Autore Topic: Le associazioni di volontariato sono un grosso male per un paese evoluto.  (Letto 36 volte)

BrunoAlessandroBertini

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La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni.
Questo mi ripeteva mia madre quando ero piccolo.
E l'intenzione di fare del bene non è mai sufficiente a ottenere un buon risultato, anzi, senza la massima attenzione si può provocare più male che bene.
Esistono persone senza scrupoli che sfruttano la nostra buona fede per renderci complici dei loro piani criminali.
Perché sostengo che le associazioni di volontariato sono nocive alla società?
Attenzione: non mi riferisco alle ONG ma proprio alle associazioni benefiche di qualunque tipo che operano nel sociale senza chiedere alcun compenso.
La cosa più grave è proprio l'idea che l'azione sociale, quella che non genera un profitto, non generi neppure un lavoro che possa essere retribuito.
E' stato uno dei concetti con cui ci hanno ingannato alla grande e attraverso cui tutt'oggi sostengono le tesi del debito pubblico cattivo e insostenibile.
Esistono una infinità di LAVORI socialmente utili che non danno profitto, e quindi sono inadatti per fare bussines privato.
Questo è normale ed è proprio per questo che esiste uno stato con le sue infrastrutture.
Lo stato è quell'ente che dai lavori socialmente utili guadagna più del denaro che costano.
Per fare un esempio: se un'azienda privata fa un ponte stradale gratis e non ci mette un casello perde un sacco di soldi.
Se lo Stato fa un ponte gratis e non ci mette un casello guadagna un ponte.
Quindi l'unico soggetto che ha una convenienza nel realizzare opere sociali è lo Stato.
Altro punto fondamentale: il LAVORO con fine sociale è uno dei più nobili e deve essere lautamente retribuito.
Non esiste che chi assiste i senza tetto debba farlo gratis, anche perché non potrà mai farlo in modo efficace come chi è pagato (e controllato) per farlo.
Le associazioni di volontariato si sostituiscono allo stato, creando una serie di disservizi e disagi.
Faccio un altro esempio: mettiamo il caso che ci siano dei terreni pubblici da bonificare.
Se lo fa lo stato deve spendere dei soldi, che potrebbe ottenere gratis stampandoli in modo corretto, ma arriva un privato e dice: "lo faccio io gratis con un'associazione di volontari".
Ricordiamo che i privati hanno sempre il fine di ottenere un guadagno sul lavoro svolto, e se non ce l'hanno sono inefficaci e non comparabili con un intervento diretto dello Stato.
Quindi un privato che si offre volontario ha intenzione di investire per poi passare all'incasso.
In primo luogo prende il controllo dell'attività (con possibili truffe e illeciti, tipo sotterrare altri rifiuti invece che toglierli) oppure punta al monopolio del settore (quando lo Stato non è più in grado di bonificare i terreni con le proprie forze sarà costretto a rivolgersi al privato, anche se il costo sarà maggiore di un intervento diretto).
Poi col tempo, questa truffa che lo Stato non può occuparsi di LAVORI socialmente utili perché non danno profitto si aggrava fino all'assurdo.
Le società di "volontariato" piano piano, per raggiungere la stessa efficienza dllo stato, cominciano a chiedere soldi, sussidi, convenzioni, comodati d'uso, e lo Stato non può in molti casi rifiutarsi.
Lo Stato guarda al costo del servizio, che lui non è più in grado di offrire, e se affidarlo a una ditta esterna costa meno che rimettere in piedi un proprio settore dedicato allora si piega al ricatto e paga.
Dall'altra parte queste grandi ONLUS, ONG, ecc. possono continuare a chiedere donazioni ai privati che così pagano tasse e imposte allo stato, convinti di averne in cambio un servizio che  poi pagano una seconda volta con le donazioni.
Donazioni che spesso arrivano anche dalla malavita o da imprenditori senza scrupoli che intendono avvantaggiarsi nella gestione di settori strategici, che fanno bussines sulle nostre spalle (quel che lo Stato non potrebbe fare).
Abbiamo quindi lavoratori "volontari" spesso sottopagati.
Uno Stato estromesso dalla propria attività principale di autofinanziare a interessi 0 e senza profitto privato opere e servizi pubblici.
Aziende private con enormi privilegi che operano in settori strategici e essenziali, tanto che possono ricattare lo Stato utilizzando l'inderogabilità di un servizio pubblico (vedi soccorso migranti da parte ONG).
Concludendo: il volontariato è un'attività personale, limitata a un piccolo gruppo e a un territorio ristretto, tutto ciò che va oltre questo e assume dimensioni di impresa deve essere svolto come un lavoro pienamente retribuito, e non portando profitto privato deve essere svolto direttamente dallo Stato che necessariamente sovrano della propria moneta è in grado di convertire il risultato di questo lavoro in soldi con cui auto-finanziarsi a costo 0 per altre opere pubbliche.
Per quanto sia scioccante, un modo per rompere questo gioco perverso, può passare anche dall'interrompere qualunque donazioni pubbliche e private ad associazioni di volontariato, nazionalizzando poi le competenze e le strutture per ridare allo Stato il controllo delle attività che gli spettano per natura.

Antonietta Basile

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Re:Le associazioni di volontariato sono un grosso male per un paese evoluto.
« Risposta #1 il: Ottobre 13, 2019, 05:34:52 pm »
Quelli di cui parli, se si va a studiare e approfondire, hanno sempre interessi che a volte possono essere diversi da quelli economici anche se resta il principale. Sul fatto che le associazioni di volontariato si sostituiscono allo stato, verissimo! E questo lo vediamo quotidianamente con le continue pubblicità in cui si chiedono donazioni per qualunque cosa, incluso scuole e ospedali. Questo vuol dire che il settore pubblico sta scaricando sempre di più le proprie responsabilità su noi cittadini; come se non bastassero le tasse che paghiamo e da cui in cambio riceviamo poco e niente. Condivido in pieno che lo Stato torni a fare il suo dovere.