultima modifica: Luglio 02, 2019, 09:18:40 am da Luigi Intorcia »
cari amici, questo è un forum di Sovranità Popolare, se ti vuoi iscrivere, segui le istruzioni, se  ci mettiamo la faccia, metticela anche te! Non potranno essere iscritti anonimi con login non riconoscibili associate a mail incerte
segui a questo link  https://sovranitapopolare.net
Luigi Intorcia

Antonietta Basile

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Re:MEDIA TELEVISIVI PUBBLICI
« Risposta #2 il: Dicembre 10, 2019, 05:30:13 pm »
Prendendo spunto da una pubblicità della rai che diceva: "il nostro dovere è quello di fornire un servizio di qualità il tuo quello di pagare il canone" mi vien da dire, seguendo il ragionamento, che: dal momento che non mi dai un servizio di qualità il canone non te lo pago! Peccato che in realtà non è così. Siamo costretti a pagare! Ora, chi non ha niente da perdere semplicemente se infischia, ma, chi ha dei beni di proprietà (ad esempio un immobile) non può fare altrettanto. Ci sono degli enti televisivi tipo sky, mediaset (per esempio) i quali, se vuoi vedere alcuni loro programmi devi pagare altrimenti non vedi niente. Considerando che anche la rai è a pagamento, perché non funziona allo stesso modo? Ovvero, se ti voglio vedere mi abbono,quindi pago; se non ti voglio vedere non mi abbono e semplicemente togli il segnale. Invece no, siamo obbligati a pagare! Pagare per un servizio che di pubblico ha solo il nome. Quando si dice oltre al danno la beffa!

Antonietta Basile

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Re:MEDIA TELEVISIVI PUBBLICI
« Risposta #3 il: Gennaio 14, 2020, 07:55:49 pm »
Art. 21.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

Sembra una barzelletta!
« Ultima modifica: Gennaio 15, 2020, 04:02:11 pm da Antonietta Basile »

BrunoAlessandroBertini

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Re:MEDIA TELEVISIVI PUBBLICI
« Risposta #4 il: Gennaio 14, 2020, 09:20:47 pm »
Ogni articolo della costituzione è stato neutralizzato, al punto che oggi sembra impossibile poterla applicare.

Antonietta Basile

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Re:MEDIA TELEVISIVI PUBBLICI
« Risposta #5 il: Gennaio 15, 2020, 03:28:26 pm »
Ogni articolo della costituzione è stato neutralizzato, al punto che oggi sembra impossibile poterla applicare.

Appunto, questo è il dramma!