Autore Topic: Articolo 18 reintroduzione o no?  (Letto 1308 volte)

Angelo Zammuto

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Articolo 18 reintroduzione o no?
« il: Luglio 16, 2019, 11:10:02 am »
Questa mattina nella chat di what App dove alcuni di noi partecipano si è aperta una discussione sulla reintroduzione o no dell'articolo 18, eliminato dai difensori per eccellenza dei lavoratori " così si sono definiti e continuano a farlo gli aderenti a partiti sinistrorsi " ed introducendo di tutto punto il Job Act (spero di averlo scritto bene).
La discussione si è accesa ed ho ritenuto opportuno trasportarla qui, nel forum, ampliando la platea di discussione.
A voi l'argomento, dite la vostra.


Luigi Intorcia

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Re:Articolo 18 reintroduzione o no?
« Risposta #1 il: Luglio 17, 2019, 09:10:34 am »
la cancellazione dell'art 18 è una delle più grandi ingiustizie mai messe in atto da governi tecnocratici contro i lavoratori. Se quanto avviene con licenziamenti in massa e se occorreva una legge che consentisse in tempi rapidi di spedire gente a casa, questo altro non è un più ampio disegno in atto nelle democrazie occidentali mondiali, che hanno diffuso il precariato nel lavoro  abbattuto ed eliminato ogni diritto.

Il risultato sono 3.000.000 di posti di lavoro a tempo indeterminato perduti in poco meno di 7 anni e il trend è accelerato negli ultimi tre sostituiti con contratti a termine.
Il dramma è vissuto soprattutto dagli ultra 50 enni che vanno a casa e che non potranno mai più lavorare.

nel programma PSP esiste il ripristino, il CFL, l'adeguamento della no tax area, azioni emergenziali e comunque concrete.
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Luigi Intorcia

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Re:Articolo 18 reintroduzione o no?
« Risposta #2 il: Luglio 17, 2019, 09:25:29 am »
quota stralcio documento politico < Inserimento del coefficiente forza lavoro (C.F.L.) per multipli di fatturati stabiliti dal
programma, variabili nel tempo, e conseguente emanazione di “legge di scopo”, per
assunzioni obbligatorie con contratti a tempo indeterminato non inferiori ad una
nuova “no tax area” variabile nel tempo atta a difendere il valore del potere di
acquisto del lavoratore.
Istituzione del credito fiscale sul reddito destinato ai dipendenti, in ottemperanza al
coefficiente forza lavoro valido per ogni impresa, azienda, ente pubblico o privato,
anche senza stabile organizzazione sul suolo italiano.
- Rilancio e sostegno delle attività produttive industriali, manifatturiere, agricole,
ittiche, turistiche, culturali, artistiche e dello spettacolo.
Istituzione di un nuovo ente pubblico per il sostegno dei suddetti comparti, in
particolare nei settori ad alta tecnologia, nel settore della tutela ambientale,
paesaggistica e delle coste; costituzione di task force territoriali regionali per la lotta
ai dissesti idrogeologici, onde favorirvi le ricostruzioni necessarie a seguito delle
gravi calamità naturali; intervento a sostegno per la realizzazione di bacini idrici
regionali per l’aumento delle riserve di acqua per l’irrigazione in agricoltura e per usi
civili; sostegno all’agricoltura biologica per la tutela dell’alta qualità delle produzioni
agricole ed ittiche italiane.
Ripristino del comitato interministeriale dei prezzi, al fine di controllare i valori nello
scambio di beni e servizi, al fine di generare un’economia virtuosa capace di attivare
la difesa del potere d’acquisto dei redditi e rigenerare il risparmio delle famiglie ai
sensi dell’art. 47 della Costituzione. >
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Luigi Intorcia

Antonietta Basile

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Re:Articolo 18 reintroduzione o no?
« Risposta #3 il: Luglio 17, 2019, 05:30:23 pm »
Favorevole alla reintroduzione. Come detto in chat un dipendente può essere licenziato solo perché antipatico al datore; inoltre l'abolizione dell'articolo pone i dipendenti in una condizione di ricattabilità ovvero i datori possono avanzare qualunque richiesta con la minaccia appunto del licenziamento. Ritengo però doveroso spezzare una lancia anche a favore dei datori, se hanno dipendenti lavativi, incapaci e/o incompetenti, o che arrechino danno all'impresa/attività quello che è, allora ben venga il licenziamento. A volte capitano dipendenti che meritano di essere buttati fuori. Come dice il proverbio: "la verità sta nel mezzo", si deve trovare il modo di tutelare entrambe le parti, per quanto possibile.

Pietro Dominici

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Re:Articolo 18 reintroduzione o no?
« Risposta #4 il: Luglio 18, 2019, 12:52:18 am »
Sono favorevole alla reintroduzione dell'articolo 18 ,ma e' innegabile che si debbano apportare modifiche sostanziali che tutelino da una parte il lavoratore , ma che in qualche modo anche il datore di lavoro il quale deve cautelarsi
 se in dipendente e' inadempiente. Qualcosa si deve pur fare  il JobAct  lasciamolo a Confindustria che lo ha scritto e Renzi.

MASSIMO FRANCESCHINI

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Re:Articolo 18 reintroduzione o no?
« Risposta #5 il: Luglio 18, 2019, 02:50:58 pm »
L'unico modo sensato, la via di mezzo corretta per tutti, sarebbe quella che, più in generale, dovrebbe prevedere che sia lo Stato a garantire i cittadini di poter lavorare o di vivere degnamente quando impossibilitati a farlo.
Ovviamente per far ciò occorre sovranità monetaria, la stessa che permetterebbe di diminuire drasticamente la tassazione dei redditi da lavoro, sia dipendente, sia d'impresa.
Gli imprenditori sarebbero così in grado di assumere persone per lavori veri e stipendi adeguati.
Questo farebbe drasticamente diminuire tutte le situazioni del mondo del lavoro che impediscono attività di successo e proficue per tutti.
Dopodiché, si potrebbe pensare ad una misura per cui qualora l'imprenditore licenzi qualcuno, indipendentemente dalle ragioni, sia costretto a pagare, ad esempio, tre mensilità al dipendente, che in ogni caso saprebbe che lo Stato si prenderà cura di lui trovandogli immediatamente un lavoro o assistendolo finché non messo in condizione di lavorare.
Il titolare così non licenzierebbe personale sulla base di motivazioni superficiali: solo dei motivi reali di convenienza economico-aziendale non lo farebbero recedere dal licenziare, anche se obbligato a pagare i 3 stipendi (insomma, pur di liberarsi del dipendente sgradito, può valutare che farne a meno sarebbe comunque benefico per l'attività).
« Ultima modifica: Luglio 18, 2019, 02:52:46 pm da MASSIMO FRANCESCHINI »

BrunoAlessandroBertini

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Re:Articolo 18 reintroduzione o no?
« Risposta #6 il: Luglio 30, 2019, 07:28:23 pm »
Faccio una proposta molto cattiva: reintrodurre le tutele per il lavoratore ma con un'optional a favore dell'azienda (pubblica o privata).
SE il datore di lavoro vuole licenziare un dipendente può farlo per necessità economiche comprovate ma anche per manifesta improduttività.
Attraverso un test comparativo con un candidato all'assunzione (in sostituzione) si dà un periodo di preavviso al lavoratore di 2 mesi in cui il suo lavoro sarà monitorato.
Scaduti i due mesi il datore di lavoro può procedere a un periodo di aspettativa retribuita di altri 2 mesi in cui viene introdotto nell'azienda un nuovo candidato all'assunzione.
Il suo lavoro sarà poi comparato da una commissione indipendente con quello del suo omologo.
In presenza di una evidente disparità di rendimento la commissione potrà autorizzare il licenziamento a patto che sia assunto il nuovo lavoratore.
Questo perché può succedere che qualche dipendente remi contro per motivi personali, o ci siano fannulloni nelle aziende pubbliche.
Risultati:
1) Il dipendente sapendo di questa procedura non eccederà nei comportamenti scorretti.
2) Se lo fa il datore di lavoro può dargli un segnale forte aprendo la procedura: se il dipendente torna ad impegnarsi la chiude e basta altrimenti si prosegue.
3) Se il dipendente è sotto lo standard lo sa e si cerca un altro lavoro nei due mesi di aspettativa. Se invece è il datore di lavoro ad esagerare potrà dimostrare di meritare il lavoro semplicemente lavorando sodo come al solito.
Poi c'è il mobbing, ok, ma quella è un'altra cosa.