Autore Topic: SCUOLA  (Letto 2379 volte)

Piergiacomo Di Cato

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Re:SCUOLA
« Risposta #15 il: Settembre 01, 2019, 02:33:10 pm »
Scuola e Costituzione intrecciano un vincolante rapporto su diversi piani.
 
La pubblica amministrazione costituisce per definizione quella parte di apparato dello Stato, caratterizzato per la sua professionalità e gerarchia, la cui presenza è costante nella vita quotidiana dei cittadini come in quella di ogni formazione e gruppo sociale.  Accanto allo Stato, persona giuridica per eccellenza, troviamo altri soggetti pubblici che operano nell'ambito amministrativo, territoriali come Regioni, Province, Comuni e funzionali come ad esempio INPS e INAIL. Per questo motivo la locuzione pubblica amministrazione è stata sostituita dal plurale pubbliche amministrazioni che hanno come denominatore comune l'iniziativa di provvedimenti e atti amministrativi.
 
Dal nostro testo costituzionale, dalla sua natura rigido, programmatico e prescrittivo, emergono tre tipi di amministrazione: il primo che si desume dall'articolo 95 della Costituzione è di quell’ Amministrazione servente il Governo, che ne cura l'unità e ne determina gli indirizzi, mentre ciascun ministro ottempera al settore di sua competenza di cui ha la responsabilità.
Il secondo tipo di Amministrazione è quella introdotta dagli articoli 97 e 98 della Costituzione, distinta sia dal governo che dal potere politico, essa è disciplinata dalla legge come apparato a servizio della Nazione.
Ed infine il terzo né apparato servente al governo né complesso fortemente centralizzato corrispondente all'articolo 5 e al titolo V della Costituzione come amministrazione autonomistica e comunitaria. Per effetto del titolo V della Costituzione ( art. 117 e 118 ) e delle leggi che discernono per l’attuazione del decentramento burocratico e istituzionale, una parte delle funzioni amministrative originariamente centralizzate sono state trasferite a favore delle autonomie locali e regionali, quindi a livelli decentrati più vicino ai cittadini, in grado di meglio eccepire e bisogni reali degli stessi.
 
In virtù della separazione delle competenze degli organi politici, a cui spetta “il disporre”, da quello degli organi burocratico amministrativo, a cui spetta “il provvedere”, la normativa in materia di pubblico impiego attribuisce ai primi le funzioni di indirizzo politico con la definizione degli obiettivi e programmi da attuare, con l'adozione degli atti facenti capo alla svolgimento di tale funzione, con la verifica della corrispondenza di risultati dell'attività amministrativa e della gestione degli atti impartiti (di carattere generale, di indirizzo e programmazione).
Ai secondi attribuisce le funzioni dirigenziali a cui spettano l'adozione degli atti e provvedimenti amministrativi, compresi quelli che impegnano l'amministrazione con l'esterno nonché la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane, strumentali e di controllo.
 
Le linee generali della riforma privilegiano espressamente la piena autonomia e responsabilità della pubblica Dirigenza, quella scolastica rientra in questi parametri sulla base dell’art. 21 del D. Lgs. 165/2001, nella gestione delle risorse umane, attraverso l’esercizio dei poteri di datore di lavoro pubblico, l’introduzione di sistemi di valutazione del personale (la L. 107/2015 ne conferma l’impostazione), la valorizzazione del merito attraverso la previsione di meccanismi premiali.
 
 
La disciplina del rapporto di impiego con le P.A.  si pone di conseguenza come obiettivo l’efficienza, l’efficacia ed economicità di tutta l’attività amministrativa, senza dimenticare la massima trasparenza, pubblicità e flessibilità in ordine a ogni sua azione.
 
 
I principi di legalità dell'azione amministrativa, di responsabilità che ne deriva, e il principio di buon andamento ed imparzialità vengono così a costituire gli assi portanti delle pubbliche amministrazioni nel loro complesso. Il principio di legalità discerne dagli articoli 97 e 98 della Costituzione e comporta che l'azione di ogni potere pubblico sia di subordinato alla legge (primazia della legge), che ogni potere amministrativo trovi la sua esistenza in una fonte normativa e da questa stabilisca le competenze in ordine alla titolarità dell'esercizio del potere, che sia la legge poi a indicare quali siano gli interessi pubblici e fini da raggiungere nonché i modi e mezzi cui perseguirli.
Fondamento a garanzia del principio della legalità dell'azione amministrativa (un altro è la tutela dei diritti e interessi legittimi davanti la magistratura) è l'articolo 28 della Costituzione che precisa la diretta responsabilità dei funzionari e dipendenti della pubblica amministrazione, secondo leggi civili, penali e amministrative per tutti gli atti in violazione dei diritti e l'estensione della responsabilità civile allo Stato e agli Enti pubblici.
Infatti risale alla Dichiarazione dei diritti dell'uomo del cittadino del 1789 in Francia la solenne affermazione che la società ha diritto di chiedere conto a tutti gli agenti pubblici della loro condotta amministrativa.
 
L'imparzialità poi costituisce un valore essenziale a cui deve uniformarsi organizzazione dei pubblici uffici ed è uno dei tre pilastri fondamentali (insieme alla legalità e del buon andamento) sul quale poggia l'intero statuto costituzionale dell'amministrazione.
Il buon andamento è individuato come cardine della della vita amministrativa e quindi come condizione essenziale dello svolgimento della vita sociale, coincide con l’esigenza dell’ottimale funzionamento della pubblica amministrazione sia per ciò che concerne l'organizzazione tanto quanto ogni  sua attività. Pertanto la pubblica amministrazione non agisce in piena libertà e autonomia, è sempre soggetta a regole e vincoli posti dalla legge intesi al raggiungimento di fini e scopi di pubblico interesse. L’imparzialità dell’organizzazione è altresì assicurata dal reclutamento del personale attraverso pubblico concorso. Essa deve caratterizzare il pubblico dipendente la cui azione deve assicurare il buon andamento, l’efficacia e l’efficienza, egli è al servizio esclusivo della Nazione (art. 98) e ha il dovere di adempiere le sue funzioni correttamente (art.54): dunque deve operare senza condizionamenti in un’ottica di servizio alla comunità di cittadini.
 
 
I principi concernenti la scuola e l'istruzione sono in genere fissati dalla Costituzione. In particolare essi sono inseriti nella parte prima al titolo secondo intitolato rapporti etico sociali.
Si può rilevare che il diritto all'istruzione, così come è configurato delle varie forme della costituzione italiana, va riguardato sia come diritto di libertà (libertà della scuola e libertà nella scuola), sia come diritto sociale, cioè un diritto di tutti di ricevere un'adeguata istruzione ed educazione per la formazione della personalità e l’assolvimento dei compiti sociali, e per la realizzazione di un'uguaglianza effettiva di tutti cittadini.
Nella Costituzione italiana due sono gli articoli che prevedono specificamente il diritto all'istruzione: gli articoli 33 e 34. Ma oltre tali norme fondamentali relativi all'istruzione, o comunque ad essa connessi, si desumono altresì altri articoli secondo una sistematica che può essere così indicata: il riconoscimento al diritto di istruzione correlativamente al dovere discerne dall’art. 3 che sancisce il principio di uguaglianza giuridica di tutti i cittadini con pari doveri, pari diritti, pari dignità sociale e la rimozione degli ostacoli da parte dello Stato che si possono frapporre al raggiungimento di tale principio  ma anche il diritto al lavoro stabilito espressamente nell’art. 1 viene integrato  dall’art. 4 che sancisce il lavoro come dovere sociale per concorrere al progresso materiale e sociale della società.
 
E spetta allo Stato pertanto promuovere tutte le condizioni possibili affinché ogni cittadino possa adempiere il diritto-dovere di istruzione. Infine l’art. 9 che promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica sottolinea l’importanza che hanno l’educazione e la cultura in uno Stato democratico che incentiva la partecipazione alla vita sociale e civile dei suoi cittadini attraverso la promozione del progresso intellettuale perpetuato dalla scuola come Istituzione funzionale deputata al raggiungimento di tali fini.
 
I principi concernenti l'istruzione sono rinvenibili anche nelle disposizioni contenute negli articoli 29, 30,31 e 32 che prevedono l'interesse della famiglia alla scuola e all'istruzione e il dovere verso i figli e nelle disposizioni concernenti l'attività e interessi dello Stato nel campo dell'istruzione che contengono la normazione in materia scolastica, secondo cui le norme generali concernenti l'istruzione vengono dettati dallo Stato (articolo 33) e dalla Regione, nell'ambito della propria competenza (articolo 117).
 
Premesso che la scuola è aperta a tutti (art. 34) e che ogni cittadino ha un obbligo all’istruzione ma che anche lo Stato assicura attraverso forme di sostentamento la prosecuzione agli studi dei più capaci e meritevoli, i principi concernenti direttamente la scuola sono sanciti dall’art. 33 per cui l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. Lo Stato istituisce scuole per tutti gli ordini e gradi, garantisce autonomia didattica e amministrativa e allo stesso tempo riconosce il diritto a enti e istituzioni, nel rispetto degli ordinamenti di legge, di istituire scuole senza onori per lo Stato, concede la parità alla scuola non statali e garantisce un trattamento equipollente agli alunni che la frequentano.
Occorre sottolineare due aspetti importanti che discendono da questi articoli, la distinzione di libertà della scuola e libertà nella scuola e l’aspetto legato alla libertà di insegnamento che è cosa diversa dalla libertà dell’insegnante.
 
La libertà della scuola sancisce il diritto non solo allo Stato di istituire formazioni sociali deputate all’educazione  e formazione, non imponendo quindi a enti e singoli privati un particolare metodo di insegnamento nè particolari teorie scientifiche o filosofiche ma a garanzia di uno stesso trattamento la Costituzione pone l’obbligo del superamento di un esame di Stato per i vari ordini di scuole. Il fondamento della libertà nella scuola invece trova riferimento nella priorità del successo formativo del fruitore del servizio scolastico, obiettivo prioritario non solo del DS  ma anche dell’insegnante. A tal fine nella libertà di insegnamento non può essere compresa l’espressione di convinzioni personali opinabili ma solo l’esposizione di argomenti presentati con metodo. Si ritiene pertanto che l’insegnamento, in qualunque ambito venga esercitato, incontri tali limiti alla sua libera esplicazione nel rispetto delle norme costituzionali e degli ordinamenti della scuola, nonché il rispetto della coscienza morale e civile degli alunni (D.Lgs. 297/1994).
 
Nella dimensione della Costituzione nella scuola come ambito disciplinare l’Italia ha dedicato a questo tema la legge n.169/2008 che prevede nel primo e secondo circolo d’istruzione, e iniziativa analoga nel campo dell'infanzia, di conoscenze e competenze relative alla formazione dell'uomo del cittadino in “Cittadinanza e Costituzione", inserite nel percorso curricolare storico geografico e storico sociale.
È da considerare a questo proposito la trasversalità di queste conoscenze e competenze in una dimensione integrata con tutte le discipline, costituzionalmente sensibili di educare la persona prima e il cittadino poi.
 
Etica della responsabilità, costruzione del senso di legalità, diritti e doveri espressi e agiti in modo consapevole finalizzati al miglioramento continuo del proprio contesto di vita, sono da considerare gli assi portanti delle aree di formazione di Cittadinanza e Costituzione.
Il lungo e travagliato percorso della Costituzione a scuola ha avvio programmi di insegnamento di educazione civica nel lontano 1958 con il DPR. 13 giugno 1958 del compianto on. Aldo Moro, dove si sottolineava l'importanza dell'insegnamento come esperienza di vita democratica in un clima culturale ispirato alla Costituzione.
Principi valori che sono state poi confermati sia dei programmi del 1979 della scuola media sia in quelli del 1985 della scuola elementare, inserite sempre nell'ambito di Educazione Civica (due ore mensili) e studi sociali.
Tutto ciò indirizzato a fornire le basi di conoscenza dell'organizzazione della società secondo I principi costituzionali dei suoi aspetti sociali, politici e istituzionali.
Occorre poi arrivare alla seconda metà degli anni 90 con la direttiva n.58/1996 per veder fiorire in linea con l’iniziale decreto Moro del 1958, le Educazione (alla cultura, alla pace, all’ambiente, alla sicurezza eccetera) che possono essere interpretate come risposta alle emergenze sociali che stavano facendo capolino la vita sociale e civile del paese. Proposte confermate dalla riforma Moratti della legge di delega numero 53 del 2003.
 
Oltre ad anticipare in modo originale i contenuti della fondamentale Dichiarazione universale dei diritti umani (1948) e la successiva Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea (Nizza 2000 e Lisbona 2007), la nostra Carta limita la sovranità dello Stato verso l’interno, con l’autonomia, e verso l’esterno, in particolare verso l’Europa, «in condizioni di parità con gli altri stati», in nome della cooperazione internazionale e della pace.
 
All'Amministrazione scolastica quindi, compete la mediazione fra la legge e l'autonomia, attraverso chiarimenti e azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale che aiutino la scuola stessa a promuovere, in modo non alternativo ma integrato, l'educazione alla cittadinanza e l'insegnamento della Costituzione, nella prospettiva del raggiungimento delle conoscenze e competenze di cui parla la legge.
Diviene determinante perciò la collegialità progettuale attraverso gli atti di indirizzo del dirigente scolastico al collegio docenti per la redazione del POFT. Attività collegiale e collettiva che ha da essere promossa come valore-comportamento attraverso modalità di concertazione sui binari della legalità, trasparenza, efficacia ed efficienza per la costruzione dell'identità dell'istituto. In questa prospettiva un aspetto peculiare è indirizzato alla gestione dei gruppi e all’ individuazione delle figure di collaboratore che andranno a confluire nello staff di dirigenza che diviene un elemento portante di una organizzazione complessa e articolata come l’istituzione scolastica.

MASSIMO FRANCESCHINI

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Re:SCUOLA
« Risposta #16 il: Settembre 01, 2019, 05:13:45 pm »
La lezione del commento precedente è applicabile, se non sbaglio, anche alla "buona scuola" renziana succube dei voleri della 3LLLelle (https://www.youtube.com/watch?v=7gLi8J8fsp8) ed in generale alla scuola dei paesi occidentali che seguono le stesse indicazioni, più o meno.
Compito della politica alternativa deve essere quello di indicare valori e direttive, non solo di conoscere la giurisprudenza, l'istituzione e i meccanismi esistenti.

Antonietta Basile

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Re:SCUOLA
« Risposta #17 il: Settembre 02, 2019, 02:56:10 pm »
Dal momento che tutto inizia dalla costituzione voglio evidenziare questa questione:
Art. 33.
L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.

Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

Dal momento che l'articolo parla chiaro qualcuno sa spiegarmi perché da anni godono di finanziamenti pubblici?

Piergiacomo Di Cato

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Re:SCUOLA
« Risposta #18 il: Settembre 08, 2019, 06:26:08 pm »
I voucher vengono erogati alle famiglie sulla base dei principio di diritto allo studio e della libertà della famiglia di scegliere le modalità di adempimento dell’obbligo di istruzione (16 anni) e di formazione (18). Il principio è sempre costituzionale, libertà della scuola e libertà nella scuola ed il voucher sono erogati, per il principio della privacy non pubblicati in graduatorie, in:
Voucher (A) iscrizione e frequenza
Voucher (B) libri di testo, materiale didattico, attività integrative previste dal POF, trasporti, etc.
Contributo libri di testo
Borsa di Studio, IoStudio

Antonietta Basile

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Re:SCUOLA
« Risposta #19 il: Novembre 28, 2019, 04:31:43 pm »

Antonietta Basile

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Re:SCUOLA
« Risposta #20 il: Gennaio 14, 2020, 08:05:32 pm »
Art. 34.
La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

Antonietta Basile

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Re:SCUOLA
« Risposta #21 il: Luglio 26, 2020, 01:38:48 pm »

Antonietta Basile

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Re:SCUOLA
« Risposta #22 il: Agosto 18, 2020, 12:46:30 pm »

Antonietta Basile

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Re:SCUOLA
« Risposta #23 il: Luglio 15, 2021, 04:19:22 pm »
Ecco come vogliono far diventare la scuola, vi piace? è così che la volete?

https://fb.watch/v/5ZALzfBvS/


https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/356433.pdf
« Ultima modifica: Luglio 16, 2021, 02:41:12 pm da Antonietta Basile »