UMBRICELLUM

Ancora oggi e un nome che identifica la fregatura di una classe politica allo sbando sia a destra che a sinistra ?

di Leonardo Ranieri Triulzi
Correva l’anno 2014 ed ero con amici in una riunione nella quale c’erano esponenti di varie Liste che si sarebbero presentate alle Elezioni Regionali in Umbria dell’anno seguente. Si stava parlando della incostituzionalità del Porcellum come base di discussione della nuova Legge Elettorale Umbra, che poi è scaturita dall’inciucio tra una destra ed una sinistra preoccupate dell’avvenuto cambio politico di Amministrazione al Comune di Perugia, principalmente dovuto alla presenza di piccole Liste Popolari e Movimenti che avevono sottratto consensi al Partito Dominante da circa 70 anni. Mi venne in mente un nome che potesse identificarsi con l’Umbria e simulasse il famigerato Porcellum con il tipico piatto umbro e quindi uscí spontaneo l’appellativo “Umbricellum”, approvato con ilarità da tutti i presenti.

Ancora oggi l’Umbricellum e le sue incostituzionalità sono alla valutazione di una Magistratura molto, o forse troppo, lenta.
In questi anni di acquiescenza mi sono dedicato a mettere in contrapposizione le leggi regionali attualmente in essere, e mi sono fatalmente reso conto che ogni cinque anni quasi tutte le regioni coinvolte nei rinnovi elettorali o cambiano la loro legge elettorale oppure creano una serie di emendamenti a quella in essere per conservare la propria gestione del potere all’interno della Regione.

E’ noto che questo potere in mano a questa nomenclatura è sempre stato chiamato dal Partito Dominante come una normale “gestione del consenso“, ma forse non dobbiamo dimenticare che nelle regioni del sud d’Italia spesso la Magistratura lo considera penalmente rilevante e lo assimila al “voto di scambio”, oggi colpibile solo se in connivenza con le eventuali Mafie locali.
Il motivo principale è la conferma della continuità di gestione, visto che la Regione Umbria è l“Azienda” più ricca del nostro territorio, un grande centro di potere gestito anche con la connivenza delle istituzioni locali e nazionali, compresa l’Università. Mi riferisco al problema Umbro della Sanità, dei Trasporti Pubblici, della Gestione dei Rifiuti in generale ed in particolare quella dei Rifiuti Pericolosi, dei non dichiarati inquinamenti industriali di vasti territori regionali “scambiati” ed accettati dalla politica del passato e dai Sindacati con la promessa di posti di lavoro …..ecc., Insomma di tutte quelle indagini della Magistratura Umbra e della Commissione Parlamentare sugli Eco Reati che sembrano essere in lavorazione in questo 2020.

La popolazione Umbra nelle ultime Elezioni Regionali ha voluto cambiare volto politico al proprio territorio nella speranza che chi governa oggi la Regione possa finalmente uscire da quella perniciosa pratica dell’inciucio tra destra e sinistra che tanti guasti ha provocato in questa Regione, votata da sempre alla piccola e micro impresa, all’artigianato, al turismo, alle nicchie di mercato super specializzato e/o tecnologico, piuttosto che alle grandi concentrazioni industriali che fatalmente putano solo alla riduzione dei costi in vista della concorrenza internazionale e globalista.

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