Autore Topic: IMMIGRAZIONE  (Letto 980 volte)

MASSIMO FRANCESCHINI

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IMMIGRAZIONE
« il: Giugno 24, 2019, 01:11:06 pm »
Il tema immigrazione ha certamente a che far con l'integrazione, più specifico, oggetto di un topic da me inaugurato.
Ritengo l'immigrazione tema più generale che ha vari risvolti, anche riguardanti la politica estera del Paese, soprattutto per l'azione dei Paesi Occidentali e delle corporazioni globali che creano i disagi e le ingiustizie che provocano le immigrazioni di massa, azioni da cui dovemmo attivamente dissociarci.
Vorrei contribuire alle proposte allegando alcuni passaggi dal mio libro che è un programma politico ispirato ai Diritti Umani con la premessa che, come per ogni altra proposta, nessuna politica veramente innovativa e in linea con la Costituzione potrà attuarsi senza il recupero della capacità finanziaria dello Stato:

Qualsiasi persona in fuga, indipendentemente dalle cause sociali, politiche, ed economiche alla base della sua condizione, andrebbe protetto come essere umano che ha la stessa dignità di ogni altro cittadino del mondo. Ai richiedenti che ne abbiano i requisiti andrebbe concesso il diritto d’asilo e tutti gli altri diritti costituzionali o ratificati nei trattati internazionali.
Occorre però governare il problema insieme, se possibile, a tutti i paesi soggetti a importanti migrazioni, con progetti di scambio e collaborazione per rendere possibile il transito immediato dei profughi verso i luoghi dove vogliono trasferirsi. Occorrerà inoltre agire verso il paese di provenienza, certo non con guerre ma con richieste ferme e razionali di riforme, pena l’esclusione dello stesso da ogni rapporto.
Uno scambio dovrebbe certamente avvenire anche fra l’aiutato ed il paese ospitante, volto al miglioramento personale dell’aiutato mentre lo si fa contribuire alla comunità che lo ospita.
L’obiettivo dovrebbe essere quello di creare le condizioni per un ritorno volontario dei profughi nel paese di origine, dotati però di mezzi, conoscenze, energie intellettuali e progetti operativi per rendere la loro terra di nuovo degna di essere abitata.
A tal fine si potrebbe proporre la nascita di diversi centri regionali, possibilmente divisi per etnie e culture simili, autogestiti dai profughi con la direzione di volontari della stessa etnia e cultura già inseriti sul territorio italiano ed appositamente addestrati.
Tali centri avrebbero una costante supervisione da parte di funzionari del Ministero degli Esteri e dell’Istruzione preparati adeguatamente.
Il fine di questi centri dovrebbe essere quello di istruire gli ospiti linguisticamente e culturalmente, in particolar modo sui nostri valori universali e sul generale funzionamento della vita del Paese. Si dovrebbe inoltre potenziare la loro preparazione culturale ed istruzione per quanto detto sopra, e per metterli in condizione di produrre servizi con cui possano scambiare fattivamente la comunità che li protegge ed aiuta.
Tutti i profughi che rifiutino di partecipare al percorso suddetto dovrebbero essere riaccompagnati nel paese di provenienza.
Chi non dovesse sottoscrivere esplicitamente tali principi o mostrarne disprezzo sarà invitato a lasciare il nostro Paese.
Anche qualsiasi comportamento lesivo dei Diritti Umani in ambito familiare e sociale dovrebbe comportare l’uscita dal Paese, soprattutto per quei soggetti che ancora non abbiano la cittadinanza italiana.
Per quelli da poco tempo in possesso della cittadinanza italiana, per quelli inseriti in qualche programma di avanzamento verso essa o integrazione nella comunità, sarà richiesta una comprovata frequenza di Corsi di Istruzione Civica in cui verranno informati sulle nostre leggi e sui principi basilari relativi ai Diritti Umani e costituzionali. ...
Sarà compito del Ministero degli Interni e della Cultura invitare a collaborare in tal senso i leader religiosi e non delle altre etnie presenti sul territorio, affinché si adoperino nel dare un contributo ideale e fattivo a questo progetto di preparazione/integrazione.

« Ultima modifica: Luglio 07, 2019, 03:33:35 pm da MASSIMO FRANCESCHINI »
Massimo Franceschini

Luigi Intorcia

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Re:IMMIGRAZIONE
« Risposta #1 il: Giugno 26, 2019, 02:21:09 am »

L'immigrazione è un fatto incontrollabile e per nulla prevedibile. L'unico modo per governare il fenomeno è esclusivamente non solo avere a disposizione  le risorse naturali, ma sterminate risorse finanziarie, tale che ad esempio,  sia sempre conveniente aprire un negozio di bibite fresche anche  in un deserto qualsiasi.
Se un mondo globale avveduto ed etico pagasse l'investimento e lo stipendio al soggetto che apre il negozio nel deserto, ebbene, il negozio esisterebbe senza alcun problema. 'Pagasse' significa soprattutto rinunciare alla restituzione delle risorse finanziarie atte allo scopo.

Un mondo con disparità abissali fra ricchi e miliardi di poveri causa inevitabilmente il fenomeno e  sino a quando popolazioni vittime di guerre, della miseria endemica o della mancanza di risorse naturali esisteranno, purtroppo esisterà nel futuro lo stesso fenomeno che aumenterà  e non diminuirà mai più.
E' per la ricchezza dei pochi che si fanno morire di fame gli altri che sono come noi in fondo. Bisogna accettare di essere tutti abbienti? Il ricco non lo accetterà mai e siccome domina si disinteressa del resto.

Per anni e anni abbiamo visto il fenomeno della carità che ha soltanto alleviato i problemi per piccoli numeri di esseri umani. Ma la stragrande maggioranza è completamente tagliata fuori anche dalla carità.

Adotta un bambino a distanza è il fenomeno dell'ipocrisia più eclatante che possa esistere. Adottare è un termine errato, il termine giusto <è dare a campare> dare soldi per far vivere una persona che con l'adottare non ha nulla a che fare.

Si potrebbe continuare con lo stesso ragionamento anche con la ricerca scientifica per debellare  malattie gravissime.
Nessuno ha mai capito che con gli s.m.s. e i due euro una tantum si copre la goccia in un mare in quanto con sistemi caritatevoli o le elemosine si garantirebbe  solo la sopravvivenza di pochi in quanto quelle risorse definite scarse non vanno a chi le deve ricevere per necessità assoluta.
I costi sarebbero  talmente tanto elevati che la società  abbandona a loro stessi con lo stesso metodo sia i soggetti indigenti sia quelli gravemente  malati  pur di non farsene carico.
Eppure le risorse finanziarie ci sono  in quantità talmente tanto grandi che anche quel costo si potrebbe coprire, ma senza richiedere la restituzione a chi non può restituirli.

La soluzione unica,  è  quella di destinare risorse finanziarie irredimibili versate dagli stati in un unico fondo mondiale della povertà e delle indigenze   e che non vanno nel computo dei bilanci statali delle nazioni e donarle letteralmente  a chi non ha nulla. Significa costituire organismi mondiali che hanno un unico scopo che è quello di  garantire la sopravvivenza degli esseri umani indipendentemente dal dove come e perchè e agire esclusivamente sul principio universale del  soccorso mondiale. Organismo mondiale  che deve avere soprattutto  una sua forza armata autonoma e applicare con la forza se necessaria la sua mission, distruggendo sempre se necessario il cannone del dittatore di turno che non esita ad uccidere il suo popolo, se lo ha costretto alla fame e alla povertà.
Di esempi mondiali come questi, cioè la diffusa azione dittatoriale del despota di turno,  ne esistono  centinaia di migliaia e il risultato è sempre lo stesso: la morte per l'individuo provocata dal più forte anche con metodi cruenti.
Questa è attualmente la soluzione, ovvero  null'altro è,  che una forma moderna che estirpi radicalmente la dissimulazione del più ampio e  famoso concetto del'orrenda 'soluzione finale',  attuata stavolta, non più con lo sterminio in massa uccidendo quanto più velocemente sia , ma mediante il colpevole  e criminale  abbandono completo dei popoli lasciati in asfissia economica e farli  morire in lentissima agonia.
E' risaputo che tutto ciò  provochi  la morte, ancora prima di mettere in atto il semplice 'ignorare' e che resta purtroppo la forma  sempre più conveniente e orrendamente efficace rispetto ad  ogni altra possibile,  per far restare tutto esattamente  com'è.
« Ultima modifica: Luglio 01, 2019, 11:11:37 pm da Luigi Intorcia »
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MASSIMO FRANCESCHINI

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Re:IMMIGRAZIONE
« Risposta #2 il: Luglio 02, 2019, 03:54:06 pm »
Aldilà dello spirito umanistico della proposta di Luigi, credo però occorra mettere in guardia da ogni politica possa prevedere leggi o meccanismi sovranazionali che superano le sovranità degli Stati: la storia, soprattutto recente, ci insegna che non c'è limite all'ipocrisia, come per le guerre che diventano "soccorsi umanitari" o "missioni di pace".
Credo che l'unico modo possibile e coerente di poter dire qualcosa di sensato in merito sia quello di riconoscere il problema principale, che è quello rappresentato dall'ideologia liberista su cui si fonda la globalizzazione e dal conseguente fenomeno del commercio mondiale: un commercio che non è solo uno scambio virtuoso di beni "tipici" fra popoli diversi ma, sopratutto, la pretesa delle corporazioni globali di trattare il mondo come un unico mercato privato, uccidendo le economie locali per avvantaggiare solo un certo modo di produrre cose, che altri potrebbero ritenere inutili, o potrebbero fare diversamente.
Un commercio che è inoltre la fonte principale dell'inquinamento mondiale.
Un commercio possibile dallo sfruttamento di interi continenti, come ad esempio l'Africa, che crea ulteriori enormi effetti collaterali, come ben spiegato in questo illuminante articolo:
https://www.attivismo.info/ong-il-cavallo-di-troia-del-capitalismo-globale/.
Credo che le uniche soluzioni a problemi così grandi possano arrivare, innanzitutto, dall'esempio di singoli Stati che riprendano le loro sovranità e che interrompano o mettano sotto severo controllo l'azione delle multinazionali, sanzionando ferocemente le loro attività e commerci.
Un mondo nuovo si costruisce con l'esempio, partendo da casa nostra.

Massimo Franceschini

Luigi Intorcia

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Re:IMMIGRAZIONE
« Risposta #3 il: Luglio 02, 2019, 05:36:54 pm »
anche io concordo con te caro Massimo, il problema è che ce lo abbiamo noi in Italia, molto ma molto grave. La generosità incontrollata e spesso bigotta ha saturato la capacità di accoglienza talmente rapidamente e talmente tanto male che è diventato terreno del potere politico su cui si basano intere campagne elettorali.

Quindi il ragionamento è delicatissimo e va ponderato bene.

Non credo che un solo stato nel mondo possa farsene carico come spesso sentiamo dire da una area politica ben precisa che ha costruito solo terreni minati e se si sbaglia si 'salta in aria'  in termini di consenso politico e in termini di somma complessiva della capacità di accoglienza specialmente in questa landa desolata.


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MASSIMO FRANCESCHINI

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Re:IMMIGRAZIONE
« Risposta #4 il: Luglio 02, 2019, 07:05:57 pm »
Ma infatti non intendo, come implicitamente fa il PD, che il nostro Paese si debba far carico dell'immigrazione, ma l'esatto contrario: l'Italia potrebbe mostrare al mondo che uno Stato sovrano può uscire dai diktat globali e riprendersi quell'autonomia di politica interna ed estera ormai lasciata in mano alla UE, alla NATO e agli USA.
Questo esempio, dato che proverrebbe da uno fra gli Stati più moderni e industrializzati, potrebbe creare un effetto domino e trascinare gli altri a riprendersi le loro libertà, anche quelle di abbandonare lo sfruttamento di paesi poveri ma ricchi di risorse.
Solo facendo in modo che i cosiddetti Paesi sottosviluppati crescano e si possano autogestire avremo una ragionevole speranza di bloccare le immigrazioni di massa.
Massimo Franceschini

enea

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Re:IMMIGRAZIONE
« Risposta #5 il: Luglio 05, 2019, 07:03:08 pm »
Vanno tutte bene le soluzioni per risolvere il problema dell'immigrazione ma quelle esposte qui sono di lungo periodo. A noi, italiani (perchè attualmente il problema immigrazione è solo italiano) serve una soluzione immediata e maggiormente un mezzo per costringere l'Europa ad adottare una politica immigratoria giusta. Quando un barcone sbarca in Italia non dovrebbe essere considerato un  confine italiano ma un confine europeo in cui chi sbarca viene  momentaneamente gestito dall'Italia ma poi deve diventare un problema europeo. Purtroppo la politica europea su questo e assente e/o carente.
Quindi la mia proposta è la seguente:

Con il nuovo asse Francia-Germania, creatosi con le nomine della presidenza commissione europea e della BCE, credo che i problemi dell'Italia andranno intensificandosi sia sotto l'aspetto economico che sotto l'ormai chiaro tentativo di destabilizzare gli equilibri sociali italiani.
Quindi in primo luogo il Governo italiano dovrebbe adottare subito i mini-bot affinchè, in caso di chiusura rubinetti delle banche (Grecia docet.), ci sia una ancora di salvataggio, rappresentata proprio dai mini-bot, in quanto potrebbero diventare subito moneta complementare ma all'occorrenza anche moneta a corso legale (caso estremo di uscita dall'euro).
In secondo luogo bisogna agire, sul problema immigrazione, con astuzia politica e determinazione al fine di evitare la destabilizzazione sociale che stanno creando gli immigrati, lasciati liberi di circolare senza meta, lavoro e dimora, disposti a tutto pur di migliorare la loro condizione. Se lasciati senza un efficace controllo e gestione queste persone, disperate, saranno capaci, veramente, di conquistare i nostri territori. Teniamo presente che uno di loro, sotto l'aspetto di capacità di reazione e determinazione è almeno 10 volte maggiore della nostra; quindi 4/5 milioni di loro, se vogliono e si organizzano, ci sopprimono e conquistano in un baleno.
Allora che si fa !!! Prevenire è meglio che curare ....
Secondo me ogni gruppo di persone su barcone che arriva, con la pretesa di chiedere asilo come rifugiato o naufrago, andrebbero ricevuti per rispettare i diritti dell'uomo e delle convenzioni che l'Italia ha condiviso ed accettato ma, siccome siamo una nazione seria e democratica, dobbiamo ben verificare queste persone se sono veramente rifugiati e/o naufragi oppure migranti clandestini, terroristi (non scordiamoci che provengono da paesi mussulmani in guerra), ricercati ect. e in ultimo, ma non meno importante, se sono portatori di malattie contagiose.
Con tutti questi presupposti credo che ogni Stato che si rispetti abbia diritto di effettuare tutti i controlli del caso, in modo accurato ed approfondito, ai fini della sicurezza nazionale.
Per cui, una volta sbarcati in un qualsiasi porto italiano, questi andrebbero presi e trasportati, eccetto coloro che abbiano immediato bisogno di cure (una vota curati raggiungono gli altri), in una isola deserta del territorio italiano (ne abbiamo diverse anche con strutture edilizie abbandonate). Li deve attivarsi il servizio di protezione civile, usato per l'emergenza terremotati, quindi tende attrezzate per dormire, tende servizio ristoro e cucine da campo e quanto altro serve per una logistica di accoglienza in emergenza. Chiaramente l'isola deve essere ben sorvegliata, specialmente via mare, in modo che nessuno possa lasciarla se non autorizzato.
Insomma una specie di quarantena, ma con tempo da definire, in cui questi migranti devono essere controllati sia sotto l'aspetto sanitario che civile. Quindi una volta identificati lo Stato deve avere il tempo di fare tutti i controlli del caso sulla loro posizione civile dalla Nazione di provenienza ed in caso di irregolarità effettuare il rimpatrio dopo averlo concordato con la Nazione di provenienza. Se tutto ciò non è possibile i migranti rimarranno sull'isola fino a quando non cambiano le condizioni.
Coloro che hanno i requisiti per avere un permesso di soggiorno, per asilo o altro, rimarranno comunque sull'isola fino a quando l'Europa non prende provvedimenti politici su come e dove distribuirli.
Chiaramente tutti i costi di questa operazione, a partire dallo sbarco sulle coste italiane, devono essere a carico dell'Europa in cui l'italia anticipa ma poi, dietro rendicontazione, deve essere rimborsata.
Se ciò non avvenisse Il Governo italiano, nell'effettuare il versamento del contributo annuale all'Unione, decurterà dette spese e verserà solamente la differenza a saldo del contributo annuale dovuto.
Chiaramente l'Europa potrebbe non accettare questa soluzione, perchè potrebbe essere contraria ai suoi obiettivi (destabilizzazione Italia docet.), ma se ne dovrà fare una ragione. Anzi nella distribuzione dei migranti si dovrebbe tenere conto di chi è maggiormente la responsabilità di questa emigrazione di massa dall'Africa. Per cui a quello Stato andrebbe la maggior parte di ripartizione degli emigranti (credo che la Francia sia uno di questi ma forse anche altri).
In questi termini, credo, l'Italia potrebbe averne anche dei benefici. L'immigrazione, per assurdo, potrebbe farci aumentare anche il PIL .
Infatti il rimborso delle spese rendicontate per la gestione immigrati non sono altro che soldi alle nostre imprese che gestiscono o collaborano per l'emergenza ed a totale carico, diretto o indiretto, dell'Europa.

Per questo motivo all'inizio parlavo dell'importanza dei mini-bot perchè l'Europa, con i nuovi Presidenti commissione e BCE (che non sono proprio dei stinchi di Santo), potrebbe usare delle forzature economiche per bloccare una tale soluzione.

Io credo che questa mia sia una soluzione di buon senso che rispetta l'aiuto verso che si trova in difficoltà ma nello stesso tempo esercita un diritto di uno Stato di salvaguardare il suo territorio ed i suoi cittadini ed inoltre forzare l'Europa ad assumersi le sue responsabilità sia individuali che collettive, in termini di Stati membri.

Attendo commenti ....  :) :) :)

MASSIMO FRANCESCHINI

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Re:IMMIGRAZIONE
« Risposta #6 il: Luglio 05, 2019, 07:51:02 pm »
Vedo Enea che in un certo senso siamo in linea, com'era ovvio. Riguardo al fatto che le altre proposte siano di lungo periodo ciò è relativo.
Non abbiamo le leve del governo e non abbiamo una realistica probabilità di ottenerle a breve, quindi possiamo dilettarci a proporre misure come se fossimo al governo domani o misure di più lungo respiro.
Comunque, come affermo sempre, il problema è monetario e tu lo evidenzi bene.
Con quei minibot, o altra misura equivalente lo Stato potrebbe finanziare la tua misura, ma anche la mia, quella dei centri regionali da me descritti all'inizio, pensati per uno scopo ben preciso e divisi per etnie.
Immagino che un'isola per tutti porti a varie problematiche, oltre ad esporsi a vari tipi di critiche da parte della politica mainstream
Massimo Franceschini

enea

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Re:IMMIGRAZIONE
« Risposta #7 il: Luglio 06, 2019, 09:21:28 am »
Certo un'isola deserta sembrerebbe una prigione all'aria aperta, e forse sotto certi aspetti lo è, ma partiamo da fatti concreti e palesi.
Se un immigrato chiede asilo per guerra, ritorsioni politiche, forte crisi economica ect. per cui scappa da un Paese lo Stato italiano la prima cosa che fa lo accoglie ma non lo può lasciare libero di circolare nel territorio perchè, fino ad accertamento completato, il soggetto è un immigrato clandestino.
Quindi lo Stato non lo può lasciare libero ma neanche lo mette in galera perché deve accertare la sua condizione, ma finché ciò non avviene rimane in un posto al sicuro dalla guerra, dalla persecuzione ed accudito sotto il profilo sanitario, di vitto ed alloggio.
Chiaramente si è in una situazione di emergenza e l'emigrato, o naufrago che sia, deve accontentarsi di quello che si offre, come i terremotati di Abruzzo, Emilia ed Amatrice, quindi un ricovero in tende della protezione civile può essere accettato. D'altronde non credo che nel posto da dove vengono stavano meglio,  come vitto ed alloggio, quindi comunque ottengono subito una vita migliore, se non altro per la loro sicurezza ed incolumità, se vero che vengono dalla guerra e dalla fame.
Uno stato democratico e rispettoso dei diritti umani deve accogliere un rifugiato e/o un naufragio ma permettere che lo si accerti bene prima di metterlo liberamente in circolazione sul proprio territorio.
Oggi vediamo cosa succede con la mafia nigeriana nelle nostre città ma assistiamo tutti i giorni a fatti di cronaca dove spesso questi immigrati sono causa di illeciti, disordini a quant'altro. D'altronde la loro situazione di degenza ed abbandono li porta a comportarsi in questo modo.
In un'isola deserta, dove potrebbero essere ospitati e controllati, sicuramente staranno meglio e vivranno meglio, in attesa di regolarizzare la loro posizione.
Se poi la politica è intenzionata a lasciarli allo sbaraglio, mettendoli in strutture dove possono scappare liberamente senza problemi, per farli girovagare ovunque senza meta e creando solo problemi, vuol dire che non è vera politica, che si occupa dei problemi dei cittadini, ma è una associazione a delinquere complice di altre associazioni a delinquere.
« Ultima modifica: Luglio 06, 2019, 09:23:13 am da Enea Giancaterino »

MASSIMO FRANCESCHINI

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Re:IMMIGRAZIONE
« Risposta #8 il: Luglio 06, 2019, 12:34:03 pm »
Certo, la difesa dei Diritti Umani di tutti deve essere bilanciata dall'esigenza di non creare caos all'interno del Paese, sacche di illegalità ecc.
Comunque il problema resta complesso e, come dico sempre, occorre guardare ogni cosa dall'inizio, dalle cause e cercare tramite la conoscenza di sovvertire la narrazione di sistema.
Ogni politica relativa all'immigrazione clandestina deve partire dalla denuncia delle cause, da far risalire all'Occidente e alle corporazioni, e dal mettere in evidenza che la stragrande maggioranza dei profughi non viene da zone che darebbero loro immediata qualifica di profugo.
Solo una piccolissima parte sono poveri e disperati.

https://www.attivismo.info/ong-il-cavallo-di-troia-del-capitalismo-globale/

https://www.facebook.com/nictolas/videos/728318744213570/

https://www.facebook.com/peppemawall/videos/324581098234967/UzpfSTEwMDAwMTA2NzkxMDEzMjoyMzExMjYxMTU4OTE5NDU5/

Nell'ultimo video la Gabanelli conferma in buona sostanza quanto affermava la dottoressa del video precedente, ma da notare una cosa ben precisa, ed ipocrita: quando parla della necessità di invertire il trend e finanziare lo sviluppo in Africa per migliorarne le condizioni, afferma anche della necessità di investire per istruire sul luogo, professionalmente, quelli che vogliono emigrare!
Ma come, vogliamo migliorare l'Africa considerando comunque che l'immigrazione debba sempre esserci?

E' il pensiero globalista che bisogna denunciare e smascherare le finzioni e le ipocrisie della politica che lo appoggia e lo propaganda.

Solo così riusciremo a far comprendere la necessità di diverse misure sull'immigrazione.
La gente deve sapere che la maggior parte dei migranti non sono morti di fame, che sono portati qui con false notizie, che la loro migrazione fa comodo alle multinazionali sia in Africa, che viene sfruttata, sia in Europa come mano d'opera disposta a lavorare a costi più bassi.

Oltretutto il fenomeno serve al caos sociale, per invischiare la politica sulle diatribe fra una sinistra ormai liberista e una destra populista ma senza vere soluzioni e che non denuncia la vera natura di un sistema perché fa comodo elettoralmente o per mantenere il potere. 
Massimo Franceschini

Massimo Carlino

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Re:IMMIGRAZIONE
« Risposta #9 il: Luglio 07, 2019, 10:26:27 am »
il nocciolo della questione, non credo sia se l'individuo voglia  o meno emigrare,
e' la quantita' di persone ( esseri umani) che si accingono ad attraversare il mediterraneo
spinte dall' illusione che esiste un posto migliore di dove sono nati.
mettiamoci che la natura  ha le sue ragioni, ma ormai l'africa non e' piu' quella di circa 60 anni fa,
praticamente e' cementificata anche quella.
il problema  sono  tutte queste navi che portano persone  che si dice vengano salvate dalla morte in mare.
( credo che se le si informasse che esistono  aerei e consolati, per lo stesso scopo ... )
una piccola soluzione  ce l'avrei, ma forse e' troppo "salviniana"

Angelo Zammuto

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Re:IMMIGRAZIONE
« Risposta #10 il: Luglio 11, 2019, 07:52:18 pm »
Sai Enea, se la soluzione è buona, il colore non ha importanza, non siamo razzisti ...   ;), non vedo perché non dirla...

In questo momento per parlare di Salvini, dico che sta facendo un grosso errore, ovvero quello di stare in ufficio a programmare chiusure di porti od a discutere con una "tedeschina", mentre dovrebbe stare nelle stanze dei suoi omologhi nei Paesi da dove la massa di persone parte, a fare accordi per evitare che questa massa di persone inizi il viaggio della "speranza", che diventa tortura e troppo spesso morte!

Orazio di Bella

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Re:IMMIGRAZIONE
« Risposta #11 il: Luglio 31, 2019, 05:14:49 am »
Il successo della Lega insegna una cosa: Che dell'immigazione si deve parlare.
Concretamente la Lega insegna pure, che il parlare non deve essere serio.
Deve creare la fiducia che del problema ci si occuperà in modo efficiente.
Come surrogato agli italiani va anche bene il bullismo (che poi e un lasciapassare per il razzismo).

Purtroppo il nesso logico tra i mini-bot e l'immigrazione è lungo e difficile da seguire.
Non lo dico come offesa.
Neppure io riuscirei ad "agganciare" il tema immigrazione in modo facilmente "assimilabile".
Starò quindi all'ascolto per vedere se qualcuno ci riesce bene, e affermo proprio, che la persona giusta per il compito saprebbe farlo in modo adeguato.

Più che proporre soluzioni - e riconosco che le idee che ho letto mi sembrano interessanti - io proporrei una iniziativa che meglio si addice a un gruppetto sperduto di persone che si "riuniscono" su uno spazio digitale per parlare:

È innegabile che parole e ragionamenti "creano".
Proporrei allora di fare proprio una collezione di ragionamenti. Non con lo scopo di offrire soluzioni (ma ovviamente neppure vietando di farlo!), bensi più modestamente per raccogliere domande e risposte intelligenti.
Per cominciare, la narrativa ufficiale delle due parti contrapposte non è sincera. È parziale e ha scopi manipolativi.
Sarebbe già un buon lavoro, se mettessimo a disposizione informazione e considerazioni neutrali sul fenomeno della migrazione di massa. Con dettagli storici, statistiche, e dettagli legali.
Servirà prima di tutto a noi, per capire meglio cosa succede e perché.
Possiamo anche arrivare a teorie di cospirazione (che in questo caso si basano su elementi reali impossibili da ignorare!), badando pero di fornire sufficienti fonti primarie per sostenere le affermazioni.
Il solo fatto che Fusaro ripetutamente definisca la migrazione una strategia neoliberista costituisce un invito a fornire i video e i numeri che possano dimostrarlo! E sdoganano domande sul fine ultimo della migrazione.
Si può perfettamente linkare ai diversi personaggi che parlano di rimodellazione della popolazione europea (su internet ne esistono molti) senza nessuna necessità di aggiungerci di proprio! Può essere che siano personaggi un pò spinti e mezzi matti, ma occupano posizioni di potere, e quindi esiste indubbiamente una rete mondiale che afferma di lavorare per promuovere il fenomeno e dichiara apertamente quali scopi persegue.

L'altro aspetto della migrazione sul quale mancano le domande e almeno tentativi di risposta è la situazione legale.
Sappiamo che per la migrazione esistono i canali ufficiali. Ma esistono anche regole molto chiare e simili per i diversi paesi.
Nel caso della migrazione clandestina, le autorità europee non reagiscono in modo omogeneo.
Se al controllo dei passaporti a Fiumicino uno di noi arriva senza passaporto, e afferma di essere originario di un paese non europeo, dubito che venga portato a un centro di accoglienza!
È proprio sulla situazione legale che Salvini poteva trovare nuovi modi di reagire legalmente assieme ai colleghi europei.
Io per esempio vorrei sapere, se proprio il fatto di arrivare senza documenti non possa essere una ragione pesantissima per mettere qualcuno in standby e assegnarlo a una categoria con molto meno potenziale per ottenere status legale e permessi definitivi di chi invece non nasconde la propria identità.
Voglio dire, che non credo sia molto difficile far sapere ai visitanti, che se arrivano senza documenti hanno distrutto il 90 e tanto percento delle probabilità di poter rimanere. Legalmente la cosa si può rendere talmente pestifera, da lasciare in chiaro che chi arriva senza documenti ha cose brutte da nascondere!

Siccome siamo nel 2019, esistono strumenti e tecniche veloci e sicure per identificare gli arrivati. Quello che non esiste sono le procedure per farlo, e la logistica internazionale. Io sospetterei, che una cosa del genere non viene promossa da una parte, perché la paura nazionale conviene, e dall'altra parte, perché l'immigrazione è parte di un disegno neoliberista che viene sostenuto senza manifestarlo pubblicamente.
Come dicevo, il solo fatto di "consegnare" più informazione all'elettore è già segno di prenderlo sul serio e essersi occupati del fenomeno.

Anche io credo che le salviniate non risolvono niente, e che il modo più efficiente per arrivare a cambiare qualcosa è dedicandosi a temi che con l'immigrazione in apparenza non c'entrano per niente.
Se posso fare un esempio: Se immaginiamo una costruzione complessa, il problema immigrazione sarebbe una parte difficile da raggiungere. Ma demolendo pilastri lontani dal problema si indurrebbe una caduta della costruzione e quindi cambiarebbero i parametri che favoriscono e promuovono la migrazione ...

BrunoAlessandroBertini

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Re:IMMIGRAZIONE
« Risposta #12 il: Luglio 31, 2019, 11:53:45 am »
So di toccare un argomento tabù e di mettermi in cattiva luce: sia chiaro che parlo a titolo personale e il costituendo partito non condivide nulla di quello che sto per scrivere...
Per risolvere la questione migrazione bisogna cambiare radicalmente i preconcetti del razzismo.
Nel calderone del razzismo ci sono finiti gli schiavisti inglesi, americani, francesi, ecc., che erano per l'appunto schiavisti prima che razzisti.
La svolta nell'imprinting del termine razzista la si ha con il nazismo.
I Nazisti discriminano molte categorie di persone, dai gay agli ebrei (per motivi economici) e si lanciano nel colonialismo del nord africa come tutte le nazioni forti dell'epoca (tutti motivi alla base delle successive guerre mondiali).
La tecnologia in quegli anni fa passi da gigante in tutti i campi, e i tedeschi pensano bene di usare la tecnologia non tanto per creare la bomba atomica ma per fare qualcosa che allora sembrava ancor più promettente: fare uno studio sulla razza per creare (attraverso manipolazioni e selezioni che oggi definiremmo genetiche) una razza migliore.
Il concetto non è sbagliato, come non è sbagliata la tecnologia nucleare in se.
Il problema è l'uso che se ne fa.
Disgraziatamente gli scienziati dell'epoca intrapresero un cammino militare per creare la razza perfetta secondo i loro canoni (il che implica una discriminazione negativa delle razze poi ritenute inferiori).
Per i nemici dei nazisti (tra l'altro schiavisti da sempre) è manna dal cielo, e la propaganda anti-razzista diventa il legante per muovere tutto il mondo contro la Germania e un regime intenzionato a selezionare una razza superiore al fine di dominare/annullare le altre.
Qui si sancisce il legame tra razzismo e discriminazione.
Il razzismo diventa il male assoluto, dipinto nei modi più truci e con le peggiori prospettive.
Tanto è vero che a tutt'oggi la manipolazione genetica umana è argomento tabù e controverso anche in ambito medico.
Finita la guerra è stata poi un'voluzione naturale quella di traghettare il razzismo (originariamente la ricerca della razza perfetta) verso un concetto affine anche se oposto: la negazione delle differenze tra le varie etnie.
Un concetto base della globalizzazione: siamo tutti uguali, possiamo essere tutti trattati alla stessa maniera, dobbiamo uniformarci perché non esiste il meglio o il peggio.
Così però si negano anche le basi dell'evoluzione umana, culturale e genetica; si annulla la necessità di confini e si esaspera in modo schizofrenico la diversità.
Se la diversià è tra quelle omologate dal sistema (omosessuali, ecc.) essa viene esaltata, protetta, in modo esagerato, per dare sfogo ai "diversi" di poter sfoggiare le loro particolarità.
Se la diversità va contro al sistema ecco che va annullata con azioni mondiali, militari, immediate.
In questo scenario, se non svincoliamo il concetto di razzismo da quello di discriminazione e schiavismo ci troveremo sempre in difetto.
Nazioni schiaviste, che ancor oggi perpetrano politiche coloniali e di sfruttamento del lavoro, potranno agire al riparo da ogni critica rispettando il preconcetto che non fanno discriminazioni.
Loro non sono razzisti, e anche se mettono in atto pratiche schiaviste e di predazione e deportazione rispetto ad altri popoli attraverso le migrazioni indotte non saranno mai giudicate colpevoli dall'opinione pubblica.
Al contrario, chi opera in difesa dei popoli e della loro indipendenza e identità, cercando di salvaguardare i confini e la sovranità sarà accostato al termine razzista (che di per se indica solo la capacità di saper riconoscere le differenze) e facilmente demonizzato al di là del reale scopo delle proprie azioni.
Per smontare cncettualmente questo preconcetto basta pensare che una razza (o un popolo) è effettivamente superiore ad un altro solo se è in grado di aiutarlo concretamente.
Quindi se ci ergiamo a salvatori dei popoli africani e asiatici ci mettiamo di fatto al di sopra di loro.
Quando aiutiamo un altro popolo o migranti siamo razzisti che si credono superiori.
Se poi scopriamo che non siamo in grado di aiutarli, come è nella realtà odierna, allora il discorso è ancora peggiore perché la nostra superiorità è solo presunta ed è sintomo di una discriminazione che non si limita a evidenziare le differenza tra i popoli ma in modo del tutto ingiustificato ci spinge a credere di essere superiori a loro.

Orazio di Bella

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Re:IMMIGRAZIONE
« Risposta #13 il: Luglio 31, 2019, 03:23:12 pm »
La scienza che vuole migliorare l'essere umano si chiama "eugenetica".

Ho letto "Mein Kampf", e il libro ha due difetti giganteschi:
Non fornisce assolutamente prove sulla superiorità della razza ariana.
La reclama, ma blatera scemenze quando deve provarla.

E allo stesso modo non fornisce prove della inferiorità della razza ebrea (ed è importante ricordare, che il nazismo non fu antisemita. Era solo avverso a una particolare popolazione semita, identificata attraverso l'appartenenza religiosa!)

Scientificamente parlando non esiste ragione per sminuire una razza.
Se facciamo una mappa di quoziente di intelligenza, è molto più sensato riconoscere che esiste un dislivello maggiore tra individui che tra popoli, e che quindi andrebbe promossa la saggezza e non la razza ...

Anche qui consiglio la lettura di un libro.

"Guns, germs and steel" di Jared Diamond dimostra e prova, che le differenze nello sviluppo delle civiltà non hanno a che vedere con la razza, ma con realtà imposte dal territorio.
Chi capisce il libro, difficilmente torna a parlare di differenze razziali e di inferiorità.

Un secondo libro, "1491" di Charles Mann fornisce esempi di grandi opere fatte proprio da quelle popolazioni che da coglioni occidentali definiremmo come civiltà inferiori.

MASSIMO FRANCESCHINI

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Re:IMMIGRAZIONE
« Risposta #14 il: Luglio 31, 2019, 06:00:36 pm »
Non capisco perché non sarebbe chiaro il nesso mini bot/immigrazione: qualsiasi problema si risolve o si gestisce con la chiarezza di idee e programmi, ma poi occorrono i denari per attuarli!
I mini-bot o la moneta fiscale o delle stato-note solo per il mercato interno potrebbero essere un sistema per avere mezzi senza aumentare il debito pubblico indebitandoci ulteriormente con la corporazione finanziaria che governa l'Occidente, almeno finché resteremo nella UE.
Massimo Franceschini