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CHI SIAMO
/ Manifesto azione politica del partito
« Ultimo post da BrunoAlessandroBertini il Gennaio 24, 2023, 01:48:11 pm »
Un primo essenziale riferimento all'orientamento politico del Partito Sovranità popolare.
Tre punti su cui concentriamo e concentreremo la nostra azione politica.
Qualunque altro partito o associazione che ha a cuore almeno uno di questi punti potrà essere nostro alleato nella lotta.
Chi agisce in senso opposto ad essi sarà invece considerato un ostacolo all'azione che il partito vuole promuovere.

Manifesto d’azione del partito Sovranità Popolare:

A) DIFESA DELLA REPUBBLICA ITALIANA
B) AGIRE PER IL BENE COMUNE
C) VALORIZZARE LE COMUNITA’ LOCALI

A) La difesa della Repubblica Italiana si realizza attraverso la difesa della Costituzione che regola il rapporto tra cittadini e istituzioni.
Abbiamo già una buona Costituzione, purtroppo mai applicata, che oggi appare indifendibile dagli attacchi degli interessi internazionali.
Purtroppo questi poteri ostili al popolo e alla nazione italiana hanno trovato il modo di disattivare l’impianto di tutele della Costituzione e il suo equilibrio sfruttando l’evoluzione dei media e della tecnologia che hanno cambiato il mondo e la politica in un modo inimmaginabile al momento della stesura della Costituzione Originale.
Compito del partito è quindi ripristinare i valori della Costituzione originale, eliminando ad esempio gli elementi di sudditanza a soggetti esteri o sovranazionali, apportare quelle correzioni necessarie ad arginare e sottomettere al popolo il potere dei media e della tecnologia e infine applicarla nei suoi intenti che ponevano il lavoro e la sovranità del popolo come cardini essenziali per una vita degna e il bene comune.

B) In questo momento storico è impossibile operare per il bene comune e difendere i valori della Costituzione se non si disinnescano le tre principali truffe con cui il popolo è ingannato e costretto a obbedire a poteri più o meno occulti che non agiscono per il bene comune ma per interessi personali.
Queste truffe interessano le identità dei partiti politici e il loro operare, il debito pubblico e l’utilizzo delle risorse dello Stato, il sistema fiscale e un sistema legislativo ormai vessatorio per i cittadini resi sudditi dello Stato.
Per opporsi a tutto questo è necessario candidare e portare all’interno delle istituzioni il maggior numero possibile di persone degne, capaci e consapevoli della situazione in cui ci troviamo.
Contemporaneamente a questa azione il partito Sovranità Popolare deve informare la popolazione sull’inganno alla base di queste truffe e su come sia facile disinnescarle semplicemente rifiutandosi di accettarle diventando complici di un sistema che ha il solo scopo di danneggiarci a favore di pochi corrotti.

C) La situazione oggi è grave e per affrontarla è necessario valorizzare le comunità locali, sul territorio, partendo dall’istituto della famiglia inteso come quel nucleo di persone legate da interessi e legami affettivi capaci di spingerle ad agire assieme in difesa dei propri interessi e della società in cui vivono; chiedendo alle istituzioni quell’attenzione che oggi è rivolta ad altre situazioni che, purtroppo, danneggiano il tessuto sociale del nostro paese.
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CHI SIAMO
/ La sovranità popolare è una truffa?
« Ultimo post da BrunoAlessandroBertini il Gennaio 16, 2023, 11:16:39 am »
Non sono impazzito, anche se ho contribuito a fondare un partito che si chiama “Sovranità popolare” e ora scrivo che questa sovranità del popolo potrebbe essere utilizzata come truffa.
Se lo faccio è per far capire una truffa ben più grande: la truffa di identità falsa dei partiti.

Un bravo truffatore può usare qualsiasi argomento per ingannarvi e truffarvi.
Sembra un paradosso, ma più l’idea è buona e più facile diventa per il truffatore ottenere la fiducia e il consenso della gente.
Quindi io potrei fondare un partito politico con lo scopo di truffare le persone e avvantaggiarmi, e per farlo potrei sfruttare la nobile e giusta causa di difendere la sovranità del popolo.
Il partito diventerebbe un paravento, uno specchietto per le allodole, un contenitore di buoni propositi… ma poi nella sostanza, una volta ottenuto il consenso e la fiducia, le userei per un mio tornaconto personale.
Chi mi ferma?
Il voto lo avete dato al partito e posso far finta di cambiare i dirigenti, dare la colpa all’opposizione all’Europa o a una situazione economica sfavorevole.
Male che vada posso cambiare il nome al partito o la sua linea politica.
Questa ipotesi che vi ho illustrato è vera, e non perché l’ho fatto io ma perché sono almeno 30 anni che lo fanno regolarmente altri pericolosi truffatori nel panorama politico italiano restando del tutto impuniti.

Come ci si può difendere da tutto questo?
Ragionando con la propria intelligenza e agendo su due fattori: la causa e l’effetto.
La causa in questo caso è il truffatore, ovvero una o più persone che vi ingannano per ottenere un tornaconto personale o per danneggiarvi.
L’effetto è la truffa stessa, con le sue conseguenze che va conosciuta e neutralizzata.

Tra le due l’azione più semplice e immediata è neutralizzare l’effetto della truffa rifiutandoci di eseguire le azioni dannose che ci vengono proposte e agendo invece in modo corretto (se e quando sappiamo cosa fare).

Il truffatore cercherà al 90% di farci fare qualcosa di dannoso per noi stessi o per gli altri che però avvantaggia lui.
Non facciamolo.

Più raramente potrebbe chiedervi di non fare qualcosa che può mettere a rischio la sua truffa, i suoi guadagni e se stesso, ma di solito è l’ultimo tentativo di difesa prima della fuga, perché quando la truffa è scoperta il truffatore fugge sempre.

Bloccare e punire il truffatore, la causa di tutto, potrebbe invece essere molto difficile per una singola persona.
Dovrebbero occuparsene le autorità (quando non sono corrotte).
Preferibilmente andrebbero colpite le sue entrate economiche derivanti dalla truffa e resi noti i suoi intenti criminali.
Ma un truffatore capace sa nascondersi bene e contrattaccare.
Il rischio è quello di essere pubblicamente screditati o finire per attaccare la persona sbagliata, magari facendoci manipolare nuovamente a vantaggio di qualche losco secondo fine.

Per questo motivo la prima cosa da fare resta il “non fare” quel che ci viene chiesto.

Chiarite queste cose possiamo ora tornare nello specifico alla "truffa della sovranità popolare" che c’è esiste realmente ed è molto utilizzata da tanti partiti e personaggi politici.

Il suo obiettivo è disperdere le energie dei cittadini e del popolo in azioni inutili, fiaccare il loro spirito e portarli a fare azioni contro se stessi e ovviamente a favore di pochi eletti.

Questa truffa ha due pilastri ideologici:
1) Il Popolo è sovrano e può fare tutto, anche autogovernarsi.
2) Il cittadino, col suo comportamento, è responsabile della creazione o della soluzione di importantissimi problemi globali.

Queste idee sono attivate ad arte attraverso i medi ogni qualvolta diventa evidente l’incapacità o il comportamento criminale dei partiti politici e/o delle istituzioni che hanno l’obbligo di governare e risolvere i problemi politici nel rispetto del bene comune per conto del popolo.

Prendiamo ad esempio la gestione del territorio e dell’inquinamento.
Quando diventa evidente che la situazione è fuori controllo, che le istituzioni non hanno vigilato e governato bene, con leggi pessime, senza condanne adeguate e con una corruzione dilagante che ha prodotto disastri ecco che scatta la truffa.
- Il responsabile è il singolo cittadino che si comporta male.
- Se si comportasse bene il problema si risolverebbe da solo,
- Il popolo ha lasciato che la corruzione dilagasse, ma è sovrano e quindi può cambiare le cose rinnovando il parlamento, i partiti, il modo di fare politica, entrando nelle istituzioni ed autogovernandosi con la democrazia diretta e i referendum.

Ecco che la responsabilità passa a noi.
Siamo noi che dobbiamo fare ed impegnarci di più.

Quello che dobbiamo fare ce lo dice qualche personaggio mediatico, nuovi movimenti o addirittura gli stessi partiti politici corrotti al governo.

Quasi sempre si tratta di sacrifici in nome della democrazia, del rinnovamento, della salute e della ricchezza (degli altri ovviamente).

Si meriterebbero solo una pernacchia e un calcio nel sedere, passando poi per le prigioni di Stato.

Se io credessi davvero che il popolo può autogovernarsi con la democrazia diretta o che bastasse la volontà dei singoli cittadini a difendersi dagli interessi delle multinazionali non avrei perso tempo a fondare un partito politico e credo che neanche si sarebbero scomodati a scriverlo nella Costituzione che i cittadini devono associarsi in partiti per fare politica.

La politica devono farla i partiti e le istituzioni da essi formati secondo il volere del popolo.

LA SOVRANITA’ E’ DEL POPOLO ma la può esercitare attraverso la Costituzione (quando gli è permesso) o con una sommossa di liberazione che deve portare a ripristinare uno Stato di diritto dove la Costituzione che riconosce la sovranità al Popolo sia correttamente applicata.

Non credo all’auto-governo del popolo, non nelle attuali condizioni.

Si possono ampliare gli strumenti di controllo e partecipazione del cittadino di pari passo con la sua istruzione ma la responsabilità di governare l’Italia deve essere in mano a istituzioni che il popolo deve poter spazzare via se corrotte e irrispettose della costituzione.
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CHI SIAMO
/ Partito politico: istruzioni per l'uso
« Ultimo post da BrunoAlessandroBertini il Gennaio 10, 2023, 02:00:28 pm »
L'art. 49 della Costituzione Italiana dice che:
"tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale".
Una indicazione valida ma anche generica, e come sempre hanno trovato il modo per distorcere il significato di questa semplice verità.
Il “cittadino” all’interno del partito è diventato l’accessorio, non il soggetto che determina la politica ma il soldato (pagato) per portare avanti gli interessi di questi soggetti astratti dietro cui si nasconde la peggior feccia di criminali.

L’errore è stato, come sempre, ignorare la Costituzione, che magari dice poche cose ma quel che dice è importantissimo.

I partiti politici hanno cominciato fin da subito a sfruttare altri mezzi per fare politica in modo più incisivo.
Considerando “azione politica” l’obiettivo di attaccare i partiti avversari e le loro idee, dividendo la popolazione in fazioni litigiose tra loro i partiti hanno cominciato a sfruttare:

I sindacati dei lavoratori e le corporazioni.
E’ cominciata una grande campagna acquisti in cui ogni sindacato doveva schierarsi politicamente e diventare una sorta di appendice del partito.
Inizialmente questo si contrapponeva alla politicizzazione degli ordini o delle corporazioni come confindustria cominciando da subito un duro scontro tra il mondo imprenditoriale e quello operaio.
Come in tutte le azioni truffaldine un fondo di utilità c’era e alcuni buoni risultati si sono anche concretizzati.
Ma il frutto di uno scontro politico non può reggere nel tempo come se fosse un accordo ponderato tra forze politiche intenzionate a fare il bene del popolo.
I sindacati hanno continuato a martellare sui diritti dei lavoratori portando squilibri e provocando reazioni esagerate da un mondo dell’impresa (media e piccola) a rischio di estinzione.
Alla fine hanno prevalso i grandi gruppi internazionali.
Come dice il detto, tra i due litiganti il terzo gode, e sia l’economia italiana che i sindacati sono usciti martoriati da questo scontro politico che ha impedito di fatto che svolgessero la loro funzione di controllo.
Su queste macerie è calata la finanza internazionale che si è comprata tutto, le aziende e i diritti dei lavoratori.
I partiti politici si sono mestamente ritirati e ora giocano con le parole senza avere più alcun controllo reale.

I media:
Secondo strumento, a livello temporale, ad essere politicizzato sono stati i media di massa, dai giornali alla TV ed oggi i maggiori social network.
Anche in questo caso usati per attaccare l’avversario e dividere la popolazione.
Anche in questo caso sfuggiti di mano ai partiti e atterrati dritti dritti nelle mani di una elite a cui non interessa lo scontro politico ma l’imposizione di politiche attraverso mezzi impropri.
Attaccarsi a vicenda, questo è quanto riescono a fare oggi i vari partiti corrotti, ma tutte le politiche sociali passano attraverso mezzi estranei al processo democratico, decise da soggetti che non ne avrebbero titolo ma nei fatti comandano pure il parlamento.

La magistratura, il parlamento, il Presidente della repubblica e quello del consiglio dei ministri:
I partiti hanno avuto la pessima idea di politicizzare tutti i poteri dello Stato.
Il parlamento era e dovrebbe tutt’ora essere la sede della democrazia, il luogo dove vengono prese le decisioni politiche.
A seguito della sfrenata lottizzazione delle istituzioni, quando i media e i sindacati sono sfuggiti di mano ai partiti, anche queste istituzioni e il parlamento stesso sono diventati strumenti per fare politica saldamente nelle mani di poteri estranei e fuori controllo.

I ricatti finanziari, sanitari o della sicurezza pubblica.
I partiti nella loro storia hanno saputo rendere un problema politico anche i disastri naturali, l’immigrazione, il debito pubblico, l’evasione fiscale, le pandemie… cose tecniche che nulla avrebbero a che fare con la politica.
Semmai la politica avrebbe dovuto dettare le linee guida in tutela del cittadino, imporre i limiti e occuparsi dei controlli.
Invece questi temi che dovevano essere saggiamente governati hanno finito per governare la politica stessa del paese, sovvertendo ogni logica e finendo anch’essi come strumenti nelle mani di poteri più o meno occulti ed ostili all’Italia.
Oggi qualsiasi problema non genera più una responsabilità politica: non è la politica che deve risolvere il problema ma questo ricade direttamente sul cittadino.
In questa logica distorta la politica aspetterà che la scienza o una istituzione "superiore" stabiliscano quale comportamento imporre al popolo per risolvere (forse) il problema.

La conclusione è che i partiti politici, invece di occuparsi di politica vera in difesa del cittadino, si sono impegnati solo ad attaccarsi tra di loro, a dividere il popolo in fazioni, e lo hanno fatto usando strumenti impropri che avevano altri scopi e, seppur sotto il controllo dello Stato (e quindi del parlamento), non dovevano essere usati per fare politica e tanto meno quella becera fatta di continue accuse incrociate.
Invece di vigilare perché questi mezzi non fossero mai utilizzati per interferire nelle decisioni politiche, i partiti hanno consolidato nel tempo il loro uso e che oggi sono finiti in mano a veri delinquenti criminali ci ritroviamo indifesi.
Paradossalmente il risultato è stato che oggi i partiti e il parlamento non decidono più nulla.
L’unica linea politica certa è attaccare gli avversari, promettere cose impossibili, eseguire gli ordini dettati da chi comanda veramente.

Un vero partito, fatto di cittadini per il popolo, ha quindi il dovere di interrompere l’uso politico di questi mezzi impropri, riportare la democrazia nella sua sede naturale (il parlamento) e da lì cominciare a ricostruire la Repubblica italiana.

Nell’immediato questo si traduce nella presentazione di candidati validi e preparati ma non solo.
E’ necessario anche agire in contrasto alle azioni politiche illegittime imposte attraverso i Media, i ricatti fiscali, sanitari e di sicurezza, i sindacati, la magistratura e ogni istituzione che risultasse corrotta, utilizzando la Costituzione Italiana originale come metro di giudizio.
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Discussioni generali / Le differenze tra lavoro pubblico e privato
« Ultimo post da BrunoAlessandroBertini il Novembre 21, 2022, 10:35:30 am »
L’inconciliabile mondo del lavoro pubblico e del lavoro privato.

L’incapacità dei nostri politici si manifesta su questi temi:
1) Trattano ogni argomento come se il modello Statale fosse il migliore possibile e quindi obbligano gli imprenditori privati e gli artigiani a seguire quel modello anche nei minimi dettagli.
2) Siccome si è imposta la cultura del profitto e della efficienza a tutti i costi piegano e subordinano le regole del lavoro “statale” a questi obiettivi che in realtà non sono compatibili.

Per fare un esempio è come obbligare tutti a comprarsi una Ferrari perché sulla carta è indubbiamente l’auto più veloce e poi costringere chi ce l’ha a montare il motore di un trattore perché è il più affidabile.

Una idiozia totale.

I nostri cari politici dovrebbero tenere ben presente che esiste un mondo del lavoro “pubblico” che deve essere gestito direttamente dallo Stato senza finalità di lucro ma per garantire al meglio i servizi essenziali al cittadino.
Questo tipo di lavoro ha regole nettamente diverse da quello imprenditoriale privato.
1) Non persegue il lucro o l’arricchimento personale ma l’erogazione del miglior servizio possibile al cittadino.
2) Può accedere al finanziamento statale in deficit e quindi è un lavoro stabile e sicuro.
3) Ha una normativa molto severa per evitare che i soldi pubblici siano usati per arricchimento personale (chi vuole arricchirsi dovrebbe lanciarsi in una impresa privata). Questo significa un tetto agli stipendi e appalti controllati sulle forniture, controlli in fase di realizzazione e collaudi anche anti-economici.

Questo tipo di lavoro non può essere affidato a privati ma deve restare in mano totalmente pubblica.

Questo modo di lavorare non è il più performante se si misura l’efficienza sotto il profilo di redditività economica e di norma necessita di un finanziamento pubblico che rispetti il principio di redistribuzione della ricchezza.

Ovviamente lo stesso lavoro svolto da un privato avrà caratteristiche diverse, sarà migliore sotto molti punti di vista, primo tra tutti permetterà un profitto all’imprenditore e stipendi più alti ai dipendenti.
La diretta conseguenza sarà che una ditta privata avrà possibilità di assumere i tecnici mediamente migliori rispetto a quelli pubblici, disporrà di più soldi e potrà offrire un lavoro migliore a chi potrà pagarlo al giusto prezzo.
Ma è giusto così.
Immaginiamo un mondo in cui le aziende pubbliche offrono il miglior servizio in assoluto: si tradurrebbe nella totale sconfitta dell’imprenditoria privata, che invece ha senso proprio perché può creare eccellenze decisamente migliori di quelle ottenibili da una azienda statale.
Eccellenze che devono essere premiate da un profitto privato che nel lavoro pubblico non può esistere.

Il mondo del lavoro pubblico e privato condividono solo un quadro sommario di leggi che giustamente pongono limiti per garantire la sicurezza, la salute, i diritti e qualche standard tecnico.
Poi si dividono nettamente.

Il lavoro pubblico si finalizza sul bene comune, definendo nei dettagli regole utili a garantire che la ricchezza prodotta sia condivisa da tutti i cittadini.

Il lavoro privato persegue il profitto, per l’imprenditore/artigiano e chi gli commissiona il lavoro, con l’obiettivo di concentrare la ricchezza in mano ai più capaci e meritevoli (con una giusta moderazione del sistema fiscale).

Lo Stato dovrebbe scrivere le leggi quadro, uguali per tutti, e poi dedicarsi alla gestione del comparto pubblico con l’obiettivo del bene comune, di dare a tutti una vita degna e non certo ricchezze da favola.
Lasciare quindi campo libero all’imprenditoria privata che si interesserà dei settori più profittevoli creando un altro tipo di ricchezza, magari per pochi, ma comunque utile al sistema paese.

Lo Stato oggi ha fuso assieme il settore pubblico e quello privato, affidando formalmente al privato qualsiasi attività ma subordinandolo alle regole del lavoro pubblico.
Regole che per loro natura non permettono alcun profitto, a meno di non sacrificare il bene comune.
Paradossalmente è lo stesso stato a spingere le imprese verso il profitto, considerandolo l’indicatore di un buon funzionamento a discapito dei cittadini.

Il risultato sono una serie di:
- aziende che non producono profitto, perché cercano di fornire servizi alla comunità, affossate e penalizzate dallo Stato come aziende che non funzionano, obiettivo di tagli e restrizioni.
- aziende che potrebbero produrre profitto ma sono penalizzate da una burocrazia impossibile e un sistema fiscale impietoso.
- aziende (soprattutto estere) capaci di eludere la burocrazia e il fisco e che perseguono solo il massimo profitto, incomprensibilmente giudicate meritevoli da uno Stato che ha perso ogni contatto col la realtà economica del paese.
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Discussioni generali / Re:Il mondo che verrà
« Ultimo post da BrunoAlessandroBertini il Ottobre 29, 2022, 01:27:10 pm »
Da circa 250 anni esistono le definizioni (Rousseau):
...
La penso diversamente.
Quello che scrivi è vero ma indipendentemente dal sistema democratico o meno di governo a fare la differenza è la qualità delle persone.
Anche un Re, che potrebbe essere il peggiore dei tiranni per i propri sudditi, potrebbe invece rivelarsi un buon Re se ha le qualità umane sufficienti.
La possibilità di eleggere un proprio rappresentante ha questo valore, dà in teoria l'opportunità di selezionare una elite con le caratteristiche umane adatte a governare.
Poi che questo non accada per una serie di truffe purtroppo è una realtà, ma è una realtà anche il fatto che il popolo è facilmente influenzabile attraverso i media e può diventare ancor peggio del peggio se si governasse da solo senza averne le capacità.
Non è così semplice.
Come partito ribadisco il nostro impegno a proporre candidati degni di essere eletti, ascolteremo e daremo spazio anche a visioni alternative ma noi simo questo, siamo un partito, e dobbiamo svolgere bene il nostro compito prima di tutto.
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Discussioni generali / Re:Il mondo che verrà
« Ultimo post da Orazio di Bella il Ottobre 26, 2022, 03:54:29 am »
Da circa 250 anni esistono le definizioni (Rousseau):
Un sistema dove si fanno elezioni e si eleggono alcune persone, è
1) Aristocrazia Elettiva, se gli eletti sono liberi e non hanno particolari vincoli (giuridici) con chi li elegge.
2) Democrazia Rappresentativa, se gli eletti sono vincolati all'elettorato, e possono essere controllati e sanciti per fare interessi contrari a quelli della collettività, ma favorevoli a piccoli gruppi a danno della comunità.
La passione per negare che esista o sia esistita una Aristocrazia Elettiva, e la passione per affermare con tutta la prepotenza possibile, che la roba odierna DEVE essere chiamata Democrazia Rappresentativa, e che chi viene eletto deve essere "Re" per il tempo della legislazione, è dottrina del sistema, cioè della classe dominante.

Se si ripetono i loro dogmi senza dibatterli, o se si rifiuta il dibattito e si difendono tali dogmi, o si è affetti da sindrome di Stoccolma, o non si capiscono le cose, oppure si è complici.

Chi ha avuto il potere decisionale fino ad oggi NON sono stati i popoli. Due guerre mondiali, e quella in corso, sono tutte opera voluta dalla classe dominante!
A me basta! Confido più nelle masse ignoranti, che nella classe dominante! E non è vero, che una vera democrazia rappresentativa sarebbe un disastro! Ha molte probabilità di essere un sistema di gestione migliore di tutti quelli provati fino ad oggi!
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Discussioni generali / Fantascienza politica
« Ultimo post da BrunoAlessandroBertini il Ottobre 01, 2022, 05:33:23 pm »
La politica è anche una scienza.
E' quindi corretto parlare di fantascienza politica, un aspetto quanto mai attuale se pensiamo a quanto il nostro mondo assomigli o addirittura abbia superato di molto quei mondi visionari descritti dalla letteratura fantascientifica.
Anche in ambito politico  l'impressione è quella di essere andati troppo "avanti" su una strada che non rispetta il valore umano ma mette sul piedistallo la stessa scienza come unico progresso sociale possibile.
In questo parallelo notiamo anche una somiglianza sui possibili finali.
Una regressione politica a valori rappresentati dalla Costituzione o l'avanzamento verso un diverso tipo di utilizzo della scienza stessa.
Forse sono entrambi necessari, quel che è certo è che non bisogna smettere di sperimentare e studiare, perché quel che oggi può sembrare fantascienza politica domani potrebbe essere la realtà di un mondo, si spera, migliore.
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Discussioni generali / Re:Il mondo che verrà
« Ultimo post da BrunoAlessandroBertini il Ottobre 01, 2022, 05:20:25 pm »
Continuiamo a girare attorno alle definizioni.
Chiamala come vuoi, ma se devi amministrare per conto di milioni di persone non avrai mai la possibilità di una democrazia pura e cruda.
Se ci ingannano è in parte proprio mentendoci su questo, ovvero facendoci credere che si possa governare una nazione in modo "Democratico" anche nelle scelte politiche.
La democrazia rappresentativa, quella che intendo io come tale, ha strumenti assai limitati per il popolo.
Quasi nessuno a livello decisionale.
Il più potente era quello degli antichi romani che semplicemente rimuovevano fisicamente i governanti che esageravano con le loro follie.
Ed è appunto dai tempi dell'antica Roma che le aristocrazie si difendono come possono, ovvero panem et circenses o qualunque altro inganno buono a tenere calmo il popolo.
Poi ci sono episodi come la rivoluzione francese che segnano un punto a favore della democrazia o la tecnocrazia mediatica di oggi che dà immenso potere all'aristocrazia.
Sta tutto lì, nel conoscere la truffa e sapere cosa il popolo deve fare per difendere la democrazia che potrebbe esistere nelle piccole comunità autogestite ma che viene impedita attraverso una globalizzazione che assegna a un governo non democratico le decisioni su ogni aspetto dellanostra vita.
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Discussioni generali / Re:Il mondo che verrà
« Ultimo post da Orazio di Bella il Settembre 29, 2022, 01:53:02 pm »

La democrazia può esistere solo in un gruppo ristretto di persone
Già una città di un milione di abitanti non può essere amministrata democraticamente.

Bisogna solo sperare che le persone al potere siano valide.
Questo fa la democrazia rappresentativa.
Non dà alcun potere decisionale al popolo.
Bisogna solo non sbagliare a scegliere chi avrà il potere.


La democrazia DIRETTA funziona solo in un gruppo piccolo!
Una città di un milione non può essere amministrata con democrazia DIRETTA

Se si spera che le persone al potere facciano le cose giuste, senza poterle controllare e agire su di loro, NON È DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA.
Che piaccia o no, esiste storicamente un altro sistema che usa elezioni, e non è democratico. Fu chiamato aristocrazia elettiva.
Il termine non è stato popolarizzato. Chissà proprio per non far venire certe curiosità!
Nell'aristocrazia elettiva il popolo rimane suddito come nella monarchia. E non ha potere decisionale!

Esiste un terzo sistema che usa elezioni. È proprio la aristocrazia elettiva, ma chiamata democrazia rappresentativa, perché è collaudato da oltre un secolo, che l'umanità non è molto attenta alle cose, e basta l'etichetta per confonderla e darle sicurezze su cose false!

Se prima non prendiamo sul serio la questione, se siamo in democrazia rappresentativa, o se è aristocrazia elettiva come afferma Ankersmit, siamo condannati a un eterno girotondo!
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CHI SIAMO
/ Chi siamo (continuazione)
« Ultimo post da BrunoAlessandroBertini il Settembre 28, 2022, 02:33:11 pm »
Il PARTITO SOVRANITA’ POPOLARE (pSp) è un partito politico che risponde nella maniera più semplice e fedele alle caratteristiche descritte nella Costituzione Italiana.

ARTICOLO 49:
“Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”

Siamo quindi liberi cittadini che si sono associati per fare politica a livello nazionale.

Scritto in questo modo sembra che noi non andremo ad occuparci di politica locale, ma non è così.
La politica locale dipende infatti per una certa parte da quella nazionale che stabilisce le linee guida di un quadro generale all’interno del quale si muovono le autonomie locali.

Queste “autonomie locali” non sono partiti politici ma altre espressioni del popolo legate al territorio e a problemi politici per cui la voce e la partecipazione attiva dei cittadini non ha bisogno di un partito politico .
Certamente ci occuperemo anche di temi locali ma senza sostituire i cittadini e le comunità locali che sono i primi responsabili delle politiche del territorio.
Il nostro ruolo sarà ascoltare quello che hanno da dire per migliorare le leggi nazionali e l’armonizzazione tra un quadro generale e aspecifico con le realtà locali, ognuna differente dall’altra.

L’articolo della Costituzione parla di metodo Democratico e la sede della democrazia è il parlamento.
Non crediamo che i partiti debbano mettere le mani ovunque.
Per rispettare la democrazia, ovvero il potere del popolo, bisogna riconoscere che è sovrano e il mandato di rappresentanza è valido solo per il parlamento e la sua attività di legiferare in rappresentanza del popolo dettando i limiti e i riferimenti che poi dovranno essere da guida per il popolo.

La nostra fedeltà al ruolo che la costituzione ha assegnato ai partiti politici ci rende inadatti a svolgere il nostro compito all’interno delle attuali regole.
I falsi partiti politici che da anni governano l’Italia basano la loro azione su un potere che deriva dal controllo totale sulle altre istituzioni, come la magistratura, la scuola, i media, gli enti locali, le associazioni di categoria, ecc.

Il ruolo di legiferare in nome del popolo in difesa dei suoi diritti è l’ultima delle loro preoccupazioni.

Per partecipare al loro gioco servono tanti soldi e l’appoggio di gruppi più o meno segreti che otterranno in cambio favori a discapito del popolo.

Chi non si adatta a queste regole è fuori dal gioco (e non potrà mai cambiare le regole).
Chi vi partecipa rischia di rimanerne vittima di un sistema capace di corrompere anche gli animi più puri.
E’ il dilemma tra l’astenersi restando estranei a un sistema corrotto e il partecipare rischiando dilegittimare ulteriormente quello stesso sistema che si vorrebbe cambiare.

La nostra soluzione è quella di restare un partito di cittadini liberi, così come lo immagina la Costituzione, utilizzando una struttura confederativa condivisa con altri partiti per partecipare ad eventi elettorali da cui altrimenti saremmo esclusi a priori.
Fondamentale è imporre da subito nuove regole, smascherando ed evitando l’inganno di una identità politica che coincide con quella di un falso partito o coalizione per riportare invece in primo piano il candidato, che come essere umano è l’unico che può rappresentare altri esseri umani.

La confederazione a cui aderiamo allo scopo di promuovere i nostri candidati deve mettere in primo piano i nostri candidati e le loro idee, supportandoli al 100% come unici rappresentanti dei propri elettori.
Non proporremo un “programma di governo”, non faremo “promesse elettorali” e non sosterremo in modo ingannevole che il nostro partito possiede una propria ideologia che lo posiziona a destra, sinistra o al centro.
Insegneremo piuttosto ai nostri candidati ad avere rispetto della costituzione e della sovranità del popolo, spiegano quali inganni oggi impediscono a chi siede in parlamento di portare avanti politiche davvero efficaci e favorevoli agli italiani.
Il resto dipenderà dalle capacità di ognuno di loro, dall’etica e dall’intelligenza politica di cui sono dotati.
Questa è l’unica azione valida politicamente a nostro avviso.
Esistono poi altre azioni che il popolo può fare in difesa dei propri diritti, dalla manifestazione allo sciopero… nel peggiore dei casi anche una vera e propria sollevazione popolare.
Sono azioni legittime ma che non rientrano nelle attività di un partito politico.
Per questo sarebbe più adatto un movimento politico.
Al momento non abbiamo sviluppato un progetto di questo tipo ma non escludiamo di riconoscere e dare voce a uno o più movimenti moderati e che agiscono nel pieno rispetto della Costituzione italiana.
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