Forum del Partito Sovranità Popolare

Forum Pubblico => Discussioni generali => Topic aperto da: BrunoAlessandroBertini - Gennaio 12, 2020, 03:22:02 pm

Titolo: Gruppi di pressione e temi di pressione
Inserito da: BrunoAlessandroBertini - Gennaio 12, 2020, 03:22:02 pm
Spesso leggo di iniziative politiche per creare gruppi di pressione.
L'azione politica, per la costituzione, deve passare attraverso i partiti politici come canale principale, almeno nella normalità.
Normalità che oggi non esiste in un panorama di partiti corrotti fino all'osso, dove anche le poche persone oneste devono barcamenarsi e piegare la propria etica agli ordini provenienti dalle segreterie di partito, dalle lobby, dai mercati e dai vari paesi esteri che ci controllano come vogliono.
Ci si sente in dovere di agire davanti a questo tradimento, e il popolo cerca altre forme di intervento politico.
Manifestare i proprio dissenso è una strada alternativa, difesa dalla costituzione, ma abilmente disattivata da un sistema che sostanzialmente se ne frega, padrone com'è dei media e della "verità" che alla fine ci viene imposta.
Ecco allora che specialmente attraverso la rete si cercano nuove forme di protesta che possano incidere politicamente.
I gruppi di pressione, in teoria, se ben organizzati, possono incidere ma solo a patto che vi sia una massiccia e coesa partecipazione.
Ovviamete chi detiene il potere conosce questo pericolo e mette in campo tutta una serie di accorgimenti per ostacolare la nascita di un gruppo di pressione davvero utile.
Se da una parte è scontato che i media debbano tacere e censurare ogni iniziativa che possa disturbare lo stato delle cose è anche evidente che l'altra strategia messa in campo dai partiti della vecchia guardia è la manipolazione di tutte le forze che non si possono neutralizzare.
Il più famoso e sfacciato di questi tentativi è quello di Greta, contro il surriscaldamento globale, ma anche le sardine e tanti altri "gruppi di pressione" in cui vengono coinvolte le persone hanno lo scopo di disperdere queste energie in argomenti futili o contro obiettivi del tutto immaginari.
Quali regole seguire quindi per valutare la bontà di un gruppo di pressione?
La prima cosa, abbastanza ovvia a ben pensare ma incredibilmente sottovalutata da chi poi si lascia coinvolgere, è individuare verso chi il gruppo di pressione agisce.
L'esempio più illuminante è ancora quello di Greta... gente in piazza a fare pressione principalmente contro se stessa.
La mattina si scende in piazza a protestare contro l'ambiente e la sera scopriamo che ci hanno aumentato le tasse, tolto qualche diritto e messo nuovi obblighi proprio in conseguenza della nostra pressione.
Questo dovrebbe farci sentire degli idioti, quindi pensiamoci prima contro chi dobbiamo fare pressione.
Anche gli "Stati" coi loro governi lungimiranti ci mettono un attimo a scaricare ogni addebito sul popolo.
Manifesti per la pace?
Loro ti mettono una telecamera il ogni luogo e posti di blocco per le strade.
Per controllare te.
Ma ovviamente non cambiano di una virgola le loro politiche internazionali imperialiste di sfruttamento.
Anche le sardine alla fine dei conti sembrano voler fare pressione contro Salvini e le sue politiche, ma oggi Salvini sta all'opposizione e l'unico potere che ha è quello di rappresentare (in teoria) la maggioranza virtuale degli italiani.
Se fai pressione oggi su Salvini non modifichi una virgola delle politiche di maggioranza ma agisci più che altro sui suoi sostenitori e si torna alla realtà di un popolo (o parte di un popolo) che fa pressione su se stesso in un cortocircuito che alla politica partitocratica piace tantissimo.
Prima di fare un gruppo di pressione va quindi dichiarato chiaramente su chi si vuole fare pressione, solo dopo si passa al come.
La seconda cosa importante da guardare sono i temi su cui si vuole agire.
Purtroppo è molto difficile identificare quello che io o altri chiamiamo "sistema".
E' una definizione vaga, che ha tanti componenti e tanti livelli in cui, quelli visibili, servono a nascondere i responsabili.
Vari muri di gomma a difesa di qualcosa che non vuole farsi neppure riconoscere.
In questi casi, come bravi detective, bisogna passare dalle azioni che vengono messe in campo, dai temi caldi che ci vengono presentati come una pillola ben indorata dai media ma su cui, riflettendoci, si scoprirebbero rischi tangibili e la realtà che tutto non è così facile come sembra.
Piccoli temi, come la "robotica umanoide"... un tempo si sarebbe parlato semplicemente di androidi, ma tutta una letteratura di fantascienza ci ha insegnato a diffidare degli androidi e quindi oggi li chiamano robot umanoidi, si impegnano a presentarceli come amici utili e pazienti, gli danno un aspetto simpatico e accattivante, e non nascondono neppure il fatto che l'obiettivo è creare badanti e macchine robotiche da compagnia per renderci ancora più dipendenti dalla tecnologia e avulsi dai rapporti umani.
In questo periodo il tema più famoso su cui stanno insistendo è il 5G però.
Una cosa che alla gente comune non serve ma è chiaro che va fatta e non si può non fare.
Prima o poi tutto sarà connesso col 5G, così è stato deciso.
Ecco: chi lo ha deciso è il nostro nemico e se non possiamo colpirlo direttamente allora boicottiamo almeno i temi che porta avanti.
Solitamente sono temi irreversibili.
Ad esempio l'articolo 18 lo puoi rimettere, poi togliere, poi rimettere di nuovo.
Il 5G invece punta a un cambiamento sociale permanente.
Qui comincia allora la seconda parte di questo lungo post.
Quali sono i temi più sensibili su cui fare davvero pressione?
Vi invito a suggerirne di vostri in questa discussione, io voglio segnalarne due talmente inaspettati da poter sembrare una provocazione ma di seguito, in post dedicati, tenterò di spiegarvi che non sono per nulla da sottovalutare e potrebbero essere la base di una strategia molto fastidiosa per il sistema.   
Titolo: Re:Gruppi di pressione e temi di pressione
Inserito da: BrunoAlessandroBertini - Gennaio 12, 2020, 04:17:16 pm
1° tema: aumentare le tasse e le imposte.
Da sempre qualunque politico ci ripete con certezza un unico mantra: bisogna diminuire le tasse.
E per quanto non venga percepito le tasse e le imposte sono state diminuite (immagino i commenti increduli e in parte giustificati).
Per capire come sia possibile l'apparente paradosso di ridurre le tasse/imposte e pagare più tasse/imposte bisogna passare attraverso la complessità di un sistema fiscale suddiviso per scaglioni.
Immaginiamo uno scenario iniziale in cui i ricchi pagano imposte al 40%, 50%, 60% e oltre.
Imposte molto alte, specialmente se applicate in modo sbagliato (esiste un calcolo per stabilire chi deve pagare una certa percentuale e può essere sbagliato).
Le persone dal reddito medio pagano  tra il 20% e il 30%.
I poveri sono esclusi o pagano il 10%.
Queste sono le imposte da pagare per le tre fasce di popolazione suddivise equamente 33% poveri, 33% normali, 33% ricchi.
Poi ci sono le tasse per i servizi, e qui poniamo che siano quasi tutti gratis o di basso costo.
Ora abbassiamo le tasse (imposte) in modo concreto.
Lo facciamo partendo dai ricchi, che sono il 33% e sono apparentemente contenti.
Poi lasciamo quasi invariati i redditi normali, limiamo magari qualche punto percentuale e li portiamo tutti al 20%.
Lo Stato ha meno ingressi e quindi taglia gli "sprechi", abbassa gli stipendi, mette qualche ticket su servizi prima gratis e passa i biglietti dei trasporti da un euro a un euro e 50.
L'effetto concreto di questo abbassamento delle imposte è una crisi che impoverisce il ceto medio che scivola verso la povertà.
I poveri diventano il 44%.
Questo si ripercuote sui consumi e anche i ricchi vanno in difficoltà, devono ristrutturarsi, alcuni vendono, altri si consorziano, perché se le imposte sono calate sono calati anche i consumi e bisogna ridurre la produzione.
Una buona fetta di ricchi si ritrova tra i normali mentre altri, favoriti dalle imposte più basse e dalla concentrazione in pochi grandi produttori, cominciano a diventare ricchi molto ricchi, molto molto ricchi.
Ora la popolazione è suddivisa in 44% poveri, 44% normali, 22% ricchi.
Lo stato riduce ancor più le imposte: la categoria che ha subito più danni sono i ricchi passati dal 33 al 22% e quindi a loro sono ulteriormente ridotte le imposte fino al 40%, con incentivi e sconti per favorire gli investimenti esteri.
I normali sono aumentati, ma si diminuisce un po' le imposte anche a loro, al 15%.
I poveri cominciano ad essere una emergenza, anche perché tra quel 44% ci sono poveri che non hanno proprio nulla e vanno aiutati.
Allora si studiano aiuti mirati per i poveri, con esenzioni da tasse e imposte e aiuti come il RDC o il sussidio di disoccupazione.
I soldi si trovano aumentando un po' le tasse per i servizi, i ticket, si tassano i beni di lusso e si tagliano le pensioni ai più ricchi che tanto sono ancora più ricchi.
Ecco, le imposte sono scese ancora, le tasse sono aumentate solo per i ricchi e ci sono incentivi e esenzioni per i poveri.
Qualche ulteriore taglio agli sprechi, meno personale pubblico, qualche privatizzazione e tutto dovrebbe tornare a pareggio.
E invece no.
La domanda crolla ancora e i ricchi-ricchi-richissimi si riducono al 10% nonostante imposte al minimo storico.
I normali cominciano a produrre a basso costo, nel senso che per fare prodotti che i poveri possano acquistare devono limitare i guadagni, assumere gente anche senza formazione che poi pagano una miseria e pagare anche poche tasse sembra un furto che se per sbaglio passi nello scaglione dei ricchi devi poi chiudere.
Questi nuovi imprenditori (partite iva e artigiani) che sopravvivono lavorando per poveri non riescono comunque a rimpolpare le fila dei normali che si assottiglia al 30% mentre i poveri crescono ancora nonostante le tasse siano basse e una buona parte di loro non riesce neppure a pagare quelle.
Le casse dello stato vanno in crisi: Troppi poveri, chi lavora non produce più reddito e tasse/imposte, consumi al minimo e anche le ultime industrie cedono, portano i ricavi all'estero o sono comprate da ditte estere.
Il costo dei servizi va alle stelle per chi non è esentato, la qualità scende, si privatizza quel che si può, si taglia ancora quel che non è più spreco ma risorsa vitale.
Un totale disastro e il politico di turno cosa va a dire per farsi votare?
Ovvio: "ridurremo le tasse alle imprese e alle persone".
E noi stupidi ci crediamo, non tanto al fatto che lo farà ma al fatto che questo possa risolvere i ostri problemi.
Oggi un politico serio e onesto dovrebbe dire: "Aumenteremo le imposte".
Già, perché è l'unico meccanismo in grado di ribaltare la situazione.
Ovviamente per uno Stato pienamente sovrano.
La soluzione, per quanto incredibile, è aumentare le imposte.
Se io raddoppio le imposte (in via del tutto teorica) dove prima prelevavo 1000 poi preleverò 2000.
E voi penserete che così si ammazza la gente e l'imprenditoria: non ci sono 2000 da prendere ai cittadini spremuti.
Ebbene, la soluzione è semplice, i mille in più li metto io Stato nell'economia.
Assumo nuovi medici, insegnanti, ecc.
Nuove infrastrutture.
Paradossalmente anche gli sprechi vanno bene purché quei mille soldi finiscano dentro l'economia reale.
A fine anno, magicamente, ci saranno 1000 in più da raccogliere per il fisco.
Ma io "Stato" se le cose vanno bene alzo ancora di più le imposte per l'anno successivo e se devo proprio riduco le tasse sui servizi essenziali, tolgo i ticket...
Ai ricchi ricchissimi metto imposte all'80%.
Se ne vanno? Tanto lo stavano già facendo con imposte al 40%.
Senza di loro e con una richiesta in crescita nasceranno nuovi piccoli imprenditori.
Ovvio che non è automatico, che è un percorso che va governato.
Però sappiate che un tema di pressione tra i più importanti è chiedere un aumento delle imposte.
Esattamente il contrario di quel che il sistema ci spinge a chiedere.
 
Titolo: Re:Gruppi di pressione e temi di pressione
Inserito da: BrunoAlessandroBertini - Gennaio 12, 2020, 04:49:33 pm
2° tema è la disoccupazione al 50%.
Già immagino la vostra espressione: dopo aver letto che bisogna chiedere l'aumento delle imposte ora vi dovrei convincere che una disoccupazione al 50% è cosa buona e giusta...
Anche qui dobbiamo capire in che modo si è evoluto il concetto di occupazione nel tempo.
Immaginiamo che ci sia una società basata sulla famiglia.
Qui non voglio entrare nel merito del tipo di famiglia, immaginatela come più vi piace, ma io per il mio esempio prendo una famiglia di due persone con dei figli.
Questa famiglia ha un reddito che deriva dal lavoro stabile e ben pagato di uno dei due membri o in alternativa da due part time di mezza giornata, sempre stabile e ben pagato.
Chi sta a casa cosa fa?
Lavora, ma lo fa per se stesso e per la famiglia.
Bada ai figi e alla casa.
E soprattutto consuma, usando il reddito famigliare per migliorare la qualità di vita.
Per fare un esempio pensate a quando si va in vacanza: si spende 10 volte tanto il normale per vivere al meglio quei pochi giorni.
Il concetto non cambia, chi non lavora per produrre reddito lavora per produrre benessere e quindi consuma attivando la domanda alla base dell'economia.
Ora però poniamo che uno dei due componenti la famiglia si senta discriminato perché non ha un suo reddito, deve svolgere compiti considerati umili e quindi poco stimolanti...
Da decenni i nostri politici ci promettono la piena occupazione e molto è stato fatto.
L'idea è quella che tutti devono lavorare e avere un reddito per diventare ricchi.
Improvvisamente si immettono nel mercato del lavoro tanti aspiranti lavoratori... tanti quanti già stavano lavorando.
Dove prima c'era difficoltà a trovare un lavoratore oggi se ne trovano facilmente 10 e alcuni imprenditori senza scrupoli (ma forse è solo una legge di mercato) abbassano il salario promesso per avere più profitti.
La cosa funziona e dove prima lavoravano 10 persone ora ne lavorano 20 a metà dello stipendio.
Però questo stravolge la famiglia, due lavoratori dipendenti guadagnano speso come uno solo in precedenza e non c'è più tempo da dedicare al benessere familiare.
Crollano i consumi.
Crollano le nascite.
Crollano ulteriormente i consumi.
Il calo demografico rende difficile trovare lavoratori a basso costo.
Si dovrebbe alzare i salari, ma è più conveniente importare risorse: disperati da pagare ancor meno.
Paradossalmente si ripropone la disoccupazione fatta da chi non riesce a competere al ribasso sui salari.
Nel frattempo, anche per altri motivi, la produzione e l'industrializzazione calano.
La famiglia è distrutta e chi può deve ricorrere a una tata per i figli o una badante per gli anziani, ma essendo dipendenti di dipendenti devono per forza avere salari minimi.
Tutti lavorano ma non portano a casa reddito se non quello utile a sopravvivere.
E i politici che fanno?
Promettono di ridurre a zero la disoccupazione perseguendo le stesse politiche fallimentari.
Un politico serio si presenterebbe dicendo: "Riporteremo la disoccupazione al 50%"
Come?
Con un reddito strutturale per la famiglia.
Due o più persone che formano una famiglia accedono a un reddito integrativo con la forma di un lavoratore su due o due lavoratori a part time alternato.
In pratica a fronte di un lavoratore impiegato 8 ore lo stato garantisce un reddito ad integrazione fino a un minimo famigliare che permetta alla famiglia una vita degna (con uno o due figli a carico).
Per accedere al reddito il lavoratore si impegna a suddividere il reddito in egual modo tra i due componenti.
per il part-time 50-50 le regole cambiano leggermente, ad esempio il lavoro va suddiviso in modo tale che uno lavori al mattino e l'altro al pomeriggio.
Improvvisamente scompaiono metà dei lavoratori disponibili sul mercato.
Le aziende devono tornare ad assumere promettendo stipendi degni.
Gli assunti, visto il costo, saranno di alto livello di formazione.
Stipendi pi alti e più tempo da dedicare alla famiglia si traducono in maggiori consumi, con più qualità e tempo da dedicare.
Quindi meno supermercati e più negozi di zona.
Come sempre serve un buon governo, sovranità e scelte illuminate, ma è un'altro tema in cui fare l'opposto di quanto ci viene insegnato da sempre porterebbe vantaggi inaspettati.
Titolo: Re:Gruppi di pressione e temi di pressione
Inserito da: Antonietta Basile - Gennaio 14, 2020, 08:03:46 pm
La Costituzione ha già la soluzione:

Art. 31.
La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo

Art. 36.
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a se e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

Art. 37.
La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore [31]. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione. La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato. La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.


Titolo: Re:Gruppi di pressione e temi di pressione
Inserito da: BrunoAlessandroBertini - Gennaio 14, 2020, 09:24:41 pm
A questo elenco aggiungerei l'articolo 53:
“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”
Questi due parametri sono quelli da regolare per avere un fisco equo, specialmente il primo, oggi, è sbagliato.
Titolo: Re:Gruppi di pressione e temi di pressione
Inserito da: Antonietta Basile - Gennaio 15, 2020, 03:43:29 pm
Aggiungiamo anche questo allora:

Art. 38.
Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. L’assistenza privata è libera.
Titolo: Re:Gruppi di pressione e temi di pressione
Inserito da: BrunoAlessandroBertini - Gennaio 15, 2020, 04:05:19 pm
Sarebbe bello attivare un gruppo di studio capace di partire da un articolo tra quelli citati e verificare come sia stato tradotto in legge.
Sono convinto che si scoprirebbero un numero assurdo di leggi e leggine spesso in contraddizione, inapplicabili o mai applicate.
Una suddivisione delle leggi ordinarie per attinenza agli articoli costituzionali evidenzierebbe anche quelle che non ne hanno per nulla e sono state create non per l'interesse del popolo ma per l'interesse personale di qualcuno.