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Discussioni generali / Re:Token
« Ultimo post da Massimo Sernesi il Oggi alle 12:41:32 am »
Il problema non é il token, che puó essere anche fisico e non centrare niente con le cryptovalute.
Il problema é la riconversione in Euro, che in certi eventi non ti fanno fare (ho sentito la stessa critica per i beach party di Jovanotti).

Per le criptovalute il discorso é assai diverso, perché di solito queste sono scambiabili sul mercato, che peró ha oscillazioni anche molto forti (in positivo o in negativo).

Per quello che c'é dietro al denaro: la veritá é che dopo Bretton Woods dietro al denaro non c'é niente. Non é piú vero che se vai alla Banca d'Italia coi tuoi soldi ti danno in cambio l'oro (e l'Italia ha la terza riserva d'oro del mondo, ancora oggi).
È vero che teoricamente il VALORE della moneta dipende dall'economia dello stato, ma é un valore SEMPRE relativo, relativo alle altre monete, comprese le crypto.

Quello che conta é cosa ci puoi comprare con il tuo denaro.
Tu dirai: cosa ci compro con un bitcoin. Bhe, immagina di averne comprato uno anni fa, quando valeva 1€ e di ritrovare per caso la chiave di accesso al tuo conto.
Ora quel bitcoin vale piú di 8000€ e lo puoi convertire in euro e fartelo arrivare sul conto paypal in pochi minuti (per farteli arrivare sul conto in banca ci vuole qualche giorno).

Senza arrivare a questi estremi, io per andare a Roma e comprare il biglietto flixbus dovevo caricare il mio conto paypal e per caricarlo via bonifico mi ci voleva qualche giorno.
Come ho fatto? Ho convertito un po' di crypto che avevo, alcune avute anche gratis, e in pochi minuti ho preso il biglietto.
Alcune hanno perso valore rispetto a quando le ho comprate, ma comunque valgono piú di zero.
D'altra parte se dovessi andare negli USA dovrei preoccuparmi di quando acquistare i dollari, perché il loro valore cambia nel tempo. Ma in rapporto ai miei Euro.

Altro problema: in India di punto in bianco hanno messo fuori corso alcune banconote, chi le aveva le doveva convertire in fretta altrimenti valevano zero.
Dici che é perché é l'India? Che succede se trovi un bel po' di Lire per la casa? E un domani se metteranno fuori corso qualche banconota? O se vieteranno del tutto l'uso del contante?

È vero che i token non li puoi cambiare, ma metti che diventano oggetti da collezione? Un domani potrebbero avere un valore anche superiore a quello che gli hai pagati.
Il valore delle cose, oggi come oggi, lo fanno i mercati. Punto.




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Discussioni generali / Re:Token
« Ultimo post da BrunoAlessandroBertini il Ottobre 14, 2019, 07:38:39 pm »
OT: Su questo argomento partiamo da punti talmente distanti che dovremmo parlarne tra noi per mesi prima di capire che non siamo poi così distanti, per chi legge vorrei però usare una metafora per proporre una chiave di interpretazione.
C'è chi vede il mondo rosso: tutte le cose sono rosse, anche quelle rosa o viola, sono solo sfumature di rosso e se c'è qualcosa che rosso non è lo si cambia, lo si vernicia, convinti che il colore possa cambiare la sua natura.
C'è chi vede tutto blu, allo stesso modo, fa le stesse cose, ma si considera diversissimo dai rossi.
Sono comportamenti infantili, spesso ridicoli, da tifoseria, e hanno rovinato la politica radicandosi per anni nel contesto italiano.
Chi è schifato da tutto ciò può rinnegare i colori: non è tutto rosso, blu, giallo.
E' inutile guardare al colore ma serve guardare la sostanza che sta sotto.
E' un modo per superare le ideologie, ma io non voglio ritrovarmi a guardare un mondo dove i colori non esistono.
Io non rinnego le ideologie, esistono, e messe nel posto giusto sono anche belle.
La questione è tutta lì, non bisogna imporle, non serve pitturare di rosso le cose blu o di blu le cose rosse.
Bisogna solo riconoscerle per quel che sono coi loro limiti.
Il comunismo, il fascismo, le religioni sono tutte disgrazie dal momento che diventano "ismi" che vogliono prevalere.
Si può quindi essere contro tutte le ideologie o pensare che ognuna rappresenti solo una parte del quadro generale.
Se ho parlato di comunismo è perché una parte del meccanismo sociale che  ritengo corretto è comunista, ma ha bisogno anche di altre componenti che oggi sono identificate col capitalismo o l'etica e la spiritualità delle religioni e ci sta anche un'anima ecologista.
E' la giusta misura di tutte le componenti a dare il risultato, e per dosarle correttamente è importante imparare a riconoscerle.
Sulle criptovalute auspico solo che ne nasca una di proprietà del popolo e comunque sia non credo possibile separare il valore del denaro da quello dei beni che rappresenta.
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Discussioni generali / Re:Token
« Ultimo post da Luigi Intorcia il Ottobre 14, 2019, 04:31:37 pm »
Ne parlerò da ignorante, volutamente ignorante, perché li valuto una truffa.
Semplicemente perché complicano una cosa semplice, per buttarci fumo negli occhi e sfilarci soldi dal portafoglio.
Per chi volesse capire di più: https://www.blockchain4innovation.it/esperti/ico-initial-coin-offering-ricostruzione-giuridica-del-fenomeno/
Ma si tratta di immensi giri di parole per togliere alle persone normali la capacità di gestire la semplice economia quotidiana.
Finita questa premessa il post nasce da una visita fatta all'"Airshow" di Milano Linate di cui ho fatto in resoconto in questo post: https://www.partecipami.it/infodiscs/view/36467?fbclid=IwAR0GEFNPvnUr93sgf_J1Wy3t6Dd64zunutYHsLXthn4gNdZBJ3K1JjPvMRg
In pratica, come in molte altre manifestazioni, è venuto di moda l'utilizzo dei token.
In pratica si convertono euro sonanti in questa moneta parallela truffaldina per poi utilizzarli per fare acquisti.
Ormai le monete parallele le fanno cani e porci, ma non lo Stato.
Lo Stato non può perché NON sarebbe una truffa: dovrebbe risponderne obbligatoriamente garantendone il valore coi beni di tutti in pratica sarebbe una moneta più valida dell'euro stesso) e quindi tutti i truffatori del mondo hanno lo scopo di impedirlo.
Torniamo ai token-truffa.
In pratica vedi un panino che ti piace ma non puoi comprarlo con gli euro, li devi convertire in questi bollini alternativi.
Ovviamente il panino costa 3 token e la conversione minima sono tipo 10 token per 10 euro.
Quindi già ti spingono a comprare di più, e se anche compri 3 panini ti avanza sempre un token che ovviamente nessuno ti rimborsa e vale zero assoluto.
E già qui è la prima truffa ma non l'unica.
Hai preso i tuoi token in cassa e ti dirigi dal paninaro ma trovi una coda di  un chilometro.
Normalmente potresti scegliere di rinunciare e andare al ristorante o a un supermercato, ma una volta convertiti i tuoi euro non puoi più spenderli altrove.
Se c'è una fila di due ore te la fai, se poi hanno finito il panino che volevi prendere te ne pigli un'altro e stai zitto perché ormai sei vincolato a spendere i tuoi soldi, anzi, i loro soldi esclusivamente da loro.
Questo accade perché non usi soldi tuoi ma di altri.
Non sei proprietario dei token che tieni in mano.
I tuoi soldi sono già nelle casse degli organizzatori che possono già spenderli a pieno titolo, come vogliono, mentre tu hai in mano i loro soldi che puoi spendere solo come vogliono loro.

La proprietà privata e la sovranità monetaria:

Ho letto recentemente una opinione che sosteneva come la sovranità monetaria non sia contemplata nella nostra costituzione ma ritengo sia invece falso affermarlo.
A chi appartengono i soldi?
Ritengo che per loro natura siano un bene dello Stato poiché rappresentino un bene dello Stato.
I soldi sono garantiti da un bene pubblico, un manufatto o un territorio.
Può sorprenderci pensare che i soldi che abbiamo in tasca non siano davvero nostri o che casa nostra sia un bene dello Stato ma nei fatti è così.
Ad esempio, se io possedessi un terreno al confine con la Francia elo vendessi a un francese questo diventerebbe territorio francese?
No, resterebbe territorio italiano.
Quel territorio, prima che mio, è dello Stato italiano.
Il discorso è uguale anche per i soldi (in questo esempio userò le lire per far capire il concetto): io ho 100 lire, compro un prodotto in francia e quindi le cambio in 100 franchi.
Ora le mie 100 lire stanno in una banca francese ma chi garantisce il loro valore?
La francia o l'Italia?
Ovviamente l'Italia.
Esse rappresentano un valore garantito dallo stato italiano e non sono diventate francesi neppure se ora a possederle è un francese.
Questo principio sta alla base degli espropri o del sistema fiscale.
Lo Stato può espropriare un terreno o chiederci di pagare le imposte perché in sostanza è proprietario di tutti i beni pubblici italiani.
I soldi, tutti i soldi, sono un bene pubblico italiano e di conseguenza lo Stato ha la piena sovranità sui suoi soldi.
Può perderla solo in un modo: come chi va alle sagre e cambia i suoi soldi in token, l'Italia ha convertito tutte le sue lire in una moneta parallela, estera, privata.
Ora non è più proprietaria dei soldi che usa e li deve usare come desidera il nuovo proprietario.
Il nuovo proprietario di questi soldi è ovviamente autorizzato e capace di chiedere tasse e imposte sotto forma di interessi sulla sua moneta che ci lascia usare.

Due parole sul comunismo

Quindi non siamo proprietari di nulla?
I nostri beni sono in realtà dello Stato che può confiscarceli o espropiarceli a piacimento?
I nostri soldi valgono solo se i negozi e le banche li accettano e lo stato può imporci qualsiasi ammontare di tasse e imposte anche patrimoniali?
Il concetto che tutto appartiene allo stato ricalca il comunismo degli albori: la proprietà privata non esiste, il capitale privato non esiste, tutto è dello stato che si occupa dei cittadini.
Fa sorridere pensare a questo e a come i sovranisti siano forzatamente accostati alla destra capitalista.
Ma è tutto confuso volutamente.
Se tutto appartiene allo Stato e lo stato sottostà al volere del popolo sovrano il cerchio si chiude.
Tu sei proprietario dei tuoi beni e dei tuoi soldi con l'unico limite che non ci siano interessi superiori esclusivamente legati al popolo quindi anche a te stesso.
Il comunismo non può quindi prescindere dalla sovranità popolare.
Il Comunismo oggi è degenerato nell'idea che tutto è proprietà delle banche, del mercato libero, che possiedono tutto, anche gli Stati stessi.
La proprietà privata del cittadino, la nostra proprietà, non ha alcuna tutela da quando lo stato non ha più una moneta propria e usiamo gli euro-truffa.

Caro Alessandro non hai però colto l'aspetto più importante:

spettatori/attori/proprietari del teatro

Gli spettatori paganti siamo tutti noi, gli attori fanno lo spettacolo solo se pagati dal proprietario del teatro, tutti alla fine pagano i proprietari dei teatri, persino gli attori alla fine pagano.

L'analisi sulla cripto è completamente fuorviante e lo è semplicemente perchè non si capisce ( 1 su 500 mila lo comprende forse )  che in Italia non esiste una legge che tutela esattamente quel famoso scambio ( giustizia )  che non ha nulla a che fare con il garantire il medesimo.  Garantire, non ha alcuna attinenza con la giustizia che conferisce il diritto ad effettuare una liberalità nella 'scelta' del pagamento di beni e  servizi.
Un esempio sarebbe se 40 milioni di italiani tutti  insieme inceneriscono i bancomat e chiudono i conti correnti significa imporre esclusivamente uno scambio di moneta reale, ma che di fatto non esiste a sufficienza per garantire lo scambio.

A questo incenerimento diffuso e senza controllo piano piano ci si sta arrivando perchè esistono in Italia 12 milioni di cittadini che non arrivano nemmeno più ( mai) al conto corrente e questi devono mangiare o morire. Questi sono spettatori non paganti che il proprietario del teatro deve accogliere obbligatoriamente nel teatro dicendo agli spettatori 'paganti' di pagare per loro il biglietto dello spettacolo ( Tasse e imposte ).

Quando si esaurirà la generosità dello spettatore pagante, di pagare per chi non può farlo  più, sarà arrivato finalmente il momento che nel teatro non entrerà mai più nessuno e a quel punto, gli spettatori riavranno nuovamente il potere in quanto si equilibrerà il rapporto di forza e masse sterminate faranno a meno del teatro.
Il proprietario del teatro per risposta, se può ( e lo stanno già facendo )  si prende anche lo spettacolo delle cripto e lo fa con suoi nuovi attori, ma   soltanto per speculare sugli spettatori  in quanto oggi esiste una sotto speculazione ancora più violenta di quella di partenza in cui esistono spostamenti finanziari vertiginosi.

Sull'ultima tua parte è chiaro che te classifichi, con l'avvertenza che al proprietario del teatro non gli può fregar di meno dei colori degli abiti degli spettatori, che si dovranno sorbire per forza uno spettacolo indegno neppure di esser 'vissuto' dallo spettatore stesso.

Si conclude che è per l'ultima tua  parte, una visione meramente  da comunista, ma  che la è retorica pura in quanto nel mondo attualmente non mi risulta  esistente alcun comunismo reale  o che sia da annoverare minimamente  con le famose teorie, è soltanto una deviazione mentale di chi ha questa visione e che vuole ad ogni costo classificare il mondo che lo circonda.

Da parte di chi ti scrive, è finita per sempre quella voglia di classificare, perchè è la dannazione della ragione nella constatazione  della marea di fango in cui siamo, viviamo  e ci sta sommergendo e non esiste comunista o fascista o di centro o verde o turchino che si può ritenere salvo sulla sua oasi colorata ( ma nel suo cervello piuttosto deviato perchè  pensa di stare sull'oasi bontà sua )  e sperare di non essere sommerso dal fango puzzolente.

La differenze è saperlo o far finta di non saperlo................ parlo per me io appartengo alla prima CLASSE se ti può far sentire meglio parlare di classi ( tanto è ininfluente ) ecco perchè l'orizzonte per me non ha alcun colore........... è solo un orizzonte e lo vedo solo per quello che è.

Come me in circolazione ce ne sono  molto pochi............ ecco perchè alle volte non riusciamo a farci capire sino in fondo. In ogni caso non ci perdo neppure più un solo secondo a tentare di spiegarlo per i miliardi di volte che ho tentato di farlo comprendere e quindi spiacente ma non si può rifare di nuovo e di nuovo lo stesso ragionamento.

Che poi al comunista gli venga in testa che in fondo chi ha la cripto non è molto diverso dal capitalista, questo è falso.
Spero e mi auguro di far diventare 65 milioni di cittadini che calpestano il suolo italiano, tutti capitalisti............. preferisco arricchire  le persone invece  che impoverirle



 
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Discussioni generali / Token
« Ultimo post da BrunoAlessandroBertini il Ottobre 14, 2019, 12:19:58 pm »
Ne parlerò da ignorante, volutamente ignorante, perché li valuto una truffa.
Semplicemente perché complicano una cosa semplice, per buttarci fumo negli occhi e sfilarci soldi dal portafoglio.
Per chi volesse capire di più: https://www.blockchain4innovation.it/esperti/ico-initial-coin-offering-ricostruzione-giuridica-del-fenomeno/
Ma si tratta di immensi giri di parole per togliere alle persone normali la capacità di gestire la semplice economia quotidiana.
Finita questa premessa il post nasce da una visita fatta all'"Airshow" di Milano Linate di cui ho fatto in resoconto in questo post: https://www.partecipami.it/infodiscs/view/36467?fbclid=IwAR0GEFNPvnUr93sgf_J1Wy3t6Dd64zunutYHsLXthn4gNdZBJ3K1JjPvMRg
In pratica, come in molte altre manifestazioni, è venuto di moda l'utilizzo dei token.
In pratica si convertono euro sonanti in questa moneta parallela truffaldina per poi utilizzarli per fare acquisti.
Ormai le monete parallele le fanno cani e porci, ma non lo Stato.
Lo Stato non può perché NON sarebbe una truffa: dovrebbe risponderne obbligatoriamente garantendone il valore coi beni di tutti in pratica sarebbe una moneta più valida dell'euro stesso) e quindi tutti i truffatori del mondo hanno lo scopo di impedirlo.
Torniamo ai token-truffa.
In pratica vedi un panino che ti piace ma non puoi comprarlo con gli euro, li devi convertire in questi bollini alternativi.
Ovviamente il panino costa 3 token e la conversione minima sono tipo 10 token per 10 euro.
Quindi già ti spingono a comprare di più, e se anche compri 3 panini ti avanza sempre un token che ovviamente nessuno ti rimborsa e vale zero assoluto.
E già qui è la prima truffa ma non l'unica.
Hai preso i tuoi token in cassa e ti dirigi dal paninaro ma trovi una coda di  un chilometro.
Normalmente potresti scegliere di rinunciare e andare al ristorante o a un supermercato, ma una volta convertiti i tuoi euro non puoi più spenderli altrove.
Se c'è una fila di due ore te la fai, se poi hanno finito il panino che volevi prendere te ne pigli un'altro e stai zitto perché ormai sei vincolato a spendere i tuoi soldi, anzi, i loro soldi esclusivamente da loro.
Questo accade perché non usi soldi tuoi ma di altri.
Non sei proprietario dei token che tieni in mano.
I tuoi soldi sono già nelle casse degli organizzatori che possono già spenderli a pieno titolo, come vogliono, mentre tu hai in mano i loro soldi che puoi spendere solo come vogliono loro.

La proprietà privata e la sovranità monetaria:

Ho letto recentemente una opinione che sosteneva come la sovranità monetaria non sia contemplata nella nostra costituzione ma ritengo sia invece falso affermarlo.
A chi appartengono i soldi?
Ritengo che per loro natura siano un bene dello Stato poiché rappresentino un bene dello Stato.
I soldi sono garantiti da un bene pubblico, un manufatto o un territorio.
Può sorprenderci pensare che i soldi che abbiamo in tasca non siano davvero nostri o che casa nostra sia un bene dello Stato ma nei fatti è così.
Ad esempio, se io possedessi un terreno al confine con la Francia elo vendessi a un francese questo diventerebbe territorio francese?
No, resterebbe territorio italiano.
Quel territorio, prima che mio, è dello Stato italiano.
Il discorso è uguale anche per i soldi (in questo esempio userò le lire per far capire il concetto): io ho 100 lire, compro un prodotto in francia e quindi le cambio in 100 franchi.
Ora le mie 100 lire stanno in una banca francese ma chi garantisce il loro valore?
La francia o l'Italia?
Ovviamente l'Italia.
Esse rappresentano un valore garantito dallo stato italiano e non sono diventate francesi neppure se ora a possederle è un francese.
Questo principio sta alla base degli espropri o del sistema fiscale.
Lo Stato può espropriare un terreno o chiederci di pagare le imposte perché in sostanza è proprietario di tutti i beni pubblici italiani.
I soldi, tutti i soldi, sono un bene pubblico italiano e di conseguenza lo Stato ha la piena sovranità sui suoi soldi.
Può perderla solo in un modo: come chi va alle sagre e cambia i suoi soldi in token, l'Italia ha convertito tutte le sue lire in una moneta parallela, estera, privata.
Ora non è più proprietaria dei soldi che usa e li deve usare come desidera il nuovo proprietario.
Il nuovo proprietario di questi soldi è ovviamente autorizzato e capace di chiedere tasse e imposte sotto forma di interessi sulla sua moneta che ci lascia usare.

Due parole sul comunismo

Quindi non siamo proprietari di nulla?
I nostri beni sono in realtà dello Stato che può confiscarceli o espropiarceli a piacimento?
I nostri soldi valgono solo se i negozi e le banche li accettano e lo stato può imporci qualsiasi ammontare di tasse e imposte anche patrimoniali?
Il concetto che tutto appartiene allo stato ricalca il comunismo degli albori: la proprietà privata non esiste, il capitale privato non esiste, tutto è dello stato che si occupa dei cittadini.
Fa sorridere pensare a questo e a come i sovranisti siano forzatamente accostati alla destra capitalista.
Ma è tutto confuso volutamente.
Se tutto appartiene allo Stato e lo stato sottostà al volere del popolo sovrano il cerchio si chiude.
Tu sei proprietario dei tuoi beni e dei tuoi soldi con l'unico limite che non ci siano interessi superiori esclusivamente legati al popolo quindi anche a te stesso.
Il comunismo non può quindi prescindere dalla sovranità popolare.
Il Comunismo oggi è degenerato nell'idea che tutto è proprietà delle banche, del mercato libero, che possiedono tutto, anche gli Stati stessi.
La proprietà privata del cittadino, la nostra proprietà, non ha alcuna tutela da quando lo stato non ha più una moneta propria e usiamo gli euro-truffa. 
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Discussioni generali / Re:Ricerca
« Ultimo post da BrunoAlessandroBertini il Ottobre 14, 2019, 11:07:18 am »
Io vedo la ricerca scientifica come la punta di un iceberg.
Un comparto che produce, fatto di operai, responsabili e dirigenti, genera a volte una richiesta di sviluppo e ricerca.
Per questo mi arrabbio un po' quando sento affermare che la ricerca è il settore più importante e che bisogna puntare tutto su quello.
La ricerca è la punta di diamante, ma non è più importante di tutti i ruoli che stanno al di sotto.
Se producessimo solo ricercatori dalle nostre università, trascurando di formare buoni operai, buoni imprenditori, buoni responsabili, ecc., inevitabilmente poi andrebbero all'estero per dare eccellenza ad industrie che non abbiamo in Italia.
Il compito dello Stato è quindi mantenere il giusto equilibrio tra i vari ruoli, senza enfatizzare il concetto sbagliato che il ricercatore è bravissimo e va strapagato mentre l'operaio è inutile e va sottopagato.
Per ogni ricercatore ci sono 10.000 operai, cittadini italiani che devono sentirsi parte di un sistema produttivo ed economico che può generare benessere per tutti con piena dignità.
Altra piaga della ricerca privata è poi l'esigenza del marketing di proporre continuamente novità.
Faccio l'esempio di un software per la gestione di pratiche negli uffici pubblici.
Si adotta un software (con licenza pubblica) e piano piano lo si migliora.
Se la gestione è pubblica, quando il software raggiunge un buon livello e soprattutto gli operatori sanno come usarlo serve solo di tenerlo aggiornato allo sviluppo tecnologico, qualche modifica per adattarlo a un cambio di normativa... ma essenzialmente può restare immutato per decenni.
Se il software è privato, con la scusa della ricerca e dell'innovazione, ogni due anni sarà necessario cambiarlo, perché il fornitore smette di produrre e dare assistenza su quello vecchio in favore del nuovo.
E il nuovo non funziona mai bene come quello vecchio, bisogna ricominciare a trovare i difetti e formare nuovamente il personale, senza contare che anche la cura dei particolari è tralasciata per un prodotto destinato all'obsolescenza programmata.
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Discussioni generali / Re:COSA MANCA?
« Ultimo post da Antonietta Basile il Ottobre 13, 2019, 06:18:06 pm »
Come sempre in tutto! Noi ci mettiamo i soldi, il lavoro e tutto ciò che serve e i privati si prendo i profitti! Non solo, hanno anche la faccia tosta di farci la predica, la morale. Chi consente questo?
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Discussioni generali / Ricerca
« Ultimo post da Antonietta Basile il Ottobre 13, 2019, 06:11:59 pm »
https://www.effervescienza.com/informazione/i-falsari-della-scienza/?fbclid=IwAR1kRT_L4dHchyhRYJWJlC9qWWDBw0GIgxpM6gRIqzZDFpTE6e_11OBFi-A

Questo interessante articolo mette in evidenza un buco normativo/legislativo che va riempito. Inoltre, è l'ennesima dimostrazione della necessità che ad occuparsi della ricerca sia il settore pubblico, in quanto è l'unico che può (ed è tenuto) fare gli interessi dei cittadini. Fare ricerca vuol dire assumersi il rischio che non si arrivi a nulla, che uno studio non porti risultati; e questo vuol dire tempo e soldi buttati, cosa che un privato non farà mai perché il suo unico obiettivo è il profitto e quindi investirà solo dove ciò sarà possibile. Profitto e benessere dei cittadini sono in contrapposizione, ecco perché come già detto, deve intervenire il pubblico. 
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Quelli di cui parli, se si va a studiare e approfondire, hanno sempre interessi che a volte possono essere diversi da quelli economici anche se resta il principale. Sul fatto che le associazioni di volontariato si sostituiscono allo stato, verissimo! E questo lo vediamo quotidianamente con le continue pubblicità in cui si chiedono donazioni per qualunque cosa, incluso scuole e ospedali. Questo vuol dire che il settore pubblico sta scaricando sempre di più le proprie responsabilità su noi cittadini; come se non bastassero le tasse che paghiamo e da cui in cambio riceviamo poco e niente. Condivido in pieno che lo Stato torni a fare il suo dovere.
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La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni.
Questo mi ripeteva mia madre quando ero piccolo.
E l'intenzione di fare del bene non è mai sufficiente a ottenere un buon risultato, anzi, senza la massima attenzione si può provocare più male che bene.
Esistono persone senza scrupoli che sfruttano la nostra buona fede per renderci complici dei loro piani criminali.
Perché sostengo che le associazioni di volontariato sono nocive alla società?
Attenzione: non mi riferisco alle ONG ma proprio alle associazioni benefiche di qualunque tipo che operano nel sociale senza chiedere alcun compenso.
La cosa più grave è proprio l'idea che l'azione sociale, quella che non genera un profitto, non generi neppure un lavoro che possa essere retribuito.
E' stato uno dei concetti con cui ci hanno ingannato alla grande e attraverso cui tutt'oggi sostengono le tesi del debito pubblico cattivo e insostenibile.
Esistono una infinità di LAVORI socialmente utili che non danno profitto, e quindi sono inadatti per fare bussines privato.
Questo è normale ed è proprio per questo che esiste uno stato con le sue infrastrutture.
Lo stato è quell'ente che dai lavori socialmente utili guadagna più del denaro che costano.
Per fare un esempio: se un'azienda privata fa un ponte stradale gratis e non ci mette un casello perde un sacco di soldi.
Se lo Stato fa un ponte gratis e non ci mette un casello guadagna un ponte.
Quindi l'unico soggetto che ha una convenienza nel realizzare opere sociali è lo Stato.
Altro punto fondamentale: il LAVORO con fine sociale è uno dei più nobili e deve essere lautamente retribuito.
Non esiste che chi assiste i senza tetto debba farlo gratis, anche perché non potrà mai farlo in modo efficace come chi è pagato (e controllato) per farlo.
Le associazioni di volontariato si sostituiscono allo stato, creando una serie di disservizi e disagi.
Faccio un altro esempio: mettiamo il caso che ci siano dei terreni pubblici da bonificare.
Se lo fa lo stato deve spendere dei soldi, che potrebbe ottenere gratis stampandoli in modo corretto, ma arriva un privato e dice: "lo faccio io gratis con un'associazione di volontari".
Ricordiamo che i privati hanno sempre il fine di ottenere un guadagno sul lavoro svolto, e se non ce l'hanno sono inefficaci e non comparabili con un intervento diretto dello Stato.
Quindi un privato che si offre volontario ha intenzione di investire per poi passare all'incasso.
In primo luogo prende il controllo dell'attività (con possibili truffe e illeciti, tipo sotterrare altri rifiuti invece che toglierli) oppure punta al monopolio del settore (quando lo Stato non è più in grado di bonificare i terreni con le proprie forze sarà costretto a rivolgersi al privato, anche se il costo sarà maggiore di un intervento diretto).
Poi col tempo, questa truffa che lo Stato non può occuparsi di LAVORI socialmente utili perché non danno profitto si aggrava fino all'assurdo.
Le società di "volontariato" piano piano, per raggiungere la stessa efficienza dllo stato, cominciano a chiedere soldi, sussidi, convenzioni, comodati d'uso, e lo Stato non può in molti casi rifiutarsi.
Lo Stato guarda al costo del servizio, che lui non è più in grado di offrire, e se affidarlo a una ditta esterna costa meno che rimettere in piedi un proprio settore dedicato allora si piega al ricatto e paga.
Dall'altra parte queste grandi ONLUS, ONG, ecc. possono continuare a chiedere donazioni ai privati che così pagano tasse e imposte allo stato, convinti di averne in cambio un servizio che  poi pagano una seconda volta con le donazioni.
Donazioni che spesso arrivano anche dalla malavita o da imprenditori senza scrupoli che intendono avvantaggiarsi nella gestione di settori strategici, che fanno bussines sulle nostre spalle (quel che lo Stato non potrebbe fare).
Abbiamo quindi lavoratori "volontari" spesso sottopagati.
Uno Stato estromesso dalla propria attività principale di autofinanziare a interessi 0 e senza profitto privato opere e servizi pubblici.
Aziende private con enormi privilegi che operano in settori strategici e essenziali, tanto che possono ricattare lo Stato utilizzando l'inderogabilità di un servizio pubblico (vedi soccorso migranti da parte ONG).
Concludendo: il volontariato è un'attività personale, limitata a un piccolo gruppo e a un territorio ristretto, tutto ciò che va oltre questo e assume dimensioni di impresa deve essere svolto come un lavoro pienamente retribuito, e non portando profitto privato deve essere svolto direttamente dallo Stato che necessariamente sovrano della propria moneta è in grado di convertire il risultato di questo lavoro in soldi con cui auto-finanziarsi a costo 0 per altre opere pubbliche.
Per quanto sia scioccante, un modo per rompere questo gioco perverso, può passare anche dall'interrompere qualunque donazioni pubbliche e private ad associazioni di volontariato, nazionalizzando poi le competenze e le strutture per ridare allo Stato il controllo delle attività che gli spettano per natura.
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Discussioni generali / Re:SEPPUKU ( ALL'ITALIANA )
« Ultimo post da Dino Caliman il Ottobre 10, 2019, 02:43:44 pm »
In un periodo storico precedente, mi è stato raccontato come è stato ingaggiato come dirigente il dott Ing. Cimoli. Senti vieni a dirigere questa azienda che vivacchia, troppo personale imbucato in ruoli non necessari, non ti devi preoccupare, gestiscila alla meno peggio, quello che umanamente puoi fare, questo è il compenso per questo lavoro non propriamente edificante. Così andava il mondo italiano. Inutile dire come dovrà essere il futuro da ridisegnare.
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