Autore Topic: Mani pulite: ovvero fare pulizia senza alcuna custodia o lungimiranza.  (Letto 205 volte)

BrunoAlessandroBertini

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In questi giorni è di moda l'argomento di tangentopoli/mani pulite.
E' fondamentale studiare cosa sia successo ed evitare che riaccada nello stesso modo.
L'intenzione era lodevole: fare pulizia in un mondo politico troppo corrotto.
Ora c'è da chiedersi se questa operazione sia nata solo dalla magistratura e dal popolo (i buoni) o se ci sia stato uno sponsor diverso con altre finalità (non buone).
Il dato di fatto è che la pulizia puoi farla correggendo piano piano nel tempo (molto difficile e a volte impossibile).
Questa possibilità passa dalla buona istruzione che prepari nell'arco di diverse generazioni una popolazione che abbia etica morale e conoscenza di altissimo livello.
A volte serve invece un colpo di mano, più semplice, con cui si estirpano le erbacce e si sostituiscono con persone meritevoli.
Più facile ma molto rischioso.
Mani pulite ha proposto questa seconda soluzione, ma senza preoccuparsi minimamente di chi o che cosa mettere in sostituzione del vecchio spazzato via.
Sarebbe come eliminare la religione cristiana in 2/3 anni dal pianeta senza preoccuparsi di cosa andrà a riempire quel vuoto.
Inevitabilmente ci si infilerebbe l'ISLAM, e la parte più radicale e violenta avrebbe di cero miglior gioco in un terreno senza più regole nè storia.
Così eliminando una classe politica corrotta senza preoccuparsi di chi ne avrebbe preso il posto, in italia si è fatto un danno immenso.
In quello spazio si è infilato per primo Berlusconi.
Le ipotesi possono essere due:
Era previsto già dal principio (serviva un volto popolare e una persona carismatica ed amata dagli italiani) per poi procedere solo in un secondo momento allo sbarco del vero e definitivo nuovo padrone di quello spazio.
Seconda ipotesi: Berlusconi ci si è infilato cogliendo l'occasione con un tempismo che ha sorpreso i registi di questa manovra.
Comunque sia appare chiaro che Berlusconi è stato utilizzato per quanto possibile ma era un elemento scomodo da togliere di mezzo il prima possibile.
Alla fine credo che in quello spazio si sia inserito chi fin dal principio aveva progettato di andarci.
Al di là di ogni ipotesi l'insegnamento è quello di fare le cose lentamente, quando possibile, passando dal popolo e dalla sua civilizzazione attraverso l'apparato scolastico.
Se proprio serve una rivoluzione, che sia fatta dal popolo, dalla magistratura o dall'esercito, ricordarsi di preparare prima l'alternativa a cui affidare quegli spazi che ci si appresta a liberare dai corrotti.
Il rischio, purtroppo, è quello di veder arrivare personaggi ancor peggiori di quelli allontanati dalle strutture di potere.