Autore Topic: Diritto di Famiglia  (Letto 738 volte)

Massimo Carlino

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Diritto di Famiglia
« il: Giugno 20, 2019, 10:32:59 pm »
una anomalia che andrebbe rivista, in senso costituzionale, e' la separazione ed il divorzio, con tutti i beni che  sono contenuti.
io vorrei dividerlo in 4 settori,
violenza di genere,
abusi su minori,
figli maggiorenni
ex coniugi soli.
una parte comune che indichi , ed obblighi le persone  che si trovano in queste situazioni.

Luigi Intorcia

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Re:Diritto di Famiglia
« Risposta #1 il: Giugno 21, 2019, 04:11:03 pm »
per la parte che riguarda la famiglia chiaramente occorre una costruzione sottostante. Una parte esiste ma non tutta. Se hai qualcosa perchè non la scrivi anche sinteticamente?

Mi raccomando a non dare tutta la soluzione, per ora basta solo un breve  cenno
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Luigi Intorcia

Angelo Zammuto

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Re:Diritto di Famiglia
« Risposta #2 il: Giugno 22, 2019, 01:05:07 am »
Ricordiamoci che quando si parla di divorzio ci sta una grande fetta di antidivorzisti (cattolici) che ti vengono contro. Io per esempio sono antidivorzista, ma capisco perfettamente che se esiste la legge, è necessario regolamentarla al meglio.

Per ex coniugi soli, cosa intendi?

MASSIMO FRANCESCHINI

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Re:Diritto di Famiglia
« Risposta #3 il: Giugno 22, 2019, 02:38:40 pm »
Credo che il divorzio sia una conquista del diritto e civile su cui non si possa e non si debba tornare indietro.
Migliorare è possibile, certamente, come per tutto.
Non entro nel merito della questione e degli aspetti giuridici, non sono un giurista, ma credo che politicamente occorra individuare le aree da migliorare e i contenuti filosofici e politici che sottostanno alle richieste di riforma.
Non dobbiamo quindi dimenticare di occuparci anche dell'aspetto psichiatrico e delle consulenze psicologiche a cui spesso i giudici demandano l'ultima voce in capitolo, interventi che causano troppo spesso sentenze discutibili, separazioni inopportune fra figli e genitori e altro, senza che la voce dei diretti interessati, i figli minorenni, venga presa in considerazione.
In accordo con quanto scritto nel nostro documento politico inerente alla sanità dobbiamo svolgere un'opera culturale e politica di informazione affinché il Giudice e la giurisprudenza capiscano le problematiche causate dall'aver messo in mano a "tecnici" che nulla hanno di scientifico, data l'aleatorietà delle "scienze" psicologiche e la loro immeritata "autorità", e la necessità di ridare al Giudice il suo ruolo di giudice dei giudici che oggi troppo spesso delega ad altri.
Fra l'altro è una tematica che ci distinguerebbe molto da tutti gli altri movimenti politici. 

Massimo Carlino

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Re:Diritto di Famiglia
« Risposta #4 il: Giugno 27, 2019, 06:32:48 pm »
Ricordiamoci che quando si parla di divorzio ci sta una grande fetta di antidivorzisti (cattolici) che ti vengono contro. Io per esempio sono antidivorzista, ma capisco perfettamente che se esiste la legge, è necessario regolamentarla al meglio.

Per ex coniugi soli, cosa intendi?
   Primo Punto: essendo una legge dello stato, purtroppo anche gli anti divorzisti, ci finiscono impigliati; per cui bisogna  cercare di capire se la separazione e' dovuta a "capriccio" o se ha fondamenta, e comunque se una volta era "disonorevole" separarsi e divorziare, oggi siamo al punto opposto, troppa facilita' nella denuncia (senza accertamenti) e nell'allontanamento di un  componente della famiglia.

Secondo Punto per ex coniug soli, intendo quelle persone che  si separano dopo i 60 anni; che hanno gia' realizzato tutto o quasi nella loro vita, ma che si separano comunque. (figli gia' sposati, e/o maggiorenni single)

Massimo Carlino

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Re:Diritto di Famiglia
« Risposta #5 il: Giugno 27, 2019, 06:37:57 pm »
Credo che il divorzio sia una conquista del diritto e civile su cui non si possa e non si debba tornare indietro.
Migliorare è possibile, certamente, come per tutto.
Non entro nel merito della questione e degli aspetti giuridici, non sono un giurista, ma credo che politicamente occorra individuare le aree da migliorare e i contenuti filosofici e politici che sottostanno alle richieste di riforma.
Non dobbiamo quindi dimenticare di occuparci anche dell'aspetto psichiatrico e delle consulenze psicologiche a cui spesso i giudici demandano l'ultima voce in capitolo, interventi che causano troppo spesso sentenze discutibili, separazioni inopportune fra figli e genitori e altro, senza che la voce dei diretti interessati, i figli minorenni, venga presa in considerazione.
In accordo con quanto scritto nel nostro documento politico inerente alla sanità dobbiamo svolgere un'opera culturale e politica di informazione affinché il Giudice e la giurisprudenza capiscano le problematiche causate dall'aver messo in mano a "tecnici" che nulla hanno di scientifico, data l'aleatorietà delle "scienze" psicologiche e la loro immeritata "autorità", e la necessità di ridare al Giudice il suo ruolo di giudice dei giudici che oggi troppo spesso delega ad altri.
Fra l'altro è una tematica che ci distinguerebbe molto da tutti gli altri movimenti politici.

infatti, vorrei separare le questioni, se ci sono problemi  sanitari prima, non e' che si risolvono con la separazione.
 i figli minorenni andrebbero sentiti  dai giudici  ne piu' ne meno di come un adulto, in separata sede, e da li chiedere se c'e bisogno di utilizzare le CTU e/o i servizi sociali.  ( 50 anni fa come si risolvevano le cose?)

MASSIMO FRANCESCHINI

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Re:Diritto di Famiglia
« Risposta #6 il: Giugno 28, 2019, 01:15:27 pm »
Il problema è ben più grave di separare eventuali "problemi sanitari": è il Giudice che deve riprendersi in mano il suo ruolo di Giudice dei Giudici che oggi demanda a psicologi e psichiatri a etichettare e gestire problemi che spesso non hanno nulla di sanitario ma che vengono appesantiti e distorti da questa pretesa di etichettare e medicalizzare i comportamenti.
I comportamenti o sono leciti, o sono reati, punto.
Le antiscientifiche psico-pretese lasciamole a chi ha voglia di spendere i suoi soldi per far controllare la sua vita da altri.
Consiglio di leggere qui:
https://sovranitapopolare.net/forum/index.php?topic=13.0

MASSIMO FRANCESCHINI

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Re:Diritto di Famiglia
« Risposta #7 il: Luglio 01, 2019, 03:28:34 pm »
Per completare il discorso consiglio di leggere anche questo, relativo al Diritto Umano alla famiglia, il numero 16:
https://www.attivismo.info/i-diritti-umani-e-lo-stato-della-civilta-articolo-16-famiglia-un-terreno-per-troppe-guerre/

Da questo articolo vorrei mettere in particolare evidenza questi passaggi, che evidenziano la complessità dei problemi relativi alla famiglia:

Due ultime osservazioni riguardanti il primo comma, in relazione alla possibilità di scioglimento del matrimonio: la prima è che i Diritti Umani dimostravano di essere più avanti dei tempi, almeno per alcuni Stati, dato che sono stai ufficializzati nel 1948.

La seconda osservazione è un auspicio: l’istituto del divorzio dovrebbe essere riformato in modo da garantire maggiormente i minori, coinvolgendoli nel cambiamento: il giudice tende a non chiamarli in causa, a non ascoltare la loro voce perché ritenuti, evidentemente, inaffidabili e/o “incapaci di intendere e volere”, solo per il fatto di essere minorenni.

Una prassi che stride con la dignità che i Diritti Umani attribuiscono ad ogni individuo, indipendentemente da qualsiasi sua particolare condizione: il figlio è comunque coinvolto e “succube” delle decisioni di un tribunale, che appare spesso “inconsapevole” del risultato delle sue determinazioni.

A questo proposito, non si può non criticare la prassi generalizzata da parte del giudice di avvalersi di “perizie” di psichiatri ed assistenti sociali, che spesso portano a decisioni “violente”, incomprensibili o “stranamente” giustificate, che niente hanno di “scientifico” o, semplicemente, di “umano”: figli e famiglie sono alla mercé di “consulenti” al quale il giudice delega, di fatto e troppo spesso, il ruolo ultimo che gli spetta: quello di “Perito dei Periti”, che dovrebbe “indossare” con molta più frequenza.

Sarebbe auspicabile che la giurisprudenza accolga definitivamente le osservazioni, riserve e denunce che giungono dal mondo della cultura e dei comitati che operano per la difesa ed il rispetto dei Diritti Umani nel campo del mentale e del familiare.

Occorre definitivamente spezzare quella che un’importante figura del mondo pedagogico italiano, la Dott.ssa Palmieri, ha recentemente definito “filiera diagnostica psichiatrica”: fatta di segnalazioni e valutazioni psichiatriche soggettive su bambini e genitori.

Valutare ed incasellare persone e comportamenti in parametri “psicometrici” di dubbio valore culturale, “filosofico” e scientifico, è una prassi che dovrebbe essere sempre più messa in discussione dal mondo della cultura, della medicina e dalla giurisprudenza.

Riguardo la reale attuazione dei Diritti Umani, considerando un’ottica più generale, è il comma 3 a rivestire il ruolo di maggiore importanza: nelle ultime decine di anni l’istituto della famiglia è stato, di fatto, sempre meno difeso e sempre più soggetto a molteplici “attacchi” di varia natura.

Il primo e più evidente è quello che ha a che fare con le condizioni economiche dei coniugi: l’odierna economia globalizzata in mano a soggetti privati più potenti degli Stati nazionali, ostacola di fatto la formazione di nuclei familiari e la nascita di figli: il calo del potere d’acquisto degli stipendi e la diminuzione dei diritti nel mondo del lavoro, rendono il matrimonio un vero “lusso” che sempre meno persone possono permettersi.

Questo fenomeno crea una contrazione delle nascite nei paesi più industrializzati che, inoltre, “giustifica” lo sradicamento di mano d’opera a basso costo da paesi del sud del globo: una deportazione drammatica e immorale, da qualsiasi punto di vista.

Oltre alla riduzione delle nascite, abbiamo tutta una serie di problemi derivanti dal complessivo peggioramento delle condizioni economiche, che investe la qualità della vita e dei rapporti fra coniugi costretti a dare sempre meno tempo alla famiglia.

Il sommarsi di queste situazioni sta causando il drammatico aumento dei divorzi ed il contemporaneo calo dei matrimoni.

Lo “stress di sopravvivenza” dell’uomo moderno sta così uccidendo la sua integrità, i suoi rapporti sociali e familiari, la bellezza del vivere e del creare una famiglia.

Tale “stress” è, oltre a quanto sin qui espresso, amplificato da tutta una cultura che, apparentemente dedita alla protezione ed all’ampliamento dei diritti individuali, favorisce una visione consumista ed edonista della vita e dei rapporti personali, che insinua e determina, da varie angolazioni, un sostanziale inasprimento del rapporto fra i sessi, spesso una guerra vera e propria, che di fatto distrugge la famiglia.

Sono questi i frutti di una cultura materialista e irresponsabile, che partiva inizialmente da un “determinismo biologico” per giustificare gli aspetti e gli stereotipi comportamentali uomo/donna (uomo, padrone/cacciatore-infedele, donna, sottomessa/casalinga) per passare ad un capovolgimento/equiparazione di ruoli/difetti, fino ad arrivare all’odierna e pressoché totale pretesa di annullamento delle differenze che sta sfociando, addirittura, in proposte legislative che permetterebbero ad una persona di potersi “autodefinire” sessualmente in base alla sua “auto percezione” relativa al “genere” di appartenenza.

Sul tema della sessualità e del “genere” – un termine “ideologico” che esula dalla realtà biologica dei due sessi maschio/femmina – si sta giocando un’altra “guerra”, che rischia di distruggere del tutto la famiglia.

Molti sono gli approcci culturali alla questione, ognuno ha delle ragioni che però dovrebbero essere secondarie a quelle dei Diritti Umani, cioè alla salvaguardia della libertà, della dignità e della responsabilità di ogni essere umano rispetto a se stesso, al suo prossimo ed alla sua comunità.

Dobbiamo perciò trovare “soluzioni” che spingano le libertà più avanti possibile, nel diritto, ma non così “avanti” da causare un “deterioramento” dell’uomo, della famiglia e della sua componente più debole, i bambini, e dell’intera comunità.

Riguardo all’omosessualità ed alla pretesa transgender non si può non ribadire che ogni visione intollerante da un lato, o ultra permissiva dall’altro, creano ingiustizie e violazioni della dignità e dell’integrità psico-biologica della persona (a tal proposito consiglio di leggere questo articolo più approfondito sul tema:
https://almassimofranco.blogfree.net/?t=5827218).

La via mediana da seguire, se teniamo ai Diritti Umani, sarebbe quella di non impedire la formazione di famiglie composte da omosessuali da un lato, impedire pratiche eugenetiche riguardo la procreazione, o la pratica della cosiddetta “maternità surrogata” che riguarda anche coppie eterosessuali, dall’altro.

A questo si dovrebbe aggiungere una completa liberalizzazione delle adozioni per ogni tipologia familiare, anche omosessuale.

La ragione di queste scelte è presto detta: da una parte non c’è ragione, da qualsiasi punto di vista si voglia guardare la questione, che dimostri l’illiceità filosofico-giuridico-scientifica nel formarsi di una famiglia omosessuale: anche se nettamente minoritaria, in natura l’omosessualità esiste e non è dovuta a fattori biologici o genetici. Addirittura nel mondo animale vediamo femmine prendersi cura di cuccioli di razze diverse, una testimonianza del fatto che la “vita” è forza di portata straordinaria.

Altro discorso sarebbe da fare per la “pretesa” di una coppia omosessuale di procurarsi un figlio per mezzo della tecnica, coinvolgendo la vita di una terza persona.

Per non contribuire ad abbattere completamente tutte le barriere etiche alla già dilagante invadenza della tecnica in ogni ambito umano, gli omosessuali – ma anche gli etero impossibilitati ad avere figli –  dovrebbero “farsi una ragione” della loro condizione, e non pretendere di violare limiti naturali ed etici: ridurre la genitorialità ad un’opzione programmabile in provetta da inserire in un corpo estraneo alla famiglia non migliora i Diritti dell’Uomo, ma abbassa la maternità a condizione artificiale e mercificata.

Il fenomeno della modernità chiamato “perdita dei valori” si è quindi materializzato anche in questo campo, con la pretesa di dare più “diritti” possibili a tutti, arrivando a legittimare prassi “bioeticamente discutibili”, solo perché permesse dalla tecnica.

D’altro canto, si continua a rendere difficile, lento e dispendioso l’istituto dell’adozione, un vero e proprio business, che continua a sottostare a prassi e giudizi di “esperti”, gli inaffidabili psichiatri ed assistenti sociali di cui sopra, senza capire il dato che dovrebbe prevalere su ogni altro: ogni giorno senza una famiglia in cui crescere è un giorno di vita “a metà”.
« Ultima modifica: Luglio 02, 2019, 09:38:45 am da MASSIMO FRANCESCHINI »

BrunoAlessandroBertini

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Re:Diritto di Famiglia
« Risposta #8 il: Luglio 01, 2019, 08:05:44 pm »
E' un argomento molto divisivo.
Importante ma secondario, per me, nella definizione di un partito che deve governare.
Queste cose vanno lasciate alla sensibilità degli eletti o decise con referendum.
Ovviamente se ne può parlare ma credo sia impossibile stabilire una verità univoca.

MASSIMO FRANCESCHINI

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Re:Diritto di Famiglia
« Risposta #9 il: Luglio 02, 2019, 09:43:28 am »
Se pensassimo di avere in tasca la "verità" saremmo supponenti, oltreché democraticamente pericolosi.
In politica non abbiamo bisogno di verità ma di posizioni chiare e riconoscibili.
Ciò che ho scritto è un tentativo di coniugare vari punti di vista alla luce dei Diritti dell'Uomo, nel modo che a me pare più responsabile e capace di coniugare le libertà, le dignità e le responsabilità, individuali e collettive.

Massimo Carlino

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Re:Diritto di Famiglia
« Risposta #10 il: Luglio 07, 2019, 10:50:26 am »
Fatta l'Italia , bisogna fare gli Italiani.
i Giudici che decidono sul "piu' debole" a scapito del Piu' "fortunato" ,
non e' come la capacita' contributiva  della persona fisica;
anzi spesso viene mischiato,
Acquistare un bene al 50% e' di gia' per se un regalo, dove per anni in 2 se non di piu' devono contribuire per accrescere il proprio benessere.
quando questo viene meno, che tipo di soluzione e' adottabile, per cui i soggetti sono in lotta psicologica?
La via piu' giusta potrebbe essere la vendita del bene, tale che  ognuno possa riprendere la strada per la ricerca del proprio benessere,
ma  attualmente le cose non sono cosi'!

Antonietta Basile

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Re:Diritto di Famiglia
« Risposta #11 il: Settembre 07, 2019, 07:50:05 pm »
Dal momento che si parla di diritto di famiglia voglio evidenziare quanto segue:

Art. 29. Costituzione

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.

Non sono ne una costituzionalista ne una giurista ma credo che non sia necessario dal momento che l'articolo parla chiaro; questo vuol dire che tutte le altre forme di unione legalizzate nel tempo diverse appunto dal matrimonio sono incostituzionali. (coppie di fatto)
Invece paradossalmente potrebbero essere costituzionali i matrimoni dello stesso sesso in quanto nulla specifica a riguardo.

Altra cosa: riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.[/b]
questo vuol dire che tutte quelle persone che hanno una relazione con qualcuno senza essere sposati e hanno figli non sono costituzionalmente una famiglia? Perché è questo che capisco, se è così secondo me una correzione andrebbe fatta.


« Ultima modifica: Settembre 08, 2019, 01:17:12 pm da Antonietta Basile »