Autore Topic: Privacy e sovranità popolare, un equilibrio ancora lontano.  (Letto 499 volte)

BrunoAlessandroBertini

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Privacy e sovranità popolare, un equilibrio ancora lontano.
« il: Novembre 05, 2019, 11:27:19 am »
Il discorso è vasto ma estremamente importante.
E' trattato solo in minima parte dalla costituzione poiché la produzione e conservazione di dati sensibili (nonché la loro finalizzazione per interessi privati) si è sviluppata enormemente dopo la nascita della Costituzione Italiana.
Cominciamo a dire che la Privacy non limita quasi per nulla la produzione di nuovi dati sensibili, regolamenta in modo molto blando la loro memorizzazione e conservazione (il più delle volte basta renderli "anonimi" o non automaticamente accessibili").
A tutto questo aggiungiamo il fatto che per ottenere un qualsiasi servizio offerto da un privato (ma purtroppo anche dal settore pubblico) bisogna concedere l'autorizzazione alla privacy in modo praticamente obbligatorio...
La privacy nei fatti peggiora di molto la nostra vulnerabilità.
Se prima, senza obbligo di richiedere le autorizzazioni all'utilizzo dei dati personali, ci pensava la magistratura a decidere se l'utilizzo fatto era lecito, oggi lo è praticamente sempre, visto che siamo "obbligati" a firmare un'autorizzazione all'uso dei nostri dati per avere un servizio.
Tutte quelle cose sulla cancellazione su richiesta... voi ci credete davvero?
Chi controlla?
Avete mai sentito di qualche multinazionale condannata per aver usato i dati sensibili in suo possesso a suo vantaggio?
E poi c'è il trucco del furto di dati.
Una volta che è stato accumulato un database di dati abbastanza cospicuo da avere un enorme valore economico casualmente qualche hacker entra nel sistema e lo ruba.
L'azienda si scusa, dimostra che la sicurezza del sito era perfetta, fa qualche regalia ai suoi utenti e tutto finisce lì.
I dati però sono andati.
Milioni di informazioni sensibili in pochi istanti sono comprate e vendute da chiunque, in circuiti informatici dove la magistratura non tenta neppure di entrare.
A cosa serve davvero la privacy ve lo dico io: a fronte di una mole di dati sensibili prodotta, immagazzinata ed elaborata quotidianamente bisogna impedire l'accesso a questi dati alle singole persone, ai giornalisti, agli ispettori, e chiunque possa usarli per il bene comune.
La privacy impedisce a te cittadino di sapere cosa fanno i politici, i mafiosi o le grandi multinazionali.
Non impedisce certo a chi agisce nel sistema di utilizzarli a suo favore.
Provate ad immaginare un cittadino che va allo sportello a pagare la tassa sui rifiuti.
Allo sportello assieme al bollettino tira fuori un foglio della privacy: se il comune vuole che paghi la tassa sui rifiuti mi deve concedere l'autorizzazione ad accedere al nome dei funzionari dell'azienda che la gestisce e ai loro dati personali.
Quante ore lavorano?
Quale il loro stipendio?
Il contratto col Comune?
I bilanci?
Dovrebbe essere tutto accessibile al cittadino che paga altrimenti, semplicemente, non paga.
E' quel che fanno a noi: se vuoi un servizio ci devi cedere l'autorizzazione a conoscere e trattare i tuoi dati.
C'è poi anche l'inganno della cessione per fini meramente commerciali.
Di solito è richiesta separatamente, ma subito dopo due o tre richieste obbligatorie.
Quindi chi è poco attento o è arrivato a fregarsene della privacy segna tutte le caselline e concede tutto.
Per lo meno dovrebbero essere messi su due fogli diversi con dicitura "obbligatorio" o "non obbligatorio" presente per legge.
Quindi, oggi, la privacy è uno strumento per limitare il potere di controllo del popolo e quindi la sua sovranità, a fronte invece di un pieno accesso delle multinazionali e altri organi che possono permettersi di acquisire e elaborare dati per loro tornaconto personale, quasi sempre in contrasto con l'interesse generale del popolo.
Questa riflessione è nata da un post che parlava della scatola nera per il trasporto privato che esiste in regione Lombardia e che purtroppo, assieme al 5G, fa capire verso quale tipo di società stiamo andando.
Un futuro in cui la nostra libertà personale sarà fortemente limitata attraverso un totale controllo tecnologico in mano a privati.
https://sovranitapopolare.net/forum/index.php?topic=143.0
« Ultima modifica: Novembre 05, 2019, 11:41:49 am da BrunoAlessandroBertini »

Antonietta Basile

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Re:Privacy e sovranità popolare, un equilibrio ancora lontano.
« Risposta #1 il: Novembre 05, 2019, 05:50:40 pm »
E vogliamo parlare dei dati personali che hanno i social? é vero, leggi in materia sono a senso unico e molto probabilmente inadeguate e/o inefficaci. Questo dimostra la necessità che la normativa in materia sia sempre aggiornata in modo da essere al passo con i tempi e seguire lo sviluppo tecnologico.   

Antonietta Basile

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Re:Privacy e sovranità popolare, un equilibrio ancora lontano.
« Risposta #2 il: Gennaio 14, 2020, 07:51:19 pm »
Art. 15.
La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria [1116 ] con le garanzie stabilite dalla legge.

Interessante! Possiamo dire che viene applicato e rispettato?

BrunoAlessandroBertini

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Re:Privacy e sovranità popolare, un equilibrio ancora lontano.
« Risposta #3 il: Gennaio 14, 2020, 09:18:33 pm »
Senza etica la legge diventa inapplicabile.
Immagina che le poste, negli anni 60/70, per consegnare le tue lettere ti avessero chiesto obbligatoriamente l'esplicito consenso a conoscere il nome del mittente, del destinatario e del contenuto.
Follia pura.
Eppure oggi che abbiamo la privacy siamo obbligati a rinunciarci sistematicamente per poter usufruire di un servizio.
Altro esempio: immaginate un fil di spionaggio anni 80, la spia che entra nell'ufficio del malvagio con un microfono nascosto...
Quanto rischio!
Oggi ognuno di noi porta in tasca un microfono potenzialmente sempre attivo.
Quando attiviamo lo smartphone ci viene chiesto se vogliamo attivare il riconoscimento vocale e tutta una serie di servizi che spediscono quel che diciamo, in tempo reale, a qualche server collocato chissà dove.
Ok, io ho dato l'autorizzazione, per me, ma se entro in una stanza in cui c'è anche un'altra persona pensate che la sua voce sia distinta dalla mia ed esclusa?
Io posso vietare al mio smartphone di registrare informazioni su di me soggette a privacy ma non posso impedire allo smartphone di un altro di capire chi sono, dove sono e cosa sto facendo...
E col 5G e l'IA tutto questo sarà normale routine.

Antonietta Basile

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Re:Privacy e sovranità popolare, un equilibrio ancora lontano.
« Risposta #4 il: Gennaio 15, 2020, 03:35:05 pm »
Senza etica la legge diventa inapplicabile.
Immagina che le poste, negli anni 60/70, per consegnare le tue lettere ti avessero chiesto obbligatoriamente l'esplicito consenso a conoscere il nome del mittente, del destinatario e del contenuto.
Follia pura.
Eppure oggi che abbiamo la privacy siamo obbligati a rinunciarci sistematicamente per poter usufruire di un servizio.
Altro esempio: immaginate un fil di spionaggio anni 80, la spia che entra nell'ufficio del malvagio con un microfono nascosto...
Quanto rischio!
Oggi ognuno di noi porta in tasca un microfono potenzialmente sempre attivo.
Quando attiviamo lo smartphone ci viene chiesto se vogliamo attivare il riconoscimento vocale e tutta una serie di servizi che spediscono quel che diciamo, in tempo reale, a qualche server collocato chissà dove.
Ok, io ho dato l'autorizzazione, per me, ma se entro in una stanza in cui c'è anche un'altra persona pensate che la sua voce sia distinta dalla mia ed esclusa?
Io posso vietare al mio smartphone di registrare informazioni su di me soggette a privacy ma non posso impedire allo smartphone di un altro di capire chi sono, dove sono e cosa sto facendo...
E col 5G e l'IA tutto questo sarà normale routine.

Non è proprio così, ti obbligano ad accettare altrimenti il servizio, l'applicazione non funzionano; quindi mi estorci il consenso. E poi, le informazioni raccolte perché vengono conservate invece che distrutte? Come hai detto tu stesso in che mani vanno a finire? La costituzione parla chiaro, il punto è come applicarla alle nuove tecnologie.

Antonietta Basile

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Re:Privacy e sovranità popolare, un equilibrio ancora lontano.
« Risposta #5 il: Febbraio 11, 2020, 07:46:17 pm »
Queste puntate di presa diretta sull'argomento sono molto interessanti

https://www.youtube.com/watch?v=HlMkAuB8CZY

https://www.youtube.com/watch?v=VUqbbETR478