Autore Topic: RIFORMA DELLA GIUSTIZIA  (Letto 201 volte)

MASSIMO FRANCESCHINI

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RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
« il: Giugno 22, 2019, 03:54:14 pm »
Ciao a tutti.
Le vicende di questi giorni credo impongano a qualsiasi forza politica di avanzare proposte per una seria riforma del settore, della Magistratura e della Corte Costituzionale, a maggior ragione per una forza come la nostra che si prefigge di restituire dignità alla sovranità popolare ed alla Costituzione.
Ovviamente, e soprattutto per questo settore, dobbiamo avvalerci anche della collaborazione di esperti.
Ciò non ci deve impedire di fissare delle linee guida, dei nodi centrali politici e giuridici sui quali far convergere sforzi, idee, e competenti collaborazioni.
Occorre innanzitutto dire qualcosa di chiaro relativamente alla separazione dei poteri nello Stato di diritto e all'indipendenza della Magistratura: credo non debba essere certamente nostra intenzione mettere in discussione tale separazione, uno dei concetti cardine della democrazia che dovrebbe impedire il formarsi di un regime autoritario in cui manchino i contrappesi ed il bilanciamento fra i poteri dello Stato.
Credo si debba certamente dire qualcosa ed avanzare proposte di riforma in merito a quelle che spesso diventano separazioni dei Poteri dello Stato dalla società civile e dalla Costituzione che ne incarna gli interessi e ne dovrebbe determinare il modus vivendi e le direttrici di leggi e delle azioni di governo.
I Poteri dello Stato dovrebbero render conto del loro operato e della costituzionalità delle loro azioni al Paese per il quale svolgono servizio.
E' sempre il vecchio tema della democrazia e del diritto: chi controlla i controllori?
Credo che si debba proporre una riforma di maggior trasparenza delle attività dei 3 Poteri verso il Paese, in cui si accentuino anche i controlli incrociati che i 3 Poteri possono e devono svolgere fra loro.
Vediamo spesso delle chiare violazioni della Costituzione, avallate da sentenze o dal silenzio della Corte Costituzionale, su cui il Parlamento tace.
Un'ipotesi potrebbe essere che il Parlamento, con una larga maggioranza da stabilire, possa persino contrastare e/o chiedere revisione di scelte o sentenze degli altri Poteri e del CSM.
Riguardo all'indipendenza della Magistratura credo si debba certamente preservare, sempre per le stesse ragioni della separazione dei Poteri.
Ciò che non è più tollerabile è quella che di fatto è un'indipendenza di questo potere dal controllo del popolo sovrano, controllo da attuare o potenziare per rendere più difficile che la Magistratura possa violare la Costituzione e gli interessi del Paese.
Credo vada rivisto tutto l'autogoverno della Magistratura e del CSM, si potrebbero vagliare ipotesi di elezione popolare per i membri del CSM e della Corte Costituzionale.
Credo vadano riviste anche le prerogative delle correnti e delle associazioni di categoria che si formano all'interno della Magistratura, credo ci si debba interrogare anche sull'opportunità di permetterle o sul come regolarne il funzionamento.     
Infine, per non far sì che questi restino bei propositi sulla carta, credo dovremmo spingere per un grande investimento sul settore Giustizia, in termini di mezzi e uomini, anche per dare un vero e celere sevizio agli italiani, sia per il funzionamento dei 3 Poteri e dell'iter delle leggi e dei controlli incrociati, sia per la normale attività dei Tribunali.
Mezzi e uomini permessi, ovviamente, dalla capacità di spesa dello Stato prevista dalle nostre misure economiche.   
 
« Ultima modifica: Giugno 22, 2019, 04:01:59 pm da MASSIMO FRANCESCHINI »
Massimo Franceschini

BrunoAlessandroBertini

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Re:RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
« Risposta #1 il: Luglio 01, 2019, 06:34:46 pm »
La mia riforma della giustizia:
Un primo grado che si chiude con costi fissi (avvocato, giudice, ecc.) entro due mesi.
Si tratta di un grado conciliatorio, con costi pari a circa 1/3 dello stipendio minimo mensile.
Entro due mesi un giudice esperto ascolta le parti e poi propone una soluzione motivata da leggi.
Se le parti accettano la conclusione proposta dal giudice la cosa finisce lì e il giudice guadagna 1 punto "abilità".
Se le parti non accettano la conclusione si apre il secondo grado, molto simile alla situazione attuale ma con un obbligo per i giudici: Per essere abilitati al secondo grado devono occuparsi di un certo numero di cause di primo grado ed avere una percentuale di sentenze accettate dalle parti di almeno il 50%.
Il loro stipendio è composto da una paga base, una componente legata al numero dei casi di 1° grado affrontati e risolti e bonus importanti per le sentenze su cause di secondo e terzo grado.
In pratica per avere un lauto stipendio un giudice deve accedere alle cause di 2°/3° grado, quindi deve occuparsi obbligatoriamente anche di un certo numero di cause di 1° grado con sentenze motivate (e quindi accettate da entrambe le parti).
Un altro punto fondamentale per la magistratura è poter esprimere pareri (disegni di legge) o veti motivati.
Il magistrato lavora con le leggi ed è quindi la persona più indicata a proporre al parlamento una legge che riempa un vuoto normativo, corregga una incongruenza o vieti al parlamento di creare leggi in conflitto con altre.
Dovrebbe esserci un organo apposito che passi al vaglio anche le leggi ordinarie del parlamento, non solo in riferimento ala costituzione ma anche in tapporto all'esistente impianto legislativo.

CALIPSO: libertà è non essere giudicati come persone ma poter contare su una giustizia in grado di valutare le azioni, stabilire l'eventuale danno e conseguente risarcimento, stabilire le misure cautelari per impedire che il reato possa ripetersi.

MASSIMO FRANCESCHINI

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Re:RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
« Risposta #2 il: Luglio 02, 2019, 10:02:38 am »
Caro Bruno (per inciso, dovresti correttamente esplicitare il cognome), alcune cose che affermi sono interessanti ma allargano di molto l'argomento che è certamente vasto e complesso.
In questo topic intendevo affrontare solo l'aspetto più istituzionale e generale.
Sui punti per i magistrati si dovrebbe riflettere perché ci potrebbe essere il rischio che un magistrato più che applicare leggi esistenti emetta sentenze, magari condivise, che però non trovano riscontro nella legge...certamente il tema è complesso.
Anche il tema costi non è semplice ma credo che, visto che il nostro progetto prevede l'attuazione di diritti fondamentali e la sovranità finanziaria dello Stato, dovremmo considerare che i tribunali offrano i loro servigi potenziando il patrocinio gratuito per le fasce sociali più deboli, almeno finché resteranno tali.
Per gli altri i costi dovrebbero servire come dissuasione dalla tendenza di alcuni ad affrontare ogni problema della vita con i tribunali.
In ogni caso il tribunale dovrebbe operare in modo da non avere troppa disparità di mezzi fra accusa e difesa.
Tema complesso.
 
Massimo Franceschini

Antonietta Basile

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Re:RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
« Risposta #3 il: Settembre 15, 2019, 10:03:31 pm »
Art. 104. Costituzione
La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere. Il Consiglio superiore della magistratura è presieduto dal Presidente della Repubblica. Ne fanno parte di diritto il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione. Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie, e per un terzo dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio. Il Consiglio elegge un vice-presidente fra i componenti designati dal Parlamento. I membri elettivi del Consiglio durano in carica quattro anni e non sono immediatamente rieleggibili. Non possono, finché sono in carica, essere iscritti negli albi professionali, ne far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale.

Secondo me è qui che nasce l'intoppo, ovvero, come può un organo essere indipendente quando parte dei suoi membri vengono eletti dal Parlamento? Secondo me dovrebbe avvenire tutto all'interno, come fa la chiesa quando deve eleggere il Papa.
Altro problema secondo me è l'interpretazione della legge che è una cosa soggettiva, e molto probabilmente è uno dei motivi per cui quando si ha una sentenza questa poi viene ribaltata nei gradi successivi. La legge non va interpretata ma deve essere chiara, semplice e diretta. Si decide che rubare è reato? Bene, allora la legge deve dire: "rubare è reato" punto! Senza fronzoli e giri di parole, e allo stesso modo deve dire quali ne sono le conseguenze, ovvero ad esempio, vai in galera e ti fai x tempo di carcere.
« Ultima modifica: Settembre 15, 2019, 10:19:57 pm da Antonietta Basile »

MASSIMO FRANCESCHINI

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Re:RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
« Risposta #4 il: Settembre 16, 2019, 11:41:12 am »
Semplificare i testi e delegiferare è urgentissimo, in Italia abbiamo oltre 200000 leggi, molte di più della media degli altri paesi europei, ad esempio.
Qui un articolo dalla serie sui diritti umani come contributo:
https://almassimofranco.blogfree.net/?t=5772219
Riguardo all'interpretazione delle leggi in sede giudiziale il problema è anche quello relativo al fatto che i giudici se ne lavano le mani in certi ambiti e lasciano decidere ai consulenti, in buona sostanza, come spiego qui:
https://almassimofranco.blogfree.net/?t=5775352
Riguardo all'indipendenza ripeto quanto affermato all'inizio, considerando che la costituzione parla appunto di indipendenza della magistratura rispetto agli altri 2 poteri ma nell'espletamento delle sue funzioni che non deve avere intralcio dagli altri poteri.
Se invece per indipendenza intendi "indipendenza da tutto" non credo sia auspicabile, la magistratura deve seguire la costituzione e rispondere al popolo sovrano.
Ecco perché penso che l'elezione dei membri sia auspicabile.
Massimo Franceschini

Orazio di Bella

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Re:RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
« Risposta #5 il: Settembre 18, 2019, 02:19:04 am »
Semplificare i testi e delegiferare è urgentissimo, in Italia abbiamo oltre 200000 leggi, molte di più della media degli altri paesi europei, ad esempio.


E allora perché non fare una riforma che comincia con lo studio e la comparazione con le leggi di altri paesi?
Io non mi azzardo a dire molto. Mi immagino davanti a un collegio di avvocati e specialisti in diritto, ai quali io vorrei dire come migliorare il loro territorio, e non me la sento di provarci.

Me la sentirei invece a promuovere una commissione di studio fatta con specialisti che si sono distinti positivamente, per discutere le alternative per fare riforme. Una volta decisa la direzione, si procede al lavoro minuzioso.

A quanto ho letto diverse volte, nessun paese ha la quantità di leggi che ha l 'Italia. Generalmente ne hanno solo un 10%.
Io agli specialisti chiederei, se è possibile rifare le leggi e ridurle del 90%, e se non è possibile, quale è la ragione.

BrunoAlessandroBertini

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Re:RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
« Risposta #6 il: Settembre 18, 2019, 02:19:01 pm »
La semplificazione delle leggi a mio avviso passa attraverso un percorso simile al seguente:
1) Una commissione di esperti deve riunirsi ed indicare con massima serietà un numero massimo di parole/frasi che possono essere facilmente comprese e ricordate da un normale cittadino.
2) Viene di conseguenza fissato uno schema di riferimento entro il quale una legge è comprensibile senza l'obbligo di ricorrere a un esperto di legge.
3) Si pone il divieto, all'interno di una legge, di rimandare ad altre leggi. Ogni legge deve citare per intero gli obblighi e i divieti.
4) I cittadini hanno l'obbligo di conoscere e rispettare le leggi che rispettano i suddetti parametri di comprensibilità, leggi che devono inoltre essere limitate numericamente per lo stesso motivo.
Tutte le leggi che non rispettano questi parametri sono da considerare riservate ad esperti che devono obbligatoriamente essere messi a disposizione del cittadino in modo del tutto gratuito.
Loro avranno la responsabilità di consigliare quei cittadini che intraprendono attività con normative complesse.
Loro la responsabilità del primo controllo e della denuncia se il cittadino trasgredisce volontariamente la legge.
Esempio: io voglio aprire un chiosco di gelati, per farlo devo seguire una serie di leggi supplementari rispetto a un semplice cittadino.
Lo stato mi affianca quindi un tutor legale che sotto propria responsabilità mi dice che devo fare.
Se lo faccio, non ho da preoccuparmi di altro se non di preparare e vendere al meglio i miei gelati.
Quindi l'obiettivo sarebbe la costituzione più una serie di codici molto ridotti e semplici per i normali cittadini.
Il resto della normativa di uno stato deve essere considerata riservata allo Stato e a degli esperti che devono avere gli strumenti adatti a  cooperare col cittadino al fine di guidarlo attraverso le corrette procedure.
In pratica un servizio pubblico statale che alleggerisce la vita del cittadino dalla burocrazia.

Antonietta Basile

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Re:RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
« Risposta #7 il: Settembre 18, 2019, 11:31:15 pm »
Citazione
Il resto della normativa di uno stato deve essere considerata riservata allo Stato e a degli esperti che devono avere gli strumenti adatti a  cooperare col cittadino al fine di guidarlo attraverso le corrette procedure.

Ho qualche dubbio a riguardo; se si fanno delle normative riservate allo stato come potrà il cittadino capirne il funzionamento? Se non comprendono i meccanismi di funzionamento che si basano appunto sulle normative potrebbero sentirsi esclusi e di conseguenza allontanarsi ancora di più. 

BrunoAlessandroBertini

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Re:RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
« Risposta #8 il: Settembre 19, 2019, 01:56:54 pm »
Di base non dovrebbero essere fatte leggi incomprensibili al cittadino, ma riconosco che in alcuni ambiti tecnici inevitabilmente si deve ricorrere a terminologia e concetti di uso non comune.
Di certo non sono leggi di uso quotidiano e nella mia proposta il cittadino non è tenuto a conoscerle e rispettarle se non attraverso l'aiuto obbligatorio e gratuito di un esperto.
In pratica se lo Stato vuole che un cittadino rispetti una legge ha due possibilità: o la scrive in modo comprensibile a tutti in un codice limitato anche nel numero delle leggi oppure deve obbligatoriamente affiancare al cittadino un esperto che lo guidi nelle giuste procedure.
Ovviamente tutte le leggi possono essere giuste o sbagliate; se si parla di una legge comprensibile il popolo potrà facilmente accorgersene, altrimenti si dovrà sperare nella segnalazione di un tecnico o un apposito organo di controllo (come la corte costituzionale) o vigilare sugli effetti (Se ad esempio in provincia di Trapani nessuno riesce ad avere i giusti requisiti per aprire una gelateria probabilmente la legge è troppo severa e va rivista).