Autore Topic: La legge è uguale per tutti?  (Letto 977 volte)

Antonietta Basile

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La legge è uguale per tutti?
« il: Settembre 12, 2019, 06:27:27 pm »
Art. 3. Costituzione
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Art. 68. Costituzione
I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni. Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, ne´ può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale e` previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.
Analoga autorizzazione e` richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.

A me sembra sia una contraddizione che un contrasto.
« Ultima modifica: Settembre 12, 2019, 06:29:45 pm da Antonietta Basile »

BrunoAlessandroBertini

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Re:La legge è uguale per tutti?
« Risposta #1 il: Settembre 13, 2019, 08:55:33 pm »
Qui si nota la furbizia di chi si cuce le leggi addosso.
Credo che nell'idea originale ci fosse un paragrafo che pesava come un macigno:
"Nell'esercizio delle loro funzioni"
Mentre svolge la sua funzione parlamentare un deputato o un senatore gode di particolari tutele.
Diciamo che è come se ci fosse una legge che obbliga i muratori "nell'esercizio delle loro funzioni" a indossare in casco e le scarpe anti-infortunistica.
Non si viene a creare una disparità di trattamento.
Fuori dal contesto lavorativo tornano normali cittadini e viceversa qualunque cittadino svolga quella funzione è soggetto a obblighi o tutele particolari.
Questo vuol dire che un Berlusconi che fa il Bunga Bunga e commette un reato non è tutelato (almeno non dovrebbe esserlo) dall'articolo 68.
Non sta svolgendo la propria funzione parlamentare.
Se un politico si fa corrompere e agisce su altri colleghi o in un sistema mafioso senza avere responsabilità istituzionali in quell'ambito idem.
Se pago un parlamentare dell'opposizione per venire nel mio partito non sto svolgendo alcuna funzione identificabile con i compiti parlamentari, ecc..

Antonietta Basile

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Re:La legge è uguale per tutti?
« Risposta #2 il: Settembre 13, 2019, 11:12:02 pm »
Questo se fossimo in paese in cui le cose funzionano, il punto è che questi ci si nascondono sempre dietro anche quando non gli spetta, e anche se gli spetta non mi sembra corretto in quanto da un privilegio e se c'è un privilegio non ci può essere uguaglianza.
« Ultima modifica: Settembre 15, 2019, 07:56:00 pm da Antonietta Basile »

MASSIMO FRANCESCHINI

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Re:La legge è uguale per tutti?
« Risposta #3 il: Settembre 16, 2019, 11:51:31 am »
Riguardo al problema del giusto processo e della presunzione d'innocenza contribuisco con l'articolo della serie sui diritti umani che se ne occupa:
https://www.attivismo.info/i-diritti-umani-e-lo-stato-della-civilta-articolo-11-una-giustizia-ancora-da-attuare/
Riguardo ai procedimenti verso i politici riporto il paragrafo relativo dal mio libro:

L. RESPONSABILITÀ ISTITUZIONALE
Andrebbe completamente rivista l’immunità degli eletti a qualsiasi Camera, salvaguardando al contempo l’opera istituzionale da manovre destabilizzanti, senza però favorire la permanenza in posti di responsabilità pubblica di nominati che mostrino chiaramente disprezzo per la legge e la Costituzione.
Un apposito ufficio istituzionale indipendente dal Parlamento dovrebbe a tal fine valutare la situazione di parlamentari ed amministratori indagati per atti che riguardino le attività istituzionali e per una serie, da stabilire, di gravi violazioni della legge.
Qualora tale ufficio ritenga che già all’avviso di garanzia esistano elementi accertati che evidenzino la compromissione della legalità dell’operato istituzionale e della condizione di incensurato, avrebbe la facoltà di sospendere l’indagato dall’incarico e dalla retribuzione fino al primo grado di giudizio. In assenza di piena assoluzione si dovrebbe confermare la sospensione anche se la difesa decidesse di ricorrere in Appello.
Con la seguente misura si opererebbe una deroga a quanto auspicato nel capitolo “Legge” circa la pubblicazione degli atti. Si ritiene che ciò possa essere un parziale ed accettabile “sacrificio”, considerando che la condotta criminosa di un politico o di un amministratore debba essere nota per mantenere la fiducia nello Stato di diritto.
Il politico o l’amministratore estromesso ingiustamente, in base ad una sentenza definitiva, potrebbe chiedere risarcimento degli stipendi persi ed altri tipi di risarcimenti istituzionali, qualora le evidenze processuali mostrino leggerezze o condotte vessatorie da parte della magi-stratura o dallo stesso nuovo ufficio.
Eventuali risarcimenti privati resterebbero soggetti alla normativa vigente.

Antonietta Basile

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Re:La legge è uguale per tutti?
« Risposta #4 il: Settembre 23, 2020, 10:12:10 pm »
Ancor di più mi sorge il dubbio! Un magistrato è un cittadino speciale per l'incarico che svolge?

https://www.ilriformista.it/processo-a-palamara-non-si-fara-nessuno-ha-il-diritto-di-processare-la-magistratura-neanche-la-magistratura-159331/?refresh_ce

BrunoAlessandroBertini

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Re:La legge è uguale per tutti?
« Risposta #5 il: Settembre 24, 2020, 12:10:07 pm »
Ci sono alcune figure istituzionali, come i pubblici ufficiali, i politici, i magistrati, ecc., che nello svolgimento delle loro funzioni ottengono delle deroghe o altri "superpoteri" preclusi ai normali cittadini.
Questo è inevitabile, ma come sempre i politicanti e i criminali senza pudore che hanno rovinato l'Italia sono riusciti a distorcere a proprio favore la realtà, trasformando quelle che doveva essere una responsabilità maggiore verso il popolo in un privilegio inattaccabile.
Ci sono riusciti, con la loro faccia di bronzo, facendo passare il concetto che loro lavorano 24 ore su 24 per i cittadini.
Qualche anno fa, quando si domandava a un politico perché avesse uno stipendio tanto alto rispondeva: "Perché io non ho ferie, lavoro ogni momento per i cittadini italiani".
Questa mancanza di un orario di lavoro la ritroviamo anche ad esempio nella magistratura in cui non c'è un rigido orario di lavoro.
Quando andiamo in un tribunale e sentiamo che il giudice non c'è o è in ritardo non pensiamo che sarà punito per questo come ogni altro lavoratore.
Non sarà licenziato.
Lui può lavorare ovunque, non ha una paga oraria, al massimo un gettone di presenze.
Ma la cosa più odiosa e pericolosa del non avere orario è la possibilità di estendere i propri privilegi in ogni ambito della propria vita.
Se ci fosse un orario preciso, per cui dopo le 18.00 ad esempio il politico torna normale cittadino, sarebbe più facile distinguere se è nel corso dell'esercizio delle sue finzioni.
Questo vale anche per le molte menzogne conclamate che diffondono alcuni politici attraverso i media.
Se io scrivo su un social che la deputata tal dei tali è stata eletta grazie a dei "favori sessuali" concessi a personaggi di potere... apriti cielo!
Mi becco una denuncia per direttissima, come successo per tanti che hanno espresso le loro opinioni sui social.
Quando un politico va in TV e mente, infangando rivali politici e chiunque altro, gode di una sorta di immunità.
Non si sa mai se sta parlando ufficialmente o a titolo di opinione personale.
Forse una riforma da fare sarebbe istituire degli orari di lavoro anche per queste categorie, con paga oraria.
All'interno dell'orario di lavoro sei Magistrato, Onorevole, Pubblico Ufficiale...
Fuori dal tuo orario di lavoro torni un normale cittadino e non puoi far valere in alcun modo i tuoi privilegi; se lo fai commetti reato di abuso di potere.

Antonietta Basile

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Re:La legge è uguale per tutti?
« Risposta #6 il: Novembre 16, 2020, 03:24:22 pm »
Art. 101. Costituzione
La giustizia e` amministrata in nome del popolo.
I giudici sono soggetti soltanto alla legge.