Autore Topic: Il partito del NO, quando sbaglia?  (Letto 289 volte)

BrunoAlessandroBertini

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Il partito del NO, quando sbaglia?
« il: Agosto 28, 2022, 04:17:20 pm »
IL "PARTITO DEL NO", quando ha ragione e quando ha torto?
C'è un partito trasversale a tutti gli schieramenti, che spesso rappresenta la maggioranza del popolo, ed è quello che esprime la volontà del dissenso.
No alla modifica della costituzione.
No TAP
No War
No TAV
No al nucleare
No privatizzazione acqua e sanità...
Praticamente è un partito che dice NO ad ogni cosa voglia fare il governo.
Tutta la stampa e tutti i politici al governo lo odiano e lo dipingono come un male assoluto che si oppone alla (loro) verità.
Molte delle negazioni citate pocanzi diventano etichette e sono raggruppate sotto il fenomeno complottista che comprende anche scie chimiche, alieni e terrapiattisti.
Ovviamente è una semplificazione al ribasso.
Il partito del NO è formato da gente critica sull'operato del governo che argomenta la propria opposizione in modo valido.
Per quanto la cosa funzioni abbastanza bene in occasione di referendum popolari apparentemente non funziona al momento di schierare uno o più partiti a una competizione elettorale.
Le forze del dissenso si dividono.
Le forze del dissenso non riescono a farsi votare.
Anche chi riesce a esprimere dei parlamentari o altri esponenti si allinea poi molto velocemente alla precedente politica, perdendo il consenso del popolo e entrando paradossalmente in dissenso con se stesso.
Perché accade questo?
Semplicemente perché il "Partito del NO" non è e non può essere un partito.
I motivi sono essenzialmente due.
Il primo, la ragione per cui non raccolgono voti, è che non si governa col dissenso.
Il governo deve proporre soluzioni, e non può dire NO a se stesso.
Il dissenso non può quindi essere rappresentato in parlamento e se qualche partito si presenta con queste intenzioni alle elezioni sbaglia, o lo fa solo per racimolare voti.
Il secondo motivo, che provoca invece il totale ribaltamento delle promesse elettorali, è il fatto che dire sempre di NO a tutto è sbagliato come principio.
In questo hanno ragione i detrattori dei complottisti che sanno solo essere contrari a ogni iniziativa del governo.
A dire il vero il motivo per cui scrivo questo post è per dare ragione a chi  dice NO a chi dice sempre NO.
Un importante esponente del mio stesso partito,  che stimo come politico e persona capace di agire in modo concreto, è a favore di temi che io invece rifiuto in modo categorico.
Centrali nucleari, TAP, e anche alcuni aspetti della vaccinazione.
Cose a cui personalmente mi oppongo fermamente, ma che accetto siano invece considerate utili da altre persone, e qui credo stia la chiave del cambiamento politico che possiamo attuare.
Non una opposizione di ideologie distruttiva ma l'accettazione di un dialogo democratico su temi che potrebbero portare vantaggi e svantaggi.
Ci sono alcuni temi su cui non vi è dubbio: hanno portato e portano il nostro paese alla rovina.
Queste rappresentano l'emergenza da correggere e che unisce in qualche modo tutte le forze alternative al governo attuale.
In questo caso non andrebbero chiamate forze del "dissenso".
Sul fatto di scegliere di identificarsi col "partito del NO" stanno facendo un grave errore.
Prendiamo ad esempio il TAP, una infrastruttura come lo è anche la TAV, capace di provocare danni ambientali certi a fronte di un ipotetico vantaggio economico e strategico.
Questi progetti, come molti loro omologhi, presentano sempre dei danni e dei vantaggi, e il compito del politico dovrebbe essere quello di scegliere per il bene del paese e del popolo, rispettando anche la volontà del popolo.
Costruire il TAP non è sbagliato in assoluto.
Costruire il TAP non è giusto in assoluto.
Ognuna delle due parti presenterà la cosa come vantaggiosa (il governo che lo propone) o svantaggiosa (il partito del NO) e semplicemente si dovrebbe accettare la volontà della maggioranza del popolo.
Cosa che purtroppo nessuna delle due parti si dimostra disposta a fare.
Ciò provoca esagerazioni da entrambe le parti:
Per colpa del partito del NO si perdono occasioni di sviluppo.
Per colpa del governo corrotto si disattende la volontà del popolo e si privatizza ad esempio un bene come l'acqua che il popolo ha giustamente ribadito bene pubblico incedibile.
Come mettere ordine in tutto questo?
Come capire quando è necessario dire NO e quando invece si può dare fiducia al governo?
Anche in questo caso la risposta è semplice.
In tutti quei casi in cui il risultato è incerto, potrebbero infatti derivare vantaggi o danni da una scelta politica, l'unico ragionamento possibile è quello della fiducia.
E' chiaro che un farabutto, disonesto ed incapace, farà i propri interessi.
Se affidate a questo un compito delicato terrà per sé i vantaggi scaricando sul popolo i danni.
Non importa il fatto che teoricamente i vantaggi siano maggiori del danno.
Al popolo arriverà solo il danno perché la persona o il governo non merita fiducia.
Il partito del NO in questo caso ha sempre ragione, ma non perché costruire il TAP sia sbagliato in senso assoluto ma perché la sua realizzazione sarebbe affidata a persone che hanno dimostrato la loro inaffidabilità.
In questa ottica un partito potrebbe presentarsi alle elezioni politiche sostenendo che il TAP va realizzato ma contemporaneamente essere fermamente contrario al fatto che esso sia realizzato e gestito da persone inaffidabili e vendute ad interessi contrari a quelli del popolo.
E' necessario prima dimostrare la propria capacità, affidabilità e lealtà al popolo e alla costituzione.
Solo così si può guadagnare il diritto di realizzare progetti che prospettano un rischio assieme ai benefici del caso.
I politicanti di oggi dimostrano solo imperizia e le peggiori qualità umane e poi si stupiscono del fatto che, a torto o a ragione, il popolo non voglia fargli fare nulla che porti un sicuro danno a fronte di promesse che sulle loro bocche non valgono nulla.

Antonietta Basile

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Re:Il partito del NO, quando sbaglia?
« Risposta #1 il: Agosto 29, 2022, 04:43:38 pm »
Il problema nasce dal voler imporre il proprio punto di vista. Se si avesse rispetto per le opinioni anche quando diverse dalle nostre e le persone fossero libere di scegliere e decidere quello che ritengono meglio fare se stessi, si risolverebbero molti, molti problemi.
Per quanto riguarda le grandi opere, i precedenti fanno scuola e questo proprio per il motivo che hai spiegato.

Orazio di Bella

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Re:Il partito del NO, quando sbaglia?
« Risposta #2 il: Agosto 30, 2022, 04:39:37 pm »
in linea generale un No generico a "tutto" è giustificabile, se il ragionamento è, che un governo aristocratico non è legittimato, e che deve essere prodotto da una democrazia rappresentativa.

No Aristocrazia Elettiva
Si Democrazia Rappresentativa.

Il messaggio ai politici è:
Non ti azzardare a fare qualcosa, mentre ottieni il mandato con una legge elettorale anti-democratica!