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Non ho idea di come debba essere la miglior legge elettorale, semplicemente mi interrogo sul fatto se essa da sola possa bastare, essere sufficiente ad evitare brogli e come spiegato nei video decisioni prese dall'esterno avendo così risultati che non corrispondono nel reale alla volontà del popolo.

La legge elettorale è la porta al potere. Per come è formulata in tutto il mondo, assicura che si fanno elezioni, ma con scelte limitate.
La teoria è, che i popoli sono sovrani, ma la "pratica" voluta dalle leggi elettorali è, che
1) I rappresentanti siano uccellini liberi di tradire e vendere il popolo
2) Sia impossibile bocciare il sistema e politici e partiti
da qui l'istruzione di scegliere la cacca meno schifosa!

Per il primo difetto, la soluzione più popolare della quale si parla è il "vincolo di mandato". Quindi vogliamo legare gli eletti al popolo, e invece li leghiamo a quelli che controllano i loro partiti, e sono molto probabilmente vicini alle élite! Soluzione poco geniale, per non dire parolacce.
Per il secondo difetto esistono diverse proposte, e tutte in un modo o l'altro possono funzionare, ma nessuna è "obbligatoria".

Siccome sono accusato di essere criptico, faccio l'esempio adeguato:
È una bella differenza avere un metodo per dire alla elite "ti tocca spararti" invece di dire "non riesco a raggiungerti, ma se potessi, ti sparerei!"
Ti rispondo con tre mie convinzioni assolute:
1) L'articolo 67 della costituzione è perfetto e pone un vincolo di rappresentanza semplicemente ignorato da sempre.
2) La democrazia si concretizza con la possibilità di eliminare fisicamente chi comanda il popolo. Se questo non è possibile non esiste democrazia.
3) La democrazia resta comunque possibile solo all'interno di gruppi poco numerosi. Un milione di persone non possono agire in modo democratico semplicemente perché necessitano di un media per interagire tra loro.
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Per quello che ho capito hai anche ragione, ma lavoriamo su fronti diversi, e tutto sta nel capire se le due azioni possono sommarsi nei benefici o sono in contrasto.
Metti caso che noi lavoriamo per alzare il più possibile la fiamma nella grotta.
Raccontiamo a chi ci abita quello che potrebbero vedere una volta usciti, ecc..
Poi arriva l'evento metapolitico che scoperchia la grotta.
Pensi che sia stato un lavoro inutile preparare le persone alla luce del sole e al mondo esterno?
Certo non le avremo fatte uscire noi dalla grotta, ma forse saremo stati utili a dargli la forza e la conoscienza sufficiente a non desiderare di rientrarci.
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Discussioni generali / Re:ATTIVISMO SI, MA CON LE IDEE CHIARE
« Ultimo post da BrunoAlessandroBertini il Giugno 18, 2021, 02:42:17 pm »
1) Non sono offeso ma rammaricato perché vedo l'enorme difficoltà che esiste nel creare un ponte tra la tua visione e quella degli altri, indipendentemente da dove stia la ragione questo è un peccato. Posso farti tutte le domande del mondo ma se non capisco le risposte è frustrante.
3) Non mi riferisco certo agli ultimi 250 anni. La democrazia è nata un po' prima. Anche se finita la seconda guerra mondiale, col popolo armato e stremato, hanno lasciato un po' la catena mentre si riorganizzavano.

Concludo dandoti uno spunto di riflessione:
Io non ho la soluzione globale in tasca (ho la teoria del Flusso Capitale ma è solo una piccola parte che ad oggi non provo neanche a imporre).
Il pSp è un partito che non ha soluzioni, ma, è convinto che le soluzioni ci siano e ad averle può essere davvero chiunque.
Il compito di un partito non è governare con la bacchetta magica ma fornire agli elettori l'opportunità di essere rappresentati da persone degne.
Se tu o un'altra persona dimostra di avere i requisiti per essere candidato allora dobbiamo presentarlo al popolo.
Se poi questa persona ha l'idea geniale per risolvere dei problemi ben venga!
Che sia tu in prima persona o qualcuno che ha capito bene la tua visione gli va data una opportunità.
Ma non è che devi convincere noi.
Il partito cerca persone con valori e la giusta etica ma non è che deve mettersi a giudicare le idee operative (se restano all'interno del quadro costituzionale).
Della tua idea devi poi convincere il popolo che sia giusta, e col supporto del popolo potrai metterla in atto.
Se vuoi invece agire fuori dai dettami costituzionali ti serve una rivoluzione o un plebiscito.
Sono però cose che esulano dai compiti di un partito politico.
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Non ho idea di come debba essere la miglior legge elettorale, semplicemente mi interrogo sul fatto se essa da sola possa bastare, essere sufficiente ad evitare brogli e come spiegato nei video decisioni prese dall'esterno avendo così risultati che non corrispondono nel reale alla volontà del popolo.

La legge elettorale è la porta al potere. Per come è formulata in tutto il mondo, assicura che si fanno elezioni, ma con scelte limitate.
La teoria è, che i popoli sono sovrani, ma la "pratica" voluta dalle leggi elettorali è, che
1) I rappresentanti siano uccellini liberi di tradire e vendere il popolo
2) Sia impossibile bocciare il sistema e politici e partiti
da qui l'istruzione di scegliere la cacca meno schifosa!

Per il primo difetto, la soluzione più popolare della quale si parla è il "vincolo di mandato". Quindi vogliamo legare gli eletti al popolo, e invece li leghiamo a quelli che controllano i loro partiti, e sono molto probabilmente vicini alle élite! Soluzione poco geniale, per non dire parolacce.
Per il secondo difetto esistono diverse proposte, e tutte in un modo o l'altro possono funzionare, ma nessuna è "obbligatoria".

Siccome sono accusato di essere criptico, faccio l'esempio adeguato:
È una bella differenza avere un metodo per dire alla elite "ti tocca spararti" invece di dire "non riesco a raggiungerti, ma se potessi, ti sparerei!"
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Mi piacciono le tue intuizioni!

Prendiamo l'esempio della gente chiusa nella grotta di Platone. Hanno gli occhi abituati al poco chiarore che da la fiamma, e non conoscono la luce del sole. Conoscono ombre di alcune cose, ma non le cose.

Fare un partito corrisponde a raccogliere legna per ottenere una fiamma migliore.
Fare metapolitica (si usano le normalissime elezioni per farla!, ma ci sono altri percorsi percorribili in parallelo) vuol dire non perdere tempo con i rami, e far invece saltare in aria la roccia che impedisce di uscire dalla grotta e muoversi e vivere sotto la luce del sole.

Fare politica col sistema in piedi e in piena funzione è lottare coi mulini a vento.

Ribadisco, che non sono un troll che smonta per il gusto di rovinare le speranze degli altri.
Il modo di fare c'è, e permette - anzi richiede - attivismo, ma prima di cominciare si devono capire diverse cose.
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Discussioni generali / Re:ATTIVISMO SI, MA CON LE IDEE CHIARE
« Ultimo post da Orazio di Bella il Giugno 18, 2021, 04:38:27 am »
1) Orazio, resti sempre piuttosto criptico,
2) se ho una piccola possibilità di batterlo tramite una strategia qualsiasi non la dirò certamente a lui
3) Noi vogliamo che pSp sia lo strumento politico da utilizzare in parlamento da parte del popolo che sa come ripristinare la democrazia.
4) le elite convinte che la democrazia non sia necessaria, anzi, convinte che il mondo andrebbe di certo meglio sotto il loro comando.
5) Può darsi abbiano ragione,
6) oppure sono gli strumenti a disposizione del popolo a non essere adatti.
Con i partiti oggi al ... l'Italia non è ... democratica, indipendentemente dal fatto che il popolo sia abbastanza maturo da meritarsi una democrazia.

Caro Bruno,
ho visto la tua risposta solo oggi e rispondo a un paio di cose che ho ritagliato. E non è per "aggiustare", ma per chiarire.

1) "Criptico" lo sono per una ragione particolare: Perché ho elaborato un modo di vedere la realtà molto diverso da come la vedete voi. Molto spesso la gente che lo fa è matta (schizofrenica). Nel mio caso, vedo cose che voi non vedete. E vi potete offendere solo, se risulta che non è vero, altrimenti dovreste bucarmi di domande per vedere di cosa parlo.
2) Nel caso della cosa che ho elaborato, non cambia molto se la élite se ne accorge. L'unica cosa che potrebbero fare, è mandarmi a freddare, ma se sono riuscito a passare la staffetta ad altri (cioè a far capire bene tutti gli aspetti), che io viva o no non importa.
3) Qui ti do un saggio di come differisco nel vedere le cose:
Non puoi ripristinare la democrazia. Non c'è mai stata negli ultimi 250 anni. E se lo affermo, lo posso provare!
4) Le élite agiscono in malafede! Non credono di poter fare meglio, e sicuramente non hanno per la testa, che la democrazia non sia necessaria. Controllano il mondo in maniera intelligente, e sono riusciti ad evitare di proposito la democrazia. Con il semplice stratagemma di far votare, ma non nel modo corretto!
5) Hanno ragione solamente, se tu condividi la loro convinzione, che loro sono superiori, per il solo fatto che riescono a fare fesso tutto il mondo. Perché per "meriti" nel settore della cultura, della scienza e del sapere puoi cercare i nomi Rothschild, Rockefeller e simili, e non ne troverai. L'orgoglio della specie umana per i contributi al progresso non sono affatto loro!
6) Qui senza sapere dove cercare, la azzecchi in pieno! Non sono gli strumenti, bensì le regole e l'ordinamento del sistema, e impedire che si possa davvero fare qualcosa di sostanzioso e sollevare le sorti della specie umana (e sicuramente non nego il progresso degli ultimi 200 anni, ma in materia sociale e della giustizia e benessere generale si può fare molto di più!).

Io nel vostro progetto non vedo affatto, la correzione della legge elettorale, e la riforma dei tre poteri, per renderli davvero indipendenti ... e incorniciati dalla sovranità del popolo.
Se da questa frase sopra devo togliere quello che suona criptico, mi devi ascoltare per circa un'oretta.
Perché se la legge elettorale è una immensa porcata, e l'umanità non se ne è accorta per 240 anni, la porcata è nascosta abbastanza bene.
E se altrettanto succede con i tre poteri, e con l'incongruenza tra sovranità del popolo e quello che viene servito, manca (globalmente) la visione chiara su come funzionano le cose, e come invece dovrebbero funzionare (perché hanno appiccicata addosso l'etichetta "democrazia"!).
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