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Cosa può identificare una intercettazione buona da una cattiva?
Tutto sta nell'uso che se ne fa.

Appunto! Ben detto! Secondo me ci vogliono, qualora non già esistenti, mezzi che ne impediscano la strumentalizzazione che come hai detto spesso ha lo scopo di distruggere la reputazione di chi da fastidio.
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Questo è un post che vi invita a riflettere su alcune ipotesi.
Parto dalle intercettazioni, telefoniche, messaggi o ambientali che siano negli anni passati sono state messe sotto accusa e ci sono state una serie di norme che hanno messo paletti molto sgraditi all'opinione pubblica.
I più grandi scandali scoppiano grazie alle intercettazioni.
In passato abbiamo seguito per mesi le intercettazioni di Moggi in calciopoli, o abbiamo assistito con sgomento alla distruzione di alcune intercettazioni che riguardavano addirittura il presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano...
In conclusione, sono decenni che le intercettazioni hanno assunto nell'immaginario pubblico la valenza di strumento principe delle indagini.
Se il sistema cadrà, se i corrotti finiranno in prigione, sarà grazie alle intercettazioni.
Questa è ormai la convinzione diffusa e il popolo le vede esclusivamente come bene assoluto e strumento supremo di giustizia.
Queste estremizzazioni però non sono consigliabili.
Non esiste l'assolutamente giusto o l'assolutamente sbagliato e anche le intercettazioni devono essere sempre valutate con massima attenzione.
Sono infatti uno strumento che si sposa perfettamente coi media, e sappiamo che il controllo dei media è una delle prerogative che rende inattaccabile il sistema di chi detiene il potere.
La mia amara riflessione è che di intercettazioni ce ne sono state tante negli anni, clamorose, nella sanità, nell'immigrazione, nella politica, nell'affidamento dei bambini, nei magistrati e nella polizia ci sono stati episodi talmente eclatanti che anche solo uno di essi avrebbe dovuto far crollare il sistema di potere.
Nei fatti questo non è mai avvenuto.
Bisogna risalire a tangentopoli per poter parlare di una azione giudiziaria che ha effettivamente sovvertito l'ordine del potere (almeno in Italia) e guarda a caso è stato l'inizio del processo politico che ha generato l'attuale sistema di potere.
In qualche modo si potrebbe dire che quelle intercettazioni sono state funzionali all'instaurazione di una nuova classe dirigente, nuovi partiti, nuovi equilibri in Italia, che sono poi andati a coincidere nel tempo con un progetto UE di sottrazione di sovranità agli Stati.
Nessuna successiva intercettazione, anche quelle più gravi, ha prodotto danni reali.
A una grande risonanza mediatica sono seguiti cambiamenti limitati.
Il mio timore è che a volte le intercettazioni possano essere utilizzate come strumento per accelerare alcuni cambiamenti, facendoli apparire come giusti ed inevitabili agli occhi del popolo.
L'intercettazione è un metodo chirurgico, in grado di addossare immediatamente enormi responsabilità a singole persone.
Grazie alle intercettazioni è possibile aprire immediatamente un processo mediatico e portarlo a sentenza certa di condanna da parte del popolo.
Cosa fa la differenza in questi casi?
Cosa può identificare una intercettazione buona da una cattiva?
Tutto sta nell'uso che se ne fa.
Se le intercettazioni sono usate dalla magistratura per accertare dei fatti, ricostruendo il giusto contesto, ascoltando le parti, la loro difesa, ecc., allora sono uno strumento utile ed indispensabile.
Quando dovesse arrivare una condanna, in questo caso, diffondere l'intercettazione tramite i media sommerebbe l'indignazione del popolo all'effetto della condanna definitiva segnando l'espulsione del personaggio coinvolto dalle cariche ricoperte per sempre.
Se le intercettazioni arrivano invece direttamente alla stampa e vengono diffuse prima ancora che un reale processo possa cominciare è lecito dubitare e doveroso preoccuparsi di capire perché... se qualcuno potrebbe avere interesse nel far sparire dalla scena alcune persone immediatamente (come esempio potrei ricordare l'ex sindaco di Roma).
C'è quindi un effetto immediato, totalmente a discrezione di chi comanda i media.
I processi poi durano anni e se anche il magistrato dovesse assolvere il colpevole... ormai è colpevole.
Chi potrebbe opporsi a una tale arma di distruzione personale?
Personalmente ritengo che dovrebbe essere impedito spettacolarizzare le intercettazioni prima che una sentenza definitiva gli dia il giusto peso.
Impedire i processi mediatici, favorendo semmai la diffusione di notizie che siano davvero basate sui fatti o su sentenze definitive.
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Discussioni generali / Re:SCUOLA
« Ultimo post da Antonietta Basile il Luglio 26, 2020, 01:38:48 pm »
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Discussioni generali / Come li spendiamo questi soldi?
« Ultimo post da BrunoAlessandroBertini il Luglio 15, 2020, 02:00:22 pm »
Improvvisamente e inaspettatamente il nuovo problema economico mondiale è diventato il seguente:
COME SPENDERE I SOLDI?

Pare infatti che gli italiani siano stati sommersi dai soldi dopo il covid.
Dicono anche che la UE ha concesso fondi mostruosamente alti ai paesi colpiti dall'emergenza sanitaria.
Questo si somma alle banche straripanti di crediti (poco importa se esigibili realmente) e al 10% stramegaricco che ha soldi da buttare.

Tutti oggi hanno una sola preoccupazione: come li spendiamo tutti questi soldi?

Eppure fino allo scorso anno la situazione era ben diversa: i soldi mancavano a tutti e non si sapeva dove andarli a prendere.
Anche per fare cose importantissime e basilari si faticava a trovare i soldi.
Non c'erano soldi per fare nulla e si tagliava su tutto.
Gli italiani, assieme a tanti altri popoli, erano diventati poveri.
Lo Stato indebitato a tal punto da essere ricattabile da chiunque e doversi inginocchiare per ottenere qualche punto in più di disavanzo nel bilancio.
Il 90% della popolazione mondiale era poverissimo.

Poi col covid sono bastati pochi mesi e siamo diventati tutti ricchi.

Questa è la percezione esagerata e sbagliata di una realtà ormai raccontata solo nei TG, che parla di cose e decisioni lontanissime dalla vita quotidiana.

Ci hanno condizionato a festeggiare quando sale la borsa e a disperarci quando cala.
A brindare se il PIL aumenta di mezzo punto percentuale e a prepararci al peggio se cala di mezzo decimo.

Se un paese estero entra in crisi sembra che sia colpa nostra e noi dovremo quindi pagarne le conseguenze.

Poi ci voltiamo indietro e vediamo che tutto nella vita normale procede secondo ritmi ben diversi, che i problemi sono altri e a causarli sono proprio quelli che non li vogliono risolti e ci spettinano le idee con tanti allarmi quotidiani.

Questa volta però l'allarme è diverso, di ben altro livello, e la questione va approfondita.

In uno stato sovrano, con economia a posto, come dovrebbe essere ogni stato civile, la mancanza di soldi non è mai un problema.
Questo è di fatti il falso problema che ci mettono davanti agli occhi per non fare le cose che andrebbero fatte.
Oggi che per una serie di coincidenze le cose devono essere fatte per forza spendendo una montagna di soldi e quindi non regge più la scusa della loro mancanza riemerge il vero problema.
Quando i soldi ci sono, se siamo tutti ricchi, come li spendiamo questi soldi?
La domanda può a prima vista sembrare banale, ma immaginate una condizione di benessere diffuso in cui tutti stanno bene e hanno ciò che vogliono... che altro può servire?

Anche se stampo un milione di lire l'economia non ne ha bisogno, il popolo non ne ha bisogno...

Ma non è questo il nostro caso.
Abbandoniamo questa utopia:
- non tutti stanno bene
- l'economia reale è allo sfascio totale
- i diritti dell'uomo, degli animali e della natura sono calpestati quotidianamente
- gli Stati sono sempre sull'orlo di una crisi innescata da guerre, soprusi o o altri motivi.

Quindi oggi come oggi, se fermi uno per strada sa certamente dirti come spendere i soldi, fosse anche per comprarsi una casa decente, pagare i debiti dell'azienda, farsi una vacanza, revisionare le autostrade e le strade...
Ci sono mille modi utili per spendere soldi ogg ei decidere dove spenderli non dovrebbe certo essere un problema, a meno che...
A meno che non siano "pochi".

Questo è il grande paradosso: chi non sa come spendere i soldi è il povero che ne ha pochi e sa che se sceglie di comprarsi un panino poi non ne avrà più per pagare l'affitto.
Quindi non è solo il ricco che ha già tutto a non sapere dove sperperare ulteriormente i suoi soldi che userà come fiammiferi per accendersi i sigari (giammai li potrà donare ai poveri che sono la fonte della sua ricchezza).
Anche il povero ha paura di sbagliare: ha paura che finiscano e per non tornare povero non li usa.

Tutto questo ci restituisce un quadro ben delineato in cui a causa del covid:
1) Sono stati spesi e andranno spesi moltissimi soldi.
2) I ricchi vogliono sfruttare l'occasione per cambiare molte cose a loro favore spendendo tantissimi soldi.
3) I poveri prenderanno coscienza che i soldi ci sono in abbondanza e saranno spesi.
4) I poveri però devono restare convinti che è comunque necessario fare una attenta selezione delle cose da fare nonostante ci siano soldi potenzialmente infiniti.
5) I poveri devono essere convinti che a decidere come spendere i soldi saranno i ricchi, o i politici che loro controllano, o delle commissioni di esperti nominati da questi ultimi, per evitare di "spenderli in modo sbagliato".
6) E' una situazione straordinaria alla fine della quale i poveri resteranno poveri e i ricchi resteranno ricchi
6 Bis) Non sarà di fatto speso un euro per risolvere i problemi che creano questa disparità
7) I soldi saranno spesi in interventi che al contrario renderanno ancor più immutabile il controllo di chi comanda su chi è comandato.

Prove tangibili si possono riscontrare nell'offerta dei ricchi che chiedono di essere tassati per aiutare la gente, sbandierata ai quattro venti dai TG in questi giorni.
Se un ricco vuole donare soldi allo Stato non ha bisogno di tasse, imposte o di farlo sapere in giro.
Fa una bella donazione anonima e finisce lì.
In uno stato sovrano sarebbe addirittura ridicolo pensare che un ricco possa aiutare lo stato finanziandolo.
Ma ormai la realtà è sovvertita, gli Stati, impediti nella loro funzione naturale di stampare moneta, sono sotto ricatto dei ricchi (che se la stampano in casa) ma non contenti questi moderni strozzini fanno addirittura di più.
Si travestono da filantropi per essere amati dal popolo.
Lo Stato ha bisogno di soldi?
Ci sono i ricchi che possono aiutarlo.
Lo Stato da solo non è in grado.
Dipendiamo tutti dai Ricchi e dalla loro magnanimità.
Come i signorotti medioevali che una volta l'anno scendevano in paese a regalare cibo e vestiti ai poveracci che lavoravano i campi per loro.

La persona povera non è chi non ha soldi, ma è quella che quando li ha non sa come spenderli e quindi li porta dal signorotto o li mette in banca.
E la banca, che oggi non dà neppure gli interessi, potrebbe anche dare il 10% di interesse al povero, tanto non saprebbe comunque come spenderli e glie li lascerebbe in gestione.

La ricchezza del popolo italiano era anche nella sua capacità imprenditoriale.

Creare e produrre ricchezza col lavoro.


Perché è questo il segreto di pulcinella: i soldi servono a creare lavoro e il lavoro serve a produrre ciò che serve al popolo.
Quindi cari ricchi non chiedete allo Stato imposte più alte ma alzate piuttosto gli stipendi dei vostri operai ed impiegati, abbassate gli interessi sui prestiti, restituite la sovranità agli Stati e ai popoli a cui l'avete sottratta.

Forse alla fine un po' di ragione ve la meritate anche voi però: se i popoli hanno ceduto sovranità e diritti così facilmente e oggi non lottano per riaverla indietro... dopotutto non siete mica dei filantropi.
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Il primo è la "proprietà" degli impianti di trasmissione.
Gli operatori sono preminentemente due, uno riconducibile alla RAI e uno riconducibile a Mediaset.
Il secondo è la titolarità di questi impianti, ovvero la concessione per trasmettere, e qui è stato fatto un capolavoro.


Secondo me dovrebbero essere di proprietà pubblica e poi divisi equamente tra tutti gli operatori del settore che ovviamente pagherebbero una quota per l'utilizzo.
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