Post recenti

Pagine: [1] 2 3 ... 10
1
Discussioni generali / Re:Lista internazionale di teorici antisistema
« Ultimo post da Orazio di Bella il Agosto 12, 2022, 01:51:21 am »
Coraggio!
Se vi ritenete teorici antisistema, mettete il vostro nome!
2
Discussioni generali / Lista internazionale di teorici antisistema
« Ultimo post da Orazio di Bella il Agosto 11, 2022, 04:45:02 pm »
Ciao a tutti!
Mi sono assentato per un bel pò di tempo, ma per la mia evoluzione teorica è stato molto profittevole.

Ho una domanda che per gente antisistema dovrebbe essere facile:
Mi potete elencare tutti i TEORICI antisistema che conoscete, e cosa esattamente distingue la loro teoria?

Per cominciare bastano i nomi!

Un saluto a tutti!
3
L'inefficienza è l'infrastruttura su cui si poggia la partitocrazia politica.

L'efficienza è il più grande nemico della partitocrazia politica che può prosperare solo dove nulla funziona.
Se qualcosa funzionasse davvero esisterebbe un pericoloso metro di paragone e il potere di stabilire "chi fa cosa" sarebbe seriamente contrastato dal merito di chi le cose le fa per davvero.
In tutto questo risulta ancor più evidente l'importanza di uno strumento come la burocrazia che in mano ai politici corrotti è costantemente utilizzato per impedire che qualcosa funzioni.
Quante volte avete pensato: "Ma che rubino pure, i politici, ma nel frattempo potrebbero anche fare qualcosa di buono per il popolo."?
Questo è impossibile, semplicemente perché tutto il sistema poggia sulla totale inefficienza.
Nulla deve funzionare.
Ne va della sopravvivenza stessa del sistema.

Un primo grande insegnamento che si può trarre da questa riflessione è che il maggior nemico della partitocrazia politica è l'efficienza.
Chiunque voglia scardinare o anche solo dare fastidio al sistema deve creare uno o più gruppi efficaci, compatti, produttivi.
Se in condizioni normali questo è abbastanza semplice, in ambito politico diventa una impresa quasi impossibile per i motivi che vi spiegherò tra poco.

Prima però voglio spiegarvi perché il sistema non cade nonostante in moti provino ad attaccarlo dall'interno.
Immaginate le rive di un fiume, su un lato ci sta la gente per bene che lavora e collabora mentre sull'altro ci sono i politici corrotti e il sistema marcio.
Per attaccarli devi attraversare il fiume, ma se lo fai con una barchetta possono succedere due cose.
1) Se sei davvero onesto e determinato te la affondano prima che arrivi anche solo vicino alla sponda.
2) Se sei come loro o puoi diventarlo ti fanno arrivare e poi ti sfruttano o ti ributtano nel fiume. L'unica possibilità di sopravvivere è quella di diventare in tutto e per tutto uguale a loro.

L'alternativa è radunare tutte le persone più capaci e intelligenti e metterle a costruire un ponte che possa poi far passare un esercito.
Il ponte però appoggia da una parte sulla riva buona e dall'altra su quella cattiva.
Per potersi appoggiare a una riva tanto infida serve un lavoro di altissimo livello, serve ingannare il nemico... in definitiva è necessario che il ponte sia adatto a quella riva corrotta.
Tutta la gente per bene che ci lavora ha paura che facendo la mossa sbagliata crolli tutto, tutto il suo lavoro e quello di chi ha lavorato per anni, ed è arrivato a un passo dall'altra riva.
Ovviamente tutti sanno che anche dall'altra parte giocano la loro partita e faranno ogni cosa perché il ponte resti una illusione per far perdere tempo agli idealisti.
Arrivati a un certo punto del ponte anche i più buoni e integerrimi si fermano.
Se andranno più avanti il ponte verrà distrutto e si dovrà ricominciare da capo.
Cosa impariamo da tutto questo?
Due cose importanti:
1) Il ponte serve più che altro per guardare da vicino l'altra riva e imparare a conoscere il nemico.
2) L'esercito (il popolo) dovrà comunque guadare il fiume con enorme fatica e rischio per distruggere i nemici. Una volta dall'altra parte si spera che le informazioni avute guardando dal ponte siano utili e che con poco sforzo si riesca poi a completare il ponte per evitare che quella riva torni ad essere occupata da farabutti senza scrupoli.
Tutti i costruttori di ponti possono finire la loro opera solo se dall'altra parte ci sono persone che hanno guadato il fiume e li aiutano a completare l'opera.

Tecniche di distruzione per annullare qualsiasi attività che possa funzionare in ambito politico.

Come detto l'inefficienza viene difesa e promossa dal sistema partitocratico corrotto.
Quando c'è un gruppo di persone che si riuniscono in ambito politico e possono davvero fare la differenza si attivano delle precise procedure che ora vado ad illustrarvi.
1) Infiltrazione.
I gruppi politici efficaci saltano subito all'occhio.
Bastano 5 o 6 persone che collaborano a pieno ritmo e proprio per la totale inefficienza del sistema il loro lavoro viene immediatamente notato.
La prima cosa che accade è l'arrivo di richieste per inserire nuove persone all'interno di questo gruppo.
Analizziamo nel dettaglio alcune caratteristiche di queste richieste:
- La persona da inserire non è già collaboratrice o conosciuta dal gruppo.
Una persona esterna o interna al gruppo suggerisce di inserire uno o più membri capaci e utili, almeno a suo dire.
- Le persone inserite non hanno già un ruolo definito al momento dell'ingresso.
Il gruppo funziona, fa il suo lavoro, e ci si potrebbe aspettare che sia normale ampliarlo, ma questo dovrebbe avvenire guardando a una reale esigenza del gruppo.
Se manca una figura responsabile specifica la si individua, la si prova, la si inserisce per quel compito specifico.
Normalmente non si fanno entrare persone sulla totale fiducia in nessun ambito fuorché quello politico clientelare.
- Il potere è gestito da chi ha l'autorità di inserire queste persone.
E' la struttura portante della politica corrotta italiana, si chiama clienteralismo.
In pratica ci sono persone che hanno titolo di inserire altre persone in ogni ambito politico e spesso anche a capo di grandi industrie.
Tutti i candidati oggi sono inseriti in questo modo.
Io stesso o chiunque altro si presenti a una elezione politica come candidato è stato inserito da qualcuno che aveva il potere di farlo.
Questo crea inevitabilmente un legame di sudditanza (nel migliore dei casi semplice riconoscenza) e piramidi di potere che nulla hanno a che fare con la meritocrazia.
In pratica la scelta di "chi fa cosa" è saldamente in mano ad alcune persone che non devono preoccuparsi di scegliere persone capaci ma piuttosto fedeli.
Questo è possibile proprio grazie alla totale assenza di efficienza del sistema.
Dove nulla funziona puoi mettere chiunque a dirigere qualunque cosa senza poi essere accusato di nulla.
Quindi segnatevi sempre i nomi di quelli che vengono inseriti improvvisamente in un gruppo politico che funziona, e soprattutto segnatevi il nome di chi li ha proposti e fatti inserire perché è lui che ha il potere.
Poi sarà facile capire se sono stati inseriti per i loro meriti o per far altro.
E ora vi dico nello specifico cosa sia questo "altro".

TEST DELLA SOLIDITA' DEL GRUPPO
Le nuove persone inserite in brevissimo tempo cominceranno una forte polemica tra loro per i motivi più futili.
Questa operazione ha due utilità per loro:
1) Dare l'apparenza che sono "nemici" e quindi non lavorano assieme.
2) Testare la solidità del gruppo: se il gruppo cede o persone al suo interno cominciano a loro volta a fare inutili polemiche allora il gruppo è poco pericoloso e con semplici mosse potrà essere diviso e ricondotto sotto la soglia di efficienza minima per essere sfruttato al momento giusto. 
Se invece il gruppo resiste e nessuno si accoda alla polemica questa si risolve istantaneamente (era solo un test) e le persone che fino al giorno prima si beccavano per un nonnulla tornano a collaborare inaspettatamente.
3) Smantellamento forzato del gruppo: se il gruppo non è troppo numeroso uno dei nuovi entrati si assume la responsabilità di affermare che il gruppo deve essere chiuso.
I motivi sono i più disparati, ne esiste già uno uguale che è più efficiente o ha l'investitura di ufficiale, serve un aggiornamento tecnico, c'è un grosso personaggio che deve essere inserito come amministratore... le scuse sono tante.
In un gruppo numeroso o esterno alla politica sarebbe difficile cancellare un gruppo in questo modo.
Servirebbe una votazione, una analisi dei benefici e altre verifiche...
In un gruppo ristretto vedi che senza alcun contraddittorio le persone più autorevoli (quelle che avevano inserito gli "altri") lasciano immediatamente e a seguire uno alla volta tutti quelli che avevano inserito.
Basta questo meccanismo per convincere anche uno solo del gruppo originale ad abbandonare e il gioco è fatto.
Uno alla volta tutti si trasferiscono in un nuovo gruppo di cui non sono più i fondatori ma gli ospiti.
4) Probabilmente esistono livelli successivi e altre tecniche di distruzione ma io non ci sono arrivato.

LA VELOCITA'NELLE DECISIONI POLITICHE
Fino ad ora ho scritto che l'inefficienza è l'anima della politica partitocratica.
Ma non è sempre vero.
Per usare uno stereotipo conosciuto ormai da tutti: avete notato con quale velocità e coesione i politici si aumentano gli stipendi?
Oppure in fase di emergenza come viaggiavano veloci i decreti di Conte e Draghi?
E' evidente che quando qualcosa interessa davvero scompare la burocrazia, si appianano i mille ostacoli e l'opposizione chiassosa e in un attimo tutto è compiuto.
Accade ad ogni livello politico, anche a quelli più bassi, non accade mai per caso.
Quando qualcosa avviene in pochi istanti è perché così è stato deciso e pianificato.
Se normalmente per convincere 5 persone a fare una cosa assieme servono mesi ecco che alcune persone (che non a caso hanno autorità e potere) riescono a far accadere cose impensabili in brevissimo tempo e si vedono chiaramente azioni coordinate tra amici o nemici o schieramenti differenti con una sorprendente armonia ed efficacia.

CONCLUSIONE:
La conclusione è che fare politica è estremamente difficile e frustrante.
Forse quando ci sarà davvero una forza capace di offrire al popolo la scelta dei candidati in modo diretto qualcosa potrà cambiare.
Quel che è certo è che l'efficienza è molto fastidiosa per il sistema e lì bisogna puntare: anche piccoli gruppi ma molto efficaci nel comunicare e coinvolgere le persone per bene.
Qui ci proveremo sempre a creare gruppi efficaci e candidati capaci di resistere il più possibile a un sistema che va almeno conosciuto nei dettagli per essere combattuto.
4
Discussioni generali / Re:Il mondo che verrà
« Ultimo post da BrunoAlessandroBertini il Agosto 11, 2022, 10:44:36 am »
Un pizzico di follia serve sempre, ma che sia giusto quel pizzico che sta alla base del coraggio e supportata da un gran lavoro tecnico e di sperimentazione.
5
Discussioni generali / Il mondo che verrà
« Ultimo post da Antonietta Basile il Agosto 02, 2022, 11:30:30 am »
Dipende solo da noi!
Si dice che il mondo sia stato rivoluzionato da folli e visionari, forse perché le idee di alcune persone nel periodo in cui hanno vissuto alla maggior parte della gente sembravano tali. Prendiamo i fratelli Wright, avremmo oggi l’aereo se non fosse stato per loro? Forse si, magari ci avrebbe pensato qualcun altro, ma di questo non vi è certezza. Quello che è certo e che follia e visone da soli non bastano, ci vuole coraggio. Il coraggio di realizzare quelle folli visioni anche quando si ha tutto e tutti contro, tendando e ritentando fino al raggiungimento dello scopo. Il coraggio di perseguire l’obiettivo con costanza, impegno, dedizione, lungimiranza.
Quindi, di cosa abbiamo bisogno oggi per uscire da questa situazione?
Di tanti coraggiosi folli e visionari.
6
Discussioni generali / Spirito di abnegazione
« Ultimo post da BrunoAlessandroBertini il Luglio 22, 2022, 08:48:41 am »
Perché gli avvocati non si ribellano e denunciano chi ci governa?
Perché i magistrati non li condannano?
Perché le forze dell'ordine invece di ribellarsi e andare ad arrestarli seguono ancora i loro ordini?
Perché gli imprenditori che si lamentano preferiscono fallire ma continuano a pagare le tasse?
In definitiva, perché il popolo non si oppone a tutto questo, insorgendo per riprendendosi la sovranità?
La risposta è facile da trovare se si guarda agli eventi delle ultime ore: i nostri nemici sono forti, astuti, determinati e spietati; al punto che qualunque azione si muova contro di loro non danno possibilità di ottenere nessun risultato se non per l'intervento divino o del fato che scombini in modo imprevedibile le sorti dello scontro.
Come forza politica ci stavamo preparando a un difficilissimo scontro, sfruttando ogni minimo errore e valorizzando tutti i vantaggi concessi dalla situazione come in una difficilissima partita a scacchi.
Poi hanno fatto la loro mossa.
Gli è bastato sciogliere le camere nel momento giusto per indire elezioni anticipate a metà settembre per spazzare via gran parte del nostro lavoro e di tutti gli altri partiti e movimenti che si stavano organizzando per sferrare un attacco decisivo.
Riduzione dei parlamentari, sbarramenti vari, raccolta firme da autenticare nel mese di agosto, quando non funziona nulla neanche a livello politici e istituzionale...
E' la mossa perfetta per sbaragliare qualunque forza politica non sia già presente in parlamento.
Così si sono garantiti il vitalizio e una nuova legislatura, perché la cruda realtà è che sono riusciti ad obbligare il popolo a rivotare chi era già presente in parlamento, annullando qualsiasi possibilità di cambiamento.
Una mossa davvero perfetta che gli garantisce la vittoria ed è per questo che ho parlato di "spirito di abnegazione" nel titolo.

"Abnegazione" è un termine che non utilizza più nessuno, oggi si utilizza il termine giapponese Harakiri che è più esplicito e nell'immaginario collettivo chiarisce subito che si tratta di un suicidio.
Quindi io preferisco utilizzare "abnegazione" dato che qui non si tratta di mettere in primo piano un "suicidio" ma piuttosto il NON AVERE PAURA di intraprendere azioni giuste e grandiose, anche quando porteranno a un sacrificio tanto grande che può ricordare la "morte" per annegamento.
Quando gli uomini imbarcati sulle tre Caravelle partirono per cercare l'America lo fecero con pochissime certezze, coscienti di quanto fosse con ogni probabilità un viaggio senza ritorno.
Certamente erano affascinati dai guadagni loro promessi e non di meno disperati, ma avevano anche quello spirito di abnegazione che ti fa compiere scelte ignorando la paura della morte.
Nonostante tutto una Caravella arrivò a destinazione.
Noi ci ricordiamo solo dei vivi e ci scordiamo degli altri: di quei due terzi della spedizione, uomini partiti per sfidare la morte e che sono morti davvero.
Chi alla fine ce l'ha fatta deve ringraziare anche il loro spirito di abnegazione.
Quando pensiamo a NOI oggi in questa situazione politica dobbiamo pensare che abbiamo la stessa disperazione di quegli uomini, la stessa urgenza di partire per il nostro viaggio, anche coscienti che probabilmente non arriveremo alla meta.
Forse ce la farà qualcuno, fortunato, ma per la maggior parte si tratterà di un sacrificio totale.
Non un suicidio, fortunatamente, ma tanto impegno e dedizione per poi non ottenere nulla.
Per non arrendersi serve spirito di abnegazione, nel chiedere le firme per presentarsi e poi eventualmente il voto.
Non di meno anche il popolo che vota deve mettere da parte la logica del "vincere" perché a vincere saranno comunque gli avversari del popolo, ma serve comunque lottare e opporre resistenza per dimostrare di essere ancora vivi.
Per quanto possa sembrare folle combatterli anche senza speranza di vincere è comunque meglio che lasciarsi uccidere inermi.
E poi c'è sempre l'imprevedibilità del fato che può rovesciare le sorti di una battaglia segnata.
Non voglio sembrarvi pessimista scrivendo questo, ma in queste ore stiamo facendo le analisi politiche del caso ed è chiaro che:
A) Il nostro avversario è molto più forte, ha molti più mezzi ed è molto capace e intelligente.
B) Le diverse forze che si oppongono al sistema corrotto non riescono ad unirsi in modo costruttivo neppure di fronte a una emergenza politica come le elezioni anticipate a brevissimo termine.
Serve quindi spirito di abnegazione per fare quel che va fatto e agiremo anche sapendo che nessuno si ricorderà della maggior parte di noi, neanche se dovesse accadere un miracolo capace di risollevare le sorti dell'Italia.
7
Discussioni generali / Re:La legge è uguale per tutti?
« Ultimo post da BrunoAlessandroBertini il Luglio 16, 2022, 06:21:34 pm »
Riflettevo l'altro giorno che la legge non è mai uguale per tutti: semplicemente perché le leggi cambiano nel tempo.
Le leggi in vigore quando mio padre era giovane erano certamente diverse da quelle attuali.
Questo vuol dire che persone della stessa epoca hanno vissuto seguendo leggi diverse.
Quindi vi è la certezza che la legge non è uguale, semmai la domanda è se la legge è pari per tutti, ovvero nello stesso momento e nelle stesse condizioni tutti gli individui sono trattati in modo paritario?
E questo coinvolge tutti quelli che riescono a piegare la legge al proprio comodo, ovvero a cambiarla quando serve a loro.
E' anche per questo motivo che avere un iter lungo per cambiare una legge non è poi solo un fattore negativo.
Il potere di creare DPCM in un paio di giorni distorce sicuramente la parità tra i cittadini di fronte alla legge.
8
A guardarsi intorno, gli eventi si rincorrono come impazziti.
Non è più possibile stabilire nessuna verità con certezza, tutti cambiano idea nel volgere di pochi mesi e ognuno urla la sua verità...
Sono ormai 3 o 4 anni che sembra di stare in un formicaio impazzito.
Del NWO non c'è traccia ed è tutto in preda al disordine.
Il motivo di tutto questo è che l'esperimento economico dell'Euro è fallito.
Un esperimento economico che non era mai stato provato prima in una forma tanto complessa.

Elite mondiali interessate a stabilire un nuovo ordine lo hanno studiato nei dettagli per decenni: si sono preparati, avevano i soldi e il potere necessari per mettere in atto questo esperimento e non appena hanno avuto anche la tecnologia e i mass media adatti nelle proprie mani sono partiti senza se e senza ma.
I paesi d'Europa sono stati pienamente coinvolti, mentre il resto del mondo per quanto possibile restava ai margini.
Sapendo bene che si trattava di un esperimento, queste eleite si sono preoccupate di non intaccare la propria forza.
Sono rimaste per lo più nell'ombra e hanno certamente avuto sempre più di una via di fuga dall'euro.
Chiariamoci: l'esperimento avrebbe potuto anche funzionare sulla carta ma andava inevitabilmente provato, e non si poteva fare con paesi sottosviluppati dell'Africa o con nazioni forti e ben coordinate come Russia, America o Cina.

Inutile girarci attorno: il progetto è miseramente fallito.
Già nel 2018 era chiaro che nonostante i molti aggiustamenti in corsa il progetto euro non si reggeva in piedi economicamente.
Paesi come il Portogallo e la Grecia erano collassati quasi subito, l'Italia ci ha messo più tempo solo grazie alla ricchezza accumulata negli anni pre-euro, la Francia la stava seguendo a ruota con il popolo incazzatissimo e anche la Germania, nonostante fosse la nazione più favorita dalle regole UE, cominciava a dare preoccupanti segnali di cedimento.

L'euro e l'eurozona erano destinati a schiantarsi e i vari capi di Stato lo sapevano con largo anticipo sulla popolazione.
Tanto è vero che le nazioni meno coinvolte già si stavano tirando indietro.
La Gran Bretagna ha visto bene di andarsene e anche altre nazioni l'avrebbero seguita se non fosse intervenuta la pandemia e poi la guerra in Ucraina.
Il 50% degli aderenti si faceva e si fa gli affari propri, almeno quei fortunati che non hanno abbandonato la valuta nazionale.

In questo scenario di morte annunciata c'è stato l'ultimo colpo di coda delle elite che prima di mollare la presa hanno approfittato della situazione e sperimentato altre forme di controllo sociale e politico.
Il crollo economico sarebbe comunque avvenuto.
Le rivolte popolari si sarebbero comunque scatenate.
Però le condizioni erano ottime per testare i vari lock-down (che da soli avrebbero distrutto qualsiasi economia) come i vari finanziamenti a fondo perduto o la privazione di diritti basilari.
A lungo termine il risultato di una qualsiasi di queste azioni sarebbe stata una rivolta popolare a seguito di un crollo economico.

Avendo la certezza che questo scenario si sarebbe comunque realizzato in pochi anni si sono lanciati in varie sperimentazioni, affrettate e grossolane se paragonate all'euro.

Oggi non c'è proprio nulla altro da ricavare.
Si chiuderà l'esperimento lasciando l'Europa al suo destino.

Attenzione però: le elite che hanno voluto tutto questo non sono state toccate da alcuna crisi.
Hanno ancora tutto il potere, tutti i soldi e tutte le possibilità per cominciare una nuova sperimentazione altrove.
Non è la fine del NWO come si sente dire un po' ovunque.
Il progetto euro è fallito ed è stato scartato.
il NWO verrà fatto in un altro modo, utilizzando i dati raccolti per fare meglio.

Potranno essere coinvolti gli USA (che vivono un profondo conflitto interno per evitarlo), la Russia (anch'essa impegnata a difendere la propria identità), o la Cina...

Soggetti che oggi sono più forti e coesi dell'Europa di inizio millennio e vanno quindi indeboliti e infiltrati.
Il primo che cederà probabilmente farà da campo di prova per il NWO 2.0 (senza contare che anche Canada, india o Oceania hanno caratteristiche adatte).

Per l'Europa e l'Italia si spera possa partire un periodo di ricostruzione un cui si alleggerisca il controllo e l'ingerenza di altre nazioni o soggetti sovranazionali.
9
Rompo gli indugi e scrivo un post sui disastri che ha fatto la democrazia diretta in Italia.
Con poca cultura, poca conoscenza e i media di massa in mano a poche organizzazioni politiche la DD è impossibile.
Col nostro ordinamento attuale delle leggi, con l'attuale costituzione, la DD è impossibile.

Certo ci sono alcuni strumenti di DD che possono essere usati, ma con cautela e nel giusto modo.
Sicuramente si deve lavorare per migliorarli e se possibile aggiungerne altri.

Ma tutta la DD sbandierata dai 5 Stelle e da altri partiti finisce qui.
Il 90% dell'impegno del cittadino in questa DD sbandierata ai quattro venti è inutile.
Finisce in un vicolo cieco.

Il risultato è far sprecare un sacco di tempo a un sacco di gente, che poi delusa abbandona la politica smettendo di fare anche quel poco che potrebbe davvero avere un peso.

I poteri dello Stato sono 4: Legislativo (affidato al parlamento), Esecutivo (affidato al governo), Giudiziario (affidato alla magistratura), Controllo (affidato al popolo).

Secondo i dettami della DD a tutto campo il cittadino dovrebbe preoccuparsi anche di fare le leggi, metterle in atto e poi giudicare i colpevoli.

Siccome il parlamento non è capace, vengono organizzate attività per radunare cittadini e scrivere le leggi che servirebbero o si fa ricorso all'istituto del referendum per modificare l'operato del parlamento.
Siccome il governo non è capace, si privatizza tutto e le varie procedure per far sì che le cose funzionino sono scaricate sul cittadino, con una burocrazia infinita. E' il cittadino che deve agire secondo una infinità di norme, autocertificando tutto quel che fa e pagando multe salate se sbaglia, perché in definitiva è sua la responsabilità di mettere in atto le leggi in modo corretto (vedi controllo del green pass nei ristoranti come esempio).

Siccome la magistratura non è capace è il cittadino che deve giudicare l'operato delle persone. Ore e ore di trasmissioni TV su qualsiasi fatto di cronaca o decisione politica per fare un processo mediatico in cui due diverse fazioni si scontrano fino a raggiungere un verdetto finale che sarà assunto come corretto dal popolo. Se poi la magistratura dovesse scegliere diversamente, seguendo le leggi, anche la magistratura stessa sarà giudicata colpevole dai media.

Tutte queste sono attività inutili in cui il popolo è coinvolto con l'inganno di essere determinante grazie alla DD e a una sovranità concessa dal dittatore di turno che nel frattempo comanda il governo, comanda il parlamento, comanda la magistratura e controlla i cittadini.

Purtroppo è così.

La normalità dovrebbe essere un'altra.

Le azioni politiche concrete che potrebbe fare il cittadino sono vivere la propria vita e controllare che le leggi e il governo e la magistratura facciano il proprio dovere e non interferiscano con il suo lavoro, la sua famiglia e il suo svago.
Dare il voto a persone capaci ed eleggere parlamentari meritevoli.
Come popolo, incazzarsi e protestare quando le cose non vanno bene, manifestando e scioperando.

Nulla di questo viene più fatto.

Il controllo del cittadino sulle istituzioni è stato ribaltato in un controllo delle istituzioni sul cittadino, in cui tutti gli strumenti di controllo sono puntati sul singolo e mai sugli amministratori o le corporazioni per cui lavorano.
Non si vota più, chi lo fa lo fa turandosi il naso o per convenienza sperando di riceverne in cambio vantaggi personali.
Anche la protesta è veicolata al 90% dalle istituzioni che decidono come , quando e perché protestare; e tutto ciò che è fuori da questo perimetro viene impedito o represso con la forza.

Come partito sano dobbiamo agire in senso opposto a tutto questo, ridando al cittadino gli strumenti di controllo sulle istituzioni, riavvicinandolo al voto ragionato e supportando le iniziative popolari di protesta legittima.

10
Discussioni generali / Re:Industria pesante e sviluppo delle città
« Ultimo post da BrunoAlessandroBertini il Giugno 21, 2022, 10:03:39 am »
Quando la prima repubblica è finita cosa è accaduto?
E' arrivata la seconda, peggiore della prima.
Temo che l'UE sarà semplicemente sostituita da una versione riveduta e corretta.
Mentre a noi dicono che è meglio non far cadere un governo in momenti di crisi e sospendono il diritto al voto le elite ci mettono poco a far saltare tutto per sistemare eventuali errori commessi.
Pagine: [1] 2 3 ... 10