Autore Topic: "Programma Politico Comune"  (Letto 5327 volte)

Luigi Intorcia

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"Programma Politico Comune"
« il: Ottobre 16, 2019, 06:00:09 pm »
a cura di GIOVANNI TOMEI

L'affermazione rappresenta l'ipotesi politica su cui è concentrata l'azione del “Partito Sovranità Popolare”, incentrata sulla velocità e l’efficacia di una piattaforma digitale, aperta alla partecipazione dei cittadini italiani e loro organismi, per lo sviluppo di un lavoro comune del capitale umano disponibile, che produca la formazione responsabile del consenso, non ad un partito politico, ma ai contenuti del lavoro svolto assieme, rappresentato dal "Programma Politico Comune", da sottoporre alla condivisione dell'intera comunità nazionale.
La prospettiva politica da cogliere è duplice:
1. Determinare “l’ambiente” più produttivo possibile, attraverso la “Piattaforma Digitale del Popolo Italiano”, che si configuri come infrastruttura di base; “Nodo” di servizi interni alla comunità nazionale e di servizi di interoperabilità tra “Nodi” proprietari diversi, accogliendo la logica decentrata dell’architettura della Rete Internet e assumendo in pieno il significato essenziale dell’innovazione digitale “open”, anche ai fini della sicurezza, del controllo e della proprietà dei “deep data”.
Una dimensione di connettività “logica”, orientata ai servizi, aperti alla interazione dinamica con altrettanti “Nodi”, per esempio, tra Paesi europei, con l’obiettivo di arrivare ad una standardizzazione dei servizi comuni tra cittadini europei, utilizzando la Comunità Italiana per la costruzione dei requisiti standard da adottare.
L’obiettivo primario è quello di introdurre nella politica nazionale e poi europea, una nuova forma di democrazia diretta, come democrazia partecipata dal popolo in tempo reale, da rendere disponibile alla democrazia rappresentativa, per conoscere il parere dei cittadini su questioni rilevanti d’interesse comune.
2. Fissare l’obiettivo da raggiungere, nel “Governo del Popolo”, attraverso l’assunzione obbligata del “Programma Politico Comune”, da parte dei concittadini che lo hanno realizzato e/o condiviso e che concorreranno a formare la “Lista Civica Nazionale”, per partecipare alle prossime elezioni politiche per la formazione del Parlamento nazionale.
Il modello consiste nell’uso degli strumenti operativi presenti sulla “Piattaforma Digitale del Popolo Italiano”, in cui la disponibilità del servizio di “voto digitale”, per l’ambito che stiamo trattando, permetterà, sia di certificare la partecipazione di un nostro concittadino come eleggibile, che di certificare la sua assunzione dell’obbligo di osservare il “Programma Politico Comune”, in caso risultasse tra gli eletti al Parlamento della Repubblica Italiana e facesse parte della maggioranza.
Si consideri come tutto questo comporti che il “Programma Politico Comune”, dovrà contenere almeno due aspetti legislativi fondamentali da realizzare:
A) Il ruolo giuridico della democrazia partecipativa, come nuova forma di democrazia diretta che si introduce nella forma di Governo;
B) L’introduzione dell’istituto della “Revoca”, per inadempienza sull’obbligo assunto di concorrere a realizzare il “Programma Politico Comune”, avendone il diritto per funzione pubblica esercitata.
Le due leggi sono in relazione tra loro nel caso specifico della “Revoca”.
L’impianto generale che propone il Partito Sovranità Popolare, che per inciso rappresenta un invito a tutti i movimenti nati a difesa della Costituzione e che si rifanno alla volontà popolare per una finalità politica di equilibrio generale, di comprendere con la ragione, mettendo da parte il cuore per un attimo, di essere fuori gioco e senza poteri reali, rispetto al potere della partitocrazia di turno al governo del Paese, tranne uno: la Sovranità Popolare, per Costituzione.
Sia sufficiente l’assunzione di questa realtà effettiva, per dotarsi dell’umiltà necessaria per concepire che l’irrilevanza cui siamo costretti come popolo, uniformato sulle mancanze subite a causa del dominio della partitocrazia sullo Stato, contiene in sé un cambio di fase possibile, comprendendo che la somma delle irrilevanze tra noi del popolo, sovrano per Costituzione, costituisce la rilevanza più significativa per inverare un nuovo paradigma politico che possa comportare il “Governo del Popolo”, sul motto “contiamoci per contare”.
Si tratta di prospettare un nuovo modo di concepire la sussidiarietà tra Stato e Comunità, introducendo un nuovo concetto di autonomia nei due ambiti, in cui lo Stato detta le regole, predispone l’ambiente più favorevole possibile allo sviluppo responsabile e sostenibile della società civile, tra impresa; lavoro; welfare e politiche della famiglia; istruzione e ricerca; ambiente e sanità; cultura; sicurezza, determinando sia le forme di controllo, che di pena per i cittadini inadempienti, in modo da favorire al meglio l’autonomo sviluppo civile ed economico della comunità nazionale, rinnovando un clima perduto di fiducia reciproca.
La proposta del Partito Sovranità Popolare, tratta, poi in profondità, le relazioni economiche e finanziarie sul piano del mercato domestico tra lavoro, imprese, consumi, lato Comunità, e tra fiscalità, debito pubblico, investimenti pubblici, lato Stato, tra burocrazia e metodologie contabili da rinnovare, rendendo disponibile lo studio di “Ecologia Economica”, dal nome “Energie in Comune”. Il modello tratta la dimensione della moneta digitale e dei metodi digitali di pagamento, tra Euro e Valute virtuali, approfondendo il tema già accennato, del significato di “Open” nella dimensione attuale e prospettica dell’innovazione come strumento di democrazia digitale.
Il metodo adottato, fonda le sue prerogative sulla conoscenza del quadro di riferimento complessivo tra Europa e resto del Mondo, accettando i vincoli della finanza globale, come interpretazione tra ideali e possibilità di realizzarli per fasi conseguenti.
L'auspicio è rendere effettivo e visibile un reale e operoso cammino comune di Popolo, sovrano per Costituzione, segnato dalla velocità e dall'efficacia delle azioni comuni da intraprendere. Firmato: Uno del Partito Sovranità Popolare.


GIOVANNI TOMEI
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Luigi Intorcia

BrunoAlessandroBertini

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Re:"Programma Politico Comune"
« Risposta #1 il: Ottobre 16, 2019, 09:07:53 pm »
Scrivo una risposta sincera, scusatemi se è ingenua ma voglio rappresentare il mio personale stato d'animo.
E' evidente che c'è un progetto studiato probabilmente per anni e ben delineato nella mente di chi l'ha sviluppato.
La determinazione e la fiducia che leggo in alcuni passaggi riesce ad esaltare anche me, anche se a dire il vero sto solo facendo ipotesi e ad oggi non credo che chi si avvicina al progetto possa realmente capirci qualcosa.
Lo ritengo normale per qualsiasi cosa complessa.
Se anche le idee di base e la teoria sono semplici poi, quando si passa alla realizzazione pratica, ci sono infiniti aspetti da considerare.
Io che oggi partecipo volentieri sono impaziente di vedere come si svilupperà nel concreto, curioso, forse un po' troppo critico a volte, ma mi serve per dare il mio contributo migliorativo.
In questo panorama politico fatto di tante parole vuote è straordinario poter assistere a progetti come questi.

Dino Caliman

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Re:"Programma Politico Comune"
« Risposta #2 il: Ottobre 17, 2019, 11:17:49 am »
Se uno che riesce a dialogare sulla meccanica quantistica, espone la tua sorpresa, chissà chi fa fatica a capire il filosofo Diego Fusaro. Eppure quel pensiero è traslato nel sistema democratico,con l'uso che una volta era considerata meccanizzazione dei sistemi contabili. In effetti è molto di più. Si integra la necessaria comunicazione con le dinamiche necessarie allo svolgimento della partecipazione. Della traduzione in realtà delle aspettative che emergono dalle realtà attualmente esistente in ogni famiglia. Abbiamo un vantaggio, dopo le sofferenze derivanti dal cambiamento anche culturale, imposto dal sistema in questi ultimi 10 anni, ora sappiamo il valore insito anche solo della sovranità monetaria, del valore assegnato alla moneta da chi la accetta, che è risultato stupido chiedere in prestito monete all'esterno del ns ambiente chiuso nazionale, che i futuri governi se non fanno in fretta a correre ai ripari, dovranno assistere impotenti-legge del contrappasso di chi afferma che i governi non si illudano di condizionare i mercati- alla creazione di circuiti monetari cartacei locali di loro proprietà, il cui valore è garantito dal loro lavoro. Sistemi rapidi efficienti non avendo bisogno di sovrastrutture ridondanti rumori inutili. Tutto il resto viene di conseguenza alle nostre volontà costruttive possibili in ogni periodo storico. Nemmeno in un sistema comunista era possibile pretendere che la gente lavorasse, si deve solo creare le condizioni di poter lavorare con la soddisfazione derivante dal piacere di chi lavora. Non come nel giogo attuale.